La casa di Lancaster fu una nobile famiglia medievale del Regno d'Inghilterra, ramo cadetto della dinastia dei Plantageneti. Fondata da Edmondo Plantageneto, I conte di Lancaster nel 1267, regnò dal 1399 al 1461 e fu poi brevemente restaurata tra il 1470 e il 1471, allorché si estinse la sua linea reale.

La storiografia distingue più propriamente due case di Lancaster. La prima casa di Lancaster, costituita dai discendenti del conte Edmondo, durante il XIV secolo fu un'importante famiglia aristocratica molto influente nella politica inglese, ottenendo infine il titolo di duca di Lancaster. La prima casa si estinse in linea maschile già nel 1361 alla morte di Enrico Plantageneto, I duca di Lancaster, nipote di Edmondo che non aveva avuto eredi maschi. La figlia Bianca di Lancaster aveva sposato il principe Giovanni di Gaunt, quarto figlio di re Edoardo III, che fu creato duca di Lancaster nel 1362, fondando la seconda casa di Lancaster.

Il figlio di Bianca e Giovanni depose re Riccardo II nel 1399 con un colpo di Stato e fu proclamato re con il nome di Enrico IV, facendo quindi assurgere i Lancaster a casa reale dopo aver spodestato la linea primogenita dei Plantageneti. Sebbene la salita al potere di Enrico IV fosse stata sancita dal parlamento, egli aveva scavalcato dei pretendenti che potevano rivendicare un diritto più forte al trono inglese, ovvero i Mortimer, discendenti per linea femminile da Lionello di Anversa, fratello maggiore di Giovanni di Gaunt. Enrico IV passò gran parte del suo regno a guerreggiare coi ribelli alla sua autorità (soprattutto Owain Glyndŵr e i Percy), mentre il figlio Enrico V riprese la guerra dei cent'anni contro la Francia, trionfando alla battaglia di Azincourt del 1415 e in altri scontri che diedero un temporaneo vantaggio all'Inghilterra.

Nel 1422 salì al trono Enrico VI, ancora bambino, il cui regno fu disastroso per i Lancaster e per l'Inghilterra: la sua debolezza politica e le crisi di follia contribuirono all'instabilità del Paese, mentre la sconfitta inglese nella guerra dei cent'anni fu seguita dal devastante conflitto interno noto come guerra delle due rose. Il conflitto oppose i Lancaster alla casa di York, che rivendicava il trono in virtù dei diritti dinastici ereditati per linea femminile dai Mortimer. Nel 1461 Edoardo IV di York salì al trono deponendo Enrico VI, che, brevemente restaurato nel 1470, fu definitivamente deposto da Edoardo IV nel 1471. Nello stesso anno, la disfatta lancastriana a Tewkesbury, nella quale morì l'erede al trono Edoardo di Westminster, e l'uccisione di Enrico VI determinarono l'estinzione della linea reale dei Lancaster.

Dopo la sconfitta degli York nel 1485, la successiva casa di Tudor rivendicò il diritto al trono anche sulla base della propria discendenza dai Lancaster, sebbene il legame fosse indiretto e relativamente debole. I Tudor discendevano infatti per via materna dai Beaufort, linea legittimata originata da Giovanni di Gaunt. Nonostante ciò, la propaganda dei Tudor tese ad esaltare il ruolo nella storia inglese degli "antenati" Lancaster a scapito degli York, e William Shakespeare immortalò la storia della famiglia in opere di pregio come lEnrico V.

