LOffensiva di Odessa () fu una grande operazione strategica dall'Armata Rossa sovietica nel tardo inverno-inizio primavera 1944 durante la seconda guerra mondiale sul Fronte Orientale; obiettivo dell'attacco era la liberazione dell'Ucraina meridionale a ovest del Dnepr, comprese le grandi città costiere di Odessa e Mykolaïv.
L'offensiva sovietica, guidata dal generale Rodion Malinovskij, originario proprio di Odessa, ebbe inizio il 6 marzo 1944 in connessione con le altre grandi offensive in corso più a nord nei settori di Uman' e di Proskurov. Le truppe sovietiche, che in febbraio avevano già vinto la battaglia di Nikopol'-Kryvyj Rih, ottennero nuovi successi, riuscendo in poche settimane a costringere ad una disastrosa ritirata le truppe tedesche della Wehrmacht e l'esercito rumeno, liberando tutto il territorio dell'Ucraina meridionale e raggiungendo la foce del Dnestr e il confine con la Moldavia.
Il 10 aprile 1944, i soldati sovietici, dopo una violenta battaglia, entrarono infine ad Odessa, mettendo termine ai drammatici anni dell'occupazione tedesco-rumena, e raggiungendo una grande vittoria militare e morale, in una delle città eroine dell'Unione Sovietica. La vittoria nell'offensiva di Odessa permise all'Armata Rossa di completare il suo schieramento meridionale in preparazione della successiva offensiva estiva nei Balcani.
Storia L'offensiva sovietica invernale del 1944
L'offensiva dell'Armata Rossa iniziata il 24 dicembre 1943 aveva raggiunto, nonostante l'accanita resistenza tedesca, rilevanti successi culminati con la drammatica battaglia di Korsun' del febbraio 1944; ancor prima della fine di questa fase dei combattimenti, Stalin e lo Stavka avevano programmato un'ulteriore serie di offensive che sarebbero iniziate subito senza alcuna pausa, trascurando i problemi logistici creati dal clima inclemente e dall'imminente disgelo con la comparsa della rasputiza. Il dittatore sovietico diramò le sue prime direttive il 18 febbraio 1944 con gli ordini dettagliati di attacco per il generale Nikolaj Vatutin, comandante del 1º Fronte ucraino, e il maresciallo Ivan Konev, comandante del 2º Fronte ucraino. Dieci giorni più tardi vennero diffuse dall'alto comando sovietico anche le disposizioni operative per il 3º Fronte ucraino del generale Rodion Malinovskij; gli ordini stabilivano che l'attacco su questo fronte sarebbe dovuto iniziare il 6 marzo 1944J. Erickson, The road to Berlin, pp. 180-181..
Il 22 febbraio 1944 il generale Malinovskij aveva completato con successo la difficile battaglia di Nikopol'-Kryvyj Rih, liberando l'importante città industriale di Kryvyj Rih che era stata difesa tenacemente dai tedeschi; nei giorni seguenti le truppe sovietiche erano riuscite a costituire una serie di teste di ponte sul fiume Inhulec', nonostante la resistenza nemica e recenti straripamenti del corso d'acquaL'URSS nella seconda guerra mondiale. vol. 4, pp. 1292 e 1298.. I piani dello Stavka prevedevano che il 3° Fronte ucraino ripartisse all'attacco partendo da queste preziose teste di ponte; gli obiettivi assegnati al generale Malinovskij comprendevano la liberazione di Mykolaïv e di Odessa. Per raggiungere i risultati pianificati, il 3° Fronte ucraino necessitava di grandi rinforzi e l'alto comando sovietico, nel quadro della ridistribuzione complessiva delle armate prevista per la nuova offensiva generale nel settore meridionale del Fronte orientale, assegnò al generale Malinovskij la 57ª Armata, trasferita del fronte del maresciallo Konev, e la 5ª Armata d'assalto e la 28ª Armata, trasferite dal 4º Fronte ucraino del generale Fëdor Tolbuchin, che a sua volta stava preparando l'attacco alla Crimea. In questo modo il 3° Fronte ucraino avrebbe potuto schierare sette armate con 57 divisioni di fucilieri, un corpo corazzato, un corpo meccanizzato della Guardia e un corpo di cavalleria della Guardia; per avere a disposizione un raggruppamento interamente mobile per avanzate in profondità, il generale Malinovskij decise di concentrare, sotto il comando dell'abile generale Issa Pliev, il 4º Corpo meccanizzato della Guardia e il 4º Corpo di cavalleria della GuardiaJ. Erickson, The road to Berlin, p. 181..
