Biografia

Era figlio del giurista e politico Wilhelm Otto Liebmann e di Bertha Rosalie Wach. Frequentò la scuola a Berlino e a Halle sulla Saale, nonché la prestigiosa Landesschule Pforta di Schulpforte La scuola ha sede in un antico monastero cistercense presso Naumburg sulla Saale ed è tuttora rivolta a ragazzi particolarmente dotati.. Dal 1859 studiò filosofia, matematica e scienze naturali nell'Università di Jena, dove frequentò i corsi dei filosofi Kuno Fischer e Karl Fortlage, nell'Università di Lipsia, dove frequentò i corsi di Gustav Theodor Fechner e Moritz Wilhelm Drobisch (filosofo, psicologo e matematico), e nell'Università "Martin Lutero" di Halle-Wittenberg. Nel 1864 si addottorò in filosofia a Halle con il trattato De Philosophandi Methodo Commentatio Germanice et Latine conscripta e nel 1866 ottenne l'abilitazione nell'Università di Tubinga. Dopo la partecipazione come volontario alla guerra franco-prussiana del 1870/71, per la quale ricevette la medaglia commemorativa per le campagne militari del biennio (Kriegsdenkmünze für die Feldzüge 1870/71), voluta dall'imperatore Guglielmo I, descrisse l'esperienza vissuta nel diario Vier Monate vor Paris (Quattro mesi davanti a Parigi), Stuttgart, Weise, 1871 (II ed., München, Beck 1896). Dal 1872 fu professore straordinario nell'Università Kaiser Wilhelm di Strasburgo, ove nel 1878 divenne professore ordinario di filosofia. Dal 1882 alla morte ricoprì lo stesso incarico nell'Università di Jena, dove fu direttore del Privatseminar di filosofia e rettore nel semestre invernale 1889/90. Fu nominato consigliere segreto della corte granducale di Sassonia-Weimar-Eisenach, Commendatore dell'Ordine del Falco Bianco e Cavaliere di Prima Classe dell'Ordine della Casata Ernestina di Sassonia.

Dal matrimonio con Julie Christine Neumann (* 4 settembre 1842, Monaco; † 18 dicembre 1920, Jena), figlia dell'orientalista Karl Friedrich Neumann, nacquero Hedwig (1872–1947) e Heinrich (1874-1939), che fu professore di matematica nella Technische Hochschule di Monaco e nell'Università di Heidelberg e diede un importante contributo nel campo della geometria differenziale.

