Il piano Morgenthau era un programma per l'occupazione della Germania dopo la seconda guerra mondiale, che propugnava rigide misure finalizzate a impedire alla Germania la possibilità di risollevarsi come potenza economica e militare. Nell'ottobre 1945 Henry Morgenthau Jr. pubblicò un libro dal titolo Germany Is Our Problem ("La Germania è il nostro problema"), nel quale spiegava il suo programma.

La genesi Il piano proposto prese il nome del suo autore, Henry Morgenthau Jr., all'epoca segretario al tesoro degli Stati Uniti. Il 16 settembre 1944 alla seconda conferenza di Québec, il presidente statunitense Roosevelt e Morgenthau stesso persuasero il primo ministro britannico Winston Churchill, inizialmente molto riluttante, ad acconsentire al programma, probabilmente utilizzando come leva un accordo Lend-Lease da 6 miliardi di dollari.John L. Chase, The Development of the Morgenthau Plan Through the Quebec Conference, The Journal of Politics, Vol. 16, No. 2 (May, 1954), pp. 324–359 Churchill scelse tuttavia di limitare la portata della proposta Morgenthau, scrivendo una nuova bozza del memorandum che fu poi la versione firmata dai due statisti.

Il senso del memorandum firmato stava in questa frase: «Questo programma per l'eliminazione delle industrie belliche nella Ruhr e nella Saar convertirà la Germania in un paese a vocazione soprattutto agricola e pastorale». Quando le notizie dell'esistenza del programma arrivarono alla stampa, la risposta del presidente Roosevelt alle inchieste che seguirono fu di negare la notizia. In Germania, durante la guerra, Goebbels diffuse inquietanti informazioni sul programma per sostenere la resistenza tedesca sul fronte occidentale.Michael R. Beschloss, The Conquerors: Roosevelt, Truman and the Destruction of Hitler's Germany, 1941–1945, p. 144.

Nella Germania occupata, il Piano Morgenthau si basava sulla direttiva di occupazione degli Stati Uniti d'America (JCS 1067) e sui piani alleati di disarmo industriale, pensati per ridurre la forza economica tedesca e per distruggere la possibilità della Germania di intraprendere la guerra, tramite una completa o parziale de-industrializzazione e l'imposizione di limitazioni sull'utilizzo della rimanente capacità produttiva. Al 1950, dopo il completamento virtuale dei piani di "livellazione industriale", per allora molto ridimensionati, erano state rimosse le apparecchiature da 706 impianti manifatturieri nell'ovest e la capacità di produzione dell'acciaio era stata ridotta di 6.700.000 tonnellate.Frederick H. Gareau, Morgenthau's Plan for Industrial Disarmament in Germany, The Western Political Quarterly, Vol. 14, No. 2 (Jun., 1961), pp. 517–534

All'inizio del 1946 il presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman cedette alle pressioni del Congresso e della pubblica opinione, permettendo alle organizzazioni umanitarie straniere di entrare in Germania, per valutarne le condizioni alimentari. A metà del 1946 fu infine permesso a organizzazioni umanitarie non tedesche di aiutare i denutriti bambini tedeschi.Steven Bela Vardy and T. Hunt Tooley, eds. Ethnic Cleansing in Twentieth-Century Europe, ISBN 0-88033-995-0. subsection by Richard Dominic Wiggers, "" pg. 282 Il governo degli Stati Uniti abbandonò formalmente il Piano Morgenthau come sostegno alla politica di occupazione nel settembre del 1946, con il discorso del segretario di Stato James Francis Byrnes dal titolo "Nuova dichiarazione della politica sulla Germania".John Gimbel, Political Science Quarterly, Vol. 87, No. 2. (Jun., 1972), pp. 242-269.

