Come si diventa nazisti. Storia di una piccola città 1930-1935 (The Nazi Seizure of Power. Experience of a Single German Town 1930-1935) è un saggio storiografico, pubblicato la prima volta nel 1965 dallo storico americano William Sheridan Allen (1932 - 2013), in cui si ricostruisce la presa di potere da parte dei nazisti nella cittadina sassone di Northeim (nel testo chiamata col nome fittizio di "Thalburg"). Il libro, pionieristico nel suo genere, tratta nel dettaglio gli anni cruciali dell'ascesa del Partito Nazionalsocialista tedesco e del crollo delle istituzioni democratiche della Repubblica di Weimar da una prospettiva regionale. Le fonti su cui la ricerca si basa sono soprattutto giornali, archivi locali e una serie di interviste ad alcuni testimoni ancora in vita.
Contenuto Sia nella prefazione, sia nelle conclusioni, Allen si dice consapevole del fatto che la città in esame non sia perfettamente rappresentativa dell'intera Germania degli anni trenta, ma rivendica la profondità a cui si può spingere lo studio di un microcosmo con un minor numero di variabili e di personaggi attivi rispetto allo studio (più superficiale) di grandi numeri di persone e fatti che avvengono su scala nazionale. Il testo si interroga sui modi e le cause che spinsero tanti tedeschi a consegnare ad Adolf Hitler il potere; visti i "molti pettegolezzi" che caratterizzano tutte le piccole città, l'autore premette di aver potuto raccogliere tanto materiale garantendo ad autorità cittadine e intervistati/e l'anonimato, e di aver perciò utilizzato nomi falsi.
Sezioni "La morte della democrazia" (gennaio 1930- gennaio 1933) Il libro è diviso esattamente in due: la prima parte descrive la vita nei mesi dell'ascesa nazista, la seconda si concentra sull'installarsi del regime nel tessuto sociale. La premessa offre un'analisi demografica e sociale della città in esame: il piccolo borgo era passato dai 4.700 abitanti del 1871 ai 10.000 del 1930, l'86% dei quali erano luterani. Il tessuto produttivo era caratterizzato da una scarsa presenza industriale e da un prevalere di impiego pubblico (legato soprattutto alla ferrovia ed agli uffici della contea) e di commercio al dettaglio. La classe operaia costituiva oltre un terzo della popolazione adulta e qui, come nel resto della Germania di Weimar, formava "una comunità definita, quasi una sottocultura", dotata di club, organizzazioni sociali, un partito di riferimento (la SPD, il partito socialdemocratico tedesco) e anche un corpo paramilitare per la difesa della Repubblica, il Reichsbanner. Abbondavano i club e, comuni in quei tempi e luoghi, le organizzazioni militaristiche e nazionalistiche (compresi i piccoli e piccolissimi partiti politici), particolarmente forti e radicate nelle classi medie cittadine. Quasi in ogni sfera della vita sociale e delle attività economiche vi erano dunque divisioni di classe che furono esasperate dalla crisi economica che si abbatté sulla Germania dal 1929 in poi nel frangente della Grande depressione globale. Del resto, anche nella piccola Northeim/Thalburg disordini tra il gruppo di estrema destra "Jungerdeutscher Orden" e socialisti si erano già verificati nel 1922, a seguito dell'uccisione, per mano di terroristi di destra, del ministro degli esteri Walter Rathenau.
Gli effetti della Grande Depressione colpirono concretamente più gli operai dei piccoli e medi borghesi, ma la disoccupazione e il peggiorare dell'economia generarono paure ed ansie soprattutto presso queste ultime categorie, base elettorale di riferimento dei nazisti. A Thalburg, il primo membro della sezione locale del NSDAP fu il proprietario della libreria nella via principale, un docente "cortese e rispettato" dalla comunità. Ma fu la strategia della incessante propaganda nazista e la perenne occupazione dello spazio pubblico da parte delle camicie brune naziste a dare l'impressione di "vigore, entusiasmo e giovinezza"Ibid., p. 26 ai thalburghesi, che vedevano un comizio con la svastica e una ben organizzata parata in stile militare quasi ogni settimana. Il violento antimarxismo e gli aggressivi proclami nazionalisti dei nazisti si contrapponeva al saldo ritualismo dei socialisti, che mirava - secondo una strategia rodata da decenni di campagne elettorali - a unire la classe operaia con grandi manifestazioni e riunioni per dare un senso di ordine e solidità. Fin dal giugno 1930, nel Consiglio comunale la SPD fece votare uno stanziamento di fondi per la costruzione di varie opere pubbliche a contrasto della disoccupazione. Durante le elezioni del 1928, i socialisti a Thalburg avevano preso circa il 47% dei voti e i nazisti appena un centinaio (2,3%); il 14 settembre 1930 i nazisti raccolsero oltre 1700 voti, il 28%, un aumento di quattordici volte in appena due anni, mentre i socialisti rimasero stabili. I nuovi voti dei nazisti vennero infatti sottratti ai numerosi partitini di destraIbid, p.34. La rappresentanza nazista al Reichstag passò da 12 a 207 seggi, assestandosi al 18,3% e diventando così il secondo partito del paese. Nel mese successivo al successo elettorale, i nazisti tennero tante manifestazioni pubbliche quante in quello precedente, secondo una strategia di propaganda ininterrotta che favorì di molto il radicalizzarsi del clima politico del piccolo centro. La città era anche interessata dall'angosciante spettacolo del continuo convergere di migliaia di disoccupati provenienti dalla contea verso l'ufficio di collocamento del distretto. Queste file di uomini in cerca di lavoro suscitarono nei thalburghesi "sospetto e disgusto, più che compassione"Ibid., p.36. Le risse e gli scontri (effettivi o sfiorati) tra SA e i socialisti del Reichsbanner si fecero frequenti e plateali, e crebbero proporzionalmente all'aumentare dei raduni politici e delle campagne elettoraliIbid., appendice B, tavole 6 e 7 pp. 290-291. Il testo riporta il clima di polarizzazione politica anche descrivendo minuziosamente gli insulti e le accuse che si lanciavano i giornali di partito locali.
