Il governo De Wever è il 99º e attuale governo federale del Belgio, in carica dal 3 febbraio 2025.

Si tratta di un esecutivo di coalizione guidato da Bart De Wever, nato dopo le elezioni parlamentari del 2024 e composto da Nuova Alleanza Fiamminga (N-VA), Movimento Riformatore (MR), Avanti (VOORUIT), Cristiano-Democratici e Fiamminghi (CD&V) e Les Engagés (LE).

Storia Formazione In seguito alle elezioni parlamentari dell’anno precedente, che hanno lasciato, anche per via della stessa natura del sistema politico belga (che prevede una netta divisione dei partiti politici su base linguistica), un Parlamento decisamente frammentato, per il paese è iniziato un complesso periodo post-elettorale, caratterizzato da lunghe negoziazioni e ampie difficoltà in tutto il processo di formazione.

Constatato l’esito del voto, dunque, i principali partiti politici hanno presto iniziato a dialogare fra loro, facendo però emergere, visto anche il rifiuto delle parti di collaborare con Vlaams Belang (VB) e il successivo desiderio del Partito Socialista (PS), dei Verdi/Ecolo (GROEN/ECOLO) e dei Liberali e Democratici Fiamminghi Aperti (Open VLD) di restare all’opposizione a causa degli scarsi risultati elettorali, solo uno stretto ventaglio di percorsi per una nuova coalizione politica, poi ridottosi alla sola Coalizione Arizona, così chiamata in riferimento ai colori dei partiti partecipanti (N-VA, MR, LE, VOORUIT e CD&V), presenti anche sulla bandiera del suddetto stato federato americano.

Avendo dunque tenuto una serie di consultazioni, e preso contestualmente atto di tale scenario politico emergente, il Re Filippo ha quindi assegnato, in data 12 giugno, l’incarico di sondare il terreno per una nuova maggioranza (Informateur) a Bart De Wever di Nuova Alleanza Fiamminga (N-VA), in quanto leader del partito più votato, chiedendogli nel mentre, coadiuvato da alcuni Scout, di fare rapporto di volta in volta, sebbene si sia presto reso necessario, senza troppe sorprese, prorogare il suo mandato per via di varie difficoltà negoziali sopravvenute.

In seguito, il 26 giugno, prospettandosi la Coalizione Arizona come l’unica opzione viabile (anche per le altre forze politiche), il Re ha sollevato De Wever dall’incarico al fine di renderlo Preformateur, ossia incaricato di sondare un accordo politico che potesse avvicinare i partiti politici precedentemente individuati, rendendosi conto ancora delle grandi differenze ideologiche esistenti sul campo.

Poco dopo, il 10 luglio, avvicinatesi le fazioni alla prospettiva di coalizione, De Wever è stato ufficialmente designato come Formateur, conferendogli così tutti i poteri necessari per negoziare non solo un programma politico condiviso, ma anche la costruzione effettiva del nuovo esecutivo.

Rivelatasi tuttavia questa una fase di enorme difficoltà a causa di discussioni vane, discordie tra negozianti e mesi di stallo politico, in seguito al riconoscimento della probabile impossibilità di ricostituire i negoziati, Bart De Wever ha conseguentemente rimesso in data 22 agosto il proprio mandato al Re (dopo aver già preceentemente ottenuto alcune proroghe ad hoc), il quale, accettatolo, ha conferito l’incarico a Maxime Prévot di Les Engagés (LE), salvo essere andato anche questo presto a vuoto.

Estintosi anche questo tentativo, dunque, il Re ha deciso nuovamente di riconferire, in data 1º settembre, l’incarico a Bart De Wever, considerato il suo lavoro preliminare e la sua posizione di unico effettivo mediatore per la formazione di un esecutivo. Questi dunque, rimessosi al lavoro, ha convocato un tavolo negoziale per il 5 settembre per ravvivare le trattative, ufficialmente riprese dal successivo 9 settembre. A causa di ciò, tuttavia, l’incarico ha ancora una volta dovuto necessitare di una proroga, viste le contingenze, in data 17 ottobre e ancora in data 4 novembre, sebbene questa volta con l’ennesimo monito di concludere i negoziati entro un ragionevole periodo di tempo.

