La Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (; croato e bosniaco Republika Srpska) è una delle due entità della Bosnia ed Erzegovina, assieme alla Federazione di Bosnia ed Erzegovina. La sua capitale è Banja Luka.
Occupa circa il 49% del territorio della Bosnia ed Erzegovina e ne ospita il 33% circa della popolazione. La sua popolazione è di 1 457 721 abitanti al censimento 2015, di cui 1,1 milioni serbi. La popolazione non-serba è calata drasticamente dopo il 1991, a seguito della guerra e della pulizia etnica messa in atto dai serbi di Bosnia in occasione del conflitto.
Toponimo La parola Srpska è un aggettivo sostantivato ottenuto attraverso l'addizione del suffisso -ska alla radice srb- del nome srbin (“serbo”), con successiva assimilazione bs > ps. Aggettivi sostantivati di questo tipo sono utilizzati in serbo come nomi di stati, ad esempio Hrvat > Hrvatska (croato > Croazia), Škot > Škotska (scozzese > Scozia) e Mađar > Mađarska (ungherese > Ungheria). Il nome ufficiale della confinante Repubblica di Serbia, in lingua serba, è Republika Srbija (letteralmente Repubblica [di] Serbia).
A partire dalla decisione della Corte costituzionale bosniaco-erzegovina sui "popoli costitutivi" (U-5/98, 2000), la Republika Srpska si definisce non più come "repubblica del popolo serbo e degli altri popoli", bensì come repubblica di tutti e tre i popoli costitutivi della Bosnia-Erzegovina (serbi, croati e bosgnacchi), che ne possono reclamare la cittadinanza con pari diritti; in seguito a tale sentenza la Repubblica Serba dovette emendare la Costituzione e cambiare i simboli nazionali. L'uso della specificazione "di Bosnia ed Erzegovina" fu presente nel nome dell'entità serba autoproclamatasi appena prima della guerra, la Republika srpska Bosne i Hercegovine (Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina; 1992-1995). Con gli accordi di Dayton del 1995 il suffisso venne rimosso per indicare la reintegrazione tra Repubblica Serba e Federazione di Bosnia ed Erzegovina nel comune Stato di Bosnia ed Erzegovina.
Storia
La creazione della Repubblica Serba avvenne a seguito dello smembramento della Jugoslavia iniziato nel giugno del 1991. Nei mesi seguenti i rappresentanti politici dei serbo-bosniaci - circa il 33% della popolazione dello Stato - si opposero all'idea di diventare parte della Bosnia Erzegovina come stato sovrano senza che prima si fosse deciso in che modo sarebbe stato diviso il potere tra le varie etnie. Rivendicavano anche il diritto di separare i territori a maggioranza serba dalla Bosnia ed Erzegovina, sulla base del principio di autodeterminazione dei popoli.
Il principale partito politico serbo della Bosnia ed Erzegovina, il Partito Democratico Serbo, guidato da Radovan Karadžić organizzò la costituzione delle "province autonome serbe" e la fondazione di un parlamento che le rappresentasse. Nel novembre del 1991 un referendum non riconosciuto tenuto tra i serbo-bosniaci confermava con una grande maggioranza il loro desiderio di restare parte della Jugoslavia. Tale idea all'epoca era condivisa dalla maggioranza della popolazione della Bosnia ed Erzegovina, ma non da una parte dei croato-bosniaci che si identificavano con le aspirazioni d'indipendenza della Croazia. Nell'agosto 1991 si tennero a Sarajevo manifestazioni in favore della pace e di una Jugoslavia multietnica. Pochi mesi dopo, il 9 gennaio 1992, senza alcun fondamento giuridico e contro la costituzione vigente all'epoca, venne proclamata la "Repubblica Serba di Bosnia e Erzegovina" (Republika srpska Bosne i Hercegovine).
