Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio, occupa la 5ª posizione nella speciale classifica dei migliori giocatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer e la 7ª posizione nell'omonima lista stilata dall'IFFHS. La FIFA lo ha inoltre piazzato al quinto posto nella classifica dei migliori numeri dieci della storia del calcio mentre nel marzo del 2004, Pelé lo ha inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA.

Tra il 1983 e il 1985 ha vinto consecutivamente tre Palloni d'oro assegnati da France FootballSi tratta del riconoscimento istituito dalla rivista francese France Football, assegnato dal 1956 al 2009 e di nuovo dal 2016. Tra il 2010 e il 2015 tale riconoscimento era, dopo la fusione col FIFA World Player of the Year, denominato Pallone d'oro FIFA e organizzato congiuntamente da France Football e dalla FIFA. Contando i premi organizzati dalla sola France Football, Platini detiene il record di vittorie insieme a Johan Cruijff, Marco van Basten e Cristiano Ronaldo, ma è l'unico ad averli vinti consecutivamente; i giocatori che hanno vinto più Palloni d'oro e Palloni d'oro FIFA sono Lionel Messi e Cristiano Ronaldo con 5 trofei. La stessa France Football e la maggior parte dei media tendono de facto a non fare distinzione tra i due premi. e viene considerato da numerosi addetti ai lavori come il più rappresentativo giocatore francese del Novecento, davanti a Zinédine Zidane e Raymond Kopa. Nel 2002 fu incluso nel FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia del mondiale, mentre nel 2011 entra nella Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri.

Legò il suo nome a quello del e del , divenendo un giocatore-simbolo per entrambi i club, nonché della e della nazionale francese, di cui è stato tra i principali artefici dei rispettivi successi degli anni 1980. Terminò la carriera a 31 anni, dopo aver conquistato numerosi trofei tra cui un campionato francese, due campionati italiani e, ad eccezione della Coppa UEFA, pressoché tutte le competizioni confederali dell'epoca, divenendo al contempo capocannoniere della Serie A per tre volte consecutive, dal 1983 al 1985. Con la nazionale transalpina ottenne piazzamenti di rilievo nelle competizioni internazionali del decennio 1976-86, tra cui la vittoria del (dove inoltre si aggiudicò la classifica marcatori con 9 reti, che ne fanno il migliore realizzatore in una singola edizione del torneo), e il terzo posto al .

Nella sua lunga carriera da calciatore, in cui disputò oltre 650 partite tra club e rappresentativa nazionale, spiccò la completa assenza di espulsioni: un fatto più unico che raro alla luce dell'aggressività delle marcature nei confronti dei giocatori più creativi, tra gli anni 1970 e 1980.In un'intervista nel 2014 Platini disse: «Il calcio era più violento di oggi. Oggi gli arbitri tutelano di più i giocatori con cartellini gialli e rossi, il che fa bene allo spettacolo», cfr. È stato co-presidente del comitato organizzatore del , e presidente dell'UEFA dal 2007 al 2016, succedendo a Lennart Johansson.

Biografia Origini e gioventù Platini nacque in rue Saint-Exupéry a Jœuf, un comune francese situato nel dipartimento della Meurthe e Mosella, nella regione della Lorena. Nella sua famiglia, originaria di Agrate Conturbia, in Piemonte, e della provincia di Belluno da parte di madre, era radicata la cultura sportiva: il nonno, Francesco Platìni, era un muratore italiano che era emigrato oltralpe divenendo ristoratore, gestendo un bar battezzato proprio da lui le Café des Sports, mentre il padre, Aldo, era un professore di matematica che nel tempo libero era diventato prima capitano della squadra del Jovincenne e poi allenatore del , all'epoca in terza divisione. La madre, Anna Piccinelli, serviva liquori nel locale del suocero; ha inoltre una sorella, Martina.

Il suo cognome viene solitamente pronunciato alla francese, cioè con accento sulla seconda "i"; nella pronuncia italiana l'accento è sulla prima "i".