Il piano operativo del comandante del 3° Fronte ucraino prevedeva di sfruttare la testa di ponte sull'Inhulec', costituita in precedenza a sud di Kryvyj Rih e a ovest di Šyroke, per avanzare direttamente su Novyj Buh con la 46ª Armata, la famosa 8ª Armata della Guardia del generale Vasilij Čujkov e il gruppo di cavalleria meccanizzata del generale Pliev, rinforzato anche dal 23º Corpo corazzato. Dopo lo sfondamento del fronte tedesco e aver raggiunto Novyj Buh, questo raggruppamento di forze avrebbe deviato rapidamente verso sud per tagliare fuori le truppe nemiche schierate a est di MykolaïvL'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 4, p. 1298.. Per effettuare questa manovra le truppe sovietiche avrebbero dovuto superare altri due fiumi, dopo l'Inhulec', il Vysun' e l'Inhul, dove si trova Novyj Buh.
La 6. Armee tedesca del generale Karl-Adolf Hollidt difendeva dalla fine di febbraio la linea dell'Inhulec' dopo aver abbandonato la testa di ponte di Nikopol' e la città industriale di Kryvyj Rih; dall'8 febbraio l'armata era passata alle dipendenze del Gruppo d'armate A del feldmaresciallo Ewald von Kleist che contemporaneamente doveva anche controllare la 17. Armee del generale Erwin Jaenecke che difendeva la CrimeaE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 6, pp. 67-68.. Era previsto l'arrivo in linea per rinforzare lo schieramento tedesco della 3ª Armata rumena. Le forze del feldmaresciallo von Kleist erano indebolite dalle precedenti battaglie e mancavano di riserve corazzate; inoltre lo schieramento imposto da Adolf Hitler, contrario come sempre a effettuare grandi manovre di ripiegamento strategico, richiedeva di continuare a difendere anche la foce del Dnepr a sud; sul fianco sinistro la 6. Armee era in precario contatto con la 8. Armee del Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo Erich von Manstein che sarebbe stata attaccata dal 2° Fronte ucraino il 5 marzo 1944, il giorno precedente l'inizio dell'attacco del generale Malinovskij alla linea dell'Inhulec'.
Preceduto dal fuoco dell'artiglieria e dagli attacchi delle forze aeree sovietiche, l'attacco della 46ª Armata e della 8ª Armata della Guardia, iniziato all'alba del 6 marzo come previsto dalla testa di ponte sull'inhulec', ebbe rapidamente successo; il fronte tedesco fu sfondato e la sera stessa il generale Malinovskij fece entrare in azione il gruppo di cavalleria meccanizzata del generale Pliev che avanzò rapidamente, sfruttando lo slancio e l'esperienza della cavalleria sovietica in azione su terreni fangosi e scarsamente praticabiliE. Ziemke, Stalingrad to Berlin, p. 275.. Il gruppo del generale Pliev raggiunse Novyj Buh al mattino dell'8 marzo e conquistò, dopo un combattimento di tre ore, la città dove si trovava il posto di comando della 6. Armee tedesca che dovette essere evacuato in tutta fretta. L'avanzata della cavalleria meccanizzata sovietica aveva frazionato in due parti il fronte tedesco e il feldmaresciallo von Kleist sollecitò l'autorizzazione alla ritirata almeno fino alla linea del Bug, ma Hitler per il momento autorizzò solo un modesto ripiegamento tattico dell'ala destra della 6. ArmeeE. Ziemke, Stalingrad to Berlin, p. 278..
Liberazione di Cherson e Mykolaïv
Con la conquista di Novyj Buh i sovietici avevano intercettato la linea ferroviaria strategica Dolyns'ka-Mykolaïv e poterono proseguire subito verso sud come previsto dal piano del generale Malinovskij; l'avanzata rapida delle forze mobili del 3° Fronte ucraino minacciava di accerchiamento tutte le forze tedesche comprese tra Bereznehuvate e Snihurivka che contemporaneamente era attaccate frontalmente da est e sud-est dalla 6ª Armata, dalla 5ª Armata d'assalto e dalla 28ª Armata; nella sacca erano in combattimento sette divisioni tedesche della 6. Armee. Alcuni contrattacchi tedeschi per riguadagnare le vie di comunicazione furono respinti con l'intervento del 23º Corpo corazzato.
