Nell'antica Roma, con vespillone (in latino: vispillo, -nis) si indicava il becchino delle classi sociali più umili. Il termine è storicamente usato a Roma anche in epoca moderna, attestato anche in forma scritta, oltre che nel dialetto romanesco.
Lo stesso termine è usato in Italiano dallo scrittore e pittore Dino Buzzati per indicare delle creature fantastiche del suo immaginario (presenti in uno dei racconti de I miracoli di Val Morel), definiti come "calabroni giganteschi".Elisabetta Convento, "Presenze entomologiche perturbanti nella narrazione di Buzzati" in "Epifanie entomologiche nella cultura italiana", numero monografico di "Filoloski pregled", XLVI 2019 1. (2019). (n.p.):Jelena Novaković.: p. 165. Buzzati ha rappresentato i suoi vespilloni anche in dipinti (anche se questi hanno maggiore somiglianza con grandi uccelli che con insetti).
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Animali ibridi immaginari