La lingua romena o rumenaIn italiano i due termini sono equivalenti, anche se la lemmatizzazione dei lessici successivi al 2010 (cfr. ad esempio il Devoto-Oli 2012, o il Vocabolario Treccani) privilegia la dizione "romena"., nota anche come dacorumeno (nome nativo limba română), è una lingua romanza balcanica appartenente al gruppo indoeuropeo.
Al 2026, la lingua era parlata da 23,2 milioni di persone.
Distribuzione geografica La lingua romena viene parlata in Romania, Moldavia e in diverse parti della Serbia, Bulgaria, Russia, Ucraina e Ungheria. Gran parte dei suoi parlanti sono madrelingua.
È inoltre parlata dalle comunità dell'emigrazione romena all'estero, in particolar modo in Italia e in Spagna, come pure in Francia, Stati Uniti e Canada.
Lingua ufficiale Il romeno è lingua ufficiale della Romania, della Moldavia e della provincia autonoma della Voivodina in Serbia.
Varietà Con la denominazione di lingua romena, s'intende solo una delle quattro varietà costituenti la famiglia linguistica romena.
Le lingue del gruppo romeno sono quattro: dacoromeno (o romeno), arumeno (o macedorumeno), meglenorumeno (o meglenitico) e istrorumeno.
Il dacoromeno (dal nome della provincia romana della Dacia, corrispondente a una buona parte dell'attuale Romania) è lingua ufficiale di due stati, la Romania e la Repubblica di Moldavia. Le altre tre lingue, anche note per la loro posizione come lingue romene sub-danubiane, sono parlate come lingue minoritarie (più o meno riconosciute e tutelate) in varie aree dei Balcani: Grecia (meglenorumeno e arumeno), Albania (arumeno), Macedonia del Nord (meglenorumeno e arumeno), Bulgaria (meglenorumeno e arumeno), Turchia (meglenorumeno) e Croazia (istrorumeno); in Romania, in particolare in Dobrugia, sul Mar Nero, esistono importanti colonie arumene e meglenorumene.
L'arumeno è l'unica lingua romena sub-danubiana relativamente alla quale si possa parlare di una forte coscienza linguistica, per la quale esistano tentativi seri di normativizzazione e che possa vantare una certa tradizione letteraria; per questo e per la notevole differenza strutturale di questo idioma rispetto al "fratello maggiore" dacoromeno, alcuni linguisti sono inclini a considerare l'arumeno come una lingua romanza a sé, separata e allo stesso livello della famiglia rumena e del dalmatico.
Il moldavo è considerato dalla maggior parte degli standard (Ethnologue-15) solo una variante (dialetto de facto) del nome del romeno usato in MoldaviaPer la problematica lingua romena/moldava cf in francese Republica Moldova, un Etat en quête de nation, Paris : Non Lieu, 2010, pp. 169-213.
Origini e struttura
Il primo documento scritto in romeno sopravvissuto fino alla nostra epoca è una lettera del 1521, chiamata Lettera di Neacșu. Si tratta di un messaggio inviato da Neacșu Lupu, mercante di Câmpulung, a Johannes Benkner, principe di Brașov, contenente un avvertimento circa un'imminente invasione turca della Transilvania e della Valacchia. Nella lettera risultano immediatamente evidenti i prestiti slavi, dovuti ai molti secoli di stretti contatti con gli Slavi, sebbene sia chiara la radice latina della lingua usata nella lettera.
Le parole di origine latina, secondo alcuni linguisti, rappresenterebbero l'82%, con una frequenza assoluta del 60%. Tra le 112 unità di testo, 47 parole di origine latina possono anche essere trovate in altre 7 lingue romanzeIon Rotaru, Cuvintele bătrâne românești, Bucarest, 1981, p. 62–65.. Secondo un'altra fonte, oggi il lessico romeno conterrebbe l'80% di elementi latini ed elementi di altre lingue secondo il seguente schemaMarius Sala et alii (coord), Vocabularul reprezentativ al limbilor romanice, Bucarest, Editura Științifică și Enciclopedică, 1988, p. 19–79.:
80,57% parole di origine latina o romanza 39,24% ereditato dal latino, la maggior parte del vocabolario di base 22,12% dal francese (specialmente nel linguaggio tecnico) 15,26% prestiti dal latino (vocaboli eruditi) 3,95% dall'italiano 10,17% di origine slava 6,18% slavo ecclesiastico antico 2,6% bulgaro 1,12% russo 0,85% serbo-croato 0,23% ucraino 0,19% polacco 2,54% di origine germanica 2,47% tedesco 0,07% inglese (in rapida crescita) 1,7% greco moderno 1,43% ungherese 0,96% substrato probabilmente daco 0,73% turco 0,19% onomatopea 2,71% incerta od origine sconosciuta
Fra tutte le lingue romanze, il romeno presenta un'evoluzione maggiormente naturale; ha infatti un carattere piuttosto popolare poiché non è stata interrotta nel suo sviluppo da una letteratura classica in senso stretto; questo spiega, fra l'altro, il fatto che questa lingua possieda una quantità importante di vocaboli e forme latine che nelle altre lingue romanze non esistono più.
Variazioni dialettali Il romeno ha più dialetti. Tutti sono simili alla lingua ufficiale, essendo minimali le differenze. Cambia spesso il suono di alcune vocali prendendo una forma gutturale. Un'altra differenza può essere l'aggiunta di una vocale.