La situazione sembrava veramente critica per le truppe tedesche comprese tra Bereznehuvate e Snihurivka; dopo il fallimento dei deboli contrattacchi, il feldmaresciallo von Kleist e il generale Hollidt decisero la ritirata generale verso ovest per salvare le truppe e raggiungere una nuova linea difensiva dietro il Bug; Hitler la notte dell'11 marzo si decise finalmente, dopo aver appreso le notizie della situazione della 6. Armee e del contemporaneo crollo della 8. Armee nel settore di Uman', ad ordinare la ritirata delle due armate "al massimo fino al Bug"E. Ziemke, Stalingrad to Berlin, pp. 278 e 282.. Mentre i tedeschi nella sacca di Bereznehuvate-Snihurivka iniziavano la ritirata, le armate sovietiche sulla linea del Dnepr avanzarono a loro volta; la 28ª Armata raggiunse prima Beryslav, quindi il 13 marzo 1944 liberò l'importante città di Cherson, completando in questo modo la completa riconquista anche della foce del grande fiume.
La cavalleria meccanizzata del generale Pliev avanzò rapidamente verso sud e in un primo momento sbarrò la strada alle truppe tedesche accerchiate; tuttavia il generale Malinovskij disperse in parte le sue forze, dirottando alcune unità della 46ª Armata ancora più a ovest, in direzione del Bug; inoltre l'ala destra della 8ª Armata della Guardia non poté collaborare all'accerchiamento, essendo impegnata in duri combattimenti a Volodymyrivka-Baštanka. Di conseguenza la cavalleria meccanizzata non poté costituire quasi da sola un anello di accerchiamento solido e le truppe tedesche bloccate riuscirono dopo violenti combattimenti a partire dal 15 marzo a uscire dalla sacca di Bereznehuvate-Snihurivka ripiegando direttamente fino alla linea del Bug; la 6. Armee tuttavia subì forti perdite durante questa fase dei combattimenti e dovette abbandonare molto equipaggiamento; otto divisioni tedesche furono quasi distrutteE. Ziemke, Stalingrad to Berlin, p. 282..
Il generale Hollidt quindi riuscì a raggiungere entro il 20 marzo con i resti della sua armata una nuova posizione difensiva dietro il Bug a protezione di Nikolaev, posta tra l'estuario del Bug e il basso corso dell'Inhul, ma la pausa fu di brevissima durata; il 22 marzo 1944 i primi reparti dell'ala destra del 3° Fronte ucraino del generale Malinovskij, sfruttarono il varco sempre aperto tra l'8. Armee e la 6. Armee, raggiunsero il Bug nella regione di Voznesens'k e tra il 18 e il 24 marzo riuscirono a costituire alcune teste di ponte a ovest del fiume, in preparazione di nuovo attacco. Stalin e lo Stavka infatti fin dall'11 marzo avevano diramato le nuove direttive per la prosecuzione immediata dell'offensiva; il dittatore sovietico cercava di coordinare al meglio l'avanzata delle sue armate e richiedeva al generale Malinovskij di procedere, in collegamento con la marcia del maresciallo Konev, con grande rapidità fino al Bug, superarlo nel settore Kostjantynivka, Voznesens'k, Nova Odesa, Tiraspol, e quindi proseguire ancora con obiettivo finale il fiume Prut e la frontiera sovietica con la RomaniaJ. Erickson, The road to Berlin, p. 185.. Nelle stesse direttive del 11 marzo Stalin ordinava al maresciallo Konev di collaborare con il generale Malinovskij facendo scendere verso sud e sud-ovest, lungo entrambe le rive del Dnestr, tre delle sue armate; l'alto comando sovietico cercava in questo modo di tagliare fuori contemporaneamente l'8. Armee, la 6. Armee e anche la 3ª Armata rumena che era entrata in linea per rafforzare le difese a protezione della frontiera.