Si unì al Partito Comunista Romeno nel 1953 e divenne membro del suo Comitato Centrale nel 1965. A partire dal 1971 ne fu progressivamente emarginato da Nicolae Ceaușescu per divergenze ideologiche. Fino al 1989 rivestì numerosi incarichi istituzionali nel quadro della Repubblica Socialista di Romania.
Ha avuto un ruolo di primo piano nella rivoluzione romena del 1989, riuscendo a diventare capo del Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, nuovo organo di potere provvisorio istituito dopo la fuga di Ceaușescu da Bucarest.
Nel maggio 1990 è stato eletto primo presidente della Romania post-Ceaușescu per un mandato di due anni. Dopo la promulgazione della nuova costituzione, è stato rieletto per altri due mandati di quattro anni ciascuno (1992-1996 e 2000-2004), intervallati dalla presidenza di Emil Constantinescu, che lo ha sconfitto alle elezioni del 1996. Da capo di Stato ha promosso una graduale transizione del Paese all'economia di mercato, con una speciale attenzione alle misure di protezione sociale per la popolazione. Nel 2004 durante la sua presidenza la Romania ha aderito alla NATO.
Presidente fondatore del Fronte di Salvezza Nazionale (1990), presidente del Partito della Democrazia Sociale di Romania (1997-2000) e presidente d'onore del Partito Social Democratico (dal 2006), Iliescu è ampiamente riconosciuto come una figura predominante nei primi quindici anni di politica rumena successivi alla rivoluzione...
Tra il 1996 e il 2000 e tra il 2004 e il 2008, anno del suo ritiro dalla vita politica, è stato anche senatore e capogruppo del proprio partito in parlamento.
Il 13 giugno 2017 è stato inquisito al fianco di Petre Roman, Gelu Voican Voiculescu, Virgil Măgureanu, Miron Cozma e altri imputati per crimini contro l'umanità nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sulla mineriada del giugno 1990. Nel 2018 è stato rinviato a giudizio per lo stesso reato nell'ambito dell'inchiesta sulla rivoluzione romena.
Biografia Famiglia Il nonno paterno, Vasili Ivanovici, era un ebreo bolscevico fuggito dall'Impero russo perché perseguito dalle autorità zariste. Intorno al 1895 si stabilì ad Oltenița e cambiò nome in Iliescu. Ebbe quattro figli (Alexandru, Eftimie, Aristița e Verginia).
Ion nacque da Alexandru Iliescu e Maria Dumitru Toma, sposatisi il 14 luglio 1929. Il padre ebbe un figlio anche da un'altra relazione extraconiugale, Eugen. La madre, una bulgara di origine rom, come dichiarato da Ion Iliescu, abbandonò la famiglia quando questi aveva un anno, sposando un altro uomo.
Il padre era un lavoratore della CFR, sindacalista e membro del Partito Comunista Rumeno (PCR), allora operante nell'illegalità. Nel 1931 rappresentò il partito al V congresso del PCR tenutosi a Gorikovo, nelle vicinanze di Mosca, ma non fece ritorno in Romania prima del 1935. Nel 1937 fu arrestato per la sua militanza politica ritenuta sovversiva.. Scontò la pena al carcere di Jilava (nel 1939) e nei campi di lavoro di Caracal e Târgu Jiu (dal giugno 1940 all'agosto 1944), dove entrò in conflitto con Gheorghe Gheorghiu-Dej, che lo espulse dal partito. Nel 1940 sposò Maria P. Iliescu, con cui ebbe due figli, Crișan e Mihai. Alexandru Iliescu morì nel 1945, quando Ion era quindicenne.
Ion Iliescu fu cresciuto dai nonni paterni e dalla matrigna, mentre nel 1939 fu adottato dalla zia Aristița, cuoca presso la residenza dell'attivista comunista Ana Pauker, che lo aiutò a studiare a in Unione Sovietica. Durante gli anni del regime fu spesso accompagnato negli eventi ufficiali dalla matrigna, mentre i dettagli riguardanti la madre naturale vennero resi noti solamente negli anni novanta.
Studi Compì gli studi primari tra la natia Oltenița e Bucarest, per poi completare il percorso ginnasiale e liceale presso le scuole "Polizu", "Spiru Haret" e "Sfântul Sava" della capitale rumena. Si laureò in idrotecnica all'Università Politecnica di Bucarest nel 1950 e si specializzò in gestione delle risorse idriche ed ecologia presso l'Istituto di ingegneria elettrica di Mosca, dove concluse gli studi quattro anni più tardi..
