Il Perù, ufficialmente Repubblica del Perù (; ; ), è uno Stato indipendente dell'America meridionale. Confina a nord con l'Ecuador, a nord-est con la Colombia, a est con il Brasile, a sud-est con la Bolivia, a sud con il Cile ed è bagnato a ovest dall'oceano Pacifico. Il Perù è un paese megadiverso, con habitat che variano dalle pianure aride della costa del Pacifico alle vette delle Ande che si estendono da nord a sud-est e alle foreste tropicali del bacino amazzonico a est, con il Rio delle Amazzoni.

Il Perù ha una popolazione stimata al 2023 di abitanti su una superficie di (19º Paese più esteso al mondo e terzo del continente).

Il territorio peruviano fu luogo di varie antiche culture, dalla Caral, la più antica d'America e una delle cinque culle della civiltà, all'Impero inca, l'entità statale più estesa del periodo precolombiano. Il territorio dove sorge il Perù vanta una delle più lunghe storie di civiltà del mondo, che fa risalire la sua eredità al quarto millennio avanti Cristo.

L'Impero spagnolo conquistò la regione nel XVI secolo e vi stabilì un vicereame che comprendeva la maggior parte delle colonie sudamericane, con la sua capitale a Lima. Nel 1821 il Perù proclamò l'indipendenza dalla Spagna che, tre anni dopo, con la sconfitta nella battaglia di Ayacucho, cessò ogni rivendicazione sulle sue ex-colonie nel continente latinoamericano.

Il Perù è una repubblica presidenziale democratica rappresentativa suddivisa in venticinque regioni amministrative. Si tratta di un paese in via di sviluppo con un alto indice di sviluppo umano con un livello di reddito medio-alto e un tasso di povertà di circa il 19%. È una delle economie più prospere della regione, con un tasso di crescita medio del 5,9%, e ha uno dei tassi di crescita industriale più rapidi del mondo, con una media del 9,6%.

Le sue principali attività economiche sono l'estrazione mineraria, l'agricoltura, la pesca e la produzione di tessili; degni di nota sono altri settori in crescita, come le telecomunicazioni e le biotecnologie. Il Perù è considerato uno Stato "libero" dalla Freedom House, è un membro attivo della Cooperazione Economica Asia-Pacifico, dell'Alleanza del Pacifico e dell'Organizzazione mondiale del commercio; è considerato una media potenza. Il Perù è uno dei Paesi più diseguali al mondo, con l'1% della popolazione che detiene il 30% della ricchezza.

La popolazione peruviana è multietnica e comprende amerindi, europei, africani e asiatici. La lingua maggioritaria è lo spagnolo, anche se un numero significativo di peruviani parla quechua o altre lingue native, come l'aymara. Tale miscela di tradizioni ha portato a una grande varietà culturale, visibile nell'arte, nella letteratura, nella musica e nella cucina.

Etimologia La parola Peruviano deriva da viru, il nome di un fiume locale che scorreva vicino al Golfo di San Miguel (Panama) nella prima metà del XVI secolo. Quando gli spagnoli vi giunsero, nel 1552, quei domini erano la parte più meridionale del Nuovo Mondo in cui gli europei fossero mai giunti. Così, quando Francisco Pizarro raggiunse le regioni ancora più a sud, queste furono denominate Birú o Perú. La Corona di Spagna diede al nome uno statuto legale nel 1529 con la Capitolazione di Toledo, la quale designò il caduto impero Inca come Provincia del Perù. Sotto il mandato spagnolo il paese adottò la denominazione di Secondo regno del Perù, che si convertì in Repubblica del Perù dopo l'indipendenza.

Storia

Civiltà precolombiane

I primi reperti della presenza umana in Perù sono datati a 32.000 anni fa. Inizialmente si trattava di nomadi dediti soprattutto alla caccia. Intorno al 4000 a.C. iniziarono a dedicarsi anche all'agricoltura e a creare comunità stabili, soprattutto lungo la linea costiera. Tra il 2000 a.C. e il 1000 a.C. si hanno i primi riferimenti della lavorazione della ceramica, mentre tra il 1000 a.C. e il 300 a.C. (Antico orizzonte) si sviluppa la tessitura e si segnalano notevoli sviluppi nell'uso dell'agricoltura come fonte stabile di sostentamento. Inizia l'epoca dei Chavin durante la quale ebbe inizio l'uso dei metalli (rame e oro).

