Biografia
Esiodo ha lasciato, all'interno dei suoi poemi, alcune notevoli tracce autobiografiche che aiutano a ricostruire le sue origini.Su queste ed altre tradizioni si basa il lessico Suda, che di lui dice: «Di Cuma, ma venne cresciuto da giovane da suo padre Dios e sua madre Picimede ad Ascra in Beozia. La sua genealogia è che fosse figlio di Dios, che era figlio di Apellis, che era figlio di Melanopos - che alcuni dicono sia anche nonno di Omero padre fondatore, di modo tale che Omero è figlio del cugino di Esiodo, e ciascuno discese da Atlante. Queste furono le sue poesie: Teogonia, Opere e giorni, Scudo, Catalogo delle donne in cinque libri, Lamento per Batrakhos, che era la sua amata, Dattili dell'Ida e molti altri. Morì mentre visitava Antifo e Ctimeno che, di notte, con l'intenzione di uccidere il seduttore della sorella, uccisero involontariamente Esiodo. Secondo alcuni era più vecchio di Omero, secondo altri contemporaneo: Porfirio e molti altri lo fanno più giovane di cento anni, in modo da inserirlo 32 anni prima della prima Olimpiade [776 a.C.]».
Per quanto riguarda la data di nascita, fin dall'antichità non si sa con precisione se porlo come precedente, contemporaneo o successivo a Omero: Erodoto risolse il problema considerandoli contemporanei: «suppongo che Esiodo e Omero fiorirono non più di quattrocento anni prima di me».II 53, 2. Tuttavia, secondo quanto Esiodo stesso racconta, prese parte alle feste in onore del principe Anfidamante nell'isola di Eubea,Si tratta del re di Calcide morto nel 730 a.C. in una guerra epicorica, la guerra lelantina. dove partecipò a un agone in cui ottenne la vittoria ed un tripode in premio. È, quindi, riconosciuta dai critici moderniA partire almeno da T. W. Allen-A. A. Rambaut, The Date of Hesiod, in "The Journal of Hellenic Studies", n. 35 (1915), pp. 85–99. la collocazione di Esiodo intorno al principio del VII secolo a.C..
Il padreDios in Suda, il che deriva da una errata interpretazione dell'epiteto al v. 299 delle Opere, nel quale Perse, il fratello di Esiodo, è detto . si era trasferito, forse per difficoltà economiche, dalla nativa Cuma Eolica alla Grecia continentale per sfuggire alla povertà; Esiodo nacque proprio ad Ascra, città della Beozia situata nei pressi del monte Elicona:Le opere e i giorni, 639-640.
Ad Ascra Esiodo fu contadino e pastore; infatti, soprattutto nel suo poema Opere e giorni, nobilita il lavoro manuale e dà consigli riguardanti l'agricoltura. Sull'Elicona il poeta ricevette, secondo il proemio del suo poema Teogonia,Vv. 1 ss. l’investitura da poeta dalle Muse. Esiodo racconta poi, come detto, di aver compiuto un solo viaggio nella sua vita per dirigersi a Calcide per assistere ai giochi funebri in onore dell'eroe Anfidamante;Le opere e i giorni, 654–662. nonostante ciò il poeta si rivela comunque a conoscenza della vita sul mare e, all'interno de Le opere e i giorni, dà consigli a suo fratello Perse sull'evitarla. Alla morte del padre, il patrimonio venne diviso proprio tra lui e il fratello Perse, il quale, dopo avere dilapidato tutta la sua parte, corrompendo i giudici riuscì ad impossessarsi della parte di Esiodo.
Plutarco ci informa della sua morte violenta:
Opere
Teogonia
Scritto in esametri dattilici, si tratta di un poema di tipo catalogico, in cui Esiodo tenta di dare ordine all'inestricabile sistema di racconti e dei personaggi divini della mitologia greca, partendo da un preciso punto "storico" di origine del cosmo, proseguendo fino alla vittoria dei dodici Olimpi contro i Titani nella titanomachia.Cfr. l'edizione classica e commentata di F. Jacoby, Hesiodi Carmina. I. Theogonia, Berlin, Weidmann, 1930.
