L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo (Der Antichrist. Fluch auf das Christenthum) è un libro di Friedrich Nietzsche pubblicato originariamente nel 1894. Fu in realtà scritto nel 1888, ma i suoi contenuti controversi spinsero Franz Camille Overbeck e Heinrich Köselitz a posticipare la sua pubblicazione.
Premesse: La volontà di potenza e l'incompatibilità naturale tra Nietzsche e nazismo Il filosofo annuncia nell'introduzione che si starebbe rivolgendo a quei pochi che possano comprenderlo («Questo libro è riservato a pochissimi»). L'etica della filosofia di Nietzsche in quest'ultimo periodo è legata alla volontà di potenza, concetto presente già nelle opere precedenti ed elaborato per la prima volta in Così parlò Zarathustra. Sul concetto filosofico di volontà di potenza Nietzsche avrebbe strutturato un'opera che si rifiutò poi anche solo di completare, lasciando solo qualche suo piccolo appunto di introduzione. Dell'opera in questione, la sorella di Nietzsche, Elisabeth, traviò gli appunti del fratello, aggiungendo sue personali considerazioni. La volontà di potenza sarebbe stata dunque pubblicata nel 1901. Le aggiunte di Elizabeth, sostenitrice del movimento nazista negli ultimi anni della sua vita, fecero erroneamente passare Nietzsche come un anticipatore della filosofia nazista. Tuttavia, ciò non è assolutamente vero, date le fortissime divergenze tra nazismo e Nietzsche: il primo, di fatto, ha le sue basi poste in ciò che Nietzsche definisce, dispregiativamente, come "morale da schiavi": ossia un popolo, colmo di risentimento, il quale, troppo debole per poter esprimere la propria volontà, si fa appiglio a una dottrina che sostituisce al corpo lo spirito, la quale finisce per costituire una certezza metafisica. Come ormai chiarito da sostenitori e detrattori della sua opera, Nietzsche era sì fieramente reazionario ma, per esempio, non era antisemita, a differenza del marito della sorella, Bernhard Förster, per il quale nutriva scarse simpatie. L'accusa verso Nietzsche di essere una sorta di proto-nazista risulta quindi non accurata e in parte fuorviante, malgrado Nietzsche sostenesse di fatto concetti poi diventati tipici del nazismo come l'eugenetica.
In seguito, l'opera sarebbe stata completamente ripulita dagli appunti di Elizabeth, e preservati solo quelli di Nietzsche, il quale, tuttavia, non voleva egli stesso pubblicare l'operaMaurizio Ferraris, “Nietzsche e la volontà di potenza”, in Piero Di Giovanni, Nietzsche e la civiltà occidentale, Anteprima, 2004.. Giorgio Colli e Mazzino Montinari, dopo un'attenta ricerca filologica e biografica, considerano l'opera La volontà di potenza come una falsificazione storica.
Tesi Nietzsche critica il cristianesimo come "contro la vita" per la sua concezione di giudizio divino e l'identificazione, a suo dire, della forza e degli istinti naturali come peccato e della debolezza con la virtù: questi due elementi, presi insieme, spingono i forti (che Nietzsche identifica con i nobili) a disprezzare e temere la propria forza, temendo che esercitarla possa portare alla punizione nell'aldilà; tenendo a freno i più forti, e dunque per Nietzsche i migliori fra gli uomini, l'umanità intera è stata dunque ridotta ad uno stato mediocre ed inoffensivo.
Secondo Nietzsche, la "Buona Novella" proclamata da Gesù Cristo era diversa dal cristianesimo sviluppatosi in seguito e sostanzialmente simile al buddhismo (insegnando la non resistenza, l'amore universale, anche per i nemici, l'abbandono del rancore come modo per raggiungere la pace interiore, non il Paradiso); ritiene che il suo messaggio sia stato corrotto dagli evangelisti e da San Paolo, che avrebbero introdotto la dottrina del peccato e quella della vita dopo la morte, assente nell'insegnamento originario. Nietzsche afferma che il cristianesimo, per sostenersi, coltiverebbe il desiderio di vendetta verso i superiori da parte degli inferiori (come tra l'altro il socialismo, erede "laico" del cristianesimo): agli inferiori é promesso un altro mondo in cui loro saranno premiati e i loro superiori saranno puniti.
L'analisi considera tutta una serie di episodi e frasi della Bibbia che evidenzierebbero la volontà dei ceti sacerdotali ebraici di tenere lontano l'uomo dal sapere, alimentando falsità e superstizione. Religioni quali il buddhismo sarebbero molto più realistiche del cristianesimo in quanto il buddhismo non insegna la lotta contro il peccato ma quella contro il dolore esistenziale.
In chiusura presenta il codice di Manu, uno dei testi sacri dell'induismo, come esempio di una legislazione modello di una civiltà aristocratica strutturata in caste (in cui le classi nobili perseguono la propria realizzazione nella passione e nella grandezza mentre le classi inferiori prestano loro servizio con rispetto e riverenza) e promulga la legge contro il cristianesimo.
Edizioni
Note
Voci correlate Critiche alla religione
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Opere di Friedrich Nietzsche