Il periodo intermedio, che va dal 300 a.C. al 600, vede il declino dello stile Chavin e l'affermarsi di alcune culture locali, come quella Salinar, Paracas, Moche, Trujillo e Nazca. Dal 600 al 1000 si ha il periodo del Medio orizzonte con l'ascesa dei Wari, il primo popolo espansionista di cui si abbia notizia nella zona delle Ande. Ma anche i Wari ebbero vita breve, e furono sostituiti da singoli stati regionali, come il regno dei Chimú, i Chançay, i Chachapoyas, Ica-Chincha, i Chankas. Nel XIII secolo iniziò la storia degli Inca e del Regno di Cuzco, che si trasformò a breve in un impero, il Tahuantinsuyo. Questa civiltà, probabilmente la più importante della regione andina, ebbe massima espansione, anche territoriale, attorno all'inizio del XVI secolo per scomparire pochi decenni più tardi con la colonizzazione spagnola.

Attraverso successioni di guerre e matrimoni tra le nazioni che occupavano la valle, la regione divenne parte dell'Impero Inca. Alla morte dell'imperatore Huayna Cápac l'impero venne diviso tra due dei suoi figli e mentre Atahualpa, il minore dei due, ricevette la parte settentrionale, con capitale Quito, il fratello Huáscar ricevette quella meridionale, che manteneva la vecchia capitale Cuzco. Nel 1530 Atahualpa sconfisse Huáscar e riunificò l'impero sotto di sé.

La conquista spagnola

L'impero degli Inca ebbe termine con la cattura di Atahualpa da parte di Francisco Pizarro e, nel 1535, la capitale della nuova colonia venne spostata da Cuzco, situata troppo all'interno, nella nuova città di Lima. Nel 1536 si ebbe l'ultimo tentativo degli Inca di riacquistare l'indipendenza ma, il "ribelle" Manco Inca Yupanqui (conosciuto anche come Manco Capac II), dovette ritirarsi a Vilcabamba, nella giungla, dove fu ucciso nel 1544. Dopo la conquista, completata nel 1537, venne creata la prima audiencia.

Nel 1542 venne istituito il vicereame di Castiglia, in seguito ribattezzato vicereame del Perù, il cui territorio comprendeva buona parte del Sudamerica. Nel 1544 l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V (Re Carlo I di Spagna) nominò Blasco Núñez Vela primo viceré del Perù, ma il vicereame fu organizzato solo nel 1572 con l'arrivo del viceré Francisco de Toledo, che svolse accurate ispezioni nel territorio coloniale. Nel 1551 fu fondata a Lima la prima università del continente: la Universidad Nacional Mayor de San Marcos. Francisco de Toledo introdusse l'Inquisizione e promulgò diverse leggi cui dovevano obbedire sia indios sia spagnoli, riducendo il potere delle encomienda e l'uso del lavoro forzato a scapito dei nativi. Migliorò la sicurezza del vicereame facendo costruire fortezze, ponti e la Armada del Mar del Sur (flotta del mare meridionale) per combattere i pirati. Nel 1572 pose fine allo Stato di Vilcabamba, facendo giustiziare il sovrano inca Túpac Amaru, e fece prosperare l'economia basata sull'estrazione di minerali, specialmente dalle miniere d'argento di Potosí.

La prima missione gesuita fu fondata nel 1609 con lo scopo di "civilizzare" la popolazione indigena, ma alcune aree erano state occupate dai portoghesi grazie alle azioni dei bandeirantes, che avevano continuato le scorrerie contro gli indios nella regione del Mato Grosso e dell'Amazzonia nel 1600. Gli spagnoli non furono in grado di arrestare l'avanzata portoghese, in quanto la foce del Rio delle Amazzoni risiedeva a est del limite stabilito, e la morfologia pianeggiante delle regioni del Sertão aveva reso più facile l'avanzamento verso l'entroterra sudamericano a partire da est. Nel 1628 un distaccamento dei bandeirantes rase al suolo una missione spagnola, catturando 60.000 indigeni.

