La processione dei Misteri è una processione religiosa che si svolge a Trapani dal Venerdì al Sabato santo, da oltre 400 anni. L'origine è spagnola e, infatti, ha analogie importanti con le celebrazioni andaluse. La manifestazione è nota anche oltre i confini della Sicilia.
La processione, composta da 20 gruppi scultorei (Misteri), ha inizio alle 14 del Venerdì santo per concludersi, oltre ventiquattro ore dopo con una pausa notturna, il Sabato santo. La processione che - oggigiorno - parte dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio, percorre le principali vie cittadine. Essa rappresenta una ricostruzione della "Via Crucis".
Storia A Trapani, nel periodo della dominazione spagnola della Sicilia, fu la Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo (oggi Confraternita di San Michele Arcangelo), che nei primi anni del XVII secolo provvide alla costruzione degli originali gruppi statuari, affidando tale incarico agli artisti trapanesi.
La data di inizio della processione non è certa, ma si conosce la data del più antico atto di concessione: il 20 aprile 1612, quando si affidò ai poveri jurnaleri (lavoratori a giornata), il gruppo dell'Ascesa al Calvario. Gli ultimi gruppi realizzati dai maestri trapanesi videro la luce nel 1772, anno in cui la processione divenne simile a quella odierna ma accompagnata da cantori, a partire dalla metà dell’800 sostituiti dalle bande musicali.
La Confraternita ideò e organizzò inoltre le " scinnute " nei Venerdì quaresimali, nella Chiesa di San Michele Arcangelo.
I gruppi dei Misteri dal 1961 sono custoditi durante l'anno nella chiesa del Purgatorio. Il 26 dicembre 1974 vennero rinnovate le norme dello Statuto-Regolamento con l’approvazione da parte del vescovo Ricceri (auspice l’avv. Mario Serraino, ex sindaco di Trapani)
Nel 2020 vescovo e sindaco di Trapani hanno deciso l'annullamento della processione a causa della pandemia del Covid-19, evento che non accadeva dalla seconda guerra mondiale.
Terminato lo stato di emergenza covid il 31 marzo 2022, e dopo l'esito positivo al ritorno delle Processioni in Sicilia, della Conferenza Episcopale Siciliana, hanno permesso il regolare svolgimento della Processione dal venerdi 15 al sabato 16 aprile 2022.
La Confraternita Dal 1539 al 1582 la Confraternita di San Michele ebbe sede nell'edificio annesso alla chiesa di San Michele, sino a quando non dovette cedere, su decisione del Senato cittadino, tale edificio ai padri Gesuiti che erano giunti a Trapani nel 1561.
La Confraternita del Sangue Preziosissimo di Cristo aveva introdotto l’usanza di rievocare le scene della Passione di Gesù. L’unione con la Confraternita di San Michele Arcangelo avvenne nell’anno 1646.
La fusione (“Societatis Pretiosissimi San/guinis Christi ac Misteriorum eiusdem ac etiam/Sancti Michaelis Archangeli in una reducte...") comportava l’adozione di un nuovo vestimento nelle cerimonie ufficiali: un sacco di tela di colore rosso con mantello e visiera bianca (1649). Dopo la fusione i due Sodalizi assunsero la denominazione ufficiale di: "Venerabilis et devota Societas Pretiosissimi Sanguinis Christi et Sancti Michaelis Archangeli".
I Misteri
I Misteri sono la rappresentazione artistica della passione e morte di Cristo; in totale sono 20 gruppi sacri, di cui due simulacri di Gesù Morto nel sepolcro e di Maria Addolorata. Tra gli artisti trapanesi che si cimentarono con queste rappresentazioni si ricordano Mario Ciotta, Baldassare Pisciotta, Antonio, Francesco e Domenico Nolfo, Giuseppe Milanti e Giacomo Tartaglia.
Furono concessi in affidamento, tramite atti notarili, dalla "Confraternita di San Michele Arcangelo" (che istituì il rito) alle maestranze locali, con l'impegno di curarne l'allestimento, la vigilanza e l'uscita in processione il Venerdì Santo.
