Elio (in italiano anche Elios; , o Sol,-is) è un titano della religione greca e, più precisamente, la personificazione del sole, figlio dei titani Teia e Iperione.

Il mito di Elio Elio era figlio del titano Iperione e di Teia e fratello di Selene, titanide legata alla luna e di Eos, divinità dell'aurora. Ogni mattina egli si solleva ad oriente sulle acque del fiume Oceano che circonda tutta la Terra, per guidare nel cielo il carro splendente del Sole, trainato da quattro cavalli che gettano fuoco dalle narici. Durante il dì percorre il cielo da oriente a occidente fin quando arriva la sera, poi si immerge nuovamente nel fiume Oceano. Per arrivare nuovamente ad oriente, utilizzava una barchetta d'oro girando attorno all'emisfero boreale. Una volta giunto a destinazione riposa nel suo magnifico palazzo. Elio possedeva sull'isola di Trinacria sette mandrie di buoi, rappresentanti i sette giorni di una settimana, e sette greggi di pecore, rappresentanti le sette notti di una settimana. Ogni mandria e ogni gregge era composto da cinquanta capi, ovvero il numero, secondo il computo antico, delle settimane dell'anno solare. Elios ebbe diversi figli, fra cui Fetonte, Eete, Perse, Cercafo, Tenage, Acti, Triopa, Candalo, Ochimo, Macareo, Ampelo e Bisalte, e diverse figlie, tra cui Circe, Merope, Fetusa, Pasifae, Elie, Egle, Lampezia, Febe, Eterea, Diossippe ed Elettrione chiamate EliadiFernando Palazzi, I MITI DEGLI DEI E DEGLI EROI,Torino, Loescher. p.66.

Figlia di Elio era anche la capra Amaltea che, dopo essere stata consegnata alla ninfa Adrastea da Gea, allattó Zeus infante.

In un mito corinzio del II secolo d.C. si raccontava che Briareo, uno degli Ecatonchiri, fece da arbitro in una disputa tra Poseidone ed Elio (il mare ed il Sole): egli stabilì che l'Istmo sarebbe toccato a Poseidone, mentre l'acropoli di Corinto ad Elio.Pausania, Periegesi dell'Ellade, 2.1.6., 2.4.7

Elio nellIliade La più antica attestazione greca del dio Elio è nel III canto dellIliade dove viene indicato come colui che "tutti vede e tutto ascolta"Ἠέλιός θ', ὃς πάντ' ἐφορᾷς καὶ πάντ' ἐπακούεις:

La facoltà di onniveggenza lo fa invocare nei giuramentiHerbert Jennings Rose Elio in Oxford Classical Dictionary 1970; trad. it. Dizionario di antichità classiche. Cinisello Balsamo (Milano), San Paolo, 1995, p. 1084-5..

Elio nella Teogonia di Esiodo Nella Teogonia di Esiodo (vv.371-374) i titani Teia (Θεία)Pindaro Istmica V la canta; da intendere come divinità della luce (cfr. Colonna p.83) e Iperione (Ὑπερίων) generano Elio insieme a Selene (Σελήνη, Luna) ed Eós (Ἠώς, Aurora).

Mentre ai versi 956-957 Elio e l'oceanina Persei (Περσηΐς, anche Perseide) generano Circe (Κίρκη) e Aiete (Αἰήτης, anche Eeta).

