I bombardamenti di San Benedetto del Tronto furono una serie di raid aerei e navali delle forze alleate sulla città di San Benedetto del Tronto da settembre 1943 al luglio 1944, durante la campagna d'Italia della seconda guerra mondiale.
Contesto Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale, successivamente all’armistizio si verificò a San Benedetto un episodio che portò alla costituzione di una delle prime bande partigiane della zona. Un treno pieno di militari tedeschi era fermo presso la Stazione di San Benedetto del Tronto, quando alcuni bambini, attratti dal fatto che i militari stessero consumando la loro razione di cibo, chiesero loro del pane; i tedeschi infastiditi lanciarono una bomba a mano per allontanarli. Il treno era fermo in un binario morto di fronte alla caserma della Guardia di Finanza, nella quale era presente il tenente Gian Maria Paolini, da poco sbarcato a San Benedetto del Tronto, proveniente da Sebenico. Paolini si pose alla testa di un gruppo di soldati e attaccò il convoglio che, tuttavia, stava già ripartendo. Nello scontro rimase ferito un tedesco che sarebbe morto dopo alcuni giorni in ospedale. Da quel momento alcuni giovani sambenedettesi iniziarono a raccogliere e procurare del materiale bellico che dapprima fu nascosto nella collina appena fuori San Benedetto; quando ci furono i primi rastrellamenti dei tedeschi, si spostarono vero l'interno nei pressi di Rotella.
Le azioni principali si verificarono il 8 settembre, il 12 ottobre e 27 novembre del 1943 e il 15 marzo 1944, causando la morte di 29 persone e la distruzione di 69 case, 285 gravemente danneggiate e 1378 lievemente danneggiate. Ci furono altri 9 morti conseguenza non diretta dei bombardamenti ma sempre nel contesto bellico.
L'attacco del 8 settembre 1943 La città di San Benedetto è stata particolarmente colpita dai bombardamenti, per la presenza del porto che rappresentava uno snodo strategico per le operazioni militari. L'8 settembre 1943 ci furono i primi bombardamenti da parte degli alleati.
Gli attacchi del 13, 17 e 21 ottobre 1943 Aerei caccia bombardieri in pattugliamento armato mitragliarono il litorale e nel voler colpire la stazione ferroviaria sganciarono delle bombe che finirono su alcune case e magazzini. Nella nottata del 17 ottobre ci furono raid aerei notturni, per la prima volta il centro cittadino venne colpito, causando crolli e danni alle abitazioni. Nel primo pomeriggio del 21 ottobre dei caccia bombardieri presero di mira il porto colpendo a morte 4 persone.
Gli attacchi navali del 13 e 19 novembre 1943 Durante la notte del 13 novembre la città venne colpita dal mare, tutto il centro e la campagna circostante furono sottoposti a cannoneggiamenti. Il 15 novembre ci furono pesanti bombardamenti sulla città, mentre il 19 novembre unità navali inglesi bombardarono la città e tutta la costa sambenedettese.
L'attacco del 27 novembre 1943
Il 27 novembre 1943 il vecchio incasato, come tutta la città di San Benedetto, subì un pesante bombardamento aereo dalle forze alleate. Il bombardamento avvenne per errore: i 12 North American B-25 Mitchell dovevano recarsi a Civitanova Marche,, invece arrivarono a San Benedetto dove ci fu un massiccio bombardamento che riguardava le zone del Paese Alto, il torrente Albula e la zona confinante con Grottammare. Le forze alleate, intenzionate a far saltare in aria delle batterie tedesche piazzate in prossimità dell’immediata collina di San Benedetto, effettuarono un violento bombardamento. Gran parte del Paese Alto venne distrutto, il mercato ittico venne gravemente danneggiato e di conseguenza venne chiuso, ci furono 25 morti e oltre cento feriti, a cui va aggiunto un numero imprecisato di morti tra i soldati tedeschi. Tutti i sambenedettesi che non erano ancora sfollati, e soprattutto quelli che si erano rifugiati al Paese Alto e al quartiere Ponterotto, presero ad incamminarsi verso Acquaviva Picena.
9 e 10 dicembre 1943 Formazioni navali bombardarono il porto e la ferrovia.