Diverse sono le usanze proprie della processione.
Anzitutto i gruppi vengono ancora trasportati a spalla dai Massari con un movimento del tutto caratteristico, se non unico della processione dei misteri trapanesi: lannacata (siciliano, litt. cullare da naca, culla). La vara, quindi, così si chiama l'insieme della struttura che comprende anche il gruppo scultoreo, viene fatta oscillare dai portatori a destra e a sinistra mentre il gruppo procede in avanti lentamente (tre passi avanti, due indietro). Questo movimento viene tuttora utilizzato dai portatori per alleggerire il peso della fatica e per seguire il ritmo scandito dalle note delle marce funebri, quasi a voler far assumere al gruppo sembianze di movimento. Al momento del rientro della processione in chiesa l'annacata di ogni gruppo assume un particolare significato: prima che ogni gruppo varchi definitivamente il portone della chiesa, le annacate si enfatizzano e si allungano, il tutto quasi a rendere più straziante e patetico il rientro della processione.
Altro elemento che caratterizza la processione dei Misteri trapanesi è la ciaccula, un vero e proprio strumento musicale a percussione che detta e svanisce i tempi della processione. È uno strumento molto simile alla castañuela delle processioni spagnole ed entrambi questi strumenti vengono considerati affini alle famose nacchere, a sottolineare l'influenza della dominazione spagnola per la nascita dei Misteri trapanesi. Utilizzare la ciaccola è prerogativa del "caporale", il capo dei massari ossia i portatori a spalla, o di un altro esponente di spicco del ceto. Il “caporale" percuotendo la ciaccola impartisce i comandi attraverso i quali il gruppo viene sollevato o abbassato. Per la cosiddetta aisata (siciliano, litt. alzata) viene battuto un primo colpo di ciaccula per segnalare ai massari di posizionarsi sotto le aste e un secondo colpo invece per dare il via al movimento del gruppo.
Altra tradizione è, poi, quella dellattunniata o vutata (siciliano, litt. girata), ossia il movimento che i massari compiono col gruppo girandolo nella direzione di una persona nota, possessore di un'attività commerciale legata ai ceti che curano il gruppo durante il tragitto della processione. La vara, quindi, durante la processione viene girata verso il prescelto o la prescelta quasi come un saluto o un ringraziamento per una qualche offerta ricevuta, la picaccia.
Maestranze I sacri gruppi statuari dei Misteri sono custoditi e conservati dentro la Chiesa delle Anime del Purgatorio e le Maestranze ne curano la processione che si svolge il Venerdì santo lungo le strade cittadine. Le Maestranze (termine etimologico "moltitudine di mastri" ovvero "Maestri d'arti manuali") fecero parte della processione fin dalle origini, da quando la Confraternita di San Michele Arcangelo affidò alle singole categorie con degli atti di concessione la cura dei Gruppi Sacri in occasione del Venerdì santo di Trapani.
Le Maestranze avevano l'obbligo di partecipare alla processione sotto la diretta partecipazione o supervisione del Senato, grazie al quale, come afferma Burgio, la processione raggiunse "tale stato di bellezza e di convenienza che già si rende l'ammirazione degli esteri e il compiacimento dei paesani".
La competente Confraternita invitava il Senato ad emanare il Bando di partecipazione a carico delle maestranze inadempienti [v. sotto].
Attorno all'Ottocento, non furono più direttamente le maestranze a portare in spalla il Gruppo secondo la tradizione, ma affidarono questo oneroso compito ai Massari.
A ciascuna di esse si concesse «in uso» un "mistere" mediante la stipula di atti notarili rogati fra il 1612 e il 1782, nel cui contenuto emergeva il diritto-dovere di condurre il proprio gruppo in processione, di abbellirlo a proprio "piacimento", di intervenire loro stesse alla suddetta, ecc. Tali condizioni erano veramente importanti come dimostra il bando promulgato dal Senato di Trapani il 10 aprile 1727 riportato integralmente (il primo bando del senato trapanese risale al 1696):
Le Maestranze (cioè le Corporazioni di arti e mestieri) sono state abolite dai Borboni nel 1821 dopo le insurrezioni in Sicilia del 1820-21. Con la scomparsa delle Corporazioni artigiane i ceti succedettero alla cura. Nel 1974 è nata l'Unione Maestranze che raggruppa 22 tra ceti, categorie e mestieri, che curano le processioni della settimana santa a Trapani.