Morì nel 1912 e fu sepolto nel Nordfriedhof di JenaLe notizie più ampie sulla vita di Liebmann sono reperibili alle voci a lui dedicate in: F. Brümmer, Lexikon der deutschen Dichter und Prosaisten vom Beginn des 19. Jahrhunderts bis zur Gegenwart, vol. IV, Leipzig, Reclam, 1913, pp.255-256; Neue Deutsche Biographie, vol. XIV, Berlin, Duncker & Humblot, 1985, pp. 506-508.. Pensiero Fu uno dei fondatori del neokantismoOltre agli articoli pubblicati in onore di Liebmann nel vol. 15 delle Kant-Studien (1910), a firma di Wilhelm Windelband, Erich Adickes, Hugo Falkenheim, Walter Kinkel, Hans Driesch, Richard Hönigswald, Bruno Bauch, Fritz Medicus e Oswald Weidenbach, cfr. l'analisi della sua posizione filosofica in: M. Wundt, Die Philosophie an der Universität Jena in ihrem geschichtlichen Verlaufe dargestellt, Jena, Fischer 1932, pp. 457-484; G. Lehmann, Geschichte der Philosophie, vol. IX, Berlin, de Gruyter, 1953, pp. 63-69; K.Ch. Köhnke, Entstehung und Aufstieg des Neukantianismus. Die deutsche Universitätsphilosophie zwischen Idealismus und Positivismus, Frankfurt/M., Suhrkamp, 1986 (trad. ingl., The rise of neo-Kantianism: German academic philosophy between idealism and positivism, Cambridge, Univ. Press, 1991, pp. 136-148); P. Müller, «Die Logik der Tatsachen. Otto Liebmanns Entwurf einer "kritischen Metaphysik"», in: Philosophisches Jahrbuch, vol. 98, 1991, pp. 334–345; F.C. Beiser, The Genesis of Neo-Kantianism,1796-1880, Oxford, Univ. Press, 2014; A.J. Noras, Historia neokantyzmu, Katowice, Wydawnictwo Uniwersytetu Śląskiego, 2012 (trad. ted., Geschichte des Neukantianismus, Berlin, Lang, 2020, pp. 250-260).. Nel suo libro più noto, Kant und die Epigonen (Kant e gli epigoni), lamentò la crisi della filosofia tedesca contemporanea, causata dalla babele delle teorie in competizione e dalle sterili polemiche di scuolaCfr. O. Liebmann, Kant und die Epigonen. Eine kritische Abhandlung, Stuttgart, Schober, 1865, pp. 5-6 (II ed. a c. di B. Bauch, Berlin, Reuther & Reichard, 1912, pp. 3-4)., e difese la filosofia di Kant contro quella dei suoi successori, accusandoli di dogmatismo e terminando ogni capitolo con la frase Es [talvolta Also o So] muss auf Kant zurückgegangen werden («Si deve [dunque o così] necessariamente ritornare a Kant»)La versione abbreviata Zurück zu Kant!, tramandata dalla vulgata, non compare nel testo. . In particolare, l'opera esamina criticamente il pensiero di Fichte, Schelling, Hegel, Fries, Herbart e Schopenhauer, orientandosi verso l'interpretazione della filosofia di Kant come teoria della conoscenza (Erkenntnistheorie), che sarebbe stata più tardi sostenuta più esplicitamente e in modo più rigoroso soprattutto dalla scuola di Marburgo. Come già Fischer, egli giudicò tuttavia la postulazione della «cosa in sé» (Ding an sich), una «fantasticheria dogmatica» che Kant avrebbe usato solo come «spauracchio trascendentale» contro la pretesa della metafisica classica di attingere il sovrasensibile Ibid., p. 205 (II ed., p. 206).: essa sarebbe inutile e contraddittoria, perché - pur sostenendo che «siamo incapaci di rappresentarci e addirittura di pensare qualcosa di extraspaziale ed extratemporale» - Kant ammetteva l'esistenza di un «oggetto» sottratto alle «forme della conoscenza», e perciò «non rappresentabile»Ibid., pp. 26-27 (II ed., pp. 24-25).. Liebmann criticò inoltre l'interpretazione in chiave psicologica della filosofia di Kant propria di Fries, Herbart e Friedrich Eduard Beneke, ma rinvenibile anche in Schopenhauer: grazie all'a priori, la filosofia trascendentale permette piuttosto di fissare le condizioni di possibilità delle scienze, e perciò anche della psicologia, i cui principi non possono essere tratti dall'esperienza e dall'osservazione interna.

In un lavoro successivo, «Über die Phänomenalität des Raumes» («Sulla fenomenalità dello spazio»)Il saggio è contenuto nel vol. Zur Analysis der Wirklichkeit. Philosophische Untersuchungen, Straßburg, Trübner, 1876 (riedito nel 1880, 1900 e 1911), pp. 26-69., discutendo le ricerche condotte da Gauss, Riemann, Lobačevskij e Helmholtz, Liebmann giunse all'interessante conclusione, ripresa nel '900 da Louis Couturat, Gordon G. Brittan jr., Gottfried Martin e Michael FriedmanCfr.: L. Couturat, «La philosophie des mathématiques de Kant», in Id., Les Principes des Mathématiques, Paris, Alcan, 1905, pp. 298 e 300 (I ed., 1904; trad. it. in E. Cassirer-Id., Kant e la matematica, Milano, Guerini, 1991, pp. 83 e 85); G. Martin, Immanuel Kant. Ontologie und Wissenschaftstheorie, Berlin, de Gruyter 1969 (I ed., 1951), pp. 18-24; G.G. Brittan jr., Kant’s Theory of Science, Princeton, Univ. Press, 1978, p. 71; M. Friedman, Kant and the Exact Sciences, Cambridge (Ma)-London, 1992, p. 100., che - sebbene la tesi dello spazio come forma a priori dell’intuizione sia basata sulla presunta certezza apodittica (ossia sullo statuto sintetico a priori) della geometria euclidea - la concezione kantiana della geometria non è incompatibile con le geometrie non euclidee. Ciò, perché spazio e tempo come li concepiamo valgono soltanto per esseri dotati di una sensibilità come la nostra, e sarebbe possibile per esseri dotati di una diversa intuizione percepire la realtà sulla base di una diversa forma spazialeCfr. O. Liebmann, «Über die Phänomenalität", p. 63..