Nel mese di luglio del 1947, con l'avvento della progettazione iniziale del Piano Marshall, pensato per aiutare l'economia europea in crisi a risollevarsi, le limitazioni disposte sulla produzione annuale d'acciaio tedesca furono diminuite. Le quote di produzione d'acciaio consentite furono aumentate dal 25% al 50% della capacità prebellica; Time Magazine, Jul. 28, 1947. inoltre la direttiva JCS 1067, la cui sezione economica aveva proibito "passi verso la riabilitazione economica della Germania [o] destinati a mantenere o rafforzare l'economia tedesca", fu allora sostituita dalla nuova direttiva JCS 1779 che sottolineava invece che "Un'Europa ordinata e prospera richiede il contributo economico di una Germania stabile e produttiva."

All'inizio del 1947 quattro milioni di soldati tedeschi erano ancora utilizzati per lavori forzati nel Regno Unito, in Francia e in Unione Sovietica.John Dietrich, The Morgenthau Plan: Soviet Influence on American Postwar Policy, (2002) p. 123 (Dietrich in turn references the number to: Eugene Davidson, The Death and Life of Germany, p. 166) Nel 1951 la Repubblica Federale di Germania acconsentì ad associarsi per l'anno successivo alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA). Questo significò che alcune delle limitazioni economiche sulla capacità produttiva e sulla produzione reale, che erano state imposte dall'Autorità Internazionale per la Ruhr, furono abolite e che il relativo ruolo fu rilevato dalla CECA. ( Nella Germania contemporanea gli ambienti di estrema destra presentano il Piano Morgenthau come un progetto inerente al complotto ebraico per l'asservimento della Germania.

Il contenuto originario Il memorandum originale, scritto nel periodo fra il gennaio e l'inizio di settembre 1944, sottoscritto dal Morghentau e intitolato Suggested Post-Surrender Program for Germany (Programma post-resa suggerito per la Germania), è conservato nella Biblioteca e Museo presidenziali Franklin D. Roosevelt. Testo e immagine in fac-simile sono consultabili on-line.

Nella proposta originale questo programma doveva essere attuato in tre aspetti principali:

la Germania doveva essere divisa in due stati indipendenti, uno meridionale e uno settentrionale; i principali centri industriali ed estrattivi tedeschi, comprese le zone della Saar, della Ruhr e della Slesia Superiore dovevano essere internazionalizzati o annessi dai Paesi vicini (Francia e Polonia); tutta l'industria pesante doveva essere smantellata oppure distrutta.

Le disposizioni principali possono essere così riassunte:

