La classe 600 serie Perla era una classe di sommergibili costieri italiani. Impostata nel 1935, terza serie della Serie 600, le dieci unità dal nome di minerali furono impiegate durante la seconda guerra mondiale.

Durante la guerra di Spagna lIride e lOnice vennero “prestati” alla marina falangista, prendendo il nome rispettivamente di Gonzáles López e Aguilar Tablada, nell'ambito degli aiuti italiani al regime di Franco.

Queste unità ottennero alcuni successi, come l'affondamento dell'incrociatore inglese Bonaventure (pennant number 31) della classe Dido da parte dellAmbra, e vari affondamenti ai danni del naviglio mercantile.

Due battelli della classe, Iride ed Ambra furono trasformati per il trasporto di mezzi di assalto subacquei. LIride affondò nel 1940 durante il primo tentativo fallito di assalto alla base di Alessandria.

Una vera impresa fu il trasferimento del Perla dalla base di Massaua, in Eritrea, che stava per cadere insieme al resto dell'Africa Orientale Italiana per mano delle truppe inglesi fino alla base atlantica di Betasom, a Bordeaux, effettuata attraverso la circumnavigazione del continente africano e successivamente il rientro nel mar Mediterraneo attraverso lo stretto di Gibilterra.

Unità Ambra

Impostato il 28 agosto 1935 nei cantieri Odero-Terni-Orlando di La Spezia, fu varato il 28 maggio 1936 ed entrò in servizio il 4 agosto dello stesso anno. Il 16 dicembre 1941 fu sottoposto a ben dodici ore di caccia antisommergibile da parte di due navi britanniche, riuscendo tuttavia ad allontanarsi incolume.. Alle 2.44 del 31 marzo 1941, al comando del t.v. Mario Arillo, lanciò tre siluri contro il moderno incrociatore britannico HMS Bonaventure (forse in precedenza danneggiato da un altro sommergibile, il Dagabur) che, colpito, affondò portando con sé 23 ufficiali e 115 marinai.. Fra marzo e aprile 1942 fu convertito in sommergibile «avvicinatore» di mezzi d'assalto.. Il 29 aprile 1942 partì per la sua prima missione (operazione «G.A. 4»): un attacco di SLC alla base di Alessandria d'Egitto.. Dopo una tappa a Lero, il sommergibile giunse ad Alessandria il 14 maggio e rilasciò i due SLC. Causa però un errore di calcolo della posizione, l’Ambra si venne a trovare in un punto differente da quello previsto, e gli SLC, non trovando l'imboccatura del porto, dovettero essere abbandonati dai due equipaggi, che furono poi catturati. Il 4 dicembre 1942 l’Ambra lasciò La Spezia per la sua seconda missione da avvicinatore, l'operazione «N.A. 1»: un attacco con SLC e «uomini Gamma» (subacquei incursori) contro il porto di Algeri.. Il 7 dicembre il sommergibile raggiunse la zona di Algeri e quattro giorni dopo, migliorate le condizioni meteomarine, poté rilasciare i «Gamma» e gli SLC.. Il comandante Arillo volle poi trattenersi a lungo in zona per recuperare gli incursori, ma questi al ritorno non trovarono (prevedibilmente) il sommergibile e furono tutti catturati; l'operazione si concluse comunque con un successo, dato che vennero affondati i piroscafi Ocean Vanquisher (7174 tsl) e Berto (1493 tsl), e due altri grossi mercantili, l’Empire Centaur (7041 tsl) e l’Armattan (4558 tsl) subirono gravi danni.. La terza e ultima missione dell’Ambra si svolse durante la campagna di Sicilia: nella notte del 17-18 luglio 1943 il sommergibile, con a bordo tre barchini esplosivi MTR, si portò nei pressi di Siracusa per attaccare le navi ormeggiate in zona, ma fu individuato da un aereo antisommergibile e colpito con bombe di profondità.. Gravemente danneggiato, il sommergibile dovette essere rimorchiato a Napoli dalla torpediniera Partenope; dopo riparazioni provvisorie, si trasferì a La Spezia il 27 luglio.. All'armistizio si trovava ancora in riparazione e si autoaffondò; recuperato dai tedeschi, fu affondato nel porto da un attacco aereo nel 1944.

Berillo

Impostato il 14 settembre 1935 nei CRDA di Monfalcone, fu varato il 14 giugno 1936 ed entrò in servizio il 5 agosto dello stesso anno. Come altre unità, prese clandestinamente parte alla guerra di Spagna effettuando tre missioni; durante una di queste si verificarono 45 fra avvistamenti e manovre d'attacco ma con un solo (e infruttuoso) lancio di due siluri contro un mercantile.. Durante la seconda guerra mondiale fu assegnato alla XIII Squadriglia Sommergibili; svolse cinque missioni navigando per 4298 miglia. Verso le tre del 2 ottobre 1941 avvistò i cacciatorpediniere Havock e Hasty, contro i quali lanciò inutilmente due siluri; fu colpito con bombe di profondità e costretto ad emergere e autoaffondarsi.. Ci furono due vittime (il secondo capo Alberto Maya ed il sergente Sebastiano Parodi), mentre gli altri 45 membri dell'equipaggio – fra cui il comandante t.v. Camillo Milesi Ferretti – furono fatti prigionieri.

