Carcassonne (AFI: ; in occitano: Carcassona AFI :; in italiano storico: Carcassona o Carcasciona) è una città francese situata nel dipartimento dell'Aude, del quale è capoluogo, nella regione dell'Occitania. È famosa per la ricostruzione ottocentesca della sua cittadella fortificata in stile medievale: quest'ultima è stata nominata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1997.
Occupata fin dal Neolitico, Carcassonne si trova nella piana del fiume Aude, tra due grandi tratte stradali che collegano l'Atlantico al mar Mediterraneo e il Massiccio Centrale ai Pirenei.
Geografia fisica
Territorio
Carcassonne si trova nel sud della Francia, a 62 km di distanza da Narbona, 95 da Tolosa, 152 da Montpellier e 304 da Barcellona. La sua posizione strategica sulla rotta tra il mar Mediterraneo e l'Oceano Atlantico è nota fin dal Neolitico. La città si trova in un corridoio tra le montagne Noire a nord e il massiccio di Corbières a est, la piana di Lauragais a ovest e la valle dell'Aude a sud. La pianura è costituita da depositi recenti portati dall'Aude e provenienti dai Pirenei, nello specifico della molassa di Carcassonne, caratterizzata da un'alternanza di arenarie, conglomerati e marne arenarie fluviali risalenti all'Eocene. Da un punto di vista sismologico, la zona rientra nella fascia di grado 1, ovvero quella esposta a rischi molto bassi. La regione naturale in cui rientra il luogo è chiamata in lingua francese Carcassès o Carcassonnais.
La superficie del comune è pari a 65 km², una cifra alta se confrontata ai tanti piccoli comuni dell'Aude. La città è attraversata dall'Aude, dal Fresquel e dal canal du Midi. Si suole per convenzione suddividere in due l'insediamento, con la città bassa che occupa le rive del fiume a ovest e la città alta (o Cité) che occupa la collina che domina l'Aude. Il centro urbano si sviluppa su un piccolo altopiano formato dall'erosione causata dell'Aude a circa 150 m di altitudine sopra la città bassa, con quest'ultima che si trova a 100 m s.l.m. e nei pressi del corso d'acqua.
Idrografia
L'Aude giunge a Carcassonne dopo il suo viaggio a quote più alte nelle gole dell'altopiano che deve a lui il nome. Una volta sceso verso altitudini minori, transita per Païcherou, costeggia il cimitero di Saint-Michel, quindi si separa in due bracci formando un'isola chiamata isola del re (Ile du Roy). Quattro ponti consentono di attraversarlo: il Garigliano, il ponte Vecchio, accessibile solo ai pedoni, il ponte Nuovo e quello dell'Avvenire. Il Canal du Midi, invece, scorre a nord della città, tra la stazione locale e il giardino André-Chénier, adiacente alla bastide di Saint-Louis.
Clima La stazione meteorologica di Carcassonne-Salvaza misura quotidianamente diversi parametri meteorologici dal 1948. Tuttavia, misurazioni più o meno regolari avvengono dal 1849, su iniziativa di Don de Cépian, un ingegnere del dipartimento che collocò un pluviometro a Carcassonne. Grazie a tali dati, è stato possibile ricostruire le condizioni meteorologiche alla fine del XIX secolo.
Secondo la classificazione di Köppen, il clima è di tipo "cfa", ovvero temperato umido con estate calda (è il caso, per esempio, della pianura padana). Questa condizione è diversa dalla Francia metropolitana, trattandosi nel caso di Carcassonne di una "località di transizione": la città non ha infatti un clima mediterraneo propriamente inteso (csa) ma neanche uno interno. La temperatura media annuale è pari a 13,7 °C; in inverno, si aggira intorno ai 5 °C, mentre a luglio si superano di norma i 22,5, con piogge distribuite in maniera uniforme (specie tra ottobre e maggio) durante tutto l'anno, eccezion fatta per luglio. Le grandinate estive sono particolarmente temute dai proprietari di vigneti.
Il record di temperatura massima mai registrata risale al 13 agosto 2003 ed era pari a 41,9 °C, mentre la minima assoluta venne misurata il 15 febbraio 1956 e si attestava intorno a -13,6 °C.
