Abile generale e condottiero sagace ed esperto, Pompeo, originario del Piceno e figlio di Gneo Pompeo Strabone, divenne famoso fin dalla giovane età per una serie di brillanti vittorie durante la guerra civile dell'83-82 a.C. divenendo il principale luogotenente di Lucio Cornelio Silla. Negli anni seguenti divenne il personaggio politico più prestigioso e potente di Roma grazie alle sue continue vittorie contro Marco Emilio Lepido, Quinto Sertorio, gli schiavi di Spartaco, i pirati del Mediterraneo.

Si alleò inizialmente con Gaio Giulio Cesare e Marco Licinio Crasso nel primo triumvirato; secondo gli accordi, Cesare sarebbe stato eletto console con l'appoggio politico di Pompeo e finanziario di Crasso; in cambio, una volta eletto, avrebbe ratificato i provvedimenti presi in Oriente da Pompeo e concesso le terre ai suoi veterani; avrebbe inoltre approvato riforme in favore dei cavalieri (equites), cui era legato Crasso.

Dopo il rinnovamento del triumvirato a Lucca del 56 a.C. venne confermato proconsole in Spagna Citeriore e Spagna Ulteriore. In seguito si affiancò alla fazione repubblicana e combatté la guerra civile contro Cesare nel 49-48 a.C; sconfitto irrimediabilmente nella battaglia di Farsalo, fuggì in Egitto dove venne ucciso a tradimento.

Suo figlio, Sesto Pompeo, continuò la guerra contro Giulio Cesare, ma anche lui fu sconfitto.

Personaggio discusso, altamente apprezzato da alcuni e fortemente criticato da altri, Gneo Pompeo rimane una delle personalità più importanti della storia di Roma antica.

Biografia Origini familiari

Gneo Pompeo Magno nacque a Firmum Picenum (l'odierna Fermo, nelle Marche) il 29 settembre del 106 a.C. in una facoltosa famiglia.Velleio Patercolo, II, 53, 3-4. Il giorno 29 settembre come quello del suo compleanno è confermato anche da Plinio il Vecchio XXXVII, 13. La gens Pompeia era plebea ma espresse un console per l'anno 141 a.C. nella persona di Quinto Pompeo;ricordato da CiceroneDaniel Chase ritiene la gens Pompeia di origine sabina od osca. Chase, p.119-121 il ramo dei Pompei Straboni era stanziato nel Piceno. Il padre di Pompeo, Gneo Pompeo Strabone, era il più ricco ed importante proprietario terriero di quella regione (corrispondente grosso modo agli attuali Abruzzo centro-settentrionale e Marche meridionali), dove disponeva di vaste clientele ed esercitava un'influenza preponderante negli affari pubblici locali. La madre, Lucilia, era figlia di un senatore, membro della gens Lucilia, e probabilmente nipote del poeta aurunco Gaio Lucilio.Allen B. West, Lucilian Genealogy, in The American Journal of Philology 49, n. 3, 1928, pp. 247-248. Oltre a Pompeo ebbero due figlie, Pompea Maggiore e Pompea MinoreAmerican Journal of Ancient History. Vol. 1–3. Harvard University. 1976. p. 19..

Pompeo Strabone, appartenente all'ordine equestre, grazie al suo potere economico aveva potuto intraprendere la carriera politica a Roma, divenendo questore in Sardegna nel 104 a.C. e poi pretore (e successivamente propretore), forse in Macedonia, nel 92 a.C.Thomas Robert Shannon Broughton,The Magistrates of the Roman Republic, New York 1951-52, vol. 1, p. 560; vol. 2, pp. 18, 32.. Durante la guerra sociale assunse il comando delle truppe romane inviate nell'Italia centro-orientale, tra cui la sua stessa regione natìa, dimostrandosi un generale energico e capace, soprattutto durante il decisivo assedio di AscoliG. Antonelli, Pompeo, pp. 8-10.T. Mommsen, Storia di Roma antica, vol. II, tomo I, p. 283..

