La Commission des sciences et des arts (Commissione delle scienze e delle arti) fu creata il 16 marzo 1798 con lo scopo di accompagnare il generale Bonaparte nella sua campagna d'Egitto. Il compito della commissione non era militare, ma scientifico. Gli scienziati che ne facevano parte furono incaricati di realizzare uno studio enciclopedico dell'Egitto, che comprendesse le antichità, la storia naturale, la geografia e lo stato attuale del paese, in previsione di un'occupazione di lunga durata da parte della Francia. I lavori della Commissione furono pubblicati in un'opera monumentale: la Descrizione dell'Egitto.
Le premesse Dopo la vittoria dell'esercito francese nella campagna d'Italia (1796-1797), l'Inghilterra era rimasta il principale nemico della Francia. In un primo tempo, nel gennaio e febbraio 1798, la politica del Direttorio si era orientata verso l'invasione, ma l'operazione era sembrata in fin dei conti troppo rischiosa e, in un rapporto del 23 febbraio 1798, fu dichiarata irrealizzabile e abbandonata. Allo stesso tempo Talleyrand, ministro degli Esteri, aveva consegnato al Direttorio una lunga memoria dove, esponendo in dettaglio le relazioni tra la Francia e l'Egitto, si raccomandava una spedizione in Egitto, da dove la Francia avrebbe potuto contrastare efficacemente il predominio inglese nel Mediterraneo.
Il Direttorio fece proprio il progetto e ne incaricò Bonaparte; questi, avendo presente il contributo che già durante la campagna d'Italia gli avevano fornito gli studiosi che lo avevano accompagnato (con il compito principale di selezionare le più ricche prede di guerra) volle affiancare al suo esercito - questa volta ufficialmente - una Commissione di scienziati che avrebbero dovuto studiare e descrivere il paese dal punto di vista sia scientifico che artistico (che economico).
Costituzione della Commissione Con l'aiuto di Gaspard Monge Bonaparte si fece eleggere membro del neocostituito Institut de France il 25 dicembre 1797 e, con una presenza assidua alle sedute, cominciò a fare conoscenza e a tessere legami personali con i membri influenti della comunità scientifica francese. Il 16 marzo 1798 il Direttorio (che già in occasione della Campagna d'Italia aveva richiesto a Napoleone di "confiscare" e spedire in Francia la maggior quantità possibile di opere d'arte e variamente preziose dai paesi occupati, a titolo di risarcimento delle spese di guerra, ma anche "educativo") pubblicò un decreto che prescriveva al ministro dell'Interno di «mettere a disposizione del comandante in capo generale Bonaparte, ingegneri, scienziati e artisti... » e così costituire una Commissione delle scienze e delle arti.
Monge, professore all'École polytechnique che aveva partecipato alla campagna d'Italia, fu incaricato segretamente di reclutare scienziati di tutte le discipline. Aiutato dai suoi colleghi Berthollet e Fourier convinse in meno di due mesi più di centocinquanta tra scienziati, matematici, chimici, geometri, medici, architetti, pittori, botanici ecc. a partecipare ad una spedizione di carattere essenzialmente militare, la cui destinazione e durata restavano segrete.
Composizione della Commissione Monge aveva bisogno di persone istruite nelle discipline scientifiche. Dato il legame di Monge, Berthollet e Fourier con l'École polytechnique e la necessità di ricorrere a uomini giovani e molto istruiti per un lavoro fisicamente faticoso, è del tutto naturale che fossero chiamati a parteciparvi anche gli allievi del Politecnico, che infatti costituirono un importante contingente della Commissione, insieme con specialisti di tutte le discipline.
Alla fine del reclutamento, la Commissione risultò composta di 4 matematici, 4 astronomi, 4 architetti, 4 economisti, 3 antiquari, 9 disegnatori, incisori, scultori, musicisti, 7 medici e chirurghi, 4 farmacisti, 6 botanici e zoologi, 4 mineralogisti e ingegneri minerari, 5 chimici, 15 ingegneri geografi, 27 ingegneri dei Ponts et chaussées, 6 ingegneri del genio marittimo, 16 meccanici, 9 orientalisti e interpreti, 3 letterati, 24 tipografi equipaggiati con caratteri latini, greci e arabi. Da militare, Bonaparte organizzò la Commissione scientifica come un corpo militare, ripartendone i membri in cinque categorie e collocando ciascuno in un grado e un ruolo definito sia dal punto di vista amministrativo che dalla sua funzione scientifica.