Nel 1617, Francisco de Borja y Aragón divise il governo del Río de la Plata in due, con centro a Buenos Aires e nel Paraguay, entrambe dipendenti dal vicereame del Perù. Il viceré Borja y Aragón creò il Tribunal del Consulado, una corte amministrativa speciale per gestire gli affari commerciali del vicereame. Diego Fernández de Córdoba fece riformare il sistema fiscale e pose fine alle rivalità che stavano danneggiando la colonia.

Altri viceré, come Fernando Torres, Borja y Aragón, Fernández de Cabrera e Fernández Córdoba fecero rinforzare la flotta e fecero costruire diversi porti per contenere gli attacchi dei pirati. Nella prima metà del XVII secolo, Fernández de Cabrera pose fine a una ribellione degli indios Uru e Araucani.

Nel 1717 venne creato il vicereame della Nuova Granada che includeva una parte delle terre del Perù settentrionale, costituito dalle audiencias di Bogotà, Quito e Panama. La disputa con i portoghesi venne risolta con il trattato di Madrid del 1750, che certificò il trasferimento di gran parte della regione amazzonica dal vicereame del Perù al Portogallo. Nel 1776 fu fondato il viceregno del Río de la Plata, comprendente le odierne Argentina, Bolivia, Paraguay e Uruguay. La creazione dei due vicereami a discapito del territorio del Perù ridussero l'importanza del centro di Lima, spostando buona parte del commercio a Caracas e Buenos Aires, e la riduzione della produzione tessile e mineraria favorì il decadimento del vicereame.

In questo periodo vi furono molti tentativi di ribellione e diverse insurrezioni. Gli Inca tentarono alcune insurrezioni contro i coloni: si accesero quattordici rivolte nel diciottesimo secolo, le più importanti delle quali furono quella comandata da Juan Santos Atahualpa nel 1742 e quella nel 1780 da Túpac Amaru II, che si pose a capo di oltre 90.000 indios, ma l'insurrezione fu soffocata nel sangue. La rivolta dei Comuneros in Paraguay iniziò nel 1721 e terminò nel 1732. Gli spagnoli espulsero i gesuiti nel 1767 dai vicereami. Sempre gli indios, nel 1814, capeggiarono un movimento indipendentista, ma anche questo tentativo fallì.

L'indipendenza Il 28 luglio 1821 il generale José de San Martín, al comando della Spedizione di Liberazione del Perù proveniente dal Cile, dichiara l'indipendenza del Perù. Tuttavia, la situazione rimaneva instabile e l'effettiva liberazione del Paese fu completata solo quando terminò la guerra contro la Spagna. Sotto il comando di Simón Bolívar, nel 1824 viene definitivamente sconfitto l'Esercito realista del Perù; l'epilogo si ebbe quando il Generale Antonio José de Sucre nel dicembre di quell'anno sconfisse le truppe spagnole nella Battaglia di Ayacucho. Il Perù comincia così a formarsi sotto il protettorato di José de San Martín mediante la costituzione di un Congresso costituente.

L'indipendenza del Perù è uno dei tanti capitoli delle guerre di emancipazione ispano-americana, che cominciò nel 1808 e terminò nel 1829, e che vide la monarchia spagnola scontrarsi con i nascenti stati latino-americani che pretendevano l'indipendenza. Inoltre, prima dell'emancipazione ispano-americana e durante la formazione del Perù coloniale, si svilupparono altre ribellioni e rivoluzioni, che avevano come obiettivo la formazione di uno Stato peruviano indipendente dall'impero spagnolo. Dopo l'indipendenza del Perù seguì l'indipendenza del resto dell'America latina; ciò avvenne tra il 1811 e il 1903.

Storia recente I primi anni dell'indipendenza furono alquanto caotici e caratterizzati da piccole guerre di potere. Nel 1836 la Bolivia invase il Perù, per formare la Confederazione Perù-Bolivia, che ebbe fine a seguito dell'intervento militare del Cile nel 1839 (Guerra della Confederazione).

Nel 1845 salì al potere Ramón Castilla, il primo a promulgare, nel 1860, una Costituzione democratica. Dal 1864 al 1866 il Perù, fiancheggiato da Ecuador, Bolivia e Cile, fu in guerra contro la Spagna per il possesso delle isole Chincha. In questo periodo spicca la figura di colui che è considerato l'eroe nazionale peruviano Francisco Bolognesi (1816-1880), di origini italiane.