L'Articolo 49 della Costituzione francese fa parte del titolo III, recante "Rapporti fra Governo e Parlamento", e delinea la procedura relativa ai voti di fiducia e sfiducia nel Governo.
Descrizione Comma 1 Il comma 1 consente al Governo (vale a dire, al Consiglio dei ministri) di chiedere, qualora lo desideri, che l'Assemblea nazionale approvi il suo programma politico oppure una dichiarazione di politica generale, accordandogli così la fiducia. Il voto contrario dell'Assemblea sul programma o sulla dichiarazione importa obbligo di dimissioni. Tuttavia, il Governo non è obbligato a sottoporre il suo programma al voto dell'Assemblea e può rifiutarsi di farlo.
Comma 2 Il comma 2 consente all'Assemblea nazionale di sfiduciare il Governo, approvando una mozione in tal senso (motion de censure, letteralmente mozione di censura). Quest'ultima deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei deputati, e deve raccogliere il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea per essere approvata. In pratica, ciò significa che i deputati che si sono astenuti vengono contati automaticamente come contrari alla mozione. Lo stesso vale per coloro che sono assenti, a meno che non abbiano delegato ufficialmente il proprio voto favorevole ad un altro membro dell'Assemblea. In caso di approvazione della mozione, il Primo Ministro deve presentare le proprie dimissioni e quelle del Governo al Presidente della Repubblica, che può decidere se accettarle oppure sciogliere l'Assemblea e indire nuove elezioni legislative.
Comma 3 Il comma 3 consente al Governo di far approvare un disegno di legge anche senza una formale votazione in Assemblea. Se infatti il Governo impegna la propria responsabilità (ovverosia pone la questione di fiducia) su un testo all'esame dell'aula, esso s'intende approvato, a meno che non sia presentata una mozione di censura entro ventiquattro ore. In caso ciò accada, il progetto di legge s'intende approvato solo se l'aula respinge la mozione.
Comma 4 Il comma 4 concede al Governo la facoltà di chiedere al Senato di approvare una dichiarazione di politica generale. Il voto contrario del Senato su quest'ultima non importa obbligo di dimissioni.
Note
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