Le elezioni parlamentari in Iraq del 2021 si sono svolte il 10 ottobre per il rinnovo del Consiglio dei rappresentanti, il parlamento del paese.
Esse furono indette in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista per il 2022, a causa di numerose manifestazioni che si svolsero dall'ottobre 2019 contro la corruzione del governo, l'assenza dei servizi pubblici basilari e di sicurezza e la disoccupazione, sviluppatesi successivamente in vere e proprie insurrezioni popolari a Baghdad e nel sud, che portarono a forti repressioni da parte della polizia, e alle dimissioni del premier Adil Abdul-Mahdi il 30 novembre 2019, cui è succeduto, il 7 maggio 2020, Mustafa Al-Kadhimi, il quale ha infine indetto le elezioni, poi rinviate a ottobre.
Le elezioni, sebbene abbiano visto la vittoria relativa del Movimento Sadrista, giunto primo con 73 seggi, hanno tuttavia anche determinato un forte astensionismo ed una grave situazione di frammentazione e stallo politico, cosa che, a sua volta, ha portato a multipli assalti alle istituzioni, a violenti scontri di piazza e ad una crisi politica di ben 11 mesi, conclusasi solo con l’elezione, alla fine del 2022, di Abdul Latif Rashid alla Presidenza e di Mohammed Shia' Al Sudani alla carica di Primo ministro.
Sistema elettorale Per le elezioni del Consiglio dei rappresentanti (la camera bassa del Parlamento iracheno, il quale tuttavia opera come de facto come monocamerale per via della mai avvenuta costituzione della camera alta, la “Camera della Federazione”), la legge elettorale irachena prevede l’applicazione, dopo l’attuazione di una riforma successivamente alle proteste, di un sistema elettorale basato sul voto singolo non trasferibile in 83 collegi plurinominali.
In aggiunta, peculiarità della legge sono la garanzia di una quota del 25% dei seggi riservata alle donne e la garanzia di 9 seggi riservati alle minoranze religiose o etniche (di cui 5 per i cristiani assiri ed uno ciascuno per mandei, yazidi, shabak e curdi feyli, quest'ultima minoranza aggiunta dal Consiglio nel febbraio 2018).
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2021 Iraq