Kejawèn o giavanesimo, chiamato anche Kebatinan, Agama Jawa e Kepercayaan, è una tradizione religiosa giavanese, consistente in un amalgama di aspetti animistici, buddisti e indù. Ha le sue radici nella storia e nella religiosità giavanesi, che sincretizzano elementi di religioni differenti. Definizioni

Il termine kebatinan viene usato in modo intercambiabile con kejawèn,Ooi, 2004, p. 719 Agama JawaCaldarola, 1982, p. 501 e Kepercayaan,Hooker, 1988, p. 196Caldarola, 1982, p. 539, nota 30 sebbene questi non significhino esattamente la stessa cosa: Kebatinan: "la scienza dell'interiorità", derivato dal termine arabico batin, che significa "interno" o "nascosto".Levenda, 2011, p. 72 Kejawèn: "giavanesmo",Mulder, 2005, p. 16 la cultura e le credenze religiose e le pratiche dei Giavanesi della Giava Centrale e di quella Orientale.Oey, 2000, pp. 58-59 "Non si tratta di una categoria religiosa, ma si riferisce a un'etica e a uno stile di vita che è ispirato dal pensiero giavanese."Mulder, 2005, p. 17 Agama Jawa: "la religione giavanese " Kepercayaan: "credo", "fede", termine completo: Kepercayaan kepada Tuhan Yang Maha Esa,Indonesia: religione nativa della Giava Orientale chiamata Aliran Kepercayaan o Kepercayaan Kepada Tuhan Yang Maha Esa, nota anche come Pangistu; il suo status e trattamento dei suoi membri musulmani fondamentalisti (2003-giugno 2004) "Credente in Un Iddio Potente".Choy, 1999, p. 112 "Kepercayaan" è un termine ufficiale comprendente diverse forme di misticismo in Indonesia. Secondo Caldarola, "non è una caratterizzazione idonea di ciò che i gruppi mistici hanno in comune". Essa comprende kebatinan, kejiwan e kerohanian.

Kebatinan è la cura interna della pace interiore, che trova le proprie radici nelle tradizioni pre-islamiche,Levenda, 2011, p. 73 laddove kejawèn è esterna e orientata verso la comunità, che si manifesta con pratiche e rituali.

Storia Giava è stata un crogiolo di religioni e culture, che ha creato un'ampia gamma di fedi religiose, comprendenti animismo, culto degli spiriti e cosmologia. Induismo e Buddismo

Influenze indiane vennero per prime nella forma di Induismo, che raggiunsero l'Arcipelago Indonesiano nel primo secolo.McDaniel, 2010 Nel quarto secolo, i regni di Kutai nel Kalimantan Orientale, Tarumanagara nella Giava Occidentale e Holing (Kalingga) nella Giava Centrale, erano tra i primi stati Indù costituitisi nella regione. Parecchi notevoli antichi regni Indonesiani Indù sono Mataram, famoso per la costruzione del maestoso tempio Prambanan, seguito dal Kediri e dal Singhasari. Da allora l'induismo, insieme al buddismo, si diffuse attraverso l'arcipelago e raggiunse il culmine della sua influenza nel quattordicesimo secolo. L'ultimo e il maggiore degli imperi indù-buddisti giavanesi, quello del Majapahit, influenzò l'intero arcipelago indonesiano.

Induismo e Buddismo penetrarono profondamente in tutti gli aspetti della società, mescolandosi con le tradizioni e la cultura indigene.van der Kroef|1961 Un passaggio per questo fu l'ascetico, chiamato "Resi" (Sanscrito rishi), che insegnò una varietà di pratiche mistiche. Un "resi" viveva circondato da studenti, che si prendevano cura delle necessità quotidiane del maestro. Le autorità dei Resi erano meramente cerimoniali. Presso le corti preti bramini e pudjangga (letterati sacri) legittimavano i governanti e collegavano la cosmologia indù alle loro esigenze politiche.Van der Kroef, 1961 Attualmente, piccole enclave Indù sono sparpagliate sull'isola di Giava, ma vi è un'ampia parte di popolazione Indu lungo la costa orientale vicina a Bali, specialmente intorno alla città di Banyuwangi.

