LEtà antica o Evo antico è una delle età storiche della periodizzazione tradizionale del passato dell'umanità; essa segue la Preistoria e precede il Medioevo. In Europa, Nordafrica e Medio Oriente ha una durata approssimativa di anniDalle prime testimonianze scritte (3500 a.C. circa) alla fine dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.), mentre in altre aree culturali la sua durata varia anche notevolmente.

Le caratteristiche fondamentali di quest'età sono tutte conseguenze della Rivoluzione urbana, dovuta a un'eccedenza alimentare che portò ad un incremento demografico e quindi alla nascita delle prime città e delle prime forme di economia di mercato. Ciò determinò il sorgere delle prime forme di Stato, dapprima in forma di città-stato, poi di regno e infine di impero, la suddivisione in classi sociali connotate da forti disuguaglianze, un commercio regolare su distanze anche lunghe, la nascita della moneta, l'invenzione e la diffusione della scrittura, la nascita dell'architettura monumentale. Inoltre, una divisione del lavoro sempre più spinta permise a larghi settori della popolazione di dedicarsi ad attività non produttive, fenomeno che permise la nascita di scienze esatte e predittive come l'aritmetica, la geometria e l'astronomia.

Nel contesto della Rivoluzione urbana si originò anche un nuovo tipo di religiosità, di tipo politeistico e antropomorfo, espressione dell'identità sociale dello Stato; nell'Età antica nacquero successivamente anche due religioni universali: in India il Buddismo (VI-V secolo a.C.) e in Palestina il Cristianesimo (I secolo d.C.), che poi ebbero una diffusione notevole in vaste aree del pianeta, che ancora caratterizza il tempo presente, essendo esse tra le religioni più praticate. La data approssimata in cui nacque il fondatore del Cristianesimo, Gesù, è oggi utilizzata a livello globale come momento dal quale si contano gli anni nelle due direzioni della linea del tempo: "dopo Cristo" o "era volgare" e "avanti Cristo" o "avanti l'era volgare".

Nelle varie civiltà, si è soliti distinguere all'interno dell'Evo antico un'età classica, che ha costituito per tutta la storia successiva un riferimento essenziale, una fonte inesauribile di modelli, idealizzati o criticati, costantemente reinterpretati e discussi.

Caratteristiche generali min|Contratto di vendita di un campo e una casa (Shuruppak, 2600 a.C. circa), in cui si utilizza una scrittura proto-cuneiforme min|Architettura momumentale: la piramide di Kukulkán (Mesoamerica) min|Politeismo egiziano: Osiride, Anubi e Horus dipinti nella tomba di Horemheb L'invenzione della scrittura, considerata l'evento che segna il passaggio dalla Preistoria all'Età antica, è una conseguenza della Rivoluzione urbana. Non è un caso che le prime forme di scrittura siano comparse esclusivamente nelle aree dove sorsero le prime città e le prime forme di Stato. Il contesto sociale urbano venutosi a creare era infatti caratterizzato da una notevole complessità dell'amministrazione e del commercio, e ciò richiedeva un sistema per registrare la contabilità delle entrate, delle uscite e delle operazioni di immagazzinamento e di inventario, operazioni che richiedevano la gestione di una quantità di dati eccessiva per la memoria umana.

Ciò portò all'invenzione della scrittura, che solo più tardi venne impiegata per altri fini, tra cui quelli letterari e di comunicazione. I testi letterari più antichi giunti fino a noi sono stati composti nell'Età antica, ma risalgono a un millennio abbondante dopo l'invenzione della scrittura, ovvero alla fine del III millennio avanti Cristo; i primi autori letterari noti sono Ptahhotep, egiziano, e Enḫeduanna, sumera. La prima forma di scrittura è stata quella logografica, come la cuneiforme e la geroglifica; poi si passò a quella sillabica, 2009, p. 14. e infine a quella alfabetica, come l'alfabeto ugaritico, da cui derivò quello fenicio, che a sua volta poi si diffuse nel Mediterraneo ed è alla base di tutti gli alfabeti usati in seguito, come l'alfabeto greco e quello latino.