Storia La prima casa di Lancaster (1267-1361) Il fondatore Edmondo il Gobbo

La casa di Lancaster fu fondata il 30 luglio 1267, quando re Enrico III d'Inghilterra concesse al suo quartogenito, il principe Edmondo Plantageneto, il titolo di conte di Lancaster.. Re Enrico aveva sempre avuto grandi progetti per Edmondo, tanto da tentare di farlo proclamare re di Sicilia d'accordo con papa Innocenzo IV, che nel 1254 aveva offerto la corona al giovane principe, che aveva allora nove anni, nel tentativo di spodestare la sgradita dinastia degli Hohenstaufen. Il progetto tuttavia si era presto dimostrato irrealizzabile ed era stato abbandonato, soprattutto a causa della seconda guerra dei baroni che infuriava in Inghilterra. Nel 1267 quindi, nell'ottica di rafforzare il controllo regio sull'Inghilterra dopo la sconfitta dei baroni ribelli capitanati da Simone V di Montfort, Enrico concesse al figlio la ricca contea di Lancaster, importante e strategico feudo dell'Inghilterra settentrionale che fungeva da ponte tra la Britannia meridionale e la Scozia. Edmondo era già stato creato tempo prima conte di Leicester, titolo che divenne quindi sussidiario di quello di Lancaster. Nel 1269 Edmondo aderì all'ottava crociata di re Luigi IX di Francia assieme al fratello maggiore, il futuro re Edoardo I d'Inghilterra. La crociata tuttavia fallì ancor prima che il contingente inglese lasciasse le isole britanniche a causa della morte del sovrano francese, e i due fratelli aderirono quindi alla nona crociata, di cui divennero presto i capi militari, difendendo per alcuni mesi la Terrasanta dalla minaccia dei Mamelucchi.

Tornato in patria alla fine del 1272, il conte Edmondo di Lancaster si guadagnò il soprannome di Crouchback, forse una corruzione di Crossback ("schiena crociata"), in riferimento all'emblema crociato portato sulla schiena.. Col tempo tuttavia il soprannome venne interpretato come "schiena arcuata", ovvero "il Gobbo", dando adito alla falsa credenza che Edmondo fosse deforme e che per questo fosse stato escluso dalla successione al trono inglese. Nel 1273 morì la prima moglie, la ricca ereditiera Aveline de Forz, che tuttavia non gli aveva dato figli, ed Edmondo si risposò quindi con Bianca d'Artois, regina vedova di Navarra, che non solo gli diede prole, ma gli portò in dote numerosi feudi in Francia, compreso il titolo di conte di Champagne jure uxoris in attesa che la figlia di lei, la futura regina Giovanna I di Navarra, diventasse maggiorenne.

Dato il secondo prestigioso matrimonio, si trasferì in pianta stabile in Francia, dove fece erigere un grande palazzo nella città di Provins. Si diffuse anche la credenza secondo cui fosse stato Edmondo di Lancaster a diffondere la rosa in Inghilterra, poiché a Provins crescevano rigogliose e le apprezzava molto. Non era tuttavia particolarmente legato ai suoi feudi francesi, tanto che nel 1277 represse duramente la rivolta della stessa Provins per conto di re Filippo III di Francia. Partecipò inoltre alla conquista inglese del Galles, combattendo per contro del fratello Edoardo I e acquisendo numerosi feudi nella nazione conquistata. Nel 1294 fu inviato in Francia come ambasciatore presso re Filippo IV per scongiurare una nuova guerra; la missione diplomatica tuttavia fallì e rientrò in Inghilterra, dove il fratello lo mise a capo della spedizione militare di rappresaglia. Edmondo ripartì nel 1296 e attaccò il ducato di Bretagna, ostile agli inglesi, per poi sbarcare in Guascogna, dove raccolse un notevole esercito. Attaccò quindi senza successo Bordeaux, e dopo aver compiuto poche magre conquiste decise di interrompere la campagna; ritiratosi a Bayonne, vi morì nel giugno 1296.

Tommaso di Lancaster, ribelle e santo

Dopo la morte di Edmondo, il suo patrimonio fu ereditato dal figlio maggiore Tommaso Plantageneto, II conte di Lancaster.. Crebbe alla corte dello zio Edoardo I, durante il cui regno non ricoprì ruoli di rilievo né si distinse; nel 1294 si era sposato con la ricca ereditiera Alice de Lacy, con la quale non ebbe figli. Era invece molto vicino al cugino Edoardo II d'Inghilterra, salito al trono nel 1307. Durante i primi tempi fu uno dei principali sostenitori del governo di Edoardo II, il quale tuttavia cominciò presto a subire l'influenza dei suoi ambiziosi favoriti, soprattutto Pietro Gaveston, che lo aizzò contro i parenti e gli altri nobili del regno per accrescere il proprio potere personale.

