La località disponeva di uno scalo merci con un piano caricatore, un magazzino e un binario tronco che garantiva l'accesso non solo allo stesso ma anche a una segheria retrostante la stazione (Frugoli) e ad un'altra sita nei pressi del passaggio a livello (SIMA)... Tale binario era utilizzato anche per l'effettuazione di precedenze nel senso pari,. e inizialmente parte terminale del binario indipendente dedicato alle tradotte da e per Massa Zona Industriale e con la Zona Industriale Apuana in sé. Dall'inizio degli anni novanta il servizio merci venne soppresso e lo scalo perse la sua funzione originaria: il magazzino venne poi parzialmente riconvertito in ristorante per il Dopolavoro Ferroviario, attivo fino al 2018 e poi trasferito a Marina di Carrara, e dal piano caricatore venne ricavato un parcheggio riservato al personale di servizio. Il tronchino venne dismesso nei primi anni 2000,Nel il binario non risulta più presente quando risultava nel successivo (e in seguito cancellato), indicandone la loro conseguente soppressione. in quanto era venuto a cessare il traffico per il raccordo Frugoli, quello per la Zona Industriale Apuana e l'esigenza di effettuare precedenze su quel binario, in quanto la linea era stata resa banalizzata con la possibilità di effettuare marce parallele già nella prima metà degli anni novanta. Nel 2007 da parte del sedime venne ricavato l'allungamento della banchina.Nella , la banchina risulta allungata in direzione Pisa con il tronchino dello scalo non più presente.

Lato La Spezia era presente un ulteriore piano caricatore, dedicato fino al 1969 alla linea per Carrara San Martino e in seguito per altra merce relativa al processo di estrazione del marmo alle cave, come ad esempio la sabbia, e originariamente dotato di una gru capace di sollevare fino a , poi trasferita a Savona Letimbro e della quale rimane la base in metallo.

Ubicazione e pendenze L'asse del fabbricato viaggiatori si trova alla progressiva chilometrica 146+997,51. a 18 metri sul livello del mare, in entrambe le direzioni Pisa e La Spezia la linea tende a scendere con una pendenza intorno al 6 per mille, rispettivamente 6‰ lato Pisa tra le chilometriche 145+992 e 146+792 e 6,5‰ lato La Spezia tra le progressive 147+270 e 147+976. Tali pendenze sono calcolate tra il ponte sul Carrione e il segnale di protezione lato Pisa e tra il ponte sul viale XX Settembre e il segnale di protezione lato La Spezia (sulla planimetria entrambi raffigurati con ale semaforiche di 1ª categoria).

Configurazione

Il dispositivo d'armamento era suddiviso, dall'attivazione dell'ACEI e al tempo della sua massima operatività, in due zone: centralizzata e a mano. La zona centralizzata si componeva di 6 binari di circolazione (da 1 a 5 e 1p, dove P sta per pari e utilizzato per le precedenze in tale senso di marcia). attrezzati con segnalamento luminoso di 1ª categoria e basso di manovra,. la zona a mano comprendeva i binari 6 e 7 e tutte le varie aste di manovra e raccordi lato Pisa e La Spezia. Tra tali zone era garantita l'indipendenza a mezzo di due comunicazioni (deviatoi 4a-b e 13a-b) collocate lato Spezia e Pisa e poste normalmente per il parallelismo.Per comunicazione s'intende una coppia di deviatoi posti su due binari attigui paralleli, collegati tra loro in modo da consentire il passaggio dall'uno all'altro binario, la posizione di parallelismo corrisponde alla disposizione per il corretto tracciato dei due deviatoi, da: I binari dal terzo al settimo, tra il primo e l'1p nonché in gran parte del piazzale a mano erano serviti da camminamenti in cemento per permettere di effettuare in sicurezza le operazioni di manovra, formazione treni e verifica veicoli, e in generale consentire gli spostamenti sul piazzale da parte del personale di servizio..