Elio nelle altre tradizioni Negli Inni omerici, la possibilità di vedere e ascoltare ovunque (così come testimoniato nellIliade) consentì a Elio di assistere al rapimento di Persefone (Περσεφόνη) da parte di Ade (Ἅιδης)Inni omerici A Demetra.. In Pindaro, Elio è lo sposo della ninfa Rodo (Ῥόδη, anche Rodi)Pindaro, VII, 14. e sull'isola di Rodi ebbe sette figliPindaro, VII, 73 e sgg.. Sempre in Pindaro, Zeus assegna a Elio l'isola di Rodi in quanto, assente al momento della spartizione del mondo tra gli dèi, ottiene Rodi appena emersa dal marePindaro, VII, 54 e sgg.. Platone, nel suo Simposio (220 D) cita la lirica di Socrate dedicata a Elio che sorgeLirica ripresa in epoca moderna da Friedrich Hölderlin nel suo Al dio del Sole.. In Ateneo (469c e sgg.) viene raccontato il modo in cui Elio dopo aver attraversato il cielo da oriente verso occidente, tornasse al suo punto di origine: entro un'enorme coppa attraversava l'oceano. In Diodoro SiculoDiodoro Siculo, V, 56,4. Elio risulta particolarmente venerato a Rodi che è l'isola a lui sacra, in quanto inizialmente non era che una palude divenendo fiorente grazie ai raggi del sole che la prosciugarono. In Pausania Elio è genitore di Pasifae (Πασιφάη)Pausania, V,25,9: "Elio, padre di Pasifae" da intendersi questa come un appellativo di SelenePausania, III,26,1: "Pasifae è un appellativo di Selene". Il mitografo romano IginoI miti, 154 narra la vicenda di Fetonte (Φαέθων) il quale figlio di Climeno (Κλύμενος)Giulio Guidorizzi (in nota n.749 a Igino Miti, Milano, Adelphi, 2005, p.432) nota come sia probabile che qui Igino, o il suo epitomatore, inverta i nomi: Climene doveva essere la madre, mentre il padre putativo di Fetonte fu Merope. La versione meglio conosciuta della vicenda di Fetonte rimane quella di Ovidio (Metamorfosi I, 750-779 e II, 1-400) ma Igino dipende probabilmente da altre fonti (cfr. ad es. Eschilo Eliadi frr. 68-73 a Radt). Nella tragedia perduta di Euripide Fetonte, questi era ritenuto figlio di Climene e del suo sposo Merope essendo il vero padre Elio., a sua volta figlio di Elio e della ninfa Merope (Μερόπη), venne a sapere dal padre che suo nonno era Elio, ma adoperò in modo errato il cocchio solare in quanto si avvicinò troppo alla terra incendiando dove passava finché un fulmine lo colpì facendolo precipitare nel fiume Po che i Greci chiamano Eridano (Ferecide fu il primo a indicarlo in questo modo). Le sorelle di Fetonte piansero in tal modo il fratello che furono trasformate in pioppi. Queste loro lacrime (narra EsiodoFr. 150, 23-24; ma anche Euripide Ippolito 737-741.) rapprendendosi si trasformarono in ambra, e per questa ragione sono chiamate Eliadi (Ἡλιάδες): Merope, Elie, Egle, Lampezia, Febe, Eteria e Diossipe. Il dio viene normalmente rappresentato alla guida del carro del sole che conduce da oriente verso occidente. Il poeta romano OvidioLe metamorfosi II, 150 e sgg., riprendendo Pindaro"Guida cavalli che spirano fuoco" Pindaro, VII., indica questo carro in una quadriga tirata da quattro cavalli che soffiano fuoco dalle narici: (Eòo, Etone, Flegone e Piroide).

Culto Il culto di Elio non era regolare in GreciaHerbert Jennings Rose Elio in Oxford Classical Dictionary 1970; trad. it. Dizionario di antichità classiche. Cinisello Balsamo (Milano), San Paolo, 1995, p. 1084-5; cfr. anche Franco Ferrari, Marco Fantuzzi, Maria Chiara Martinelli, Maria Serena Mirto, Dizionario della civiltà classica vol.II, Milano, Rizzoli, 2001, p.1115 e sgg. in quanto questo dio non risiedeva né nelle città, né nelle campagne, ed essendo un astro era considerato lontano dagli uomini che comunque gli prestavano debito onore. Il suo culto risulta invece particolare nell'isola di Rodi dove gli era consacrata una colossale statua rappresentante un giovane con una folta chioma cinta da una corona a raggiera conosciuta con il nome di Colosso di RodiFranco Ferrari, Marco Fantuzzi, Maria Chiara Martinelli, Maria Serena Mirto, Dizionario della civiltà classica vol.I, Milano, Rizzoli, 2001, p.851., a dimostrazione dei tratti propriamente non greci della sua civiltà.

A Elio erano dedicate, sempre a Rodi, le Hēliaîa (Ἡλιαῖα), festività comprendenti gare atletiche e un sacrificio di quadrighe gettate in mare.

Teologia In età successive il culto di Elio assunse un'importanza centrale, dapprima fu identificato con altri dèi, ad esempio l'identificazione con il dio Apollo risulta già attestata nel V secolo a.C., successivamente, in epoca tardo-imperiale, a partire da Aureliano, il suo culto divenne il principale culto dell'impero romano; in MacrobioSaturnali I, 17, 2 e sgg. sono riassunte le motivazioni teologiche:

Così già l'imperatore Flavio Claudio Giuliano nel suo Inno a Elio re:

Nella cultura di massa Elio appare come antagonista nel videogioco God of War III. Nel tentativo di fermare il Titano Perse, viene gravemente ferito da quest’ultimo. Successivamente viene brutalmente ucciso da Kratos, il quale utilizza la sua testa come strumento per emettere un potente bagliore capace di accecare i nemici.

Note

Bibliografia

Herbert Jennings Rose, Elio in Oxford Classical Dictionary 1970; trad. it. Dizionario di antichità classiche. Cinisello Balsamo (Milano), San Paolo, 1995, p. 1084-5. Franco Ferrari, Marco Fantuzzi, Maria Chiara Martinelli, Maria Serena Mirto, Dizionario della civiltà classica vol.II, Milano, Rizzoli, 2001, p. 1115 e sgg.

Voci correlate Mitologia greca Religione dell'antica Grecia Sol Invictus

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