La Rivoluzione urbana è dunque il processo che caratterizzò, nei vari luoghi del pianeta, la fase iniziale dell'Età anticaPer tutto il paragrafo: e il nuovo contesto sociale che ne risultò è quello che contraddistinse tutta l'età. Le aree in cui si verificò dapprima la Rivoluzione urbana erano tutte localizzate lungo i fiumi; si parla infatti di "civiltà fluviali". In queste aree le popolazioni cominciarono a canalizzare l'acqua dei fiumi per sviluppare un'agricoltura irrigua, al fine di favorire la crescita delle piante e ottenere raccolti più abbondanti. Ciò generò una notevole eccedenza alimentare. L'abbondanza di cibo portò ad un incremento demografico e quindi alla nascita delle prime città e alla fine dell'economia di sussistenza che caratterizzava il periodo precedente, sostituita dall'economia di mercato.

Il gran numero di abitanti e la necessità di coordinare la costruzione e la manutenzione dei canali di irrigazione fu all'origine del sorgere delle prime forme di Stato, sovvenzionato dalle tasse. La prima forma di governo fu quella della città-stato, seguita da quella del regno e infine da quella dell'impero, per ampliamenti successivi di territorio, ottenuti attraverso guerre di espansione. L'eccedenza di cibo originò un commercio regolare anche su grandi distanze, che generò ulteriore ricchezza, anch'essa tassata a vantaggio dello Stato.

La popolazione, che nel periodo precedente era suddivisa in base ai legami familiari, venne suddivisa in classi sociali connotate da forti disuguaglianze; al vertice era la classe dirigente e alla base le persone ridotte in schiavitù. La classe dirigente promosse l'esecuzione di imponenti lavori pubblici e la costruzione di grandiosi monumenti, simbolo della potenza dello Stato. Le nuove condizioni di vita portarono anche alla nascita di un tipo di religiosità completamente diverso da quella precedente: si sviluppò infatti un politeismo antropomorfo, espressione dell'identità sociale dello Stato e regolato da una classe di sacerdoti. In tutte le civiltà dell'Età antica, larghi settori della popolazione, svincolati dalla necessità inderogabile di produrre cibo tipica dell'età precedente, poterono dedicarsi ad attività non produttive, e la divisione del lavoro divenne sempre più decisa. Questo fenomeno permise la nascita di scienze esatte e predittive come l'aritmetica, la geometria e l'astronomia. Anche l'arte divenne espressione della potenza dello stato; a tal fine erano concettualizzati gli stili artistici.

L'inizio dell'Età antica coincise dunque con la nascita della città e dello Stato; il presupposto di questi fenomeni fu la Rivoluzione neolitica a cui seguì, in alcune aree, tipicamente vicine a grandi fiumi, la Rivoluzione urbana. I fenomeni più gravidi di conseguenze della Rivoluzione urbana, assenti nel periodo precedente, sono la contrapposizione tra città e campagna e la formazione di una classe dirigente di re e sacerdoti: la differenza più appariscente tra l'Età antica e il periodo precedente fu l'espansione demografica ed urbanistica, ma la differenza sostanziale fu la nuova organizzazione sociale, 2009, p. 108..

L'invenzione della scrittura è dunque considerabile l'evento che segna l'inizio dell'Età antica non per il suo valore intrinseco, ma perché la scrittura è un indicatore della nascita della civiltà urbana. Scrive Mario Liverani a proposito:

A ciò si aggiunga un altro fattore che ha portato a ridimensionare l'assunto tradizionale che lega l'inizio dell'Età antica alla nascita della scrittura: il fatto che la storiografia ha smesso di privilegiare il documento scritto come fonte primaria.

Limiti geografici e cronologici Inizio dell'Età antica

L'Età antica viene usualmente fatta iniziare con la Rivoluzione urbanaIl concetto di Rivoluzione urbana è stato introdotto dal Gordon Childe nel 1936, con il libro L'uomo crea se stesso. Si veda: (titolo originale: Man Makes Himself, 1936). e l'invenzione della scrittura, fenomeni strettamente connessi l'uno all'altro, come descritto nella sezione precedente.