Sia il referendum che la creazione della Republika Srpska BiH autonoma furono dichiarati incostituzionali dal Governo della Bosnia ed Erzegovina, che non li riconobbe né legali né validi. Nel febbraio-marzo del 1992, vista l'evoluzione del conflitto in Croazia e la situazione politica, il Governo della Bosnia ed Erzegovina tenne a sua volta un referendum per l'indipendenza.cosa non prevista dalla Costituzione della Jugoslavia del 1974, in cui veniva espressamente garantito il diritto di una repubblica alla secessione, ma non tramite referendum, bensì tramite il consenso di tutte le repubbliche e le province autonome della Jugoslavia Boicottato dai serbo-bosniaci, il referendum registrò un'affluenza compresa tra il 64% ed il 67% degli aventi diritto, di cui il 98% si espresse a favore dell'indipendenza. Votarono a favore in maggioranza bosgnacchi e croato-bosniaci, oltre a una minoranza di serbo-bosniaci favorevoli ad una Bosnia multietnica ed indipendente. Visto l'esito del referendum, la Bosnia ed Erzegovina dichiarò l'indipendenza nel marzo del 1992 e in breve tempo ottenne il riconoscimento della comunità internazionale e, con Slovenia e Croazia, divenne membro delle Nazioni Unite. La Republika Serba e i serbo-bosniaci, appoggiati da Belgrado, non accettarono tali sviluppi e l'Esercito della Repubblica Serba (VRS) scatenarono una sistematica politica di pulizia etnica e di eliminazione fisica della popolazione non serba (vedi guerra in Bosnia).
Nel periodo compreso tra il 1992 ed il 1995 vennero commessi sul territorio della Repubblica Serba i peggiori crimini dalla fine della seconda guerra mondiale, culminati con il massacro di Srebrenica, riconosciuto come genocidio da due diverse corti internazionali. Vennero inoltre aperti campi di concentramento per non-serbi, promulgate leggi speciali limitanti i diritti civili dei non-serbi e distrutta la maggioranza dei luoghi di culto musulmani. Tra il 1992 ed il 1995 l'Esercito della Repubblica Serba, composto da serbo-bosniaci e soldati serbi, assediò la città di Sarajevo facendo vittime tra i civili. Nella guerra intervenne infine la NATO, che nell'Operazione Deliberate Force bombardò il territorio della Repubblica Serba, spingendo Belgrado a negoziare per conto dei serbo-bosniaci e mettere fine alla guerra nell'autunno 1995, con la firma degli accordi di Dayton.
Dalla fine della guerra, la Repubblica Serba ha subito varie trasformazioni. Molti dei suoi leader in tempo di guerra sono stati arrestati o sono latitanti a seguito delle accuse di crimini di guerra loro rivolte, anche se Radovan Karadžić ha continuato per alcuni anni dopo la fine della guerra ad esercitare una forte influenza sulla politica interna dell'entità. Alcuni dei non-serbi espulsi hanno fatto ritorno alle loro case, la popolazione non-serba è attualmente intorno all'11% del totale (nel 1991 era il 40-45%). Tuttavia, come altre nazioni post-comuniste avviate verso l'economia di mercato, anche le due entità della Bosnia ed Erzegovina attraversano un periodo di profonda crisi economica e diffusa corruzione.
Geografia fisica
Morfologia Il territorio della Repubblica Serba copre una superficie di km², situata tra 42°33' e 45°16' di latitudine nord e 16°11' e 19°37' longitudine est, senza alcuno sbocco sul mare e si estende sul 49% del territorio della Bosnia ed Erzegovina. La regione confina a nord-ovest con la Croazia, ad est con la Serbia e a sud con il Montenegro. La Repubblica Serba è separata dal resto della Bosnia ed Erzegovina da una Linea di Confine Inter-Entità (IEBL) di km; tale confine interno, che rispecchia in buona parte la linea del fronte durante la guerra in Bosnia, è marcato da cartelli ma non prevede alcun tipo di controllo alla circolazione di merci e persone.
