Biografia Appartenente alle probabilmente etrusche famiglie dei Calpetani e dei RantiiM. Torelli in Epigrafia e ordine senatorio, II, Roma 1982, pp. 275-299, in particolare 289.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 474-476., Sedato è stato ricostruito come figlio, forse adottivo, del senatore di rango pretorio Gaio Calpetano Stazio RufoO. Salomies, Adoptive and polyonymous nomenclature in the Roman Empire, Helsinki 1992, pp. 105-106., attestato sotto TiberioPIR2 C 236 (Groag). come curator locorum publicorum. e curator riparum et alvei Tiberis... Il suo nome è saldamente definito come Gaius Calpetanus Rantius Sedatus: l'agnomen Metronius, attestato in un'epigrafe. e talvolta a lui attribuitoPIR2 C 235 (Groag)., è stato chiarito come frutto di una dittografia dovuta alla successione di più persone diverseT. Mommsen, commento a ..

Il primo incarico attestato di Sedato lo vede come curator tabulariorum publicorum pretorio accanto a Marco Petronio Lurcone e Tito Satrio Deciano: la data dell'incarico, definita dalla titolatura imperiale di Claudio, è definita al 45.

Il secondo incarico lo vede poi al vertice dello stato romano: Sedato fu infatti console suffetto al fianco di Marco Ordeonio Flacco. per i mesi tra marzo e giugno del 47G. Camodeca, Novità sui fasti consolari dalle tavolette cerate della Campania, in Epigrafia. Actes Coll. intern. épigr. lat. mém. A. Degrassi, Rome 1991, pp. 45-74, in particolare 50-51., in sostituzione dello stesso princeps Claudio e del potentissimo Lucio Vitellio. Tale consolato è stato letto come un segno di grande onore, in quanto primi suffetti dell'anno della celebrazione dei ludi saeculares e dell'inizio della censura degli stessi Claudio e Vitellio.

L'ultimo incarico noto di Sedato fu invece quello di legatus Augusti pro praetore della provincia di DalmaziaILJug. 2064.Cfr. SEG II 362. nei primi anni di NeroneA. Jagenteufel, Die Statthalter der Römischen Provinz Dalmatia von Augustus bis Diokletian, Wien 1958, pp. 27-28.J.J. Wilkes, Dalmatia, London 1969, pp. 83 e 444.B.E. Thomasson, Laterculi praesidum, I, Göteborg 1984, col. 91., all'incirca tra 56 e 60.

Di Sedato è stato riconosciuto un figlio: egli infatti adottò per testamento quello che poi, assumendo i suoi nomi, sarebbe diventato Gaio Calpetano Ranzio Quirinale Valerio FestoO. Salomies, Adoptive and polyonymous nomenclature in the Roman Empire, Helsinki 1992, pp. 40 e 105-106.PIR2 V 73 (Heinrichs)., aretino, che fu di grande utilità alla fazione flavia nel 69/70 come legato della legio III Augusta in AfricaTacito, Historiae, II, 98, 1. e assassino del proconsole Lucio Calpurnio PisoneTacito, Historiae, IV, 48-51., e che fu ricompensato con un consolato suffetto nel 71W. Eck, Vespasian und die senatorische Führungsschicht des Reiches, in Luigi Capogrossi Colognesi, Elena Tassi Scandone (ed), La Lex de imperio Vespasiani e la Roma dei Flavi, Roma 2009, pp. 231-257..

Note

Bibliografia

PIR2 C 235 (Groag). A. Jagenteufel, Die Statthalter der Römischen Provinz Dalmatia von Augustus bis Diokletian, Wien 1958, pp. 27-28. A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 474-476.

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