Quattro grandi campagne militari furono lanciate dall'Impero mongolo e successivamente dalla dinastia Yuan contro il regno di Đại Việt (odierno Vietnam del Nord) governato dalla dinastia Trần e il regno di Champa (odierno Vietnam del Sud) nel 1258, 1282–1284, 1285 e 1287–1288. Le campagne sono interpretate da un certo numero di studiosi come un successo per i mongoli a causa dell'instaurazione di relazioni tributarie con i vietnamiti nonostante i mongoli abbiano subito gravi sconfitte militari.... Al contrario, la moderna storiografia vietnamita considera la guerra come una grande vittoria nazionale contro gli invasori stranieri..

La prima invasione iniziò nel 1258 quando l'Impero mongolo era ancora unito ed il Khagan cercava percorsi alternativi per invadere i territori della dinastia Song. Il generale mongolo Uriyangkhadai riuscì a catturare la capitale vietnamita Thang Long (odierna Hanoi) prima di dirigersi a nord nel 1259 per invadere le terre dei Song nell'odierna Guangxi come parte di un attacco mongolo coordinato con eserciti che attaccavano nel Sichuan sotto Möngke Khan e altri eserciti mongoli che attaccano nell'odierna Shandong e nel Henan.. La prima invasione stabilì anche relazioni tributarie tra il regno vietnamita, precedentemente uno stato tributario della dinastia Song, e la dinastia Yuan. Nel 1282, Kublai Khan, quale capo della dinastia Yuan, lanciò un'invasione navale di Champa che portò all'instaurazione di relazioni tributarie.

Con l'intenzione di chiedere maggiori tributi e la supervisione diretta degli Yuan sugli affari locali a Đại Việt e Champa, gli Yuan lanciarono un'altra invasione nel 1285. La seconda invasione di Đại Việt non riuscì a raggiungere i suoi obiettivi e gli Yuan ritentarono il colpo nel 1287 con l'intento di sostituire il non collaborativo sovrano Trần Nhân Tông con il principe disertore Trần Trần Ích Tắc . Alla fine della seconda e della terza invasione, caratterizzate da successi iniziali e successive grandi sconfitte per i mongoli, Đại Việt e Champa accettarono la supremazia nominale della dinastia Yuan e divennero stati tributari per evitare ulteriori conflitti...

Contesto L'Indocina al tempo dell'Impero mongolo

Al principio del XIII secolo, l'Indocina era un complesso mosaico di regni di medie dimensioni, solitamente frutto dell'affermazione statale di distinte etnie: il Regno di Pagan, di etnia Mon, governava dagli anni 870 sull'attuale Birmania ed entrava allora in una fase di declino politico. Insieme al Dai Viet (v. seguito) era il più settentrionale dei potentati indocinesi e contendeva al cinese Regno di Dali (odierno Yunnan) una linea di confine d'impervi terreni montuosi (odierno Stato Shan). Stante lo strisciante declino, era uno dei due principali centri di potere dell'Indocina continentale;. il florido Impero Khmer, di etnia Khmer, controllava dal IX secolo il territorio della Cambogia ed estendeva le sue propaggini sugli attuali Thailandia e Laos, qualificandosi quale secondo dei centri di potere continentali indocinesi; il regno di Hariphunchai, di etnia Mon, nella Thailandia del Nord, sopravviveva come cuscinetto tra Pagan ed i Khmer che avevano ripetutamente tentato di assoggettarlo; a partire dal X secolo, la confederazione etnica dei "Popoli tai" s'insediò in pianta stabile una vasta fascia di territori compresi tra il nord-est dell'India e il nord del Vietnam, precedentemente occupata dai Mon, costituendo compagini (spesso semplici seppur prosperose città-stato, le mueang ) inizialmente assoggettate ai Khmer ma che nel Duecento mossero i primi passi della loro indipendenza: es. il Regno di Lavo (Laos); il Regno di Sukhothai (Thailandia); ecc. nella penisola malese sopravvivevano i domini continentali della talassocrazia di Srivijaya, un tempo potente ma ora incapace di fronteggiare la spinta dei tai (es. Sukhothai); il regno Đại Việt, o Annam, di etnia Viet, prosperava dagli anni 960, quando i vietnamiti avevano emancipato i territori nel Vietnam del Nord (fond. il delta del fiume Rosso) dalle province meridionali dell'Impero cinese, allora allo sbando per il collasso (907) della dinastia Tang. Il regno aveva attraversato quattro dinastie (v.si seguito), ognuna delle quali aveva mantenuto un rapporto tributario pacifico con l'impero cinese; a sud del Đại Việt, nelle terre dell'attuale Vietnam del Sud, prosperava dal VII secolo il regno di Champa, di etnia Chăm, grazie al controllo su di uno snodo fondamentale della Rotta delle spezie. Focalizzando gli assetti politici delle terre prettamente vietnamite, il rapporto di Champa con il Đại Việt, tanto quanto con i Khmer che dominavano l'entroterra peninsulare indocinese, si era improntato, sin dal X-XI secolo, su di un'alternanza di assoggettamento tributario ed emancipazione militari: es. giusto nel 1220 Champa era riuscita a svincolarsi dall'occupazione Khmer in corso dal 1203 (occupazione dovuta alla precedente vittoriosa campagna di Champa ai danni dei Khmer che avevano vista saccheggiata dai sudvietnamiti la loro capitale, Angkor!). Il Đại Việt era stato invece interessato negli anni 1220 da una guerra civile che aveva portato al crollo della dinastia Lý (1009-1225) in favore della dinastia Trần (1225-1400). di etnia Han.Gli antenati dei Trần erano emigrati dal Fujian nel Đại Việt al principio del XII secolo, insediandosi nel distretto Mỹ Lộc - .