Islam Giava adottòvan Bruinessen, 2000aBruinessen: "Java si convertì all'Islam piuttosto tardi; il processo ebbe inizio seriamente intorno al 1500 d.C., cioè al tempo delle grandi ribellioni Alevi. "Adozione dell'Islam" è forse un termine migliore che "conversione", poiché i giavanesi erano deliberatamente sincretisti. Per molti dei neo-islamici, specialmente nella variante sufi, fu una benvenuta fonte addizionale di potere spirituale e non una sostituzione di quanto essi già avevano" l'Islam verso il 1500 d.C. Esso fu inizialmente accettato dalle élite e dagli strati sociali più elevati, che contribuirono all'ulteriore accettazione ed adozione. Il sufismo e altre versioni dell'Islam popolare furono più facilmente integrate nell'esistente religione popolare di Giava.van Bruinessen|2000a La versione dotta dell'Islam Sufi e di quello orientato verso la Shari`a s'integrarono, fondendosi con i riti e i miti della esistente cultura indo-buddista. Clifford Geertz descrisse ciò come abangan (educandato) e priyayiPriyayi (o Prijaji) era la classe della nobiltà di toga durante l'era coloniale olandese in Indonesia, opposta alla nobiltà regia o bangsawan in indonesiano, detta anche ningrat in giavanese.; "la classe più bassa e le varietà di élite del sincretismo giavanese".

I Kyai, gli studiosi musulmani del writwrit: nella common law, è un atto giuridico emanato da un ente dotato di autorità amministrativa o giurisdizionale. divennero la nuova élite religiosa man mano che le influenze Indù diminuivano. L'Islam non riconosce gerarchie di capi religiosi né un formale clero, ma il governo coloniale olandese impose un elaborato ordine di rango per moschee e altre scuole islamiche di predicazione. In giavanese pesantren (scuole islamiche), i Kyai perpetuarono la tradizione del resi. Studenti intorno al Kyai provvedevano alle sue esigenze, come anche agricoltori intorno alla scuola.van der Kroef, 1961

Cristianesimo Il cristianesimo fu introdotto a Giava dai mercanti portoghesi e da missionari della Chiesa Riformata dei Paesi Bassi e nel 20º secolo anche dai Cattolici Romani, come i gesuiti e dai missionari verbiti. Oggi vi sono comunità cristiane, per la maggior parte riformate, nelle città maggiori, benché alcune zone rurali della Giava centro meridionale siano fortemente cattolico-romane. Teosofia Kejawèn è anche influenzata dalla teosofia. La teosofia era una religione molto popolare presso i residenti olandesi nelle Indie Olandesi dell'est all'inizio del 20º secolo. Anche molti indonesiani influenti entrarono nella Società Teosofica. Quest'ultima "ebbe un ruolo nella crescita" di Kejawèn all'inizio e nella metà del ventesimo secolo e numerosi gruppi kebatiniani furono fondati dai teosofi. Il gruppo kebatiniano Budi Setia, fondato nel 1949, considerava la "propria formale trasformazione in una loggia teosofica".M. J. Sedgwick, Western Sufism: From the Abbasids to the new age, 2017.

Islam e kebatiniani Sebbene a Giava predomini l'islamismo, kejawen, la cultura sincretica giavanese, gioca ancora un ruolo culturale sotterraneo presso molti giavanesi.Mulder, 2005

Alcuni testi giavanesi raccontano di Syekh Siti Jenar (noto anche come Syekh Lemah Abang), che era entrato in conflitto con i Wali Sanga, i nove studiosi islamici a Giava, e il Sultanato di Demak.Headley, 2004, pp. 367-368Azra, 2006, p. 129

Con l'islamizzazione di Giava emerse una società con strutture labili di leadership religiosa, ruotanti intorno agli Kyai, esperti in possesso di vari gradi di competenza nel folclore preislamico e islamico, nella fede e nella sua applicazione pratica. I Kyais sono i principali intermediari tra le masse dei villaggi e il regno del soprannaturale.

Comunque, questa labilità della struttura della leadership degli Kyai ha favorito lo scisma. Vi erano spesso forti divisioni tra Kyai ortodossi, che si limitavano a insegnare la legge islamica, quelli che insegnavano il misticismo e quelli che cercavano un Islam riformato con concetti scientifici moderni.