In un'opera-chiave dell'ulteriore sviluppo del suo pensiero, Die Klimax der Theorien (Il climax delle teorie)Il «climax» del titolo si riferisce alla disposizione delle teorie lungo una linea ascendente: quelle del primo ordine traggono «i loro principi esplicativi direttamente dall'ambito della datità empirica» (es.: la teoria dei venti); al fine della spiegazione dei fatti osservabili, quelle del secondo ordine postulano costrutti teorici ipotetici come loro causa (es.: la teoria della luce, il magnetismo); quelle del terzo ordine sono sistemi metafisici trascendenti che postulano «principi assoluti in pro della spiegazione dei fatti reali» (O. Liebmann, Die Klimax der Theorien. Eine Untersuchung aus dem Bereich der allgemeinen Wissenschaftslehre, Straßburg, Trübner, 1884, pp. 13-14)., in polemica con il materialismo e il positivismo, Liebmann inclina verso un recupero della metafisica, sia pure in chiave critica (ossia in relazione allo sforzo kantiano di giustificarne il valore sulla base delle nuove istanze fatte valere dal criticismo): essa sarebbe la «superiore istanza» che occorre «presumere» se non si vuole distruggere «la base di validità di ogni convinzione scientifica» e consisterebbe nella comprensione che la filosofia concerne il modo in cui «un'intelligenza» costituita come quella umana può rappresentarsi la realtàIbid, pp. 111-112..

Alla vasta attività filosofica va aggiunta quella letteraria, testimoniata dalla raccolta di poesie Weltwanderung (In viaggio per il mondo), Stuttgart, Cotta 1899, e dal componimento In Schillers Garten. Zur Erinnerung an den 9. Mai 1805 (Nel giardino di Schiller. In ricordo del 9 maggio 1805, pubblicato in Kant-Studien, vol. 10, 1905, pp. 249-251, in occasione del centenario della morte del poeta. Opere (selezione) Kant und die Epigonen. Eine kritische Abhandlung(1865) Über den individuellen Beweis für die Freiheit des Willen. Ein kritischer Beitrag zur Selbsterkenntnis (1866) Über den objektiven Anblick. Eine kritische Abhandlung (1869) Vier Monate vor Paris. 1870-1871. Belagerungstagebuch eines Kampagnen-Freiwilligen im K. pr. Garde-Füsilier-Regiment (1871) Zur Analysis der Wirklichkeit. Philosophische Untersuchungen (1876) Gedanken und Tatsachen. Philosophische Abhandlungen, Aphorismen und Studien (1882–1904, due volumi) Über philosophische Tradition. Eine akademische Antrittsrede (1883) Die Klimax der Theorien. Eine Untersuchung aus dem Bereich der allgemeinen Wissenschaftslehre (1884) Weltwanderung. Gedichte (1899) Immanuel Kant. Eine Gedächtnisrede gehalten am 100jährigen Todestage Kants, d. 12. Febr. 1904, vor versammelter Universität in der Kollegienkirche zu Jena (1904) Compilazione, per l'Allgemeine Deutsche Biographie, fra le altre, delle voci dedicate a: Heinrich Christoph Wilhelm Sigwart, Henrik Steffens, Max Stirner, Johann Georg Sulzer, Ignaz Paul Vital Troxler, Ehrenfried Walther von Tschirnhaus, Friedrich Ueberweg. Note

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