La conquista mongola del Yunnan

Entro il 1250, l'Impero mongolo controllava vasti tratti dell'Eurasia, tra cui gran parte dell'Europa orientale, l'Anatolia, la Cina del Nord, Mongolia, Manciuria, Asia centrale e Tibet nonché l'Asia occidentale. Era però ancora aperta la contesa con la dinastia Song, nel sud della Cina, per l'assoggettamento della totalità dell'Impero Celeste e, in questo contesto, il Khagan Möngke Khan (r. 1251-1259) pianificò nel 1259 di attaccare da tre direzioni i Song, aggirandone i confini ai danni dei regni limitrofi.

Per evitare un costoso assalto frontale contro i Song, comportante il rischioso attraversamento del basso corso dello Yangtze, Möngke decise infatti di stabilire una base operativa nel sud-ovest della Cina, fuori dalle terre Song, da cui organizzare un attacco al fianco del nemico. Al kuriltai dell'estate 1252, Möngke ordinò pertanto al fratello Kublai di guidare la campagna a sud-ovest contro i Song nel Sichuan. Quell'autunno, mongoli avanzarono verso il fiume Tao, poi penetrarono nel bacino del Sichuan, sconfiggendovi un esercito di Song e stabilendovi una base importante...

Quando Möngke venne a sapere che re Duan Xingzhi di Dalì si rifiutava di negoziare e che il suo primo ministro Gao Xiang aveva assassinato gli inviati mongoli, pretese la resa di Dalì ed ordinò a Kublai e Uriyangkhadai, figlio del famoso generale Subedei, di attaccare il regno meridionale nell'estate del 1253.. In settembre, Kublai Khan lanciò pertanto un triplice attacco contro Dalì, ne affrontò le forze presso il fiume Jinsha e le sconfisse,. occupando la città di Dalì 15 dicembre.. Duan Xingzhi e Gao Xiang fuggirono: Gao fu presto catturato e decapitato;. Duan Xingzhi raggiunse Shanchan (odierna Kunming) e resistette ai mongoli con l'aiuto dei clan locali fino all'autunno del 1255, quando fu finalmente catturato.

Alla fine del 1254, Kublai era tornato in Mongolia da Möngke, lasciando Uriyangkhadai a pacificare le varie etnie/tribù dello Yunnan. All'inizio del 1257, Uriyangkhadai si portò nel Gansu e inviò messaggeri alla corte imperiale a Karakorum per informare Möngke che lo Yunnan era ora saldamente sotto il controllo mongolo. Soddisfatto, il Khagan onorò e ricompensò generosamente il suo generale che tornò nello Yunnan a preparare per le prime incursioni mongole nel Sud-est asiatico..