29 gennaio 1944 Bombardamento aereo da parte di ventiquattro B-25: furono colpiti il lungomare Tommaso di Savoia, oggi viale Bruno Buozzi, piazza Tommaso di Savoia oggi piazza Carlo Giorgini, il ponte ferroviario di viale Secondo Moretti.
3 e 4 marzo 1944 Venne bombardato violentemente il centro cittadino causando la distruzione di abitazioni civili.
15 marzo 1944 Nella mattinata e nel pomeriggio ci furono ondate di bombardamenti aerei che colpirono tutto il centro urbano, la stazione ferroviaria, il palazzo comunale e distrussero 50 case. La contraerea abbatté due aerei inglesi precipitati nelle acque antistanti il porto.
Dal 30 marzo al 13 giugno 1944 La città venne bombardata quasi quotidianamente.
Sfollamento Durante i vari bombardamenti la città di San Benedetto del Tronto era quasi priva di abitanti: circa furono gli sfollati per sfuggire ai bombardamenti aerei e navali. I primi sfollamenti ci furono nel settembre 1943, successivamente, soprattutto nel mese di ottobre, quando i bombardamenti erano quotidiani: si rifugiarono ad'Acquaviva Picena; a Monteprandone; a Offida; a Ripatransone; a Monsampolo del Tronto e in altri centri abitati.Vennero chiusi i due ospedali trasferiti a Monteprandone, il Comune cessò le sue funzioni e le scuole furono spostate a Monsampolo del Tronto. Dopo la liberazione, i cittadini tornarono in città; molti, tuttavia, furono costretti a restare sfollati o a emigrare nei paesi vicini a causa delle case distrutte.
Le stragi naziste
Il 28 novembre 1943 a bordo di motocarrozzette, giunsero a San Benedetto del Tronto cinque soldati tedeschi che si recarono presso un deposito di beni alimentari per fare razzia di quello che potevano portare via. Il maresciallo maggiore Luciano Nardone affrontò i tedeschi intimando loro di riconsegnare i viveri. Nacque uno scontro armato, nel quale il maresciallo Nardone rimase ucciso; in quegli istanti giunse davanti al deposito il carabiniere Isaia Ceci, in aiuto del collega, ma fu ucciso anche lui, colpito da una raffica.Dal libro di Giuseppe Merlini: "Nel nome del pane" Il 4 gennaio 1944, nella località Porto d'Ascoli in contrada Ragnola, ci fu l'uccisione di Guido Sgattoni, che insieme ai suoi famigliari era rimasto a custodire la loro casa colonica. Un nucleo di soldati tedeschi si era presentato in cerca di viveri ma l’incursione era stata sventata. Durante la notte gli stessi tornarono nell'abitazione della famiglia Sgattoni e fecero razzia. Il giorno dopo Sgattoni decise di recarsi presso il vicino comando per chiarire la situazione, ma durante il cammino fu aggredito dai tedeschi, rimase ferito gravemente e morì poche ore dopo. Il 12 giugno 1944 i tedeschi in ritirata depredarono e saccheggiarono la città. In via Madonna della Pietà, nel quartiere Ponterotto di San Benedetto del Tronto, furono uccisi il Brigadiere dei carabinieri, Elio Fileni, Neutro Spinozzi e Salvatore Spinozzi.
Arrivo degli alleati e liberazione della città
Il 18 giugno 1944, dopo 144 bombardamenti aerei e sei cannoneggiamenti navali, San Benedetto venne liberata definitivamente la città dall'occupazione nazifascista, dal corpo di spedizione polacco della III divisione Carpatica guidato dal generale Władysław Anders. Dopo la liberazione della città, tra l'estate e l'autunno del 1944, la città viene trasformata in una cruciale base logistica e di retroguardia per l'esercito polacco e per i contingenti alleati (britannici, indiani e neozelandesi). Da San Benedetto del Tronto vengono coordinate le operazioni di rifornimento e di supporto medico che sosterranno le successive battaglie delle Marche e della Romagna. La partita di calcio storica Durante il periodo di stanza in città nell'estate del 1944, per allentare la tensione della guerra e fraternizzare con la popolazione locale, viene organizzata una celebre partita di calcio amichevole allo stadio Comunale (Stadio Fratelli Ballarin). Lo scontro sul campo vede sfidarsi la Sambenedettese e la rappresentativa dei soldati della 3ª Divisione Carpatica, un evento rimasto impresso nella memoria storica e sportiva della città come simbolo di ritorno alla vita e alla libertà.La partita finì 6 a 1 per i carpatici.