La neve cade occasionalmente, in media sette giorni all'anno tra dicembre e marzo. Pare che un manto dallo spessore di un metro si fosse posato a Carcassonne durante l'inverno del 1913/1914, ma la veridicità del dato appare secondo taluni discutibile. Il 13 gennaio 1981, si registrarono 55 cm di neve in città. Durante l'inverno 2009/2010, Carcassonne vide per 20 giorni la neve resistere sul terreno, un evento che non accadeva da più di 50 anni. Il vento rappresenta un fattore non trascurabile a Carcassonne, registrandosi una media di oltre 117 giorni all'anno di venti superiori a 55 km/h. Si tratta perlopiù di correnti secche provenienti da nord o nord-ovest (cers).
Carcassonne affrontò diverse inondazioni dall'Aude nel 1872 nel 1875, nel 1891 e nel 1940. Le alluvioni del 1891 risultano tra le principali con un innalzamento del livello delle acque di otto metri, che invasero tutta la parte inferiore del città. Nell'agosto del 1912, Carcassonne venne colpita da una tromba d'aria che causò ingenti danni: platani tagliati, tetti divelti, ecc.
Origini del nome
Il nome della località è attestato nella forma Carcaso nel De bello gallico di Giulio Cesare, così come la riporta Claudio Tolomeo (Καρχασω), mentre Plinio il Vecchio cita la località in un passaggio in cui riporta Carcaso Volcarum Tectosage.
La radice deriva dal pre-indoeuropeo * kar, ovvero 'pietra', e * kass, un possibile termine di origine gallica che costituisce la radice della parola quercia (in francese chêne): cass-anos, la versione in lingua d'oc del termine casse con cui si indicava "peduncolo di quercia", potrebbe avere la medesima origine. È altrettanto plausibile che in seguito il suffisso sia gallico che latino -ona sopravvisse francesizzandosi.
Nell'occitano moderno, il nome della città resta invariato rispetto alla sua forma latina, ovvero Carcassona.
Storia
La storia di Carcassonne è direttamente legata a quella della città vecchia. Fu nel 1247 che la città si espanse, con la creazione della città bassa o bastide ad opera di Luigi IX.
Diversi chilometri a sud della città, sopravvivono cinque resti più o meno conservati di castelli medievali (Termes, Aguilar, Quéribus, Peyrepertuse e Puilaurens), indicati come i "cinque figli di Carcassonne".
Preistoria e storia antica
Nel Neolitico il sito originario di Carcassonne era sull'altopiano di Carsac (a circa due chilometri a sud della città medievale), dove ora passa l'autostrada A61. Intorno al VI secolo a.C., i suoi abitanti si trasferirono e si stabilirono sullo sperone roccioso dominato oggi da questa stessa città dando vita a un oppidum. Le attività commerciali e agricole apparivano fiorenti e gli scambi di oggetti coinvolgevano realtà lontane, ovvero Etruschi, Greci e Cartaginesi.
In quanto insediamento tra i più vivaci situato a ridosso del fiume Atax (oggi Aude), Plinio il Vecchio è tra i primi a citare il luogo riportandolo come Carcasum (il nome ufficiale della città era Julia Carcaso).
Nel III secolo a.C., il luogo passò sotto il dominio dei Volci Tectosagi. Nel 118 a.C., data della creazione della città portuale di Colonia Narbo Martius, la regione passò senza combattimenti sotto la dominazione romana. Nel 70 a.C., assume il ruolo amministrativo di provincia.
Dal 14 d.C., la via Aquitania che collegava Narbo Martius a Burdigala attraversava proprio Julia Carcaso. A quel tempo l'oppidum cessò di esistere e la città aperta di epoca gallo-romana, con una pianta a scacchiera, rimpiazzò le precedenti costruzioni, con la costruzione di edifici anche nella pianura adiacente.
Tra il 234 e il 285, l'impero romano attraversò una prolungata crisi che comportò l'anarchia militare, di cui beneficiarono i barbari che scagliarono saccheggi e incursioni su vasta scala in Gallia. Si decise di costruire una barriera lunga oltre un chilometro comprendente più di trenta torri difensive.