La Repubblica Serba è composta da due regioni, unite da uno stretto corridoio all'interno del distretto di Brčko. Tale conformazione territoriale rende difficili la comunicazione e l'integrazione economica tra la parte occidentale e la parte orientale della regione. La regione nord-occidentale, dove sorge la capitale amministrativa Banja Luka, si estende sulle zone più pianeggianti del nord della Bosnia, sulla destra idrografica del fiume Sava (posavina); essa presenta terreni ondulati, pianure alluvionali e terrazze fluviali, costituiti da depositi risalenti al Cenozoico, che costituiscono il terreno più fertile dell'entità (pianura pannonica). Verso sud si innalzano regioni più montuose, caratterizzate dalle cime delle Alpi Dinariche come la Kozara, Romanija, Jahorina, Bjelašnica, Motajica e Treskavica. Oltre il distretto di Brčko la Repubblica Serba occupa tutta la regione orientale della Bosnia (valle del fiume Drina, o podrinje), a partire dalla piana alluvionale della Drina verso la sua confluenza nella Sava e risalendone il corso verso le regioni più montuose e poi più arida-mediterranea scendendo verso sud (Erzegovina orientale), dove il picco di Maglić ( m, presso il confine con il Montenegro) segna il punto più alto dell'entità.
La gran parte dei fiumi che scorrono in Repubblica Serba (Bosna, Vrbas, Sana e Una) è tributaria della Sava, che segna il confine nord con la Croazia; anche la Drina, che segna gran parte del confine est, si getta nella Sava. La Trebišnjica, in Erzegovina orientale, è uno dei più lunghi fiumi carsici al mondo, mentre le cascate di Skakavac (75 m) sono tra le più alte dell'entità. I principali laghi in Repubblica Serba sono il lago di Bileća, il lago di Bardača e il lago Balkana. La Repubblica Serba ospita tre parchi nazionali bosniaci: il parco nazionale di Sutjeska, il parco nazionale di Kozara e il parco nazionale della Drina, oltre all'area protetta del lago di Bardača. La Perućica è una delle ultime foreste primordiali rimaste in Europa.Perućica Official website , npsutjeska.net; accessed 24 November 2015.
Società
Evoluzione demografica Il territorio dell'attuale Repubblica Serba ospitava circa 1,5 milioni di cittadini jugoslavi nel 1991, di cui il 55,4% serbo-bosniaci, il 28,1% di etnia "musulmana", il 9,2% di croato-bosniaci, oltre a varie minoranze (rom, ebrei, ucraini, cechi, slovacchi, tedeschi, italiani).
Il primo censimento demografico del dopoguerra, condotto nel 2013 e i cui dati sono stati pubblicati nel 2016, ha fotografato gli effetti della pulizia etnica e dell'incompiuto processo di rientro di profughi e sfollati nelle aree di loro residenza pre-bellica. Secondo tali dati, la Repubblica Serba ospita circa abitanti,La conta dei dati relativa al censimento del 2013 ha visto una controversia tra l'ufficio statistico statale bosniaco e quello della Repubblica Serba. Il primo dato (2013a), ufficiale per le autorità della RS, fa riferimento alla popolazione residente in Repubblica Serba, mentre il secondo dato (2013b), ufficiale per le autorità statali, include un'ulteriore fetta di popolazione che studia o lavora all'estero. di cui l'82% serbo-bosniaci, il 14% bosgnacchi (percentuale dimezzata), il 2,4% di croati (un quarto) e l'1,25% di altre minoranze. A Prnjavor vive una piccola comunità italiana e di cechi, trasferitivisi ai tempi della dominazione asburgica.
La Repubblica Serba presenta una densità demografica piuttosto bassa, con 58 persone per chilometro quadrato. Inoltre la disposizione della popolazione sul territorio non è affatto omogenea; ad esempio in Erzegovina è di 20 ab./km², mentre in Posavina e Semberija è pari a 150 ab./km², il che rappresenta un ulteriore problema per lo sviluppo economico.
+Composizione etnica secondo i censimentiannoserbi %bosgnacchi %croati %jugoslavi %altri %non dichiarato / ignoto %Totale1991Federation Office of Statistics (May 2008). "Population of the Federation Bosnia and Herzegovina 1996 – 2006", p. 20, 2013a 970,857 2013b
Municipalità
La Repubblica Serba è formata da 63 municipalità, delle quali, 57 hanno lo status di "Comune", mentre 6 lo status di "Città": Banja Luka, Prijedor, Doboj, Bijeljina, Trebigne e Istočno Sarajevo, quest'ultima costituita dai seguenti comuni: Istočni Stari Grad, Istočna Ilidža, Istočno Novo Sarajevo, Pale, Sokolac e Trnovo.
Quello che segue è un elenco delle prime 15 più popolose secondo i risultati del censimento del 2013.