1) Smilitarizzazione della Germania. Dovrebbe essere obiettivo delle Forze Alleate provvedere alla totale smilitarizzazione della Germania nel più breve tempo possibile dopo la resa. Questo significa il disarmo totale delle forze armate tedesche e della popolazione (inclusa la rimozione o la distruzione di tutto il materiale bellico), la completa distruzione dell'industria tedesca dell'armamento e la rimozione o distruzione di altre industrie-chiave la cui produzione è basilare per la sua forza militare. 2) Divisione della Germania. (a) Alla Polonia dovrebbe andare quella parte della Prussia orientale che non è assegnata all'URSS e la parte meridionale della Slesia indicata sulla cartina allegata (Appendice A). (b) Alla Francia dovrebbero andare la Saar e i territori adiacenti delimitati dai fiumi Reno e Mosella. (c) Come indicato nella parte 3, dovrebbe essere creata una Zona Internazionale che contenga la Ruhr e le aree industriali circostanti. (d) La rimanente parte della Germania dovrebbe essere divisa in due stati autonomi e indipendenti comprendenti (1) Stati tedeschi del Sud che comprendano la Baviera, il Württemberg, il Baden e qualche territorio minore e (2) Stati tedeschi del Nord, comprendenti gran parte dei vecchi stati di Prussia, Sassonia, Turingia e parecchi altri piccoli stati. Vi sarà una unione doganale fra il nuovo stato della Germania del Sud e l'Austria, i cui confini politici verranno ripristinati alla situazione antecedente il 1938. 3) La zona della Ruhr (la Ruhr, le aree industriali circostanti, come si vede dalla cartina allegata, compresa la Renania, il canale di Kiel e tutti i territori a nord del canale di Kiel). Qui si trova il cuore del potere industriale tedesco, il calderone delle guerre. Questa area deve essere non solo privata delle attualmente esistenti industrie ma indebolita e controllata in modo che non possa in un prevedibile tempo futuro diventare un'area industriale. Ciò verrà attuato con i seguenti passi: (a) nel breve periodo, possibilmente non oltre i sei mesi dalla fine delle ostilità, tutti gli impianti e i macchinari industriali non distrutti da azioni belliche saranno smantellati e allontanati dall'area se non distrutti. Tutti i macchinari delle miniere verranno rimossi e le miniere stesse accuratamente poste fuori uso. Si anticipa che questo passo verrà attuato in tre fasi: (i) Le forze armate non appena entrate nella zona distruggeranno tutti gli impianti che non possono essere rimossi; (ii) Rimozione degli impianti e macchinari da parte di membri delle Nazioni Unite a titolo di restituzione e riparazione [dei danni di guerra, n.d.t.] (paragrafo 4); (iii) Ogni impianto e macchinario non rimosso entro un determinato lasso di tempo, diciamo 6 mesi, sarà completamente distrutto o ridotto a rottame e posto a disposizione delle Nazioni Unite. (b) A tutti coloro che abitano quest'area dev'essere chiaramente fatto capire che non le sarà più concesso di diventare una zona industriale. Conseguentemente tutti gli abitanti dell'area e le relative famiglie nelle quali sono presenti particolari specializzazioni o addestramento tecnico dovranno essere incoraggiati a emigrare in modo definitivo dall'area in questione e dovranno essere sparsi su un territorio più ampio possibile. (c) L'area dovrà divenire una zona internazionale governata da una organizzazione di sicurezza internazionale istituita dalle Nazioni Unite. Il governo di questa zona dell'organizzazione internazionale dovrà essere ispirato a politiche volte all'attuazione dei sopra menzionati obiettivi. 4) Restituzioni e Riparazioni. Le riparazioni, in forma di pagamenti e forniture ricorrenti, non devono essere richieste. Le restituzioni e le riparazioni saranno effettuate da trasferimenti delle risorse esistenti della Germania e dei territori, ad es.: (a) mediante la restituzione di beni di proprietà saccheggiati dai tedeschi nei territori da loro occupati; (b) con il passaggio di territori tedeschi e dei diritti privati su proprietà industriali site in tali territori alle potenze d'invasione e alle organizzazioni internazionali secondo il programma di ripartizione; (c) mediante rimozione e distribuzione fra i paesi devastati di impianti industriali e macchinari siti all'interno della Zona Internazionale e negli stati delle Germanie del Nord e del Sud delimitate nella sezione di ripartizione; (d) mediante lavoro forzato da parte di tedeschi fuori della Germania; e (e) mediante confisca di tutti beni di proprietà germanica di qualsivoglia tipo siti fuori della Germania.

La Seconda Conferenza di Quebec Nella Seconda Conferenza di Québec, un incontro militare ad alto livello tenutosi nella città di Québec dal 12 al 16 settembre 1944, tra i governi del Regno Unito e degli Stati Uniti, rappresentati rispettivamente da Winston Churchill e da Franklin Delano Roosevelt, fu raggiunto l'accordo su numerose materie, incluso un piano per la Germania, basato sulla proposta originale di Morghenthau. Il memorandum preparato da Churchill prevedeva «... l'eliminazione delle industrie belliche nella Ruhr e nella Saar [...] cercando di convertire la Germania in un paese a economia prevalentemente agricola e pastorale.»United States Government Printing Office, Report on the Morgenthau Diaries prepared by the Subcommittee of the Senate Committee of the Judiciary appointed to investigate the Administration of the Internal Security Act and other Internal Security Laws, (Washington, 1967) volume 1, pp. 620–621

Questo memorandum, insieme ai piani di "disarmo industriale" nella Germania occupata, è conosciuto generalmente come il vero "piano Morghenthau". pp. 466–467 per il testo completo del memorandum sottoscritto.

Le ripercussioni sulla politica del tempo