L'Itinerarium Burdigalense menziona la città nel 333 con il nome di Castellum Carcasonne.
Storia medievale
I Visigoti si stabilirono nella regione nel V secolo. Intorno al 507, i Franchi conquistarono la Gallia e Tolosa, con i combattimenti contro i Visigoti che ebbero luogo anche a Carcassonne. Desiderio di Aquitania morì infatti sotto le sue mura nel 587, mentre nel 589 un esercito franco guidato da Gontrano uscì sconfitto con 5.000 morti e 2.000 prigionieri.
Nel 533, vide la luce la diocesi di Carcassonne e Narbona. Recaredo I si convertì al cattolicesimo nel 589, comportando una distensione nelle relazioni tra Visigoti e Franchi.
Nel 711, i musulmani sbarcarono presso la rocca di Gibilterra, conquistarono la Spagna in meno di cinque anni e il wali (governatore) Anbasa ibn Suhaym al-Kalbi giunse ad assediare Carcassonne già nel 725. La città cadde rapidamente e venne ribattezzata Qarqshuna, mentre il suo conquistatore si spingeva altrove nella Francia odierna. I suoi abitanti furono costretti a cedere metà delle loro proprietà agli invasori: con scopi essenzialmente strategici, in situ si insediò un presidio di Mori. Pipino il Breve espugnò la città nel 759, ma incursioni e saccheggi devastarono la regione fino a quando non giunse Carlo Magno.
Nei testi scritti fanno la loro comparsa i nomi Carcasona o Carcassione con riferimento all'insediamento.
Dama Carcas
Vuole una leggenda totalmente frutto di fantasia coniata nel Cinquecento che, al tempo in cui la città si trovava nelle mani dei saraceni, ovvero nel IX secolo, l'imperatore Carlo Magno l'avesse fatta assediare per conquistarla, e avesse ordito l'assassinio di re Balaad (o Balaak), che allora regnava sulla città. La sua vedova, che rispondeva al nome di Dama Carcas, non risolvendosi ad abbandonare la città, decise di prendere lei stessa le redini dell'esercito e di proseguire la battaglia contro Carlo Magno: per un lustro, le battaglie si susseguirono sotto le mura cittadine, decimando a poco a poco le truppe saracene, ma Dama Carcas inventò mille stratagemmi per far credere al condottiero avversario che la città traboccasse ancora di soldati e di ricchezze.
Alla fine, quando ormai i viveri erano quasi esauriti, Dama Carcas ebbe l'idea di far ingurgitare a un maiale quel poco di grano che ancora era rimasto nelle riserve cittadine, e di gettare la povera bestia dalle mura, in mezzo all'esercito nemico. Il trucco ebbe successo, e i soldati dell'Imperatore, credendo che la città avesse ancora cibo in abbondanza da poter sprecare persino un maiale, levarono l'assedio e si ritirarono. Nel riconoscere la fine della guerra, Dama Carcas esultò talmente da far suonare le trombe cittadine. E la leggenda narra che i soldati di Carlo Magno, udendo il frastuono, si voltarono e gridarono: "Carcas sonne!" ("Carcas suona!"), battezzando così definitivamente il centro urbano.
Basso Medioevo
Nel 1067, Raimondo Berengario I di Barcellona acquistò Carcassonne per 4.000 mancusi d'oro pagati ai discendenti dell'ultimo conte in carica della città, Ruggero III. Tuttavia, Raimondo Bernardo Trencavel, genero di quest'ultimo, riuscì a prendere il controllo dell'insediamento, scatenando diversi anni di guerre. Ad amplificare la gravità della situazione, esplose una rivolta degli abitanti sostenuta proprio da Raimondo-Bernardo, che cercava e ottenne il sostegno del conte di Tolosa, funzionale a riconquistare la città. Fece comunque la sua presenza un altro pretendente al potere, Ruggero II di Foix, che non riuscì però a far valere le sue pretese. Trencavel morì nel 1074 e sua moglie Ermengarda rimase in qualità viscontessa nel 1082. La struttura fortificata comitale vide la luce all'interno delle mura della città intorno al 1130, per timore di una nuova ribellione.