Tommaso, risentito delle ingerenze di Gaveston e delle azioni di Edoardo contro la sua famiglia, si mise a capo del partito baronale e guidò quindi la ribellione dei principali aristocratici inglesi contro Edoardo II e il suo favorito. Con un vero e proprio colpo di Stato, Tommaso di Lancaster e gli altri baroni s'impossessarono temporaneamente del potere, obbligando Edoardo ad esiliare Gaveston e a concedere le Ordinanze del 1311, che limitavano il potere regio conferendo al contempo ampia autonomia ai nobili. Il risentimento di Tommaso non si fermò qui, e nel 1312, al ritorno di Gaveston dall'esilio, il conte di Lancaster lo fece catturare e uccidere. Tommaso ed Edoardo si riappacificarono l'anno successivo, ma i rapporti tra i due rimasero comunque piuttosto freddi, tanto che quando Edoardo II invase il Regno di Scozia nel 1314 il conte non rispose alla sua chiamata. Tommaso, il più grande feudatario dell'Inghilterra settentrionale, sarebbe stato il più naturale alleato del re in tale frangente, ma il suo mancato sostegno indebolì l'esercito inglese, conducendolo ad una sconfitta determinante nella battaglia di Bannockburn, che di fatto rappresentò l'ultimo serio tentativo inglese di invadere la Scozia.

Durante gli anni successivi, soddisfatto del ridimensionamento del potere di Edoardo, indebolito dalla sconfitta di Bannockburn, Tommaso tentò di assumere la guida della politica inglese e della guerra contro la Scozia, mettendo da parte lo stesso re. Il conte tuttavia incontrò le stesse difficoltà di Edoardo e non riuscì ad impedire che gli scozzesi contro-invadessero più volte l'Inghilterra attaccando e saccheggiando varie città come Carlisle, Durham e Berwick-upon-Tweed. Nel 1317 poi perse interesse nella politica inglese, concentrandosi invece a far guerra a John de Warenne, VII conte di Surrey, sostenitore del re che durante la sua assenza dal tetto coniugale aveva rapito sua moglie Alice de Lacy.Pare che comunque l'unione tra Tommaso e Alice non fosse molto salda, tanto che i due già vivevano di fatto separati e che la contessa probabilmente non si fece rapire ma passò volontariamente dalla parte di Warenne. Cfr. . Convenientemente, re Roberto I di Scozia non attaccò mai le sue terre nell'Inghilterra settentrionale, e ciò fece credere al re e a molti altri che il conte di Lancaster avesse un accordo segreto col sovrano scozzese.

Il rapporto con Edoardo tornò ad essere ostile, e ciò permise a un altro favorito del re, Ugo Despenser il Giovane, di aumentare la sua influenza su di lui, conducendo il sovrano nuovamente in scontro coi baroni. Stanchi dell'influenzabilità del sovrano, i suoi oppositori scelsero stavolta apertamente il conflitto armato, facendo scoppiare nel 1321 la guerra dei Despenser. Ugo Despenser ed Edoardo tuttavia erano determinati a non ripetere gli errori fatti da Gaveston, e prendendo l'iniziativa attaccarono con decisione i ribelli, cogliendoli impreparati e sconfiggendoli nel 1322 alle battaglie di Burton Bridge e Boroughbridge. In quest'ultima l'esercito di Tommaso di Lancaster fu sbaragliato e lui stesso catturato; i Despenser non erano intenzionati a lasciare in vita il loro principale nemico, ed Edoardo acconsentì a condannare a morte l'odiato cugino, che fu quindi decapitato il 22 marzo 1322 al castello di Pontefract, maniero di sua stessa proprietà sequestratogli dal re. Tommaso non aveva avuto figli, e la sua condanna a morte per alto tradimento permise alla Corona di confiscare tutti i suoi titoli e beni. Il potere e la storia dei Lancaster parevano quindi finiti nel peggiore dei modi dopo appena due generazioni.