All'età di sette anni Michel iniziò a tirar calci al pallone, allenandosi con il cane di sua cugina Stefanina. Da bambino era soprannominato ratz ("rasoterra" in dialetto lorenese) e le nain ("nano" in francese) per via della sua ancora non elevata statura. Il suo idolo sportivo d'infanzia era Pelé e per questo, ogni volta che gli capitava di dover firmare un pezzo di carta, si divertiva a storpiare il proprio cognome in "Peleatini". Oltre all'iniziale bassa statura cui si accennava, in giovane età a Michel vennero riscontrati in più occasioni problemi fisici, tra cui una capacità polmonare molto limitata e un'insufficienza cardiaca.

Vita privata

Il 27 dicembre 1977 sposò una studentessa di economia, Christelle, come lui figlia di genitori italiani; dal loro matrimonio nasceranno due figli: Laurent, avvocato della Qatar Sports Investment che controlla il , e Marine, attrice, entrambi scampati a un rapimento quando erano ancora bambini.

Caratteristiche tecniche

Platini era un trequartista dotato di un notevole bagaglio tecnico, un'ottima visione di gioco e un innato senso del gol: anche grazie a quest'ultima caratteristica risultò più prolifico persino di molti attaccanti della sua generazione. Negli anni alla Juventus sviluppò una buona capacità di elevazione, che lo portò a completare il suo repertorio con reti di testa; risultò inoltre un efficiente rigorista.

Reputato uno dei migliori specialisti del calcio di punizione nella storia – i suoi calci piazzati, che spesso scavalcavano la barriera avversaria, furono soprannominati "alla Platini" a indicare l'unicità che gli era attribuita –, era valido nel servire i compagni da diverse posizioni e in varie modalità..

La sua capacità tecnica e l'attitudine a essere un leader gli valsero il soprannome di Le Roi ("Il Re", in francese). Ha anche dimostrato di essere un giocatore molto corretto, tanto da non venire mai espulso durante tutta la sua carriera da professionista.

Carriera Giocatore

Club Gli esordi

Grazie anche all'ambiente sportivo famigliare (Francesco gestisce il Caffè dello Sport, mentre Aldo allena il Jovicienne), Michel coltiva il suo amore per tutti gli sport, soprattutto quello che lo appassiona di più: il calcio. A undici anni, Platini trova un posto nelle giovanili dell'AS Jœuf, il Jovicienne, di cui il padre è allenatore. Nel giorno del debutto, 1º settembre 1966, segna due gol all'Homécourt. Su consiglio del padre, si concentra nell'affinamento di fondamentali quali l'anticipo e le punizioni di prima.

Platini fallisce il provino nel concorso finale dei migliori giovani del 1969, ma riesce a farsi notare durante una partita di Coppa Gambardella dimostrando, all'età di sedici anni, di essere un giocatore brillante, tanto da attirare le lusinghe della rivale di quel match, il . Invitato da questo a uno stage de présélection, Platini dapprima rifiuta, poi partecipa a un secondo provino, dove però viene scartato dopo essergli stata riscontrata una capacità polmonare molto bassa e un'insufficienza cardiaca.

Nancy

Bocciato a Metz, lo richiedono il , il e i belgi del , ma decide di andare al e nel settembre 1972 firma un contratto (guadagnando 6.000 franchi al mese, più o meno 1,2 milioni di lire), iniziando a giocare con la squadra riserve, dove conosce Jean-Michel Moutier, giovane portiere; i due diventano rapidamente amici. Si fa notare con la seconda squadra segnando una tripletta contro l'ASCA Wittelsheim. Grazie alle sue prestazioni, presto arriva in prima squadra: il 2 maggio 1973 contro il (vinta 3-1), all'età di diciassette anni, indossando la maglia numero undici. In questa stagione segna 2 gol in 5 partite, contro il Sedan e l' (vinta 4-2). Nella seconda annata, 1973-74, sigla solo 2 reti in 21 presenze e il Nancy retrocede per differenza reti. L'anno seguente il Nancy vince il Groupe Sud della Division 2 e la finale di categoria contro il , vincitore del Groupe Nord. Platini si fa notare con i suoi 17 gol in 33 partite di campionato, portando la sua squadra ai quarti della Coppa di Francia, realizzando 13 reti in 8 turni.

