L'ex palazzo del Monte di Pietà è un edificio storico di Crema, commissionato dall'ente nel 1569, concluso nel 1586 e sede dell'istituzione fino all'anno 1991. Storia Gli ebrei a Crema Il primo documento noto che attesta una presenza ebraica è piuttosto tardo rispetto alle città vicine (Soncino, Cremona) e risale all'anno 1447. quando Crema era divenuta possesso dell'effimera Repubblica Ambrosiana e il governo cittadino chiedeva ai nuovi capitani meneghini di confermare le agevolazioni nei confronti degli ebrei già concesse dal Duca di Milano, indizio che la comunità, comunque, vi stanziava già da tempo..
A partire dall'anno 1450, quando da un anno Crema era divenuta possedimento della Repubblica di Venezia, sono note una serie di condotte più volte revisionate, sorta di atti che regolavano la vita degli ebrei, i tassi di interesse da applicare nella loro attività principale ossia il prestito, il loro rapporto con gli altri cittadini, inizialmente piuttosto libertarie e gradualmente più restrittive come, ad esempio, l'obbligo di cucire sul petto una stella gialla quale segno di riconoscimento..
Gli ebrei di Crema, che stanziavano nella Contrada del Ghirlo, nel 1468 chiesero al Gran Consiglio cittadino di aprire una sinagoga, accettando persino un aumento del censo annuo, ma il Doge di Venezia negò l'autorizzazione..
È accertato, invece, che agli ebrei era concesso tenere un cimitero la cui ubicazione esatta è ignota, certamente fuori le mura.; se già il Canobio nel XIX secolo citava il rinvenimento di una lapide tombale senza indicare né luogo del ritrovamento né la destinazione, più significativa è quella recuperata nel 1960 in una proprietà Vimercati Sanseverino in buono stato di conservazione; vi viene citato in caratteri ebraici Aronne Mosè figlio di Iacov Levi, deceduto a Brescia il secondo giorno di tishri nell'anno 251 dell'era minore e sepolto a Crema. La data coincide con il 17 settembre dell'anno 1490 del calendario cristianoSi veda l’epigrafe esplicativa collocata a lato della lapide esposta in uno dei chiostri del Museo civico di Crema e del Cremasco..
Non vi è alcuna fonte certa che attesti quando la comunità ebraica abbandonò Crema..
Il Monte di Pietà: XV-XVI secolo Nati come soccorso alle classi meno abbienti, ma anche in chiave antiebraica., i monti di pietà si diffusero nel corso del XV secolo; il Monte di Pietà di Crema nacque a seguito della delibera del Gran Consiglio cittadino datata 24 aprile 1496.; in realtà questo atto fu una sorta di ufficializzazione: lo stesso Gran Consiglio, infatti, aveva già stanziato per la sua fondazione 200 ducati – derivati dai proventi del dazio sui panni di lino. – il 20 maggio 1492, probabilmente sull'onda delle predicazioni di Ludovico della Torre; il 15 luglio dell'anno successivo aveva adottato il regolamento stilato ispirandosi a quello del Monte di Pietà di Padova. La delibera locale fu ratificata con ducale del Governo veneto il 12 luglio 1496..
Principale propugnatore fu il predicatore Michele d'Aquis (Michele d'Acqui, Michele dell'Acque, Michele dell'Acqua), minore osservante che venne eletto assieme ad altri dieci cittadini (Scipione Benzoni, Manfredo Lucini, Andrea Martinengo, Bartolomeo Canevari, Antonio De' Capitani, Bartolomeo Marcone Vimercati, Giacomino Zurla, Obizio De' Almenno, Giovanni Antonio Alfieri, Matteo Bravi) nel primo Consiglio dell'istituzione.. Il religioso fu sostenitore di generose elargizioni, di una colletta concomitante con la processione del Corpus Domini, autore di una competizione tra le quattro porte della città, senza contare le donazioni di nobili, clero, proventi da sottoscrizioni.. Per un decennio rimase attiva anche una sorta di confraternita che devolveva attraverso i versamenti degli aderenti volontari una somma per la cassa del Monte.
Per quanto attiene all'ubicazione, il Monte non ebbe per i primi decenni di vita una propria sede; fu ospitato inizialmente nella casa di Jacopo Zurla, quindi in una casa del nobile Bernardino Bremaschi; ulteriore trasferimento nell'abitazione di tale Nicola Leale, peraltro già concessa precedentemente agli ebrei per la loro attività., dove rimase fino al completamento del palazzo che ne divenne la definitiva sede nel 1586.
Nel frattempo, nell'anno 1514, il Monte fu oggetto di una spoliazione: in quell'anno la città era cinta d'assedio delle truppe della coalizione fra Ducato di Milano, Impero spagnolo e Confederazione Elvetica. La città era difesa dal condottiero Renzo da Ceri; in una fase critica dell'assedio, con la popolazione allo stremo e le paghe per i soldati che languivano, Renzo da Ceri si impossessò dei beni del Monte di Pietà e di Santa Maria della Croce, facendo battere monete da 15 soldi dette petacchie con la sola immagine di San Marco su un lato...
Quanto all'attività di prestito, nei primi anni era gratuita, ma nel 1544 il Monte aveva ormai un notevole patrimonio immobiliare; tuttavia le rendite erano assai esigue anche per la necessità di provvedere ai lasciti testamentari dei benefattori. Per questo motivo si iniziò a introdurre tassi di interesse nulli per piccole somme e progressivi per tutti gli altri beni.. Questione sulla quale qualche decennio dopo intervenne il vescovo di Piacenza ancora competente sulla città – giusto pochi mesi prima l'istituzione della diocesi di Crema – che accusava gli amministratori di lucrare con l'applicazione dei tassi di interesse, contravvenendo ai principi ispiratori dei fondatori.. Il prelato si rivolse direttamente a papa Gregorio XIII il quale, tuttavia, assolse di ogni accusa i responsabili dell'istituzione cremasca. Accusa, peraltro, rivolta anche ad altri Monti di Pietà per cui lo stesso papa il 1º maggio 1581 interveniva, legittimando l'applicazione di tassi equi, che servivano per pagare gli stipendi degli addetti, preservare il patrimonio e pagare le spese di pignoramento.
XVII secolo Nel XVII secolo Il Monte di Pietà di Crema divenne proprietario della chiesa e del piccolo monastero di San Marino. Dopo la soppressione dell'ordine degli umiliati avvenuta nel 1571 i possedimenti furono trasformati in beneficio semplice del quale ne fu investito monsignor Gerolamo dei Conti Pozzi e di Porciglia.. Alla sua morte gli succedette monsignor Agostino Morosini il quale nel 1621 cedette l'ex Casa degli umiliati e la chiesa agli osservanti di Sant'Agostino.; i frati, a sua volta, rivendettero gli immobili al Monte di Pietà di Crema nel 1655..
Giusto in quegli anni il vescovo Alberto Badoer premeva affinché fosse istituita una scuola pubblica superiore per giovani studenti volenterosi; i membri del Gran Consiglio accettarono a patto che non vi fossero spese da parte dell'ente pubblico; cosicché come da delibera vennero istituite due scuole di grammatica e di humanità a spese del Monte di Pietà di Crema che doveva provvedervi anche per lo stipendio degli insegnanti,. individuando l'ex Casa di San Marino quale sede. Dopo un avvio incerto con docenti laici furono chiamati i chierici regolari di San Paolo comunemente detti barnabiti che si dedicarono all'insegnamento con successo..
Se il papa aveva permesso nel 1581 ai Monti di Pietà di elargire le "eccedenze" in beneficenza a discrezione del Consiglio, nel 1644 gli ispettori veneziani apportarono d'ufficio le modifiche del regolamento, stabilendo che gli avanzi annuali di bilancio dovevano essere elargiti esclusivamente a cinque pii luoghi: le Cappuccine, le Convertite, il Conservatorio delle Zitelle, i Mendicanti e lOspedale degli Esposti.
Altri provvedimenti furono imposti al Monte nella seconda metà del XVII secolo: nel 1669 si stabilì che l'ente doveva donare 40 ducati ai carcerati.