Il poema cosmogonico inizia con un inno alle Muse che si avviano all'Olimpo, in cui Esiodo fa un breve excursus della sua iniziazione come poeta, voluta per desiderio divino sul Monte Elicona;Vv. 1-115. parte dunque il racconto delle origini,Vv. 116-122. con il catalogo della progenie di Gea,Vv. 125-210 e 233-269. incorniciata dal catalogo dei discendenti del Caos primigenio;Vv. 122-125 e 211-232. si prosegue con la discendenza marina e dei mostriVv. 232-336. e si arriva alla prole dei Titani,Vv. 337-452. tra cui spicca Ecate, alla quale il poeta rivolge un inno.Vv. 411-452.
Ultimi figli dei Titani sono i discendenti di Crono e Rea, di cui vengono narrate le vicende, con l'ascesa di Zeus al tronoVv. 453-506. e i fatti di Prometeo.Vv. 507-616.
L'ultimo blocco narrativoVv. 617-819. descrive la titanomachia, ossia la lotta sanguinosa tra Dei e Titani per il governo dell'Olimpo, con la vittoria finale degli Dei, di cui vengono ricordati, in uno schema catalogico,Vv. 820-1022. l'eroogonia dei figli nati dalle unioni tra dee e uomini mortali. Comunque, «gli ultimi due versi invocano le Muse perché cantino le donne illustri, dovrebbero cioè servir di transizione al Catalogo delle donne. ( […] ) Nessun critico può far arrivare la Teogonia autentica oltre il verso 963; e forse ha ragione il Jacoby di farla terminare col verso 929: l'epilogo esiodeo si è certo perduto»G. Perrotta, voce Esiodo, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1932..
Le opere e i giorni
Le opere e i giorni sono la seconda opera esiodea. Si tratta di un testo più moderno, in quanto più vicino alle esperienze autobiografiche dell'autore.
L'operaSi veda, per la struttura e la tecnica, B. Peabody, The Winged Word: A Study in the Technique of Ancient Greek Oral Composition as Seen Principally Through Hesiod's Works and Days, New York, State University of New York Press, 1975. inizia con un proemio in forma di ὕμνος κλητικός (inno di invocazione) a Zeus, chiamato dio onnipotente che può imporre la Giustizia (Δίκη). Dopo il proemio, si trova il mito delle due Contese (Ἔριδες). Esiodo identifica infatti una contesa negativa, il flagello che provoca le guerre, e una positiva, sotterrata da Zeus nel profondo della Terra per spingere gli uomini al lavoro giusto.
Esiodo espone, come già nella Teogonia, ma qui in forma ampliata, il mito di Prometeo e Pandora.
Da qui Esiodo traccia, in una concezione alquanto pessimistica e tipica del pensiero greco,Cfr. B. Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo, tr. it., Torino, Einaudi, 2002, cap. III. la storia delle cinque età dell'uomo, dalle origini - quando egli era felice, senza bisogno di lavorare - per poi andare sempre più avanti in declino:
- Età dell'Oro, 'Età dell'Argento, Età del Bronzo, Età degli Eroi e, infine, l'Età del Ferro, contemporanea a Esiodo.
Seguendo le forme di virtù e civiltà del passato eroico dei Greci, Esiodo confida in un possibile ritorno di calma spirituale all'Età dell'Oro, dato che Zeus ha dotato gli uomini del concetto di "giustizia".Vv. 106-201.
Segue una lunga riflessione sulla giustizia,Vv. 201-382. dopo la quale si apre il blocco delle "Opere", ossia del calendario agricolo,Vv. 383-617. con una digressione sulla navigazioneVv. 618-694. e consigli pratici, che preparano l'ultima parte del poema.Vv. 695-764.
Nel blocco dei "Giorni",«Il calendario (v. 765-825) è un'aggiunta molto antica, forse ancora della fine del sec. VII; un'aggiunta è pure la parte che lo precede, dedicata ai precetti di superstizione (v. 724-764)»: G. Perrotta, voce Esiodo, cit. Esiodo descrive i vari cicli delle stagioni e dei relativi lavori di campagna, fornendo la descrizione del buon cittadino lavoratore, piccolo imprenditore agricolo che sa coltivare e amare la sua terra, e amministrare anche l'ordine nella famiglia.
Ne Le Opere e i giorni vi è, inoltre, il primo vero esempio di favola di tutta la letteratura occidentale, ossia la favola dell'usignolo e lo sparviero, che presenta la legge del più forte. Vi sono anche "squarci narrativi", come la descrizione di paesaggi naturali.
