Biografia Appartenente alla gens Cocceia, proveniente dalla città umbra di NarniaEpitome de Caesaribus, XII, 1.PIR2 C 1223 (Groag), 1224 (Groag), 1227 (Stein).R. Syme, The Roman Revolution, p. 200.R. Syme, Tacitus, II, Oxford 1958, pp. 556-557., salita alla ribalta in epoca triumviraleR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, pp. 48 e 273., soprattutto dalla parte di Marco AntonioR. Syme, Roman Revolution, pp. 200, 208, 225, 266-267. per poi passare a OttavianoR. Syme, The Roman Revolution, Oxford 1939, pp. 382, 385.PIR2 C 1214 (Groag), 1223 (Groag), 1224 (Groag)., e in seguito contraddistinta da una certa quies che permise loro di fiorire durante i Giulio-ClaudiMarziale, Epigrammi, V, 28, 4; VIII, 70, 1.Lo stesso princeps Nerva faceva riferimento alla propria quies: Plinio il Giovane, Lettere, X, 54.R. Syme, The Roman Revolution, Oxford 1939, pp. 500, 504, 518.R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 345.J. Grainger, Nerva and the Roman Succession Crisis of AD 96-99, London-New York 2003, pp. 28-30., NervaPIR2 C 1225 (Groag). era figlio.R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 223. o più probabilmente nipote del console ordinario del 36 a.C. Marco Cocceio Nerva, e nipote o più probabilmente pronipote del console suffetto del 39 a.C.: la critica è ancora incerta se questo fosse Gaio Cocceio Balbo o Lucio Cocceio Nerva, di cui il secondo era sicuramente fratello del console del 36 a.C. e il primo era probabilmente imparentato con gli altri due. Le imprese di questi homines noviT. P. Wiseman, New Men in the Roman Senate, Oxford 1971, p. 225. portarono Ottaviano a concedere loro il patriziato nel 30 a.C.R. Syme, The Roman Revolution, Oxford 1939, p. 382. Qualora Nerva fosse figlio del console del 36 a.C., è stato proposto che fosse all'incirca coetaneo di Tiberio, suo amicusR. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 1434..

Della carriera di Nerva non molto è noto. Il primo incarico noto, infatti, lo vede direttamente al vertice dello stato romano. Egli, infatti, fu con ogni probabilità console suffetto insieme a Gaio Vibio Rufino. nel secondo semestre del 21 o del 22R. Syme, History in Ovid, Oxford 1978, pp. 85-86.R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, pp. 1431-1432.R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 225.R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, pp. 351-352.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 619-625.Che il collega di Rufino fosse il figlio di Nerva e che il loro consolato si datasse attorno al 40 era ipotizzato da A. Degrassi, in Epigraphica, vol. 8 (1946), p. 37; idem, I fasti consolari dell'impero romano, Roma 1952, p. 11; R. Hanslik, in RE VIII,A,2 (1958), col. 1981., in sostituzione rispettivamente di Mamerco Emilio Scauro e Gneo Tremelio o di Decimo Aterio Agrippa e Gaio Sulpicio Galba: allo stato attuale della documentazione, che attesta la coppia consolare in carica ad agosto, è impossibile definire con maggiore esattezza l'anno del suo consolato.

In ogni caso, Nerva era ormai consularis nel 24, quando fu nominato curator aquarum, sovrintendente al rifornimento idrico della città di RomaFrontino, De aquis, CII., compito che evidentemente richiedeva poco dispendio di forzeR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 221: "A suspicion arises that some posts came close to the ideal of 'something to live for and nothing to do'. Inertia or even absence might not be detrimental. The cura aquarum happens to offer a pair of clear instances."R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, p. 34: "Some students of the Principate are prone to set a high value on administration. The Romans did very little of it. It is a question how arduous were the functions of the various curatores.", in sostituzione di Lucio Tario Rufo o, secondo un'ipotesi non unanimemente accettata di Ronald Syme, di Gaio Vibio RufoR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, pp. 220-226..

