Ceo () è un personaggio della mitologia greca. È il titano dell'intelletto ed il pilastro del Nord. Nella mitologia romana era conosciuto come Polus.

Genealogia

Figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la terra).

Sposò la sorella Febe che lo rese padre di Latona ed Asteria.

Il latino Igino mischia i Titani con i Giganti e scrive che Ceo (che chiama Polus ovvero il suo corrispondente romano) nacque dal Tartaro e da Gea e successivamente aggiunge che Latona ed Asteria nacquero dall'unione di Polus e Febe.

Mitologia

Associato al polo attorno al quale ruota la volta stellata (da cui il nome latino Polus), Ceo rappresentava la conoscenza della sfera celeste, dell'astronomia e dell'asse del mondo.

La Titanomachia e la prigionia nel Tartaro

Come gli altri Titani della prima generazione, durante la Titanomachia Ceo si schierò con i suoi fratelli guidati da Crono contro la nuova generazione degli dèi Olimpi ed in seguito alla loro sconfitta, Zeus lo scagliò assieme agli altri vinti nelle profondità del Tartaro, incatenandolo sotto la custodia degli Ecatonchiri.

Il pilastro cosmico del Nord e l'asse celeste

Nella suddivisione cosmologica del mondo attribuita ai Titani e prima delle Titanomachia, Ceo rappresentava il pilastro del Nord (il Polo Nord celeste) che, insieme ai suoi tre fratelli Iperione (l'Est), Giapeto (l'Ovest) e Crio (il Sud), costituiva uno dei quattro sostegni cosmici situati ai margini della Terra per tenere sollevato il cielo dalla superficie terrestre e successivamente, dopo che Zeus vinse la guerra e li imprigionò nel Tartaro, il compito di sorreggere la volta celeste fu assegnato ad Atlante (sempre da Zeus).

La discendenza e la sapienza oracolare

Insieme alla sposa Febe (personificazione della luna e dell'intelletto profetico), Ceo diede origine a una stirpe indissolubilmente legata ai culti oracolari ed alla divinazione. Attraverso la figlia Latona, Ceo divenne il nonno dei gemelli olimpici Apollo (dio della profezia e della luce) ed Artemide, mentre attraverso la figlia Asteria divenne il nonno di Ecate (dea della magia e della notte).

In questo quadro teogonico, Ceo rappresentava la conoscenza attraverso l'intelletto e l'osservazione del cielo, che unita alla saggezza profetica di Febe venne trasmessa direttamente ad Apollo e all'Oracolo di Delfi.

L'interpretazione latina

Nella letteratura latina (dove i Giganti ed i Titani erano la stessa cosa) ed in particolare nell'Eneide, viene citato come fratello della Fama e di Encelado, generati dalla Terra ed in collera con gli dèi e nell'Argonautica, Ceo viene elencato tra i prigionieri del Tartaro che, adirati per la punizione inflitta da Zeus, cercano di spezzare le catene per liberarsi ma non riesce a sopraffare le furie e nemmeno l'Idra.

Il legame con l'isola di Cos

Nel mondo romano, lo storico Tacito riporta una tradizione locale secondo cui Ceo sarebbe stato il primo abitante dell'isola di Cos. Gli abitanti dell'isola, presentandosi davanti al Senatus ai tempi dell'imperatore Claudio per chiedere l'esenzione fiscale, motivarono la richiesta ricordando che Ceo aveva dimorato lì e che nell'isola era nata sua figlia Latona. Questa associazione fu favorita anche da un gioco etimologico che legava il nome del Titano () alla grafia alternativa ed al toponimo dell'isola ().

Note

Voci correlate Divinità della conoscenza

Collegamenti esterni

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