Il Catalogo delle donne
L'operaSu cui si veda M. L. West, The Hesiodic Catalogue of Women, Oxford, OUP, 1985, dove è attribuito ad ambiente attico e datata al VI secolo. era nota anche come Eoie o Eee;S. Rizzo, Introduzione, in Esiodo, Le opere e i giorni, Milano, BUR, 1979, p. 32. divisa in 5 libri,Ne restano circa 250 frammenti. si concentrava, come la Teogonia, sulle genealogie, insistendo sulle figure femminili che popolarono l'universo degli Dei, con cui spesso e volentieri si era unito Zeus, generando semidei e uomini mortali dotati di speciali virtù e abilità.
In alternanza con questo tema, Esiodo ripercorre in maniera più approfondita le Cinque Età: Zeus volle terminare la gloriosa Età dell'Oro con un grande diluvio, e iniziò il periodo argenteo degli eroi, dei quali sono ricordati i capostipiti Doro, Eolo e Xuto.
Nel secondo libro era raccontata la vicenda di Io rapita da Zeus, da cui ebbe Epafo, dalla cui stirpe nascerà Danao, punita per questo da Era, che la trasformò in vacca; dal ratto di Europa, sorella di Danao, furono generati Radamanto, Sarpedonte e Minosse. Di quest'ultimo fu la discendenza di Pelasgo, di cui si parlava nel terzo libro.
Negli ultimi libri si parlava delle genealogie degli Atlantidi, di Atreo, padre di Agamennone, e di Alcmena, madre di Eracle, per poi concludersi con la figura di Elena, il cui rapimento innescò la guerra di Troia.
Opere minori Poiché Esiodo fu ritenuto "inventore" di un nuovo genere, la poesia didascalica, nel tempo gli fu attribuita una notevole quantità di opere spurie, come osservava Pausania il Periegeta nel II secolo:IX 31, 5.
Lo scudo di Eracle
Lo Scudo (Ἄσπις) è un poemetto di 480 versi, che già Aristofane di Bisanzio non attribuiva a Esiodo. In esso, si imita la descrizione omerica dello scudo di Achille,Iliade, XVIII, 478-608. togliendo i primi 54 versi dalla parte riguardante Alcmena nel Catalogo delle donne (con le parole ἢ οἴη comincia, infatti, il poemetto) come introduzione al racconto dell'incontro di Eracle con Cicno e alla descrizione dello scudo di Eracle.
I precetti di Chirone Il poema, perduto, presentava gli insegnamenti di Chirone, il saggio centauro, mentre istruiva il giovane Achille,Pausania, IX 31, 5. ponendosi sulla scia delle Opere nella tradizione dei precetti in versi.Sul genere, cfr. P. Friedländer, ΥΠΟΘΗΚΑΙ, in "Hermes", 48. Bd., H. 4 (1913), pp. 558-616.
L'astronomia Perduta tranne 8 frammenti (di cui solo tre testuali), l'opera andava sotto i titoli di Astronomia o Astrologia: Ateneo,XI 80, 491 c-d. che conserva i tre frammenti testuali del poema, lo chiama Astronomia, mentre PlutarcoMoralia, 402f. e Plinio il VecchioXVIII 213. danno Astrologia. Il poema è ricordato come illustre predecessore e iniziatore del genere anche dal latino Marco Manilio.II, 11-25.
Egimio Non si sa quasi nulla della trama o struttura generale del poema, a parte il fatto che fosse in almeno due libri: Stefano di Bisanzio e gli scolii ad Apollonio Rodio, infatti, conservano frammenti che assegnano al "secondo libro dell'Egimio".R. Merkelbach-M.L. West, Fragmenta Hesiodea, Oxford, OUP, 1967, p. 151.
Uno dei frammenti citati dal libro II racconta la raccapricciante storia secondo cui Teti gettò numerosi suoi figli in un calderone di acqua bollente per vedere se fossero mortali, prima che suo marito Peleo intervenisse, salvando Achille.Frr. 296 e 300 M.-W. Altri frammenti isolati riguardano le Graie,Fr. 295 M.-W. Nauplio,Fr. 297 M.-W. FrissoFr. 299 M.-W. e una parola greca rara che indica un "luogo fresco e ombreggiato" (ψυκτήριον, psyktērion)In Ateneo, XI 109, 503c-d = fr. 301 M.-W..
Melampodia In almeno 3 libri,Aeneo cita un terzo libro: fr. 277 M.-W. ne restano 8 frammenti per un totale di circa 20 versi.
Catabasi di Piritoo
Le nozze di Ceice