Nel 1955 lavorò come ingegnere all'Istituto per gli studi e i progetti energetici di Bucarest.
Morte Muore il 5 agosto 2025 alle 15:55 ora locale, all'età di 95 anni a Bucarest, a causa di un cancro ai polmoni di cui già soffriva e per cui era stato ricoverato a giugno dello stesso anno.
Carriera politica Sotto il regime comunista Militanza politica nelle associazioni studentesche
Membro dell'Unione dei Giovani Comunisti (UTC) dall'agosto 1944, nel 1947 venne mandato in Albania nel quadro delle brigate del lavoro "Vasile Roaită" impegnate nel cantiere ferroviario nazionale. Nel 1948 fu promosso a responsabile dell'Unione delle associazioni degli allievi della Romania (UAER) e il 21 marzo dell'anno successivo entrò nel comitato centrale dell'UTC. Nel 1950, dopo il suo trasferimento per studi in Unione Sovietica, divenne segretario del comitato degli studenti rumeni in URSS. In tale periodo avrebbe conosciuto Michail Gorbačëv, ma Iliescu negò sempre di aver avuto contatti con il politico sovietico.
Si iscrisse ufficialmente al Partito Comunista Rumeno (PCR) nel 1953.
Il 1º marzo 1954 assunse l'incarico in seno all'ufficio esecutivo del comitato centrale dell'UTC, in cui rimase fino al 28 marzo 1960. In questo periodo rappresentò l'organizzazione all'Unione internazionale degli studenti di Praga (a partire dal giugno 1956) e presiedette il comitato di coordinamento delle associazioni studentesche della Repubblica Popolare Rumena (dall'agosto 1956). Nel 1956 fu promosso a segretario del comitato centrale dell'UTC. Tra il 1957 e il 1959 fu anche presidente dell'Unione delle associazioni studentesche della Romania (UASR).
Membro del Comitato centrale del PCR Nel 1957 ottenne la prima elezione a deputato della Grande Assemblea Nazionale, come rappresentante per Bucarest. Il mandato si esaurì nel 1961. Fu deputato in altre quattro legislature: dal 1965 al 1969 (eletto nella circoscrizione di Huedin), dal 1969 al 1973 (Oltenița), dal 1975 al 1980 (Pașcani) e dal 1980 al 1985 (Odobești). A livello parlamentare fu segretario del comitato dirigente del gruppo rumeno di unione interparlamentare (1965) e membro della commissione istruzione, scienza e cultura (1975).
Lasciate le funzioni nell'organizzazione giovanile del partito, nel 1960 fu trasferito in qualità di direttore aggiunto alla sezione di propaganda del comitato centrale del PCR. Due anni più tardi divenne capo della sezione istruzione e sanità della direzione di propaganda e cultura. Il 31 marzo 1965 ottenne l'incarico di capo dell'intera sezione di propaganda.
Vicino a Nicolae Ceaușescu, eletto segretario generale del PCR nel luglio 1965, fu da questi supportato per l'assunzione di ulteriori incarichi di rilevanza. Il 23 luglio 1965 divenne membro supplente del comitato centrale del partito, per poi essere elevato al grado di titolare al congresso del 12 agosto 1969. Tra questa data e il 28 novembre 1974 fu anche supplente in seno al suo comitato esecutivo.
Il 9 dicembre 1967 fu nominato primo segretario del comitato centrale dell'UTC, posizione che comportava la contemporanea assegnazione della guida del ministero della gioventù del governo di Ion Gheorghe Maurer, rimanendo in carica fino al 20 marzo 1971. L'11 febbraio 1971 ottenne la designazione a membro della segreteria centrale del PCR responsabile per la propaganda e l'educazione, che conservò per cinque mesi fino al 15 luglio 1971.
Conflitto con Ceaușescu
Nel luglio 1971 Ceaușescu gli rimproverò degli errori nella gestione dell'UTC, accusandolo di deviazionismo e rimproverandolo di favorire l'intellettualismo dei quadri dirigenti a discapito dello spirito operaio, principio che avrebbe dovuto ispirare la gioventù comunista.. Iliescu contestò la rivoluzione culturale basata sul modello asiatico voluto dal capo del partito dopo le tesi di luglio.. Per tale motivo fu gradualmente escluso dalla vita politica del regime e gli furono assegnati incarichi di minor prestigio.
