I chirotteri o pipistrelli (Chiroptera , 1779) sono un ordine di mammiferi euteri appartenenti al superordine Laurasiatheria.
Sono gli unici mammiferi capaci di un volo vero e sostenuto, e il secondo gruppo di mammiferi più numeroso dopo i roditori, comprendendo circa il 20% delle specie descritte.
Etimologia Il termine scientifico Chiroptera deriva dalle due parole greche χείρ (chéir, "mano") e πτερόν (pterón, "ala"), con chiara allusione alla peculiarità dell'arto superiore. I due sottordini Microchiroptera e Megachiroptera hanno nel loro nome rispettivamente i prefissi micro- e macro- a evidenziare la differenza di dimensione tra i due gruppi, sebbene i più grandi microchirotteri siano molto più grandi dei più piccoli megachirotteri.
Il nome comune "pipistrello" deriverebbe dal latino vespertīliō -ōnis, a sua volta derivato da vesper -is, ovvero "sera", attraverso varie alterazioni avvenute nel tempo come vipistrello o vispistrello.Dante Alighieri, Inferno, XXXIV, 49. Se nella lingua inglese e in quella spagnola esiste un singolo termine, bat e murciélago, in altre lingue come quella francese e tedesca, sono presenti delle combinazioni di parole per identificare questi animali. Nella prima sono conosciuti come chauves-souris (letteralmente "topi glabri"), mentre nella seconda il termine è Fledermäuse o Fledertiere (ossia "topi volanti" o "bestie volanti").
Descrizione
All'ordine dei Chirotteri appartengono gli unici mammiferi in grado di volare e compiere manovre complesse in aria. La specie più piccola, il pipistrello calabrone, non pesa più di 2 grammi ed è ritenuto, insieme al mustiolo etrusco, il più piccolo mammifero al mondo, mentre le più grandi sono alcune specie del genere Pteropus e Acerodon, che raggiungono un peso di circa e un'apertura alare fino a 1,8 metri.
Morfologia esterna
Le ali si sono sviluppate dalla modifica sostanziale dell'arto superiore, dove l'avambraccio e, ancor di più, le ossa metacarpali e le falangi della mano hanno subito un allungamento sproporzionato. Le dita sono unite tra loro da una membrana cutanea vascolarizzata, chiamata patagio, la quale si estende fino ai fianchi del corpo e agli arti inferiori. In gran parte delle specie esiste un'ulteriore membrana tra le zampe, chiamata membrana interfemorale o uropatagio, e che talvolta può incorporare la coda.
Solitamente alla base della caviglia è posizionato uno sperone cartilagineo, chiamato calcar, che permette il dispiegamento e la sostentazione di tale membrana. Le proporzioni alari variano notevolmente tra le diverse specie e possono essere lunghe e strette nei pipistrelli che hanno bisogno di grande autonomia, oppure corte e larghe in quelli che sono soliti effettuare manovre rapide e con improvvisi cambi di direzione, specialmente nella fitta vegetazione o in presenza di ostacoli molto vicini tra loro.
Sono state registrate velocità variabili tra i nel pipistrello nano e i nel pipistrello dalla coda libera messicano, la più alta mai registrata in volo orizzontale tra tutti gli animali volanti. Le dita non sono indipendenti dalla membrana alare eccetto il primo e, negli Pteropodidi, anche il secondo dito. Il pollice è munito di 2 falangi, termina con un'unghia ed è sempre funzionale, eccetto che nella famiglia dei Furipteridi. L'indice può essere rappresentato soltanto dal metacarpo, oppure da una a tre falangi. In alcuni Pteropodidi, quest'ultimo termina con un artiglio. Le altre tre dita hanno invece sempre 2-3 falangi, l'ultima delle quali solitamente di consistenza cartilaginea.
Il corpo è generalmente ricoperto di una fitta pelliccia, tranne che i membri del genere Cheiromeles, completamente privi di peli visibili. In alcune specie l'attaccatura delle membrane alari è talmente alta lungo la spina dorsale da far apparire la schiena completamente spoglia. La testa può assumere una notevole varietà di forme, associate principalmente alle abitudini alimentari e ai metodi di procurarsi il cibo. Può essere corta e larga oppure stretta e allungata. Le orecchie sono grandi, talvolta eccezionalmente enormi, e hanno la funzione nei Microchirotteri di raccogliere le onde sonore riflesse emesse dagli stessi animali per l'ecolocalizzazione.
Alla base sono spesso presenti un trago e un antitrago ben sviluppati, entrambi con la funzione di proteggere l'entrata del meato uditivo. Gli occhi variano notevolmente nelle dimensioni, essendo quasi atrofizzati nei Microchirotteri, mentre sono grandi negli Pteropodidi, abili anche a una visione a colori. Nella maggior parte delle specie è presente un'escrescenza carnosa sul naso, chiamata foglia nasale, che ha la funzione di regolare e indirizzare il fascio di onde sonore emesse dall'animale tramite il naso o la bocca. Negli Pteropodidi tale formazione è assente.
Le narici in alcune specie si protendono verso l'esterno fino a prendere la forma di due piccoli cilindri. Solitamente sono presenti delle ghiandole odorifere, le quali producono una sostanza che emana un forte odore simile al muschio. Sono posizionate in diverse parti del corpo, sulla gola, sul collo o sopra le superfici alari. Il ginocchio è rivolto all'indietro, a causa della rotazione degli arti inferiori, che sostengono la membrana alare. I piedi sono di proporzioni normali. Le loro dita sono solitamente munite di grossi artigli. La coda è quasi sempre presente e di dimensioni variabili. Molte volte è inclusa nell'uropatagio, altre volte ne è libera totalmente o parzialmente. Può anche superare nettamente in lunghezza l'uropatagio stesso. Nella famiglia dei Nitteridi assume un'insolita forma a T.
