min|upright=1.7|Il panorama sul mare Adriatico, dalla valle dell'Albula fino alla parte settentrionale della città di San Benedetto del Tronto, scattata da contrada Barattelle (283 m s.l.m.) La città diSan Benedetto del Tronto sorge sulle rive del mare Adriatico — nel tratto di litorale denominato Riviera delle Palme — a un'altitudine media di 4 metri s.l.m. La città si sviluppa sul versante settentrionale della foce del fiume Tronto, occupando l'estremità terminale della sponda marchigiana dell'omonima vallata.
Il nucleo originario dell'abitato sorse su un modesto rilievo collinare a breve distanza dalla linea di costa, area oggi identificata con il quartiere storico del Paese Alto. Ai piedi di questa altura, lungo il corso del torrente Albula, si è sviluppato a partire dall'età moderna l'insediamento più recente, storicamente denominato Marina centro. A seguito dell'intensa espansione urbanistica registratasi tra gli anni sessanta e settanta, l'area urbana si è estesa in modo continuo lungo la fascia litoranea, congiungendosi a nord con il comune di Grottammare e delimitata a sud dal corso del Tronto.
Geografia fisica
Posizione
San Benedetto del Tronto è il comune litoraneo più meridionale delle Marche. I confini amministrativi coincidono a est con il mare Adriatico e a sud con il tracciato del fiume Tronto, che separa il territorio comunale da quello di Martinsicuro (nella regione Abruzzo); a nord il comune confina con Grottammare, mentre a ovest il territorio è delimitato dai comuni di Ripatransone, Acquaviva Picena e Monteprandone. Se i confini naturali meridionali e orientali risultano ben definiti geograficamente, le delimitazioni a nord e a ovest si inseriscono in un continuum urbano e collinare di più difficile identificazione visiva.
Territorio
Il territorio comunale si estende su una superficie di e presenta una conformazione di collina litoranea, con un'altitudine compreso fra lo zero e i s.l.m., quota massima registrata in contrada Barattelle. La linea di costa si sviluppa per lungo il litorale del Medio Adriatico.
A causa di un'intensa espansione urbanistica che ha saturato la fascia pianeggiante stretta tra il mare e le prime colline dell'entroterra, il comune si presenta altamente antropizzato. Dal punto di vista demografico si tratta del comune più popoloso della provincia di Ascoli Piceno, caratterizzato dalla maggiore densità di popolazione (pari a circa 1 850 ab./km²) e dal più alto tasso di consumo di suolo (37,68%) della regione marchigiana. Costa
La costa è bassa e sabbiosa, con un litorale lungo circa e largo fino a un massimo di 150 metri, caratterizzato da fondali che digradano molto lentamente verso il mare. La linea costiera è interrotta, oltre che dall'area del porto, solo dalle foci dei corsi d'acqua minori, che si attivano prevalentemente in concomitanza di piogge abbondanti. La spiaggia si estende senza soluzione di continuità a sud dello scalo portuale sino alla foce del fiume Tronto, mentre nel breve tratto settentrionale, lungo circa 400 metri, si salda con l'arenile di Grottammare. Lungo la fascia costiera urbanizzata si rileva una fitta successione di stabilimenti balneari e strutture ricettivo-turistiche, affiancata dalla presenza di barriere frangiflutto disposte in serie continue fino al confine comunale. Nella parte meridionale, il litorale si sviluppa per circa all'interno dell'area naturale protetta della Riserva naturale regionale Sentina.
Nel 2020 un dossier di Legambiente relativo alla situazione delle aree costiere italiane ha inserito San Benedetto del Tronto tra i primi dieci comuni in Italia per percentuale di occupazione di spiagge in concessione, registrando l'87% del litorale assegnato a 116 stabilimenti balneari; tale dato rappresenta la quota più elevata registrata nella regione Marche.
Altitudine
Il territorio comunale varia da un'altitudine minima di 0 metri (in corrispondenza della linea di costa) a una massima di 283 metri s.l.m.