Nel 26, poi, Nerva, grande amicus di TiberioSesto Pomponio, in Digesto, I, 2, 2, 48.Tacito, Annales, IV, 58, 1. e consularis, fu l'unico tra tutti i senatori a decidere di accompagnare il princeps nel suo soggiorno sull'isola di Capri. Sempre sull'isola campana Nerva rimase fino al 33, anno in cui si suicidò lasciandosi morire per inedia, pur essendo perfettamente fiorente e in salute e sebbene Tiberio lo supplicasse di non togliersi la vita:

Cassio Dione riporta invece una versione alternativa, che lega il suicidio di Nerva a motivi più concreti, ossia le decisioni economiche di Tiberio in occasione della grande crisi di credito del 33Sulla crisi di credito, vd. R. Arcuri, Moderatio. Problematiche economiche e dinamiche sociali nel principato di Tiberio, Milano 2014, pp. 66-78 con bibliografia precedente.Il confronto tra il racconto dell'anno 33 in Tacito e Dione è operato in R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, pp. 223-244, con una netta propensione per il racconto tacitiano. Cfr. anche ibidem, pp. 197-198.:

Nerva, accanto alla carriera politica, doveva senza dubbio aver perseguito anche la carriera giuridica con grande successoTacito, Annales, VI, 26, 1., dal momento che è attestato come successore di Marco Antistio Labeone a capo di quella che in seguito sarebbe stata definita "scuola proculiana" di diritto romano, favorita dallo stesso TiberioR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, pp. 349, 353.R. Syme, Roman Papers, I, Oxford 1979, p. 342; III, Oxford 1984, pp. 1413-1414.: Nerva e Masurio Sabino, nuovo capo della futura "scuola sabiniana", proseguirono e accrebbero le dispute e i dissensi che erano già state dei loro predecessori, rispettivamente Labeone e Gaio Ateio Capitone. Di Nerva sono conservate numerose sentenze in frammenti conservati da giuristi posterioriI frammenti sono raccolti da O. Lenel, Palingenesia iuris civilis, I, Lipsia 1889, p. 789..

Nerva è definito da Frontino nonno del princeps Nerva. Egli infatti ebbe da moglie ignota un figlio omonimo, precoce giureconsulto al tempo del successore del padre ProculoDigesto, I, 2, 2, 52., ipotizzato console suffetto sotto CaligolaIn realtà, non vi sono attestazioni di un consolato per il figlio di Nerva: PIR2 C 1225 (Groag) e 1226 (Groag). R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 1434, sembra propendere verso una carriera puramente giuridica per lui, mentre idem, Roman Papers, IV, Oxford 1988, p. 182 nota 37 e p. 351, sottolinea che non vi è alcuna traccia di un suo consolato. J. Grainger, Nerva and the Roman Succession Crisis of AD 96-99, London-New York 2003, pp. 28-30, dà per scontato un consolato negli ultimi anni di Caligola per il padre del princeps Nerva. Nei fasti consolari del regno di Caligola compilati da A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 619-625, Nerva figlio non compare affatto tra i consoli caligolei, e P. Buongiorno, Sulla struttura dei fasti consolari degli anni 39 e 40 d.C., in M. Pani (ed.), Epigrafia e Territorio. Politica e Società. Temi di antichità romane, VIII, Bari 2007, pp. 253-271, non considera nemmeno la possibilità di un suo consolato. Da ultimo, D. Liebs, Nerva filius - Selbstmord auf Wunsch des Kaisers?, in H. Altmeppen (ed.), Festschrift für Rolf Knütel um 70. Geburtstag, Heidelberg 2009, pp. 651-665 (con bibliografia precedente), ritiene che Nerva figlio si celi dietro all'ignoto collega suicida di Gneo Domizio Corbulone nel consolato suffetto tra il luglio e il 2 settembre del 39. e autore di un trattato De usucapionibusPapiniano, in Digesto, XLI, 2, 47.: questo Marco Cocceio Nerva prese in moglie Sergia PlautillaR. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, p. 182., figlia del console suffetto del 33 e successore del padre come curator aquarum Gaio Ottavio Lenate e cognata della bisnipote di Tiberio Rubellia Bassa., e dal loro matrimonio nacquero Cocceia, moglie del console ordinario del 52 Lucio Salvio Otone TizianoR. Syme, Tacitus, II, Oxford 1958, p. 628., e proprio il futuro princeps NervaR. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, p. 196. l'8 novembre del 30PIR2 C 1227 (Stein).A. Garzetti, Nerva, Roma 1950, p. 17. o del 35R. Syme, Tacitus, II, Oxford 1958, p. 653 nota 5, con bibliografia precedente..

Note

Bibliografia PIR2 C 1225 (Groag). Ronald Syme, The Roman Revolution, Oxford 1939, passim. Ronald Syme, Roman Papers, I-IV, Oxford 1979-1988, passim. Ronald Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, passim.

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