Morfologia interna e struttura ossea
Generalmente i pipistrelli hanno 7 vertebre cervicali, 11 toraciche, 4 lombari e da 0 a 10 caudali. In alcune forme l'ultima cervicale e la prima toracica sono fuse tra loro. La cintura scapolare è solitamente più sviluppata del bacino, mentre lo sterno è carenato. Il cranio può assumere diverse forme in funzione della specializzazione delle diverse specie e ha le suture ossee che tendono a fondersi con l'avanzare dell'età. L'emisfero cerebrale è liscio e non si estende posteriormente oltre il cervelletto. Il sistema muscolare dell'arto superiore è più complesso rispetto a quello degli Uccelli. Nei chirotteri sono presenti 3 muscoli maggiori discendenti, il pettorale, il sottoscapolare e il serrato anteriore e 2 ascendenti, il deltoide e il trapezio, mentre negli uccelli è presente soltanto una coppia. La maggior parte di essi è attaccata alle scapole e soltanto il serrato anteriore è unito allo sterno.L. Hall & G. Richards, Flying Foxes Fruit and Blossom Bats of Australia, Krieger Publishing Company, 2000 ISBN 1-57524-175-7
Dentatura Il numero dei denti permanenti varia tra 20 dei veri vampiri e 38 dei generi Kerivoula e Myotis, mentre quelli da latte solitamente sono 22. Gli incisivi possono essere mancanti, come nel genere Aproteles o arrivare fino a 10. Generalmente sono piccoli, con il bordo tagliente talvolta provvisto di una o più cuspidi più o meno sviluppate, soltanto nei veri vampiri sono molto grandi e affilati. Infatti, contrariamente all'iconografia classica del vampiro, non sono i canini bensì gli incisivi a lacerare la cute della loro vittima per far fuoriuscire il sangue. I canini hanno generalmente la caratteristica forma appuntita, la lunghezza varia tra le diverse specie e talvolta presenta una cuspide secondaria ben sviluppata, situata posteriormente.
Il numero dei premolari varia dalla loro totale assenza fino a un massimo di tre per semi-arcata, sono piuttosto ridotti nelle dimensioni e raramente dello stesso aspetto degli altri denti masticatori. Talvolta il terzo premolare è deciduo e talmente ridotto da venire compresso tra i due denti adiacenti e fuoriuscire dalla linea alveolare. Sono presenti fino a un massimo di tre molari per semi-arcata, l'ultimo generalmente è sempre il più piccolo. La disposizione delle cuspidi assume in linee generali due configurazioni, legate principalmente alla dieta. Nei pipistrelli frugivori e nettarivori la superficie occlusiva dei molari presenta cuspidi basse disposte in file biseriali e con un solco più o meno profondo che la attraversa longitudinalmente. Nel resto dei chirotteri le cuspidi assumono una caratteristica disposizione a W, condizione presente anche negli insettivori, ognuna collegata all'altra attraverso creste ben distinte di smalto.
Biologia Comportamento
I pipistrelli si rifugiano all'interno di grotte, fessure rocciose, fitta vegetazione, cavità negli alberi, negli edifici e in luoghi più esposti come grandi alberi spogliati del fogliame. Tali ricoveri però possono cambiare stagionalmente anche all'interno delle attività di una stessa specie, dove per esempio, si può notare l'utilizzo di caverne e altri siti sotterranei durante i periodi invernali e quello di alberi cavi durante i mesi più caldi. Normalmente formano grandi colonie, tuttavia molte specie vivono solitarie o in piccoli gruppi prevalentemente famigliari. Non è raro osservare assembramenti di migliaia se non addirittura milioni di individui. Uno dei vantaggi nell'aggregarsi è quello di poter conservare il più a lungo possibile il calore corporeo. Nei siti di riposo, i chirotteri assumono la caratteristica disposizione a testa in giù. Questa posizione facilita notevolmente la fase iniziale del volo, poiché permette di lanciarsi, dispiegare le ali e prendere velocità facilmente.
Alcuni Pteropodidi possono però mantenere una posizione eretta a testa all'insù, in modo particolare se si trovano sui rami degli alberi, reggendosi con gli artigli dei lunghi pollici. Durante il riposo possono passare molto tempo a pulirsi e ordinarsi la pelliccia, utilizzando la lingua oppure le dita dei piedi. La maggior parte dei pipistrelli viventi utilizza l'ecolocalizzazione per orientarsi e catturare le prede. Oltre all'emissione di questi segnali ad alta frequenza, vengono emessi anche suoni per esprimere emozioni o per comunicare. Alcuni tipi di richiamo sono utilizzati in atteggiamenti aggressivi tra vari individui, comunicazioni tra madri e figli e durante i rituali di accoppiamento. Sono state osservate delle vibrazioni corporee in diverse specie in cattività, particolarmente quando sono a riposo o prima di addormentarsi.
Nelle regioni più fredde dell'areale, durante le stagioni fredde, molte specie hanno sviluppato una fase di ibernazione, durante la quale il metabolismo si riduce notevolmente, e nella quale il consumo di ossigeno raggiunge un livello di circa un centesimo del consumo normale. Inoltre possono anche ridurre le funzioni vitali durante l'inattività diurna abbassando notevolmente la temperatura corporea. Alcune forme però preferiscono la migrazione in zone più calde o con una disponibilità di cibo maggiore.
Ecolocalizzazione