LIntroduzione al Libro di Giobbe è un saggio di G. K. Chesterton.
Fu pubblicata per la prima volta nel 1907 come introduzione (titolata semplicemente Introduction) a un'edizione del Libro di Giobbe per l'editore londinese S. Wellwood. È stata successivamente pubblicata anche separatamente dal testo biblico, raccolta assieme ad altri saggi di Chesterton o anche isolatamente. Nelle fonti di lingua inglese è citata principalmente come Introduction to the Book of Job.
Contenuti Con il suo consueto stile arguto e poetico, Chesterton presenta il testo biblico, ragionando sul suo messaggio per gli uomini di tutte le epoche e sul suo valore particolare nel contesto della storia ebraica e della sua successiva influenza sul mondo.
Il testo è breve ma particolarmente denso, affrontando in poco spazio vari argomenti corposi. In sintesi, i punti principali del discorso di Chesterton sono: il carattere storicamente composito oppure unitario del testo; il fatto che i moderni detrattori della Bibbia fraintendano il pensiero ebraico: sono, inconsciamente, «troppo cristiani».; «la solitudine di Dio» come idea centrale dell'Antico Testamento; il modo in cui il Libro di Giobbe spicca nella Bibbia, chiedendosi quali siano le ragioni di Dio e volendo conoscere la realtà oltre l’apparenza; Giobbe come «pessimista» e i suoi consolatori come «ottimisti», interpretazione tradizionale che Chesterton rigetta; l’ingresso di Dio, che non risponde alle domande bensì ne fa a sua volta molte altre, assumendo il ruolo dello scettico e rivoltando il razionalismo contro sé stesso; il fatto che Dio rimproveri sia il suo accusatore sia i suoi difensori: mentre l’ottimista insiste sulla ragionevolezza del cosmo, Dio dice che per l’uomo l’universo è inesplicabile, diventando per un istante «un bestemmiatore», o addirittura «un ateo».; le rivelazioni oblique che filtrano dalle domande di Dio: «improvvise e splendide impressioni che il segreto di Dio sia un segreto luminoso e non triste; cenni semiaccidentali, come una luce vista per un istante dalle fessure d’una porta chiusa».; l'alta qualità poetica dell'opera; il suo messaggio morale, che potrebbe aver salvato il pensiero ebraico da un potenziale decadimento; la conclusione non «convenzionalmente soddisfacente» del Libro; la storia di Giobbe come prefigurazione della morte innocente di Cristo.
L'Introduzione fu pubblicata nel 1907, quindi nel periodo fra Eretici (1905) e Ortodossia (1908). Alcuni dei temi qui toccati sono elaborati più ampiamente da Chesterton nei due libri..
Accoglienza Per la sua profondità e bellezza, lIntroduzione è un testo che spicca fra le migliaia di articoli e saggi brevi di Chesterton, e il suo valore è riconosciuto anche da persone lontane dalle idee dell'autore. Secondo la Società Chestertoniana Statunitense è «uno dei saggi più ispirati di Chesterton»; il filosofo ateo Slavoj Žižek, che discute lIntroduzione in La mostruosità di Cristo, la definisce «meravigliosa».
Edizioni Elenco parziale. In inglese Contenuto in Contenuto in In italiano Raccolto in
Note
Voci correlate L'uomo eterno Teodicea
Collegamenti esterni Il testo completo in lingua originale sul sito della Società Chestertoniana Statunitense.
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