Più di una ventina di suoi membri morirono in Egitto per malattia, in combattimento o assassinati.
La traversata e l'arrivo in Egitto
Dopo soli due mesi di preparativi segreti (per la Commissione se n'era occupato il generale Caffarelli) la flotta lasciò Tolone il 19 maggio 1798. Il generale Bonaparte era a bordo della nave ammiraglia Orient, sulla quale erano imbarcati anche i principali scienziati Si conoscono, attraverso i diari di alcuni dei partecipanti alla spedizione d'Egitto, le condizioni del viaggio; ma se Reybaud fa menzione delle discussioni filosofiche e scientifiche di alto livello che si svolgevano sull'ammiraglia tra Bonaparte, Monge e Berthollet, Devilliers, imbarcato sul Franklin, si lamenta del disagio e del mal di mare; per parte sua, Malus si mostra sensibile soprattutto alla noia di un lungo viaggio in mare.. Il 9 giugno 1798 la flotta arrivò in vista di Malta. I rapporti tra la Repubblica e l'Ordine di Malta non erano buoni, poiché la Rivoluzione aveva abolito gli ordini cavallereschi, e tra questi anche gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, lasciando l'isola ricca e poco difesa, nonostante le fortificazioni ritenute inespugnabili: così, quasi senza colpo ferire, Bonaparte si impadronì di Malta in un solo giorno e in meno di una settimana si ripagò largamente le spese della conquista (il bottino ammonterà a diversi milioni di franchi), a tutto beneficio della campagna in Egitto.
Nel frattempo la flotta inglese, raggruppata vicino a Gibilterra per evitare l'uscita dei francesi dal Mediterraneo verso l'Inghilterra, cercava di raggiungere i francesi nel Mediterraneo orientale. Quando questi lasciarono Malta, gli inglesi erano a 76 legheLa lega corrisponde a 3 miglia nautiche, quindi a 5.556 metri.; quando doppiarono Creta, la distanza tra le due flotte era ridotta a 26 leghe, ma gli inglesi, convinti che l'obiettivo dei francesi fosse la Turchia, sfiorarono Alessandria il 29 giugno, per poi risalire verso Cipro.
Così il 1º luglio 1798 Bonaparte sbarcava ad Alessandria, con il vento contrario, ma il timore del ritorno degli inglesi spinse ad accelerare le operazioni. Bonaparte fece subito sbarcare le truppe, lasciando a bordo i civili, tra cui i membri della Commissione. Il 2 luglio, la città di Alessandria fu presa e tutte le navi entrarono in rada, ma per ordine di Bonaparte la Commissione scese a terra solo a partire dal 7 luglio.
Lo sbarco proseguì non senza problemi: Le Patriote, che trasportava le attrezzature scientifiche, si incagliò su una roccia e affondò - per fortuna lentamente, il che permise di salvare una parte del suo carico. A terra poi il primo contatto con l'Egitto si rivelò molto deludente: i membri meno importanti della Commissione, in particolare i giovani politecnici, si ritrovarono abbandonati a se stessi, senza mezzi e senza direttive, in una città sconosciuta, caldissima, poco attraente, dove mangiare e alloggiare era molto difficile.
Per parte sua Bonaparte, affidato a Kléber il comando della piazza di Alessandria e la sorveglianza della costa, si diresse a marce forzate verso Il Cairo, lasciando ad Alessandria e a Rosetta i suoi dotti smarriti. Dopo una marcia difficile e alcune schermaglie il grosso dell'esercito arrivò in vista del Cairo, dove i Mamelucchi si erano concentrati per fermare i francesi. Il 21 luglio Bonaparte li schiacciava nella battaglia delle Piramidi e l'esercito entrava al Cairo il 24 luglio, lasciando tutto il Basso Egitto senza governo e senza organizzazione. Come in Italia, a Malta o ad Alessandria, Bonaparte si affrettò a mettere in piedi un'amministrazione modellata su quella francese e a prelevare sul paese i mezzi per farla vivere. Ma già il 2 agosto l'ammiraglio Nelson distruggeva la flotta francese nella battaglia di Abukir e stabiliva un blocco navale che isolava Bonaparte e i suoi uomini dalla Francia. In questa situazione, che si protrasse fino alla resa del generale Menou il 1º agosto 1801, il lavoro organizzativo, la conquista militare e l'opera della Commissione di Scienze e Arti tuttavia continuarono.
La Commissione in Egitto Gli inizi La maggior parte dei membri della commissione degli scienziati non seguì l'esercito e si stabilì a Rosetta in attesa degli eventi. La notizia della presa del Cairo e poi della distruzione della flotta francese li spinse a partire per il Cairo, che raggiunsero per via fluviale, più confortevole e più veloce della via terrestre. Qui tutto era già pronto per accoglierli, compreso il nuovo Istituto, creato il 22 agosto 1798.
Benché nei primi tempi della campagna d'Egitto gli scienziati si sentissero spesso dimenticati o addirittura disprezzati dai militari, con l'insediamento al Cairo essi poterono finalmente cominciare a svolgere il ruolo per il quale Bonaparte li aveva scelti. Tutto li interessava: le antichità ma anche l'architettura contemporanea, la lingua, le strutture sociali, l'economia, la musica, le industrie, la situazione sanitaria, pur nella profonda indifferenza (quando non ostilità) degli egiziani. Questa ostilità - sostenuta da inglesi, turchi, fazioni locali - sfociò in violentissime rivolte il 21 e 22 ottobre 1798, che infuriarono particolarmente nella zona in cui erano insediati i francesi. Qui tre dei membri della commissione vennero uccisi nel tentativo di recuperare gli strumenti che, salvatisi dal naufragio dello sbarco, erano stati depositati nella casa del generale Caffarelli che venne completamente distrutta.
Questa perdita sarebbe stata irreparabile senza l'ingegnosità di Nicolas-Jacques Conté, notevole ingegnere e meccanico, direttore della scuola di aerostatica di Meudon. Con la sua arte e la sua industriosità riuscì a riprodurre, in condizioni estremamente difficili, gli strumenti, gli apparecchi scientifici, le armi perdute durante il naufragio del Patriota e il saccheggio della casa di Caffarelli fornendo cannoni, microscopi, strumenti chirurgici, macchine da stampa. Senza di lui, la spedizione dall'Egitto forse non avrebbe riportato la massa di informazioni che ottenne. In effetti questi eventi violenti stimolarono anche l'attività scientifica dei giovani politecnici, impegnati come apprendisti scienziati. Gli studenti che si erano imbarcati prima di aver terminato gli studi al Politecnico (tra i quali Villiers du Terrage e Caristie) affronteranno e supereranno l'esame di stato nel corso della spedizione, davanti a Monge e Berthollet.
L'Institut d'Égypte LInstitut d'Égypte fu fondato il 22 agosto 1798 da Bonaparte sul modello dellInstitut de France e doveva, in primo luogo, occuparsi del «progresso e della propagazione dell'Illuminismo in Egitto», con sede nel palazzo di Hassan-Kashif, nei dintorni del Cairo. Il lavoro dell'Istituto era organizzato in quattro sezioni: matematica, fisica e storia naturale, economia politica, letteratura e arti.
Tra la data di fondazione e il 22 marzo 1801, quando l'attività fu sospesa per l'espulsione dei francesi dall'Egitto, la Commissione tenne 62 sedute e rese note le proprie attività in diverse pubblicazioni: un giornale di propaganda napoleonica, il Courier de l'Égypte, che diffondeva notizie scelte, destinate ai corpi di spedizione; dal 1º ottobre 1798 al 31 marzo 1800, La Décade égyptienne, rivista accademica dedicata alle memorie e relazioni dei membri dell'Istituto;