Il munteno Questa è la parlata che somiglia di più alla lingua ufficiale. La differenza principale è la scomparsa della lettera l nell'articolo. Si parla nelle regioni storiche di Muntenia e Dobrugia. Le più importanti forme regionali sono:
dă al posto di de ‘di’ pă al posto di pe ‘su, a’ amu e acuma al posto di acum ‘adesso’ (acu', acum apocopata) aicea al posto di aici ‘qui’ (variante: aicișa, acilea) nimenia al posto di nimeni ‘nessuno’
L’olteno Questa varietà si parla nella regione storica dell’Oltenia. Ciò che la distingue dal munteno è l’uso del passato remoto che alterna il passato prossimo nel linguaggio corrente. Il passato remoto viene usato per un’azione appena compiuta, mentre il passato prossimo si usa in tutte le altre azioni passate da almeno un’ora. Per questo tempo verbale in Oltenia c’è una forma speciale per il verbo a fi ‘essere’, quindi il passato remoto ha due forme (l’altra omette la sillaba centrale -se-):
eu fui / fusei = fui tu fuși / fuseși = fosti el fu / fuse = fu noi furăm / fuserăm = fummo voi furăți / fuserăți = foste ei fură / fuseră = furono
Il banatico Questo è della regione storica del Banato. La caratteristica principale è la modifica della ț in c palatale (come in «cielo»): ad esempio la parola țuică ‘acquavite’ in romeno standard si pronuncia /ts'uikə/, nel Banato si pronuncia /tsi'uika/; romeno standard fecior → banatico fișior (fiscior). Dal ce faci ‘che fai’ diventa șe fași ‘sce fasci’
L'ardealiano Questo si parla nelle regioni storiche di Ardeal e Crișana (queste due regioni insieme al Maramureș e al Banato formano la Transilvania). Le caratteristiche dell'ardealiano:
l'accento e la pronuncia delle parole e frasi sono influenzati dalla lingua ungherese generalmente si parla con molta lentezza la parola no la parola "uite" (guarda) viene abbreviata "ui" l’a che a volte diventa o esempio: a fost → o fost ‘è stato’ l'aggiunta della vocale i esempio: unde → undie oppure "une"
Il moldavo
È de facto un dialetto. Si parla nelle regioni di Moldavia e Bessarabia (perlopiù occupata dall'attuale stato di Moldavia). Le sue caratteristiche sono:
la pronuncia del gruppo ci come și (o ș alla fine della parola) esempio: ce faci? → și fași? ‘che fai’; da /t͡ʃe fat͡ʃi/ diventa /ʃi faʃi/ la e diventa i (specialmente alla fine della parola) esempio: bine → bini il gruppo pi diventa chi esempio: spinare → schinari ‘schiena’ il dittongo ea diventa e (caratteristica presente anche nei dialetti della Transilvania) esempio: vedea → vide ‘vedere’ a volte, la vocale e, dopo la consonante s o z, scompare o si trasforma in a o ă seară → sară ‘sera’ mătase → mătasă ‘seta’ zeamă → zamă ‘zuppa’
Caratteristiche evolutive Alcuni dei principali cambiamenti fonetici:
Lat. qu diventa p o c: aqua → apă (acqua); qualitas → calitate (qualità); quis → ce (che) dittongazione di e e o lat. cera → rom. ceară (cera) lat. sōle → rom. soare (sole) iotacismo → a inizio parola lat. herba → rom. iarbă (erba) velare → labiale prima di consonante alveolare e (esempio: ngu → mb): lat. octo → rom. opt (otto) lat. lingua → rom. limbă (lingua) lat. signum → rom. semn (segno) lat. coxa → rom. coapsă (coscia) rotacismo → tra vocali lat. caelum → rom. cer (cielo) lat. mel, -lis → rom. miere (miele) Alveolare → prima di o lat. deus → rom. zeu (dio) lat. tenēre → rom. a ține (tenere)
Lingue affini Fra le lingue affini e dialetti interni alla lingua romena sono da segnalare la lingua aromena (o macedorumeno), la lingua meglenoromena (o meglenitico), parlata in Grecia nell'area di Salonicco e in Macedonia del Nord, e la lingua istroromena (o istrorumeno), parlata nella penisola istriana, oggi in via di estinzione. Il moldavo invece, da alcuni standard (Ethnologue-15, ma non ISO639-3), non è considerato una lingua a sé, ma una variante nel nome del rumeno usato in Moldavia.
Fonologia Vocali La lingua romena ha sette fonemi vocalici:
Anteriori Centrali Posteriori Chiuse Medie Aperte Semivocali Nella lingua romena esistono quattro semivocali /e̯/, /i̯/, /o̯/, /u̯/:
/e̯/ ad esempio in seară ("sera") /i̯/ ~ /j/ ad esempio in miere ("miele") /o̯/ ad esempio in moarte ("morte") /u̯/ ~ /w/ ad esempio in ziua ("giorno")
Le semivocali /e̯/ ed /o̯/ precedono sempre la vocale del dittongo, mentre /i̯/ e /u̯/ la possono precedere o seguire, costituendo dunque dittonghi ascendenti e discendenti.
Consonanti +Il sistema consonantico romeno Bilabiali Labiodentali Dentali Postalveolari Velari Glottali Nasali Occlusive Affricate Fricative Vibranti Approssimanti
Alfabeto e pronuncia
L'alfabeto romeno contiene 31 lettere. Nella tabella sotto si spiega la pronuncia puntuale di ogni suono, digrafo e/o combinazione particolare.
Lettera o digrafo Trascriz.