Miniera Terre Verdi è un giacimento di celadonite situato nel comune di Brentonico, in provincia di Trento in Trentino-Alto Adige, nella Valle Aviana, una zona montuosa (1.200m slm) limitata dai versanti del Trét di Avio e dei Pianéti di Brentonico.
La scoperta e l'estrazione della celadonite in Valle Aviana avvenne sul finire del Cinquecento; l'ampio sfruttamento e la commercializzazione di questo colorante minerale incise sull'economia e la società di questo territorio andando a plasmarne l'identità.
In passato la Valle rappresentava un punto nevralgico per svariate attività: dalla raccolta della legna, all'estrazione del carbone, dalla raccolta di erbe a scopo medicinale, fino alla ricerca della Terra Verde, chiamata anche verde di Verona, verde del monte Baldo, verde di Brentonico, clorite, veronite e baldogea, ovvero pietra del monte Baldo.
Chi si reca in Valle Aviana in epoca contemporanea lo fa spesso per visitare l'altopiano di Brentonico, che è protetto dal Parco Naturale Locale Monte Baldo; si tratta di un territorio boschivo, ricco di malghe e di proposte per sport all'aria aperta.
Geologia La celadonite è un minerale fillosilicato del gruppo delle miche il cui colore varia dal grigio-verde opaco al verde scuro-bluastro; questo minerale nasce dalla disgregazione e risedimentazione in ambienti marini idrotermali, caratterizzati cioè dal flusso di acqua calda a getto elevate di elementi basaltici vulcanici.
La celadonite è resistente all'aria e all'acqua, proprietà che, insieme alla sua consistenza "grassa", hanno fatto si che venisse particolarmente apprezzata in ambito pittorico.
Storia Da analisi mineralogiche in microspettigrafia infrarossa risulta che la celadonite era conosciuta e utilizzata già in epoca romana; il museo civico di Rovereto ha infatti analizzato dei campioni di materiale prelevato da affreschi della villa romana di Isera del I secolo ed è emerso che furono prelevati dalla zona dal monte Baldo.
La prima testimonianza scritta relativa alla celadonite è da attribuirsi al medico e naturalista toscano Michele Mercati che nella seconda metà del Cinquecento la descrisse nella sua Metallotheca Vaticana nell'armadio I (o delle Terre) come “Creta viridis, acris, lapidosa, ex Agro Veronensi”.
Il commercio della Terra Verde in Val Aviana è testimoniata da documenti come l'investitura concessa da Leopoldo III e dal principe vescovo tridentino nel 1668 in favore della famiglia Eccheli, posseditrice delle due miniere più grandi e redditizie sulla destra e sulla sinistra dell'Aviana. Fu appunto con il fortunato commercio di quelle terre che gli Eccheli fecero la loro fortuna; tuttavia non fu l'unica famiglia del luogo a trarne vantaggio, infatti anche alcuni nuclei contadini prestavano manodopera o acquistavano il diritto all'estrazione, lavoro che li occupava soprattutto durante la stagione invernale in cui le consuete attività agro-silvo pastorali diminuivano.
L'epoca di maggior diffusione del minerale si ebbe appunto tra Seicento e Settecento quando, oltre che per realizzare fondi neutri sulle tele da dipingere a olio per dare contrasto in chiaroscuro agli incarnati e in generale per la pittura ad affresco, venne utilizzato come pigmento decorativo nei palazzi nobiliari.
La fortuna della celadonite crebbe al punto che venne esportata in diversi paesi europei e in America.
Le cave e le miniere hanno inciso sull'economia e sulla società e fanno quindi parte del patrimonio storico e dell'identità di questo luogo.
Il declino e la chiusura delle miniere che estraevano il minerale verde arrivò con l'avvento della moderna industria dei coloranti sintetici nel dopoguerra.
Note
Bibliografia Cenni storici, turistici, economici sull'altopiano di Brentonico in provincia di Trento, Rovereto, Manfrini, pp. 30–31.
Voci correlate Brentonico Celadonite Gruppo delle miche di uranio
Collegamenti esterni
Categoria:Brentonico Categoria:Miniere del Trentino-Alto Adige