Corallo

Impostato nei CRDA di Monfalcone il 1º ottobre 1935, fu varato il 2 agosto 1936 ed entrò in servizio il 26 settembre del medesimo anno. Durante la seconda guerra mondiale fu inquadrato nella 72ª Squadriglia Sommergibili. Il 17 settembre 1940, al comando del c.c. Loris Albanese, avvistò la portaerei HMS Illustrious, la corazzata HMS Valiant e i cinque cacciatorpediniere della scorta; lanciò due siluri contro l’Illustrious e sentì due violenti scoppi, ma non sono mai stati confermati danneggiamenti.. La reazione britannica – bombardamento con cariche di profondità per tre ore – procurò vari danni e una vittima (il capo silurista Angelo Bianchi) al Corallo, e quando il sommergibile venne in superficie il t.v. Alfredo Gatti, comandante in seconda, non riuscì a regolare la pressione all'apertura di un portello e fu espulso dalla pressione, scomparendo in mare. Il 28 aprile 1942 il Corallo affondò a cannonate due motovelieri tunisini: la goletta Dar es Salaam (138 tsl) e lo sciabecco Tunis (41 tsl),. mentre il 7 giugno ebbe eguale sorte il motoveliero Hady M'Hamed (26 tsl); gli equipaggi delle tre piccole imbarcazioni furono tutti presi a bordo del sommergibile. Nella notte del 13 dicembre 1942, a circa quattordici miglia da Bougie, fu individuato da quattro fregate inglesi che secondo alcune fonti. lo colpirono con le artiglierie mentre cercava di immergersi, secondo altre lo costrinsero all'emersione danneggiandolo con bombe di profondità; comunque fosse stato, al termine dello scontro il Corallo fu speronato dalla fregata Enchantress (che a sua volta si procurò gravi danni) e affondò assieme all'intero equipaggio (il comandante t.v. Guido Guidi, 5 altri ufficiali e 43 fra sottufficiali e marinai).

Diaspro

Impostato il 21 settembre 1935, fu varato il 5 luglio 1936 ed entrò in servizio il 22 agosto dello stesso anno. Come altre unità, partecipò clandestinamente alla guerra di Spagna: in una prima missione nel Canale di Sicilia svolse 25 manovre d'attacco con però due soli (ed inutili) lanci. Il 1º settembre 1937, al comando del c.c. Giuseppe Mellina lanciò due siluri contro la nave cisterna britannica Woodford da 6987 tsl; la nave evitò gli ordigni e tentò di speronare il Diaspro, ma il sommergibile lanciò contro la petroliera altri due siluri, che la affondarono. Nell'agosto 1940 riuscì a portarsi nei pressi della Forza H britannica ma non poté attaccare perché attaccato da velivoli della portaerei Ark Royal. Il 22 luglio 1941 attaccò nuovamente la Forza H nel corso dell'operazione inglese Substance: lanciò quattro siluri contro degli incrociatori e altri due contro una corazzata ed una portaerei.. Furono avvertite le esplosioni degli ultimi due siluri, ma non risultano danneggiamenti; secondo fonte inglese il cacciatorpediniere australiano Nestor avvistò i primi ordigni e diede l'allarme, mentre gli ultimi due siluri – regolati per passare ad una quota profonda, per colpire un'unità di grandi dimensioni – transitarono sotto la chiglia del caccia senza scoppiare.. Il 29 settembre 1941 il sommergibile lanciò due siluri contro un gruppo di unità britanniche, mancando di poco il cacciatorpediniere Gurkha.. Il 20 ottobre 1941 avvistò le navi della Forza K (una formazione leggera britannica specializzata negli attacchi ai convogli italiani per la Libia) ma non poté attaccarle per la troppa distanza.. Nel novembre 1942 attaccò una motonave con il lancio infruttuoso di cinque siluri; in dicembre non ebbe ugualmente risultato il forzamento del porto di Bona. Il 18 agosto 1943 attaccò, ancora una volta inutilmente, due cacciatorpediniere britannici al largo di Stromboli; analogamente infruttuoso, l'indomani, fu un nuovo lancio di quattro siluri (anche se furono udite due esplosioni). All'armistizio diresse a Bona per consegnarsi agli Alleati, ma fu costretto a riparare su Cagliari da problemi meccanici. Fino ad allora aveva svolto 53 missioni di guerra, con 806 giorni di navigazione e 25.402 miglia percorse. Durante la cobelligeranza effettuò 59 missioni, di cui 48 addestrative, con 4030 miglia nautiche percorse; in una missione (dal 17 al 23 agosto 1944) fu impiegato per lo sbarco di agenti a Zante e Cefalonia. Il 1º febbraio 1948 fu radiato e quindi avviato alla demolizione; nel corso della guerra fra il suo equipaggio vi era stata una sola vittima, il sergente Gaetano Loffredo.

Gemma

Impostato nei cantieri Odero Terni Orlando di La Spezia il 28 agosto 1935, fu varato il 28 maggio 1936 ed entrò in servizio il 4 agosto dello stesso anno. Inquadrato nella XXXV Squadriglia Sommergibili, prese clandestinamente parte alla guerra di Spagna con una sola missione. Trasferito in Mar Rosso, nel 1939 svolse, assieme al gemello Perla, un lungo viaggio nell'Oceano Indiano per verificare le capacità delle unità in tali zone. Trasferito alla XIV Squadriglia e poi alla XIII, durante la seconda guerra mondiale fu di base a Lero. Svolse quattro infruttuose missioni; durante la quarta (e ultima) s'incrociò con il sommergibile Tricheco. Causa un tragico errore, nessuno dei due sommergibili era stato avvertito della presenza dell'altro: così il comandante del Tricheco, pensando che l'altra unità fosse nemica, ordinò il lancio di due siluri da breve distanza. Colpito, il Gemma s'inabissò all'istante in posizione 35°30' N e 27°18' E, con la morte dell'intero equipaggio (il comandante c.c. Guido Cordero di Montezemolo, 4 altri ufficiali e 39 fra sottufficiali e marinai).

Iride