Nell'89 a.C., Strabone venne eletto console e riuscì a vincere la resistenza della città raggiungendo un successo decisivo contro la rivolta degli italici;T. Mommsen, Storia di Roma antica, vol. II, tomo I, pp. 291-292. trattò i vinti con durezza: flagellò e decapitò i capi dei ribelli, e vendette all'asta gli schiavi e gran parte del bottino, non preoccupandosi però di donare il ricavato alle casse dell'erario, circostanza questa che gli procurò una certa antipatia presso l'opinione pubblicaJohn Leach, Pompey the Great, Londra 1978, p. 15.. Di ritorno a Roma, non è ben chiaro per quale motivo, fu citato in giudizio per maiestas, uscendone infine assoltoAsconio, Orationum Ciceronis quinque enarratio, p. 79 (ed. A.C. Clark, Oxford 1907). Questo incidente di percorso non gli impedì di ottenere il trionfo per il successo conseguito ad Ascoli, che celebrò il 25 dicembre dell'89 a.C.,CIL, I² p. 49. Sul trionfo di Pompeo Strabone si veda Francisco Sanchez Jimenez, Triunfo de Asculaneis Picentibus, in Baetica 9, 1986, pp. 255-268. tuttavia dovette presumibilmente precludergli la candidatura per l'elezione ad un altro consolato, forse quello per l'anno 86 a.C.Velleio Patercolo, II, 21, 1. Si veda inoltre Arthur Keaveney, Pompeius Strabo's Second Consulship, in Classical Quarterly 28, 1978, pp. 240-241..

Il giovanissimo Gneo Pompeo militò nell'esercito paterno in qualità di contubernalis durante l'assedio di AscoliArthur Keaveney, Young Pompey: 106-79 B.C, in L'antiquité classique 51, 1982, p. 111. e fece parte del consilium delle legioni; nello stesso organismo di comando di Strabone in questo periodo durante la guerra sociale erano presenti altri due giovani destinati in seguito ad un importante ruolo politico: Marco Emilio Lepido e Lucio Sergio CatilinaH. H. Scullard, Storia del mondo romano, vol. II, p. 105..

Dopo i successi della guerra sociale, Strabone tenne un comportamento equivoco e, durante la prima fase della guerra civile tra populares e optimates, solo con riluttanza marciò con il suo esercito fino a Roma per difendere la capitale dalle truppe dei populares guidate da Gaio Mario, Lucio Cornelio Cinna e Quinto SertorioT. Mommsen, Storia di Roma antica, vol. II, tomo I, p. 372.H. H. Scullard, Storia del mondo romano, vol. II, p. 88.. Durante le operazioni alla Porta Collina il padre di Pompeo sarebbe morto a causa della pestilenza che stava decimando il suo esercitoT. Mommsen, Storia di Roma antica, vol. II, tomo I, p. 374.. La tradizione storiografica antica ha pesantemente criticato il comportamento e la personalità di Pompeo Strabone; Plutarco lo definisce di "insaziabile cupidigia" e afferma che i suoi soldati profanarono il suo cadavere durante la cerimonia funebrePlutarco, Vita di Pompeo, 1.. In realtà alcuni studiosi moderni hanno ipotizzato che Strabone perseguisse con abilità una posizione di equidistanza e mediazione tra le parti opposte; lo storico britannico H. H. Scullard ritiene che il giovane Pompeo sia stato influenzato dalle idee e dal comportamento del padre e che egli in parte abbia cercato di riprendere la politica di mediazione di StraboneH. H. Scullard, Storia del mondo romano, vol. II, p. 107..

Plutarco nel primo capitolo della sua Vita di Pompeo invece evidenzia con enfasi la sorprendente diversità di carattere e di comportamento del giovane Pompeo rispetto al padre Strabone; il biografo in particolare sottolinea il grande favore e l'apprezzamento che Pompeo ricevette sempre da parte dei suoi concittadini scrivendo che, grazie al suo carattere affabile, ai suoi modi gentili, alla semplicità del suo stile di vita, oltre che alle sue doti di uomo politico e generale, "nessun romano godette da parte del popolo di una benevolenza più grande". Plutarco inoltre riferisce che anche le sue doti fisiche favorirono la popolarità e la fama di Pompeo; fin dall'inizio della carriera il giovane venne definito, in parte anche ironicamente, l'"Alessandro romano" per la sua presunta somiglianza fisica con Alessandro Magno.

