De Gloria Paradisi (Visio Admirandae Historiae) è un poema scritto da Gioacchino da Fiore nel XII secolo. Viene tramandato da tre soli manoscritti, uno dei quali è conservato presso la Pontificia Biblioteca Antoniana di Padova (Manoscritti 322, ff. 165v-166r - Sec. XIII).

Descrizione Tale opera divide l'aldilà in Inferno, Purgatorio e Paradiso già un secolo prima di Dante Alighieri. La Divina Commedia è infatti animata dalla simbologia e dalla tensione profetica di Gioacchino da Fiore .

La concezione storico teologica dell'abate è profondamente legata al concetto dello spirito e al raggiungimento di una purificazione universale. L'anima si purifica distaccandosi dai beni effimeri della vita presente.

Il poema divide l’aldilà in Inferno, Purgatorio e Paradiso [...] « Ergo cum illuc transiret vir prefatus, spiritu vidit beatorum turbas tripartitas gradibus. » (Or dunque, passando lì il nostro uomo in spirito vide le schiere dei beati tripartite per gradi) già un secolo prima di Dante Alighieri. Il sommo poeta infatti inserire nella Divina Commedia l'Abate da Fiore e lo colloca nel Paradiso (Canto XII, vv. 139-141) definendolo «…di spirito profetico dotato», come a segnalare il debito culturale nei confronti del fondatore dell'ordine florense.

Il purgatorio di Gioacchino è rappresentato dal presente. [...] « In hac ipsa tamen hora qua solvitur corpore, videt flumen spumans igne et corrupto sulphure. Ibi pons est constitutus artus in examine, per quem transeunt invite miserorum anime. Qui non norunt artam viam, a pontis cacumine corruentes in profundum absorbentur flumine... » (Nell’istante medesimo in cui è sciolto dai vincoli del corpo, vede una fiumana fumante di fuoco e di bollente zolfo, sormontata da un ponte stretto nel mezzo, pel quale passano a malincuore le anime dei disgraziati, perché, nel percorrere l’angusta via, venendo giù a precipizio dall’acuta sommità del ponte, sono inghiottiti dal fiume.)

Il Poema Estratti del poema in lingua latina e versione tradotta in italiano:

De Gloria Paradisi nel cinema Il poema De Gloria Paradisi è citato nel film su Gioacchino da Fiore Il monaco che vinse l'Apocalisse, diretto da Jordan River. Oltre alla menzione del manoscritto, nella pellicola è presente una ricostruzione narrativa articolata in tre livelli distinti, corrispondenti alle dimensioni ultraterrene dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni