Il labirinto del fauno (El laberinto del fauno) è un film dark fantasy del 2006 scritto, diretto e prodotto da Guillermo del Toro.
Si tratta del secondo capitolo di una dilogia dello stesso del Toro (la prima è La spina del diavolo del 2001), girata interamente in spagnolo e ambientata durante la guerra civile e il secondo dopoguerra in Spagna. In origine era previsto anche un terzo capitolo intitolato 3993 (con riferimento al 1939, anno di conclusione della guerra civile, e al 1993, dove la storia si sarebbe incentrata sull'apertura delle fosse comuni), ma questo progetto fu accantonato in favore della realizzazione di Hellboy: The Golden Army.
Di produzione ispano-messicana,(78% produzione spagnola, 22% produzione messicana) il film è stato presentato in anteprima alla 59ª edizione del Festival di Cannes, dove ha ricevuto una standing ovation di ben 22 minuti, tutt'ora la più lunga di sempre.
La pellicola ha ricevuto una notevole accoglienza da parte della critica specializzata, con molti elogi riguardanti gli effetti visivi e il trucco, la regia, la sceneggiatura, la fotografia, la scenografia e la recitazione. Ha incassato 83 milioni di dollari al botteghino mondiale e si è aggiudicato numerosi premi.
Trama
Spagna, 1944. La guerra civile si è conclusa da tempo, con Francisco Franco che ha preso saldamente il pieno potere, ma in una zona montuosa ci sono ancora dei ribelli che non si arrendono al nuovo regime.L'episodio insurrezionale antifranchista del film è un chiaro tributo al tentativo fallito di insurrezione repubblicana nell'ottobre 1944 nella Val d'Aran contro il regime di Francisco Franco, noto col nome di "Operazione Riconquista della Spagna", operato da elementi della Resistenza antifranchista che speravano nell'intervento alleato anche in Spagna per ripristinare la democrazia. L'avamposto deputato dell'esercito è affidato al comando del crudele capitano Vidal, un fanatico falangista deciso a sterminare i ribelli. Egli chiama a sé la moglie Carmen, incinta, perché desidera che partorisca vicino a lui. La donna, già debole e sofferente, è costretta a intraprendere un difficile viaggio e porta con sé la figlia Ofelia, nata dal suo primo matrimonio.
La bambina si sente spaesata e oppressa dal nuovo ambiente – dominato dalla violenza, dalla paura e dalla freddezza del patrigno –, e per sfuggire a questa realtà si rifugia nel mondo delle fiabe, di cui è appassionata.
Una notte, accompagnata da alcune fate, Ofelia si addentra in un labirinto situato nei pressi della casa in cui risiede, incontrandovi un Fauno: la creatura le spiega che lei è la reincarnazione della principessa Moanna, figlia del Re del mondo sotterraneo, la quale scomparve tempo addietro quando giunse nel mondo degli umani: la bambina potrà ritornare solo superando tre prove, le cui istruzioni compariranno man mano su un libro magico. Ofelia dubita delle parole del Fauno, sostenendo di essere figlia di un sarto morto in guerra, ma la creatura afferma che la sua vera appartenenza è dimostrata da una voglia a forma di falce di luna presente sulla sua spalla sinistra. Inoltre le rivela che suo padre fece costruire portali magici in tutto il mondo affinché la ragazzina potesse ritrovare la strada di casa, e che il labirinto in cui si trovano è l'ultimo rimasto.
Nel frattempo, Ofelia scopre che la governante Mercedes collabora in segreto con i ribelli, dei quali fa parte anche suo fratello Pedro. Le due diventano alleate e amiche, mentre la tensione tra l'esercito e i partigiani aumenta.
La prima prova consiste nel recuperare una chiave nascosta nel ventre di un enorme rospo che ha fatto il nido sotto le radici di un albero antico, facendolo ammalare. Con astuzia, Ofelia inganna la creatura facendole ingerire tre pietre di ambra magica, riuscendo così a ottenere la chiave.
Intanto la salute di Carmen si aggrava, e la bambina non può proseguire con la seconda prova. Il Fauno allora dona a Ofelia una mandragora, che dovrà porre in una ciotola di latte sotto il letto della madre, e che dovrà nutrire ogni giorno con alcune gocce del proprio sangue. Il rimedio sembra funzionare, e la salute della donna migliora.
La notte seguente, il Fauno consegna a Ofelia un gessetto magico per aprire una porta nella sua camera verso il luogo della seconda prova, e una clessidra per contare il tempo esatto della sua missione. Inoltre, la creatura la avverte di non mangiare assolutamente nulla nel luogo dove andrà, perché lì vive un essere che «non è per niente umano».
La porta conduce Ofelia nelle segrete dell'Uomo Pallido, un essere umanoide apparentemente cieco, immobile e divoratore di bambini (come evidenziato dagli affreschi sui muri e da un impressionante ammasso di scarpe), seduto a una tavola sontuosamente imbandita. Grazie alla chiave ottenuta nella prima prova, la bambina recupera un pugnale dalla prima di tre piccole porte sul muro, ma va contro l'ordine del Fauno di non cibarsi di nulla e assaggia due chicchi d'uva: ciò fa svegliare l'Uomo Pallido, che afferra i suoi occhi da un piattino, li infila nelle cavità sui palmi delle sue mani, divora due delle tre fate e si lancia all'inseguimento di Ofelia. Il tempo scade e la porta svanisce, perciò la bambina è costretta a disegnarne un'altra, ma il gessetto si spezza; nonostante ciò, riesce a scappare appena in tempo salendo sullo schienale della sedia e disegnando un'altra porta sul soffitto.
Nel frattempo, il capitano Vidal si dirige verso le montagne per attaccare i ribelli. Lì trova un fuoco da campo spento e, tra le braci, un biglietto della lotteria e alcune medicine. La mattina seguente scoppia uno scontro a fuoco sulle montagne; Vidal riesce a catturare un ribelle, ma più tardi scopre che è balbuziente. L'uomo gli dice che potrà andarsene se conterà fino a tre senza balbettare, ben sapendo che non è in grado di farlo, e quando l'ostaggio fallisce lo picchia brutalmente.
Di notte, il fauno fa visita a Ofelia per scoprire l'esito della seconda missione. Con le lacrime agli occhi, la bambina inizia a spiegare di aver avuto un incidente ma, prima che possa continuare, la fata sopravvissuta racconta alla creatura cosa è successo. Il fauno, furioso, la rimprovera molto duramente rifiutandosi di rivelarle la terza prova. Subito dopo scompare nell'ombra, lasciando Ofelia in lacrime.
Vidal scopre la mandragora sotto il letto di Carmen, sgrida aspramente la figliastra e ordina alla moglie di gettarla nel fuoco. Subito dopo, la salute della donna precipita e muore dando alla luce un maschio. Ofelia, devastata, si lega ancora di più a Mercedes, che ormai rappresenta per lei una figura materna.
Il giorno dopo, Vidal ordina al dottor Ferreiro di curare il prigioniero, il quale chiede al medico di porre fine alle sue sofferenze, ed egli acconsente somministrandogli un'iniezione letale. Nello stesso momento, Vidal ottiene un campione di medicinale dalla borsa del Ferreiro e lo confronta con quello trovato in montagna; infuriato per il tradimento e la disobbedienza del medico, spara mortalmente a Ferreiro. Successivamente si appresta a fare lo stesso con la governante, avendo scoperto che aveva usato una copia della chiave della cantina dove teneva il cibo destinato a un villaggio vicino, in modo che gli abitanti non aiutassero i ribelli. Tuttavia, Mercedes riesce a liberarsi e lo pugnala più volte al busto e al volto, senza tuttavia ucciderlo; dopodiché, la donna scappa e si rifugia dai ribelli.
Ofelia viene rinchiusa in camera, ma riceve nuovamente la visita del Fauno, che decide di concederle un’ultima occasione: la terza prova consiste nel portare il fratellino al centro del labirinto. Usando un altro gessetto magico, la bambina evade dalla stanza, droga il patrigno con del laudano per addormentarlo e prende il neonato. Quando giunge nel cuore del labirinto, il Fauno le dice che per aprire il portale verso il suo regno è necessario il sangue di un innocente e le chiede di sacrificare qualche goccia di quello del fratellino. Ofelia si rifiuta, anche se questo significa rinunciare al proprio destino, dando dimostrazione del suo cuore puro e del suo spirito nobile.
In quel momento arriva Vidal, il quale non vede il Fauno e crede che la figliastra stia parlando da sola. L'uomo strappa il neonato dalle braccia di Ofelia e le spara senza pietà. All'uscita del labirinto, però, si imbatte nei ribelli, che hanno conquistato la zona, e si arrende, chiedendo, prima di essere giustiziato, che dicano al figlio l'ora della sua morte, proprio come suo padre fece con lui. Tuttavia, Mercedes dichiara che il piccolo non saprà mai neppure di chi è figlio, per risparmiargli le atrocità commesse dal padre. Dopodiché Pedro spara a Vidal, uccidendolo.
Nel frattempo, il sangue di Ofelia gocciola sulle pietre del labirinto aprendo il passaggio verso il mondo sotterraneo, dove la bambina viene acclamata dai suoi genitori e dai sudditi. Il padre le rivela che è proprio scegliendo di non sacrificare il piccolo che la figlia, con il suo sangue altrettanto innocente, ha potuto superare l'ultima prova, la più importante. In quel momento compare anche il Fauno insieme a tutte le fate, che volano felici intorno alla bambina, elogiando anch'egli la scelta di Ofelia.
Mercedes corre dalla ragazzina, ormai morente, e la culla tra le braccia mentre le canta una ninna nanna. Su un ramo dell'albero oggetto della prima prova sboccia un nuovo fiore, vicino al quale si posa l'insetto-fata.
Personaggi Ofelia (Ivana Baquero) – Protagonista del film. È una bambina di 11 anni, sensibile, intelligente e con una forte immaginazione. Ama le fiabe e i libri. Dopo la morte del padre in guerra, che era un sarto, viene portata dalla madre nella casa del nuovo marito (il Capitano Vidal). Si sente alienata e sola, soprattutto nel vivere con un crudele e spietato gruppo di fascisti e trova rifugio in un mondo magico che le viene rivelato dal Fauno. Il magico essere le rivela la sua vera identità: lei è in realtà Moanna, la principessa perduta del Mondo Sotterraneo, scomparsa molto tempo fa, dopo che mise piede nel mondo umano, dove perse la memoria e divenne mortale, dove soffrì i dolori terreni per poi morire. La sua anima immortale però si è reincarnata nel mondo degli umani e i suoi veri genitori continuarono a cercarla nella speranza di ritrovarla. Ofelia possiede sulla sua spalla sinistra una voglia a forma di falce di luna che indica la sua regalità e vera natura. Per tornare nel suo mondo dovrà superare tre prove che progressivamente le faranno riacquistare la sua vera identità. È coraggiosa, curiosa e determinata, anche quando deve affrontare prove difficili e pericolose. Tornata nel Regno Sotterraneo riacquista infine la memoria ricordandosi chi era.
Mercedes (Maribel Verdú) - Governante della casa del Capitano. Apparentemente sottomessa e silenziosa, in realtà è una donna forte, coraggiosa e leale. È una spia dei ribelli che combatte il regime del capitano Vidal e aiuta in segreto i guerriglieri antifascisti (tra cui suo fratello). Diventa una figura quasi materna per Ofelia e rappresenta la resistenza silenziosa ma determinata delle persone.
Carmen Cardoso (Ariadna Gil) - Madre di Ofelia, donna fragile e malata. Si è risposata con il Capitano Vidal per ragioni di sopravvivenza e sicurezza sia psicologica che emotiva. Dalla loro relazione è rimasta incinta, ma si è fisicamente molto indebolita. Ama molto la figlia, ma è debole di carattere e di spirito e tende a cedere alle pressioni del marito. Nel libro viene rivelato che anche Carmen, come la figlia, crede nelle fiabe, ma lo nasconde. Si era convinta che il Capitano Vidal fosse il principe che l’avrebbe salvata portandola in un posto migliore dove vivere, ma ingenuamente finì nelle grinfie di un mostro. Non comprende che Vidal non la ama e che è interessato unicamente al bambino che porta in grembo per far continuare la sua discendenza. Simboleggia la sottomissione e la sofferenza delle persone comuni durante la dittatura.