Un ennesimo onere fu imposto nel 1679 per l'acquisto di una casa di proprietà di Camillo Zurla per ricavarvi un carcere più dignitoso dei camerotti esistenti. L'operazione costò al Monte 7 mila lire e fu pressoché una perdita: per quanto era permesso all'istituzione di chiedere una retta di 4 soldi giornalieri per il vitto ai carcerati ben pochi se li potevano permettere. Per i nobili e i possidenti condannati per qualche reato, infatti, vi erano, in alternativa, le confortevoli carceri del castello di Porta Serio..
Nel 1681 vennero aggiunte tra le beneficiarie delle donazioni le Madri terziarie e nel 1699 l'Ospedale degli infermi. XVIII secolo Ancora imposizioni: nel 1722 fu il Senato veneto a obbligare il Monte a versare una quota da destinare a un fondo da utilizzarsi in caso di emergenze sanitarie e che durò fino al 1790.. Ma in quei primi anni del secolo sono documentati versamenti per l'abbellimento della cattedrale e altre opere di culto; e anche il Comune ne fu destinatario per riparare i danni subiti dal territorio per gli scontri tra i franco-spagnoli e gli imperiali di Eugenio di Savoia, i quali, pur essendo Venezia neutrale, interessarono anche il cremasco.
Sono documentati un prestito di 5 mila ducati diretto alla Repubblica di Venezia nel 1734 e un'erogazione al Comune di Crema per sistemare le strade nel 1793..
Poiché l'accollo delle spese della scuola di San Marino era ormai divenuto oneroso chiesa e conventino di San Marino furono donati ai padri barnabiti nel 1744, disponendo un'erogazione annuale ai religiosi di 4.700 lire e con la clausola che il complesso venisse restituito qualora i religiosi avessero abbandonato Crema..
La Legge del Senato veneto del 1767 introduceva il nuovo regolamento da applicarsi ai Monti di Pietà: la principale novità era la nomina di cinque soggetti tra li più autorevoli ed accreditati, col nome di Soprintendenti alle Cause Pie di questa città con il compito di controllare la conduzione dell'ente e le modalità di gestione del denaro.; la carica durava tre anni e i membri eletti non erano rieleggibili per i tre anni successivi. Lo stesso provvedimento introduceva la figura di un avvocato per i rapporti legali e giuridici (1.200 lire di compenso annuo), un cancelliere a tempo pieno, nominato dal Gran Consiglio cittadino dietro versamento di una cauzione di 200 ducati e 900 lire di compenso annuo; infine, un guardiano (famulo) con compiti di custodia e collegamento fra i vari enti che si spartivano proporzionalmente il compenso di 570 ducati annui.. Il podestà-capitano Daniele Balbi nominò quali primi Soprintendenti Luigi Benzoni, il marchese Benedetto Obizzi, il marchese Luigi Zurla, Faustino Griffoni di Sant'Angelo (co-soprintendente) e Carlo Premoli (co-soprintendente)..
XIX secolo Con l'instaurarsi della Repubblica Cisalpina nel 1800 fu imposto al Comune di Crema la corresponsione di 83 mila lire milanesi pena l'occupazione militare dei "municipalisti".; ma non avendo l'ente pubblico nelle casse una simile somma ancora una volta si prelevò d'ufficio dalle casse del Monte di Pietà quanto mancava, oltre che a quelle dell'Ospedale..
Lo statuto fu soppresso dalla Repubblica Cisalpina nel 1809 e le autorità stabilirono d'ufficio che gli avanzi di gestione, dedotta una quota del 40 percento, venissero devoluti alla Casa di Ricovero. Due anni dopo fu soppresso il Collegio dei deputati che amministrava l'ente fin dalla sua fondazione e i beni trasferiti alla Congregazione di Carità. Passarono ancora alcuni anni e vi fu un nuovo cambio: l'Impero austriaco restituiva la piena autonomia al Monte.
Il complesso di San Marino e la nuova scuola che nel frattempo avevano costruito i padri barnabiti (l'attuale scuola secondaria di primo grado dedicata a Giovanni Vailati) ritornarono all'istituzione nel 1810 quando a seguito delle soppressioni religiose attuate dai francesi i religiosi furono allontanati. La scuola fu concessa in uso gratuito al Comune, versando la somma di 4 mila lire per gli onorari agli insegnanti. Poco dopo la metà del secolo, precisamente nel 1857, fu firmata una convenzione con il Comune per l'uso perpetuo dell'edificio scolastico.