La strage dei bambini Il primo aprile del 1949, quattro bambini furono uccisi dallo scoppio di una cassa di granate che avevano rinvenuto in una grotta del monte di Bruciccio. Gli ordigni erano stati nascosti qualche anno prima dai partigiani che seguivano sulle colline l’arretramento del fronte nazista e mai più recuperati; i bambini, dopo averli ritrovati, li avevano portati a casa per ripulirli e quindi rivenderli come pezzi di ferro. Fu una strage, la più drammatica a San Benedetto, dal dopoguerra a oggi. Il boato che uccise quattro bambini fece tremare tutto il centro cittadino.
Bonifiche e ritrovamenti Un numero imprecisato di bombe inesplose ha causato nel tempo diverse operazioni di sgombero per disinnescare gli ordigni ritrovati nel corso di scavi o lavori. Nel 2008, in cantiere edile fu rinvenuto un ordigno; per permettere la rimozione della spoletta, sono state sgomberate le intere aree di due quartieri "Sant'Antonio" e "Marina di sotto": l'ordigno è stato poi fatto brillare nella cava di ghiaia di Sant'Andrea, a Cupra Marittima.
Nel maggio 2020, un ordigno bellico è stato rinvenuto nel parco di "Villa Laureati", fatto poi brillare pochi giorni dopo il ritrovamento.
Nell'ottobre 2023, durante i lavori di ristrutturazione del parcheggio presso la Stazione di San Benedetto del Tronto, fu rinvenuto un ordigno bellico inesploso, privo di spoletta.A distanza di pochi giorni, duranti i lavori di scavo fra i territori di San Benedetto del Tronto e Monteprandone, è stata rinvenuta una bomba a mano SRCM Mod. 35.
Memoria
In memoria del tragico bombardamento del 27 novembre del 1943, è stata dedicata una via presso il Paese Alto. In memoria delle stragi naziste del 28 novembre 1943, è stata dedicata al maresciallo maggiore Luciano Nardone la piazza antistante la Cattedrale di Santa Maria della Marina. Nella piazza è presente un monumento in memoria di Luciano Nardone e Isaia Ceci.
A Guido Sgattoni è stata dedicata una via nel quartiere Ragnola.
A Elio Fileni è stata intitolata una via presso il quartiere Paese Alto. A Elio Fileni, Neutro Spinozzi e Salvatore Spinozzi una stele in Via della Resistenza, quartiere Ponterotto.
Il 27 novembre 2008, per il 65º anniversario del bombardamento del 27 novembre 1943, è stata apposta una targa commemorativa presso la scuola elementare "De Carolis" di Acquaviva Picena che ospitò oltre 4000 sfollati sambenedettesi.
Il 18 giugno 2022, per il 78º anniversario, presso piazza Cesare Battisti è stata affissa la targa in memoria con cui l’Amministrazione comunale rende omaggio alle truppe polacche che, proprio nella notte tra il 18 e il 19 giugno 1944, entrarono in città.
Commemorazioni Ogni anno, in occasione dell'anniversario del bombardamento del 27 novembre 1943, si tiene a San Benedetto del Tronto una cerimonia commemorativa in Piazza Giuseppe Sacconi, nel centro storico del Paese Alto. Una corona d'alloro viene deposta presso il monumento dedicato alle vittime del bombardamento.
Annualmente nel mese di novembre, in Piazza Nardone, si svolge la commemorazione in ricordo del maresciallo Luciano Nardone e dell'appuntato Isaia Ceci.
Ogni anno, il 12 giugno, si effettua una cerimonia nel quartiere Ponterotto, in ricordo dell’eccidio di Neutro Spinozzi, Salvatore Spinozzi ed Elio Fileni, in prossimità dei cippi a loro dedicati.
Note
Bibliografia Alberto Perozzi, Ai nostri caduti per la libertà 1943-1974, Comune di San Benedetto del Tronto 1974. Ugo Marinangeli, Vita politico-amministrativa sambenedettese 1944-1955 tra cronaca e storia, Banca popolare, San Benedetto del Tronto 1981. Alberto Perozzi, I giorni della guerra, Livi, Fermo 1995. R. Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona 2008.
Voci correlate