Contrade
Le principali contrade collinari del territorio, disposte da nord verso sud, sono: Contrada Barattelle ( s.l.m.) — Rappresenta il punto più elevato del comune. Situata a circa 3,5 km dalla costa, segna il confine amministrativo con Acquaviva Picena. Dalla sua sommità si gode di un'ampia vista panoramica: a est il mare Adriatico e l'abitato sambenedettese, a sud-est Martinsicuro e Colonnella, a sud il borgo di Monteprandone con i massicci della Maiella e del Gran Sasso, a sud-ovest i Monti Gemelli, a ovest il Monte Ascensione e la catena dei Monti Sibillini. Contrada Santa Lucia ( s.l.m.) — Dà il nome all'omonimo quartiere. Sorge immediatamente fuori dal centro urbano, sviluppandosi da un'altitudine di s.l.m. fino a superare i 200 metri. Nelle giornate più limpide offre un'eccellente visibilità verso i massicci meridionali del Gran Sasso e della Maiella. Contrada Monte Aquilino ( s.l.m.) — È situata sulla sommità della sponda sinistra della vallata del torrente Ragnola.
Rilievi I principali rilievi collinari del territorio, disposti da nord verso sud, sono: Monte Bruciccio ( s.l.m.) — Storicamente noto in città per la tragedia del 1º aprile 1949, quando quattro bambini persero la vita a causa dell'esplosione accidentale di materiale bellico rinvenuto all'interno di una grotta. Collina della Croce ( s.l.m.) — Anticamente denominato Monte Sereno, è un modesto rilievo che costituisce uno dei punti più panoramici della città, con una visuale che spazia da Cupra Marittima a Martinsicuro. Sulla sua sommità, nel 1901, è stata eretta una monumentale croce in ferro che sovrasta l'abitato. Monte Renzo ( s.l.m.) — Rilievo situato a ridosso del quartiere Ragnola. Monte Cretaccio ( s.l.m.) — Situato nella zona meridionale del territorio comunale, fu al centro delle vicende medievali locali e delle aspre rivalità confinarie tra Ascoli Piceno e Fermo. Sulla cima si conservano i ruderi delle strutture fortificate che costituivano l'antico castello di Monte Cretaccio.
Corsi d'acqua miniatura|center|upright=3.3|Foce dell'Albula (sulla destra) miniatura|Foce del Tronto dal molo di Martinsicuro (TE) I tre maggiori corsi d'acqua che attraversano la città sono notoriamente il Tronto, l'Albula e il Ragnola.
Fiumi e torrenti I corsi d'acqua più rilevanti sono i seguenti: Fiume Tronto Torrente Albula Torrente delle Fornaci Torrente Ragnola Torrente Acquachiara
Aree naturali Sentina - Situata a nord della foce del fiume Tronto, è un'area di 200 ettari nella quale sono presenti solo pochissimi edifici rurali e che, nonostante qualche zona coltivata e nonostante i tentativi di bonifica integrali effettuati nel passato, presenta una zona umida di grandissima importanza a livello biologico e aviofaunistico.