L'autore sottolinea spesso i due principali limiti della SPD di Thalburg/Northeim nel contrastare efficacemente il nazismo. Il primo fu il non essere in grado di stringere un'alleanza in difesa della democrazia parlamentare con le classi medie. Queste ultime vedevano nel partito socialista, e non solo per via della contemporanea propaganda di estrema destra, una forza pericolosamente marxista e rivoluzionaria, benché alla prova dei fatti questo fosse falso. Infatti la difesa in senso moderato dello status quo abbracciata dalla SPD fu chiara, ad esempio, nella campagna elettorale per il referendum (poi perso) del 9 agosto 1931. Esso fu promosso dai nazisti per sciogliere il parlamento della Prussia, che nel sistema federativo repubblicano era il più grande stato della Germania ed era retto da socialisti e cattolici di centro (CDU). In questa occasione popolari di destra, nazionalisti e comunisti (che in città erano quasi inesistenti) fecero fronte comune insieme ai nazisti contro i socialisti. Il clima in quei giorni era teso, in città aumentarono le aggressioni politiche ed il Reichsbanner era pronto a mobilitarsi contro un eventuale colpo di Stato nazistaIbid., pp. 62-63. Proprio nell'incapacità socialista di vedere nei nazisti nient'altro che una minaccia di tipo militare, un gruppo di golpisti, Allen individua il secondo limite della sinistra tedesca. Essa non seppe "strappare di mano ai nazisti il vessillo del radicalismo" né offrire un'alternativa ai mali che il programma degli avversari prospettava. Infatti, quando nel luglio 1932 l'autoritario cancelliere Von Papen depose con un colpo di mano il ministero CDU-SPD che reggeva lo Staat di Prussia, i socialisti non combatterono, ma preferirono portare la cosa in tribunaleIbid., p.112. Nel frattempo i nazisti non abbassarono mai l'intensità della propaganda, adattandola abilmente all'uditorio ed alle esigenze del momento. In una città come Thalburg in cui l'antisemitismo era scarso ma il sentimento religioso molto sentito, fecero molti più riferimenti a quest'ultimo. Attirando le masse angosciate in grandi convegni, ne incanalavano l'odio verso un amorfo nemico che era incarnato da figure ogni volta diverse (il socialista, l'ebreo, il senza-dio, il generico sistema fatto risalire al trattato di Versailles)Ibid., p.136
Cfr. sul tema anche H. Mommsen, National Socialism: continuity and change, in W. Laqueur (Ed.) Fascism: a Reader's Guide (Hardmonsworth 1979), pp.157-64. In breve, il NSDAP riuscì a "significare una cosa diversa per ognuno".
Nel momento peggiore della crisi economica (benché questa ebbe effetti limitati in città, come le buone disponibilità di liquidità delle banche locali mostrano) si tennero le elezioni per il presidente della Repubblica. L'anziano maresciallo Hindenburg fu rieletto con l'appoggio dei socialisti e dei cattolici, ma nella primavera del 1932 i nazisti avevano ottenuto il 37% sul piano nazionale, mentre a Thalburg Hitler (candidato presidente) aveva battuto il rivale di 400 voti. Nel mese di luglio in città si verificarono scontri violenti tra Reichsbanner e SA, e tra manifestanti che chiedevano l'aumento dei sussidi di disoccupazione e polizia. Allen sottolinea come tre anni di violenze avessero "riempito la città di amarezza" ed assuefatto anche gli amanti dell'ordine ad "attendere una soluzione violenta delle loro divergenze politiche", spianando così la strada all'uso metodico della violenza messo in atto da Hitler dopo la presa del potereIbid., p.138. Quando egli venne nominato cancelliere da Hindenburg, l'ultimo giorno di gennaio del 1933, i nazisti di Thalburg avevano perso la vitalità dei mesi precedenti, e benché avessero ormai conquistati la maggioranza assoluta dei voti dei thalburghesi (oltre 4200, quasi il 70%, alle elezioni per il Reichstag del novembre 1932) attendevano di essere investiti ufficialmente del potere.
"Introduzione alla dittatura" (gennaio 1933 - gennaio 1935)