La Rivoluzione urbana e l'invenzione della scrittura si attuarono dapprima nelle cosiddette culle della civiltà urbana, ovvero le seguenti cinque aree: in Asia la Mesopotamia, la valle dell'Indo e la valle del Fiume Giallo, in Africa l' Egitto e in America la Mesoamerica. Le Ande centrali rappresentano un caso particolare, perché in quest'area la nascita delle città non fu accompagnata dall'uso della scrittura In questo testo sono considerate culle della civiltà urbana: la Mezzaluna fertile, la valle dell'Indo, la valle del Fiume Giallo, la Mesoamerica, le Ande centrali. . In questo testo sono considerate culle della civiltà urbana: la Mezzaluna fertile, la valle dell'Indo, la valle del Fiume Giallo, la Mesoamerica, le Ande centrali.. In ciascuna di queste aree, la Rivoluzione urbana e l'invenzione della scrittura si attuarono in momenti storici diversi: in Mesopotamia fu un fenomeno precoce, che può ritenersi consolidato intorno al 3500 a.C., 2009, pp. 13-14. e fu qui infatti che si localizza la prima città della Storia: Uruk; in Egitto intorno al 3100 a.C.; nella valle dell'Indo intorno al 2600 a.C.; nella valle del Fiume Giallo intorno al 1500-1000 a.C.; in Mesoamerica intorno al 650 d.C.. A partire dalle culle della civiltà urbana, il processo di formazione delle città si diffuse ampiamente nel corso dei secoli, a cominciare dall'Iran, dall'Asia centrale, dalla Grecia, dall'Arabia meridionale e dal Perù; poi il processo si estese anche nelle aree limitrofe, ma non arrivò ovunque: in vaste regioni del pianeta permasero civiltà di tipo neolitico o anche paleolitico sino alle soglie dell'Età contemporanea.

Per ciò che riguarda in particolare il Medio Oriente, l'Europa e le coste mediterranee, queste aree erano caratterizzate alla ricchezza degli scambi culturali reciproci, rispetto ai quali il Mediterraneo ebbe una funzione mediatrice. L'asse centrale di questa grande area culturale si è andato spostando nel tempo da est verso ovest, a partire dalla Mesopotamia, che per lungo tempo fu considerata l'unica "culla della civiltà". Nel suo complesso, i confini dell'area geografica in questione possono essere indicati nel fiume Indo e nelle Colonne d'Ercole., Introduction..., 1975, cit., pp. 2-3.

Fine dell'Età antica Quanto alla fine dell'Età antica, si devono distinguere le varie aree culturali, come esposto di seguito. Per quanto riguarda l'area europea, nordafricana e mediorientale, la tradizione storiografica individua la fine dell'Età antica nella caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.). Secondo un criterio minoritario, si fa terminare tale età con la grande ondata delle invasioni barbariche nell'Impero romano (a partire dagli inizi del V secolo) o con il periodo immediatamente successivo alla morte di Giustiniano I (fine del VI secolo), che segna il definitivo tramonto del mondo classico greco-romano. In Cina, l'Età antica arriva sino alla fine della Dinastia Han (220 d.C.). In India, l'Età antica finisce con l'invasione degli Unni bianchi, che portò alla fine dell'Impero Gupta, nell'anno 550Ludden D., Storia dell'India e dell'Asia del Sud, trad. it. P. Arlorio, Torino, Einaudi, 2002.. In Giappone, l'età antica finisce con l'avvento della periodo Kamakura (Battaglia di Dan-no-ura, 1185), durante il quale ci furono due tentativi di invasione mongola (1274 e 1281) che, pur respinte, misero in crisi l'Impero, che fu devastato da una guerra civile che portò a uno scisma dinastico. In Persia, è considerata fine dell'Età antica la conquista islamica dell'Impero sasanide (651) segnata dall'uccisione dell'ultimo imperatore Yazdgard III.

Età classica