Nelle more del processo, tuttavia, un rischio di rottura è emerso durante le negoziazioni con Avanti (VOORUIT), il quale, non soddisfatto delle previste coperture di bilancio per alcune politiche e conscio delle differenze ideologiche e d’intesa esistenti con gli altri negoziatori (come già manifestato precedentemente in altre occasioni), ha annunciato una sospensione della propria partecipazione, nonostante il rammarico degli altri leader. Al 31 ottobre, dunque, nonostante ben quattro delle cinque parti politiche fossero pronte ad avanzare, è stato necessario rinegoziare, con molta fatica, alcuni aspetti per appianare le reticenze, ma dilungatisi, non sono stati conclusi in tempo per la scadenza del mandato di formateur. Re Filippo, tuttavia, tenuto conto del grande progresso fatto, ha comunque deciso di sorvolare sui tempi, rigettando le dimissioni dall’incarico di De Wever e consentendo a questi ancora una proroga fino al 12 novembre e ancora, in seguito ad altre concessioni, al 31 gennaio del nuovo anno.

Alla fine, dopo un'estenuante sessione finale e conclusiva di negoziati, durata ben 57 ore, i partiti politici hanno finalmente trovato, a poche ore dall’ultima concessione del Re prima dell’indizione di nuove elezioni, un accordo definitivo, appianando così le ultime divergenze e permettendo finalmente al nuovo governo (con l’assenso della Camera dei rappresentanti), in data 3 febbraio, di entrare in carica dopo il giuramento dinnanzi al Re.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere: Partito Primo ministro Ministri TotaleNuova Alleanza Fiamminga (N-VA) 1 3 4Movimento Riformatore (MR) - 4 4 Les Engagés (LE) - 3 3Avanti (VOORUIT) - 2 2 Cristiano-Democratici e Fiamminghi (CD&V) - 2 2Totale 1 14 15

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere: Regione Primo ministro Ministri Totale 1 6 7 - 6 6 - 2 2

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti Seggi Camera dei rappresentanti Maggioranza N-VA (24), MR (19), LE (14), Vooruit (13), CD&V (11) Opposizione VB (20), PS (16), PVDA-PTB (15), VLD (8), Verdi (7), Ecolo (2), DéFI (1)

Composizione Ufficio del Primo ministro CaricaTitolare Partito Primo ministro Bart De WeverN-VA Primo Vice Primo ministro Jan Jambon N-VA Secondo Vice Primo ministro David ClarinvalMR Terzo Vice Primo ministro Maxime PrévotLE Quarto Vice Primo ministro Frank VandenbrouckeVOORUIT Quinto Vice Primo ministro Vincent Van PeteghemCD&VMinisteri federaliMinistri Partito Finanze e pensioni Jan Jambon N-VA Lavoro, impiego, economia e agricoltura David Clarinval MR Affari esteri ed europei e cooperazione allo sviluppo Maxime Prévot LE Salute e affari sociali Frank Vandenbroucke VOORUIT Bilancio e semplificazione amministrativa Vincent Van Peteghem CD&V Difesa Theo Francken N-VA Asilo, migrazione, integrazione e politica urbana Anneleen Van Bossuyt N-VA Giustizia Annelies Verlinden CD&V Interno Bernard Quintin MR Classe media, lavoratori autonomi e Eléonore Simonet MR Energia Mathieu Bihet MR Mobilità, clima e transizione ambientale Jean-Luc Crucke LE Azione e modernizzazione pubblica Vanessa Matz LE Tutela dei consumatori, lotta alle frodi, disabilità e pari opportunità Rob Beenders VOORUIT

Note Esplicative

Bibliografiche

Voci correlate Elezioni parlamentari in Belgio del 2024

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