Estromesso dalla segreteria generale del PCR, tra il 1971 e il 1974 fu segretario per i problemi di propaganda del comitato distrettuale e vicepresidente del consiglio distrettuale di Timiș. Tre anni più tardi fu incaricato dei ruoli di primo segretario del comitato distrettuale e di presidente del comitato esecutivo del consiglio popolare del distretto di Iași, posizione rivestita dal 9 novembre 1974 al 21 agosto 1979.
All'XI congresso del novembre 1974 riuscì a conservare il ruolo di supplente nell'ufficio politico esecutivo del comitato centrale per il quinquennio successivo. A livello centrale dal 29 novembre 1974 fu anche membro supplente del consiglio di Stato. Il 28 novembre 1979 non gli fu confermato l'incarico nel comitato politico esecutivo del PCR.
Il 2 aprile 1979 venne nominato membro titolare del consiglio di Stato, mandato che mantenne fino al 20 marzo 1980. Presidente del consiglio nazionale delle acque dal 28 agosto 1979 al 17 marzo 1984, in occasione del XIII congresso del PCR del novembre 1984 fu escluso per la prima volta dal 1969 dal comitato centrale del partito. L'ultima funzione rivestita durante il regime fu quella di direttore della casa editrice tecnica del PCR, dal marzo 1984 al dicembre 1989.
Per via del suo ruolo di opposizione al modello politico di Ceaușescu, fu considerato da parte dell'elite culturale del partito un suo possibile successore e per tale ragione negli anni ottanta fu sottoposto alla sorveglianza della polizia politica rumena, la Securitate. Secondo il quotidiano România liberă, che riprendeva una notizia diffusa da Paris Match, in occasione della visita di Michail Gorbačëv in Romania del luglio 1989, Ceaușescu lo inviò fuori Bucarest per prevenire ogni contatto tra i due Riprende Paris Match.
Rivoluzione romena del 1989
Il 22 dicembre 1989, in seguito alla fuga di Ceaușescu da Bucarest, i rivoluzionari occuparono diverse istituzioni della capitale rumena, come il palazzo del comitato centrale del PCR, il ministero della difesa e la sede della televisione nazionale.. Contestualmente diversi gruppi si organizzarono spontaneamente per prelevare la gestione degli organi di Stato. Uno di questi fu quello guidato dagli ex primi ministri Ilie Verdeț e Constantin Dăscălescu che, però, non ricevette il sostegno della popolazione e dell'esercito.. Ion Iliescu, invece, fu a capo di un ulteriore gruppo di cui facevano parte dissidenti comunisti che si erano opposti a Ceaușescu, la cui autorità fu riconosciuta dal ministro della difesa Victor Atanasie Stănculescu nel pomeriggio del 22 dicembre 1989..
Negli anni successivi i sostenitori della teoria del colpo di Stato propugnarono l'idea che Iliescu e il suo entourage avessero pianificato una sollevazione contro Ceaușescu già prima della rivoluzione. Secondo l'ex ministro della difesa Nicolae Militaru tale piano avrebbe dovuto avere luogo nel febbraio 1990, ma gli eventi della rivoluzione ne avrebbero accelerato la realizzazione. Iliescu rigettò ogni congettura, affermando che la rivoluzione era stata frutto della volontà popolare, mentre la natura repressiva del regime non avrebbe permesso la pianificazione di un colpo di Stato.
In tale contesto, alle 23:00 del 22 dicembre 1989 il gruppo formatosi intorno a Iliescu emise un comunicato che annunciava la creazione di un nuovo organo di potere, il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale (CFSN), che si autodefiniva come la prima struttura provvisoria del nuovo ordine rivoluzionario, il cui scopo era quello di instaurare una democrazia liberale che rimpiazzava il precedente regime. Tra i membri del Consiglio figuravano ex militanti comunisti, intellettuali e militari. Un documento rinvenuto nel 2010 nell'archivio del ministero degli esteri della Polonia riportava che il 23 dicembre Iliescu e l'ideologo del CFSN Silviu Brucan si fossero rivolti all'URSS perché inviasse un aiuto militare in Romania per sostenere la causa del nuovo organo.