Clima miniatura|upright=1.5|Dall'entroterra sambenedettese si scorge il versante marchigiano dei Sibillini e il monte Ascensione al centro miniatura|Banchina di riva nord "Malfizia" del porto innevata San Benedetto gode di un clima mediterraneo particolarmente benigno, con inverni miti (7 °C circa di media stagionale), nonostante la poca distanza dai monti Monti Sibillini, e sono moderatamente piovosi, ma la neve non di rado fa la sua comparsa, riuscendo periodicamente anche a coprire la città con un moderato manto di coltre bianca. Questo evento viene favorito per l'instaurarsi di una depressione attiva sullo ionio, che richiama aria gelida dai Balcani. Nei mesi compresi fra dicembre e febbraio la costa sambendettese, come tutta la costa adriatica, è sotto influsso di correnti da nordest o da est, dal Buran, tipico vento della bassopiano sarmatico, portano freddo e gelo caratterizzato da discreti accumuli di neve sulle coste. La nevicata del 12 marzo 1956 e la relativa ondata di freddo rappresentano un evento meteorologico di particolare rilevanza, fu denominato il “nevone”. Altri fenomeni nevosi di rilevata importanza vi furono nel gennaio 1985 e 1986, alle recenti nevicate del 2012, 2018, Le estati calde, ma non afose (23 °C circa di media stagionale), raramente si superano temperature massime oltre i 32 °C. La temperatura media annua è di circa 15 °C mentre le precipitazioni sono generalmente comprese fra i 700 e gli 800 mm.* Classificazione climatica: zona D
Alluvioni Il territorio comunale è soggetto ad alluvioni, negli ultimi decenni ha subito ingenti danni e distruzione. Alluvione del 1897 — Il 24 Ottobre le piogge gonfiarono il Fiume Tronto, dopo ore di abbondanti piogge cadute ruppe gli argini, riversando il flusso del fiume per le strade della località Porto d'Ascoli, all'epoca frazione del comune di Monteprandone, causando ingenti danni agli edifici e alle infrastrutture. Alluvione del 1898 — A distanza di pochi mesi dall'alluvione che colpì la località di Porto d'Ascoli, il 24 luglio il torrente Albula esondò, le piogge portarono a gonfiare le acque del torrente nella zona rurale di San Benedetto, dove la forza delle acque ruppe il ponte che divenne una vera e propria diga, causando danni irreparabili agli edifici e alla vecchia chiesa Santa Maria della Marina oggi Cattedrale di Santa Maria della Marina. Alluvione del 1970 — Il 15 ottobre a seguito di un violento e prolungato nubifragio, le acque del torrente Albula tracimarono dal suo alveo e causarono gravi danni alla città. L'esondazione dell'Albula causò la morte di un cittadino, che cercava di salvare il suo allevamento, e decine di feriti. A seguito di questi eventi l’asta fluviale che scorre nel territorio locale è stata cementificata con innalzamento degli argini. Alluvione del 1992 — Il 10 aprile dopo le incessanti piogge, che colpirono tutta la zona della provincia di Ascoli Piceno, ci fu l'esondazione del fiume Tronto, la località di Porto d'Ascoli fu completamente inondata, colpendo in particolar modo i quartieri Sentina, Porto d'Ascoli Centro e Ragnola. I danni furono molto gravi, numerose fabbriche, negozi e abitazioni di Porto d’Ascoli furono sommerse dall’acqua. Allagamenti del 2024: 19 agosto — allagamenti e criticità in varie zone della città, si sono verificati dopo un forte temporale. Le zone più colpite sono circoscritte nei quartieri Marina centro, Marina di sotto e Ragnola. 19 settembre — il passaggio di una forte pertubazione ha causato lo straripamento dell'Albula nel quartiere Ponterotto, nei pressi dei confini amministrativi di San Benedetto del Tronto e Acquaviva Picena. Si sono verificati allagamenti e danni.
Caratteristiche geo-sismologiche Il luogo dove sorge San Benedetto del Tronto rientra in una zona a sismicità medio-alta, classificata di livello 2 dalla Protezione civile.La sismicità della zona del Mar Adriatico è frequente, la vicinanza dall'Appennino umbro-marchigiano, dove vi è la presenza di numerose faglie attive, in tempi recenti si sono verificati eventi sismici distruttivi, come nel 1997 e 2016-2017, il comune di San Benedetto del Tronto è passato dalla zona sismica 3 alla zona sismica 2 con deliberazione della Giunta Regionale n. 1142 del 19 settembre 2022. Il 16 agosto 1882 vi fu un evento sismico, con una magnitudo stimata pari 5.2 della scala Richter, da segnalare un evento sismico, avvenuto in mare a poca distanza dalla costa, in data 9 giugno 2022 con una magnitudo stimata di 4.1 della scala Richter.I terremoti accaduti in zona e nelle vicinanze hanno causato danni leggeri a edifici religiosi e civili.
Geografia antropica La città presenta un nucleo antico, il Paese Alto, su un modesto rilievo a poca distanza dal mare, ai piedi del quale si sviluppa l'abitato originario della parte più recente, la "Marina". Questa è attraversata dal corso del torrente Albula e si è sviluppata con gli anni fino al fiume Tronto, a nord si salda con il quartiere Ischia di Grottammare, con la quale costituisce un unico agglomerato urbano.