Come avevano fatto durante altre invasioni, a Dalì i mongoli lasciarono la dinastia nativa al potere ma sotto la supervisione di loro funzionari.. Lo studioso Bin Yang ha notato che il clan Duan fu reclutato per assistere i mongoli nell'attacco ai regni dell'Indocina settentrionale: sia il Regno di Pagan sia il Đại Việt (quanto meno nella prima campagna). Chiaramente, gli invasori istituirono guarnigioni militari nel territorio appena conquistato, presidiate principalmente da musulmani d'etnia turca provenienti dall'Asia centrale.

Approccio mongolo al Đại Việt Nell'autunno del 1257, Uriyangkhadai inviò due messaggeri al sovrano vietnamita Trần Thái Tông (noto come Trần Nhật Cảnh dai mongoli), fondatore della dinastia, chiedendo sottomissione e un salvacondotto attraverso i suoi domini per attaccare i Song da sud.. Trần Thái Tông, in buoni rapporti con i Song, negò il suo consenso alla strategia mongola, imprigionò i legati di Uriyangkhadai. e schierò i suoi soldati ed i suoi elefanti per scoraggiare i mongoli.. Dopo che anche i successivi tre inviati furono incarcerati nelle prigioni di Thang Long (odierna Hanoi), Uriyangkhadai invase il Đại Việt con i generali Trechecdu e Aju nelle retrovie..

Gli schieramenti Esercito mongolo

La spina dorsale dell'esercito mongolo era costituita dagli arcieri a cavallo. e, in generale, l'orda mongola nel suo insieme era composta quasi unicamente da forze di cavalleria, soprattutto cavalleria leggera (arcieri a cavallo poco o nulla corazzati) ma anche cavalleria pesante (arcieri a cavallo e/o lancieri con armatura). Ogni soldato mongolo manteneva tipicamente 3 o 4 cavalli. Il reclutamento si basava su di un sistema socio-militare che organizzava l'orda in unità decimali: decurie (Arban), centurie (Yagun), chiliarchie (Minghaan) e armate (Tumen).... L'armata mongola standard era composta da 2-3 tumen. Tipicamente avanzavano su un ampio fronte, profondo cinque linee: le prime tre composte da arcieri a cavallo e le ultime due da lancieri. L'armata era sempre divisa in tre corpi: ala sinistra (Jungar), centro (Khol) e ala destra (Baraunghar)..

Gli eserciti schierati da Kublai Khan contro i vietnamiti erano il frutto della sistematica assimilazione di forza combattente che i mongoli, dai tempi di Gengis Khan, avevano effettuato con i popoli vinti e sottomessi. Caratteristica peculiare delle armate imperiali mongole era appunto la multi-etnicità: es. l'armata di Uriyangkhadai nella Prima invasione del Đại Việt (1258), uomini in totale (più probabilmente meno di ), comprendeva sia mongoli veri e propri sia Yi del regno di Dali, con una ratio oscillante tra i Yi per diverse migliaia di mongoli secondo gli studiosi vietnamiti e mongoli e Yi secondo altri.

Eserciti del Đại Việt e di Champa

Gli eserciti vietnamiti del tempo ricalcavano quelli cinesi. Mancano informazioni dettagliate circa l'equipaggiamento dei soldati ma da quello che è stato possibile ricostruire appare chiaro che, a differenza dei soldati Khmer, spesso privi di corazza, i soldati vietnamiti disponevano di armatura (es. armatura lamellare) oltre ad armi di chiara matrice sinica: sciabola tipo dao; balestra; ecc. Stando alle prove iconografiche, le forze di cavalleria comprendevano anche cavalleria pesante con armatura lamellare non dissimile da quella mongola.

Una delle caratteristiche degli eserciti vietnamiti (indocinesi in generale) del tempo era l'uso, ormai altrove desueto, degli elefanti da guerra. I pachidermi impiegati dal regno di Champa potevano montare, sul dorso, delle baliste a doppio arco di tipo cinese. I mongoli avevano già affrontato gli elefanti durante l'invasione della Corasmia (1219-1221) ed erano riusciti a debellarli con la semplice forza dei loro arcieri e/o con opportuni accorgimenti tattici (es. l'uso dell'artiglieria). La campagna vietnamita e la contestuale campagna birmana confermarono questa capacità delle armate gengiscanidi di gestire i pachidermi sul campo di battaglia.