Nella stagione 1976-1977 raggiunge il quarto posto in campionato – il migliore piazzamento dal passaggio al professionismo del club, avvenuto nel 1967 –, giocando tutte le partite di campionato (38) e mettendo a segno 25 gol, arrivando così secondo nella classifica marcatori dietro all'argentino Carlos Bianchi. A fine stagione firma il suo primo contratto da giocatore professionista, che lo lega al Nancy per altri due anni. Nel 1977 arriva terzo nella classifica del Pallone d'oro, grazie anche alle prestazioni in nazionale francese, dietro al danese Allan Simonsen e all'inglese Kevin Keegan.

L'annata seguente alza da capitano la Coppa di Francia, dopo aver segnato il gol con cui, nella finale del Parco dei Principi, il Nancy batte il per 1-0. La stagione 1978-1979, l'ultima con il club della Lorena, è travagliata: ritenuto responsabile del fallimento al mondiale di dove la era uscita al primo turno, battuta dai padroni di casa e dall', rispettivamente la vincitrice e la quarta classificata, viene fischiato dal pubblico; inoltre, nella trasferta di Saint-Étienne si procura una triplice frattura del malleolo che lo costringe a un'assenza dai campi di sei mesi. Con 127 gol (in 215 partite, media 0,59 gol a partita), Platini è comunque il migliore cannoniere nella storia del Nancy.

Saint-Étienne

Alla scadenza del contratto, si trasferisce al , la squadra più titolata in patria. L'obiettivo dell'acquisto di Michel era vincere una coppa europea ma, nonostante qualche acuto, come la vittoria per 6-0 contro gli olandesi del al Geoffroy Guichard nel 1979, o quella sui tedeschi dell'Ovest dell' (5-0) al Volksparkstadion nel 1980 e, sempre nella stessa stagione, il 7-0 sia al Geoffroy Guichard che al Magnum Areena contro i finlandesi del , il Saint-Étienne non supera mai i quarti di finale.

In campionato, invece, il fantasista vince il torneo del 1981. In quest'annata è dura la lotta contro il , che tallona i verdi di Saint Étienne fino all'ultima di campionato giocata contro il , dove Platini si rivela fondamentale: al 25' apre le marcature con un tiro-cross rasoterra, e al 41' raddoppia con un colpo di testa; Bernard Lacombe, a 10' dal termine, accorcia le distanze per il definitivo 2-1. In Coppa di Francia sigla 5 reti in 10 presenze, raggiungendo la finale contro il , persa per 2-1.

La stagione seguente, l'ultima con il Saint-Étienne, arriva secondo in campionato, dopo una dura lotta contro il Bordeaux e il , che diventa primo in classifica alla 32ª giornata e resiste agli attacchi delle altre due squadre assicurandosi il quarto titolo all'ultima giornata, vincendo di misura in casa contro lo . Platini arriva terzo nella classifica dei cannonieri (22 gol), dietro all'argentino Delio Onnis (29 gol) e al polacco Andrzej Szarmach (24 gol).

Nella stessa annata il Saint-Étienne arriva in finale della Coppa di Francia contro il , dove Platini ha un ruolo fondamentale: dapprima al 76' risponde a Toko che al 58' aveva siglato il vantaggio parigino, e poi al 99' porta la sua squadra in vantaggio; all'ultimo minuto del secondo tempo supplementare Rocheteau ristabilisce la parità mettendo a segno il 2-2 e portando la sfida ai tiri di rigore, dove il PSG vince 6-5. In Coppa dei Campioni il Saint-Étienne si ferma al turno preliminare, eliminato dai tedeschi dell'Est della .

Totalizza 145 partite e mette a segno 82 gol con la maglia del Saint-Étienne, vincendo un titolo francese nel 1981, il decimo e, finora, ultimo del club.

Juventus

1982-1983: capocannoniere della Serie A