Vi erano anche altri binari tronchi per lo stazionamento di materiale rotabile e altri che davano accesso a strutture come il ponte a bilico (che fungeva anche da bilancia fiscale) con la sagoma limite, la rimessa e la fu sottostazione elettrica; erano presenti inoltre vari raccordi con aziende collocate nelle vicinanze del piazzale il che rendeva l'impianto uno scalo terminale di tipo raccordato a tutti gli effetti. Lato Pisa era presente la "campagna", la cui realizzazione risale al 1938 con la creazione della Zona Industriale Apuana, costituita fino all'inizio degli anni duemila da un binario dorsale che dava accesso ad ulteriori tre aziende servite da altrettanti raccordi. In seguito i raccordi Fibronit e Cementerie Apuane vennero soppressi e l'intera area "campagna" acquistata dalla Spintermar, insediatasi in parte dell'area ex Ferroleghe, che decise di realizzare un fascio di quattro binari per la presa e consegna dei propri treni. Completava il piazzale sud la continuazione del binario 1p verso il sistema di raccordi della Zona Industriale.

Enti Il piazzale si componeva nel complesso di 48 deviatoi, 6 scarpe fermacarri, 24 segnali bassi luminosi fissi e 22 segnali luminosi, oltre che di altri impianti fissi..

Segnalamento In origine la stazione disponeva dei soli dischi di protezione per permettere l'accesso ai treni, poi licenziati in loco dal capostazione. Successivamente venne installato il vero e proprio segnalamento di tipo semaforico con avviso, protezione e partenza.Foto tecnica di FS in datata 8 marzo 1926. Con l'avvento del sistema ACE, questo venne sostituito dal segnalamento di tipo luminoso e la prima implementazione del segnalamento basso per le manovre, costituito da marmotte. Con l'attivazione dell'ACEI i segnali bassi girevoli vennero sostituiti da segnali bassi luminosi con modifiche al segnalamento di 1ª categoria.

Il segnalamento, a partire dalla banalizzazione della linea, era così composto:

Dal 21 dicembre 2012, i segnali di protezione e partenza sono stati in parte sostituiti da segnali permissivi di blocco automatico (gli avvisi e protezione lato La Spezia con le partenze lato Pisa) e in parte soppressi (gli avvisi e protezione lato Pisa con le partenze lato La Spezia).. Infine tutti i segnali non relativi ai binari di linea e quelli bassi di manovra sono stati soppressi.

Deviatoi centralizzati

I deviatoi intallonabili a comando erano posti sui binari 1, 2 e 3, dove venivano presi di punta con velocità d'inoltro maggiore di (per consistenza d'impianto, per i treni che impegnavano i deviatoi di punta anche a velocità inferiori a questi venivano comunque resi intallonabili). Non esisteva ritorno automatico alla posizione normale per alcun deviatoio..

Deviatoi a mano

La maggior parte dei deviatoi a mano era dotata di fermascambio a chiave FS, questi ultimi tipicamente posti in corrispondenza dell'innesto dei vari raccordi, e i restanti erano liberi senza fermascambio. Erano numerati dal 201 in poi. I deviatoi e comunicazioni a mano posti sui binari di circolazione erano dotati di fermadeviatoio elettrico per il controllo della posizione all'atto della formazione degli itinerari.

Completava il contesto l'area della "campagna" dove però, essendo zona privata della società Spintermar (trattata come raccordo da RFI) e pertanto non inclusa nelle planimetrie e piani schematici, nessuno dei deviatoi risultava avere una numerazione dedicata. In precedenza all'acquisizione dell'area da parte di Spintermar, i deviatoi d'accesso alla stessa (ancora menzionata come Montecatini Calciocianamide nella documentazione) e alle società Cementerie Apuane e Fibronit avevano numerazione propria e accompagnati da sbarre fermacarri.