Come risultato, il giavanese riconosce due ampie correnti d'impegno religioso:Mulder, 2005, p. 15L'antropologo Clifford Geertz fece una ben nota, sebbene criticata, triplice distinzione tra abangan, antri e priyayi.Mulder, 2005, pp. 21-22 I priyayi sono i discendenti dei membri della corte e delle classi più alte, erano guru che insegnavano l'arte indu-buddista della cultura interiore,Mulder, 2005, p. 21 che sopravviveva nelle aree interne di Giava. Geertz osservò che i priyayi giocano un ruolo centrale nell'insegnamento dai kejawen e kebatinan allo abangan. Santri o putihan ("i puri"), che la maggioranza dei giavanesi tende a seguire; sono coloro che pregano seguendo le cinque preghiere rituali giornaliere obbligatorie. Essi sono più ortodossi nella loro fede e pratica islamiche, e si oppongono agli abangan, che considerano eterodossi.Mulder, 2005, p. 15-16 Abangan, "i rossi", che non seguono rigorosamente i rituali islamici. Essi hanno mescolato i concetti pre-islamici animistici con quelli indù-buddisti con una superficiale accettazione del credo islamico, ed enfatizzano l'importanza della purezza dell'interiorità personale, il batin.

Questa distinzione tra "l'Islam Elevato o scritturalista, orientato alla shari'a dell'ulama" e l' "Islam locale" o "Islam popolare" non è limitata a Giava, ma la si può trovare anche in altri paesi islamici.

Ernest Gellner ha sviluppato un influente modello di società musulmana, nella quale questa dicotomia è centrale:

Bruinessen trova tutto ciò troppo limitato e distingue tre sfere sovrapposte: Islam orientato alla Shari`a, Sufismo (Islam mistico, che ha le sue varianti dotte o popolari), I rituali periferici o locali, tombe locali, culti spirituali locali e fedi e pratiche in generale eterodosse.

La religiosità sincretistica giavanese ha una solida base popolare, superando di gran lunga i "santri"In Indonesia, santri è il termine che identifica coloro che seguono la formazione religiosa islamica nelle pesantren (collegi islamici). I santri rimangono abitualmente sul posto finché la loro formazione non è completa. e il sostegno per i partiti politici islamici. Mulder, 2005, p. 22-24 Choy collega questo all'apparente apertura giavanese a nuove religioni, ma filtrando per l'accettazione solo quegli elementi che sono adatti alla cultura giavanese.Choy, 1999, p. 109 Choy cita parecchi motivi per questa nominale identità islamica:Choy, 1999, pp. 109-110 Gli allievi islamici in Java sono stati addestrati in curricula che erano adatti alle condizioni sociali di due o tre secoli fa, privi della capacità di impartire lo spirito e il senso dell'Islam; L'incapacità di riassumere i principi dell'Islam in punti base comprensibili che possano essere applicati alla vita quotidiana;Choy, 1999, p. 109-110 Kebatinan può essere insegnato e compreso senza la necessità d'insegnare la lingua araba.Choy, 1999, p. 110

All'inizio del 20º secolo, parecchi gruppi incominciarono a divenire formalizzati, sviluppando insegnamenti sistematici e rituali, quindi offrendo un'alta forma di religiosità abangan, come alternativa all'Islam erudito.Masud Salvatore, van Bruinessen, 2009, p. 148 Bruinessen opina che i movimenti kebatiniani siano un deliberato rigetto dell'Islam scritturale,van Bruinessen, 2000b che nasce dall'Islam popolare.

Caratteristiche

Scopo Kebatinan deriva dalla parola araba batin, che significa "interno" o "nascosto", È una ricerca metafisica di armonia con la propria interiorità, un collegamento con l'universo e con un Dio Onnipotente.Choy, 1999, p. 107 Il Kebatinan crede in una "super-consapevolezza" che può essere raggiunta attraverso la meditazione.Choy|1999|p. 110

Credo Kebatinano è una combinazione di metafisica, misticismo e altre dottrine esotericheChoy, 199, p. 107 di origini animistiche, induiste, buddiste e islamiche. Sebbene la cultura giavanese sia tollerante e aperta a nuove religioni, sono filtrate e accettate solo quelle qualità che sono adatte alla cultura, al carattere e alla personalità giavanesi. Gli ideali giavanesi combinano la saggezza umana (wicaksana), la psiche (waskita) e la perfezione (sempurna). I seguaci devono controllare le loro passioni, evitando le ricchezze e i comfort terreni, in modo che essi possano un giorno raggiungere l'armonia illuminata e l'unione con lo spirito dell'universo.