Agiografia Secondo la tradizione fu soldato della guarnigione romana di stanza a Cupra (l'attuale Cupra Marittima), oggetto di una delle ultime terribili ondate di persecuzione verso i cristiani, quella che fece seguito al quarto editto dell'imperatore Diocleziano nel 304.

Il soldato Benedetto, del quale si ignorano le origini, non abiurò la fede cristiana e, secondo la storia tramandata nei secoli, venne decapitato il 13 ottobre 304 sul ponte del torrente Menocchia, e poi gettato nello stesso corso d'acqua per poi finire in mare. Qui, dopo aver percorso appena 4 miglia, finì su una spiaggia dove venne raccolto da un contadino che volle dargli degna sepoltura sul primo promontorio antistante.

La tomba del martire divenne presto un luogo di culto e, attorno ad essa, nel tempo, si formò il nucleo originario dell'attuale San Benedetto del Tronto. Pare infatti che il luogo dell'iniziale tomba (catacomba) coincida con quello sul quale venne edificata la prima Pieve di San Benedetto sul sito della quale nel XVIII secolo è stata poi eretta l'attuale Chiesa abbaziale di San Benedetto Martire, al centro del Paese Alto, il nucleo più antico della moderna cittadina picena che dallo stesso Santo ha tratto il suo nome.

Culto e devozione Per Benedetto solenni sono i festeggiamenti che gli abitanti di San Benedetto del Tronto dedicano al loro santo patrono nel giorno della festa del 13 ottobre. Venerato con il titolo di martire, forse per via della modalità del martirio è invocato per i dolori e le malattie della testa.

Le spoglie del santo sono conservate nella stessa chiesa e nel 2003 (diciassettesimo centenario dalla morte) sono state oggetto di una radiodatazione ad opera dell'Università del Salento che ha confermato, pur entro un intervallo di più o meno 50 anni, dettato dai limiti di precisione di questo tipo di indagine, che le ossa che ancora si conservano sono da attribuirsi ad un uomo morto verso il 300 d.C.

La fonte è parte della lapide ritrovata vicino all'ingresso nella chiesa abbaziale di S. Benedetto, situata nella parte alta della città di S. Benedetto del Tronto. La lapide ricostruita, ad opera del Michettoni, dal frammento centrale della lapide stessa, dice:

Se ne deduce il nome, Benedetto; morto all'età di 28 anni, il 13 ottobre.

La lapide dice inoltre che nella stessa tomba fu poi sepolta anche la sorella gemella, Fructa, morta all'età di 58 anni. Il nome Frutta, secondo alcuni studi, è ritenuto di area friulana, diffuso in quel periodo; da qui l'origine friulana di Benedetto.

Nel Martirologio Romano in corso, il nome del patrono di S. Benedetto del Tronto non è inserito; nemmeno era presente in quello del 1956, che in data 13 ottobre riportava:

Tutto questo fa del Martire Benedetto uno dei tanti santi venerati, ma non ufficialmente riconosciuti; visti anche i dati archeologici, questo fa di lui un “corpo santo”, con tutto quello che significa questo termine.

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