Renzo Grandi lo annovera tra i più noti paesisti della sua generazione..

Biografia

Bolognese, Ottavio Campedelli si forma all'Accademia felsinea dove nel 1818 vince il Premio Grande di Pittura. Nel 1821 vi primeggia di nuovo con il suo Paesaggio (Numa Pompilio e la ninfa Egeria).

Nel maggio del 1835 domina ancora tra i paesisti dell'esposizione dell'Accademia bolognese.Michelangelo Gualandi, Dell'Esposizione di belle arti in Bologna nel 1835. E pochi cenni su quella di Milano, Firenze, Tipografia all'insegna di Dante, 1835 Nel settembre dello stesso anno, all'Esposizione di Belle Arti dell'Accademia di Brera, a Milano, presenta un paesaggio ammirato e molto lodato, benché non arrivi a competere tra i primi.

Nel 1858 Campedelli realizza la stanza paese della Villa di San Martino, raffigurante la Vallata del Panaro e i Sassi di Rocca Malatina..Maria Pace Marzocchi, Villa San Martino, in .

Campedelli è sepolto nella Sala del Colombario del cimitero monumentale della Certosa di Bologna.

Lo stile All'inizio della sua carriera Campedelli usa un linguaggio classicista, tipico dei paesaggi di Claude Lorrain e Nicolas Poussin. Si converte a un accentuato naturalismo fin dall'inizio degli anni quaranta dell'Ottocento.

Opere parziale Edipo e Antigone presso il bosco delle Eumenidi, Pinacoteca nazionale di Bologna Paesaggio storico con tre personaggi, 1820 ca., Pinacoteca nazionale di Bologna Paesaggio (Numa Pompilio e la Ninfa Egeria), Pinacoteca nazionale di Bologna

Note

Bibliografia

(catalogo della mostra a Bologna, Galleria d'arte moderna, 29 gennaio - 4 aprile 1983)

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Collegamenti esterni

Campedelli, Ottavio