Staffe fermacarri

Passaggi a livello Il piazzale è attraversato dalla via provinciale Carrara-Avenza tramite un passaggio a livello centralizzato a barriere complete. È ubicato al chilometro 146+628 ed era munito di impianto televisivo e collegato ai segnali di protezione e partenza lato Pisa.. In quanto collocato nella zona di stazionamento dei binari 4 e 5, i circuiti di questi ultimi erano spezzati in due (IV¹/IV² e V¹/V²) e il PL veniva riaperto manualmente dall'operatore dal banco di manovra in seguito all'accertamento della libertà dell'attraversamento.. L'apparato considerava questi circuiti sdoppiati come uno solo (IV e V) e venivano raffigurati come tali sui piani schematici.

Dopo il declassamento, è stato riclassificato da PL di stazione ad automatico di linea, protetto da segnali di blocco automatico, mentre la sua chiusura e apertura non viene più comandata con la formazione degli itinerari dall'ACEI ma direttamente al passaggio del treno tramite specifici pedali posti sul binario.

Durante l'esercizio col blocco manuale, i segnali di partenza lato La Spezia erano collegati a un posto di guardia di un PL di linea, poi soppresso, ubicato al km 149+955 e la loro apertura era vincolata allo stato d'efficienza delle barriere del suddetto attraversamento.

Altre apparecchiature Sul piazzale erano presenti due trasmettichiave (unità bloccabili), marcati "8" e "11" che ospitavano le rispettive chiavi.. La chiave 8 veniva sbloccata dal DM tramite la maniglia per il fermadeviatoio 108, che consentiva sia di estrarre la chiave da introdurre nella vicina staffa fissa, sia di manovrare il deviatoio 108. La 11, una volta sbloccata ed estratta, consentiva di manovrare la staffa sul binario 7.

Esisteva inoltre il dispositivo per l'indipendenza "Dev. 4", connesso alla relativa comunicazione 4a-b e che consentiva di realizzare l'indipendenza tra le due zone di piazzale, nonché il tracciato permanente di manovra. Consisteva di una cassetta stagna con una maniglia a tre posizioni, una lampada per il consenso e una serratura elettrica per chiave Yale: questa, custodita dal DM in ufficio, veniva inserita e girata ogni qual volta si doveva effettuare un instradamento (o itinerario da o per il binario 6) ed estratta, eseguendo prima la manovra inversa nella serratura, quando la manovra era terminata.

Erano poi presenti, in corrispondenza dell'entrata dell'ufficio movimento, sei armadietti per l'abbattimento della codifica sui binari di corsa al codice 180, contenenti le "chiavi di rallentamento" 11d, 12s, 13s/d, 14s/d, 15s/d, 16s/d.. Tutti i dispositivi vennero rimossi al declassamento a fermata.

Impianti fissi

La fermata era dotata di un impianto di rifornimento idrico per i treni a vapore e per quelli alimentati in corrente alternata trifase, dotato di una torre da e un'altra in cemento armato di riserva da attivata nel 1906, poi demolito. Dopo la demolizione della torre dell'acqua, dell'impianto rimasero solo le colonnine, la prima ubicata in direzione Pisa e la seconda in direzione La Spezia nei pressi del termine della banchina, al 2007 queste risultavano ancora formalmente attive. Vennero rimosse definitivamente nel 2017 con i lavori di restyling dell'impianto.

Tra gli impianti fissi figuravano inoltre un ponte a bilico con sagoma limite, una piccola piattaforma girevole (per il raccordo Cellubloc Du Borck) e delle gru al servizio dei piani di carico.

Armamento L'armamento era costituito da rotaie UNI 60 (armamento pesante) e traversine in cemento armato precompresso per i binari 1 e 2, da rotaie UNI 50 ed eguali traversine per i binari 3 e 4 e da rotaie FS 46 con traversine in legno per il resto del piazzale. I deviatoi posti sui binari 1, 2 e 3 erano costituiti da armamento pesante (ad eccezione del deviatoio centralizzato 14, posto sul binario 4 e avente, per l'appunto, armamento pesante) mentre il restante aveva armamento leggero tipo FS (o in alcuni casi RA) con tangenti 0.10 o 0.12.

Infrastruttura TE