Descrizione dei Gruppi statuari Le 20 vare dei Gruppi statuari dei misteri sono suddivise in 18 gruppi e due simulacri (il Sepolcro con il Cristo morto e l'Addolorata), che rappresentano le varie stazioni della Via crucis.
La Separazione ('A Spartenza) : La Separazione è il gruppo che apre la processione del venerdì Santo trapanese, affidato al ceto degli orefici. L’opera scultorea, attribuita a Mario Ciotta, artista trapanese, raffigura un momento non citato nei Vangeli ma pur sempre carico di rappresentazione attraverso il silenzio dei protagonisti e l’intensità espressiva dei volti. L'autore volle raffigurare l'attimo immaginario in cui Gesù, consapevole del suo tragico destino, si separa dalla Madre e dall'apostolo Giovanni. Si può notare la differenza delle dimensioni di Gesù leggermente più basso rispetto alle altre figure, come se l’autore volesse mettere in risalto l’enorme dolore della madre e dell’apostolo. I personaggi che simmetricamente fanno “ala” a Gesù, sono quelli che hanno avuto un ruolo importante nella sua vita: Maria la madre, Giovanni l’apostolo prediletto, presente nei momenti più significativi, l’unico dei discepoli a rimanere presso la croce fino alla morte di Gesù e al quale questi affidò la madre prima di morire. Maria è raffigurata secondo i canoni iconografici tradizionali: con la veste rossa, che sta ad indicare la sua umanità, e il manto azzurro, simbolo della divinità della quale si è ricoperta, divenendo la madre di Cristo. Questi, figlio di Dio e per tanto di natura divina, simboleggiata dalla veste azzurra, al contrario si è fatto uomo e quindi ricoperto di un manto rosso. Si ritiene che questo gruppo della ”Licentia” non sia l’originale affidato dalla Società del Preziosissimo Sangue agli argentieri e che soltanto dopo la fusione della Compagnia con la Confraternita di San Michele la maestranza poté eseguire il rifacimento dell'opera scultorea. Infatti, sembra che rispetto all’originale sia stata aggiunta la figura di Giovanni, secondo quanto viene riportato nell’atto di affidamento: “.. ut diticitur della Licenza che domanda Cristo a Maria Vergine”, dove non viene assolutamente menzionato l’apostolo. Il gruppo scultoreo che oggi ammiriamo in processione è attribuito a Mario Ciotta, artista trapanese che visse tra la fine del XVII secolo e la prima metà XVIII. Esso viene conosciuto a Trapani come ”A’ Spartenza“, a cura del ceto degli Orefici. L’atto di concessione alla categoria degli argentieri (ars aurificum) risale al 6 aprile 1621 rogato dal notaio Diego Martini Ximenes, con la sola e unica condizione che nessun altro gruppo avrebbe mai potuto precederlo in processione. Circa cent’anni prima la stessa categoria occupava il diciassettesimo posto nella processione del Cero o del Cereo. Non vi è di questo episodio alcun esplicito riferimento negli scritti canonici. Tuttavia, i numerosi scritti apocrifi ci permettono di formulare svariate ipotesi, tra le quali prevale quella che vuole che Gesù abbia preso congedo da Maria e da Giovanni . Vista l’evoluzione sociale e la quasi scomparsa degli Orafi e degli Argentieri, attualmente si sono aggiunti alla categoria i Gioiellieri, gli Orologiai e gli esercenti di attività commerciali di articoli da regalo con licenza di preziosi. Fino ad alcuni anni fa il gruppo Sacro della Separazione o Licenza veniva preceduto dalla Processione della Confraternita di San Michele Arcangelo; oggi questo Gruppo Sacro ha invece una Processione propria e viene preceduto soltanto dai tamburi e stendardi dell'Unione Maestranze.