Gioventù e primi successi militari con la fazione sillana Il giovane Pompeo ebbe modo, militando nell'esercito del padre nell'87 a.C. durante la fase iniziale della guerra civile seguita alla partenza di Lucio Cornelio Silla per l'Oriente, di dimostrare, poco più che ventenne, la sua perspicacia e il suo coraggio prima sfuggendo ad un agguato mortale di un suo amico, Lucio Terenzio, passato al servizio della fazione democratica di Gaio Mario e Lucio Cornelio Cinna, e quindi riuscendo a controllare con il suo intervento personale un'iniziale sedizione delle truppe scontente del comportamento di StrabonePlutarco, Vita di Pompeo, 3..

Dopo la morte di Strabone nell'accampamento di Porta Collina, la fazione dei populares riuscì ad entrare a Roma, dando il via ad una serie di razzie che colpirono anche Pompeo, a cui fu saccheggiata la casaPlutarco, Vita di Pompeo 4, 1.. Nell'85 a.C. Pompeo dovette difendersi in tribunale da un'accusa di appropriazione indebita di beni appartenenti al bottino raccolto durante l'assedio di Ascoli; egli rischiò di subire la confisca di tutte le sue sostanze. Secondo Plutarco il giovane riuscì ad uscire senza difficoltà dal processo grazie alla sua abilità e intelligenza, favorito anche dalla benevolenza del pretore Antistio che non solo lo assolse dalle accuse ma espresse il suo desiderio di dargli in moglie la figlia Antistia; i due si sposarono pochi giorni dopo la felice conclusione del processoPlutarco, Vita di Pompeo, 4.G. Antonelli, Pompeo, pp. 21-22.. In realtà sembra che Pompeo evitò gravi conseguenze dal processo intentatogli grazie all'eloquenza di Lucio Filippo e Quinto Ortensio e soprattutto al sostegno ricevuto dall'influente Gneo Papirio Carbone, uno dei capi più importanti della fazione marianaT. Mommsen, Storia di Roma antica, vol. II, tomo I, p. 386..

In un primo momento effettivamente Pompeo sembrò aderire alla fazione democratica predominante a Roma; egli tuttavia dopo aver raggiunto gli accampamenti di Cinna, se ne allontanò molto presto, temendo ritorsioni per il suo passato accanto al padre e si nascose; la scomparsa del giovane, secondo Plutarco, avrebbe sollevato proteste da parte delle truppe contro Cinna che venne sospettato di averlo ucciso; la sedizione si sarebbe diffusa nell'esercito, scontento per l'atteggiamento tirannico del capo della fazione mariana e per i piani di trasferimento delle truppe in Grecia, fino a portare all'uccisione del dirigente democratico nell'84 a.C. da parte di un centurionePlutarco, Vita di Pompeo, 5.T. Mommsen, Storia di Roma antica, vol. II, tomo I, p. 382..

Di fronte all'ostilità dei democratici, il giovane Pompeo quindi decise di aderire alla causa dell'oligarchia sillana e, dopo aver appreso nella primavera dell'83 a.C. dello sbarco a Brindisi di Lucio Cornelio Silla con cinque legioni, egli si trasferì nel Piceno dove erano ancora forti i legami e l'influenza della sua famiglia tra i cittadini dei municipi locali. Secondo Plutarco, Pompeo ritenne essenziale raccogliere un suo proprio esercito, reclutato nel territorio piceno, da recare come rinforzo a Silla per acquisire meriti verso di lui ed evitare di apparire solo un giovane disperato alla ricerca di protezione contro la fazione democraticaPlutarco, Vita di Pompeo, 6.. Pompeo ottenne un brillante successo; recatosi a Osimo, si assunse autonomamente il ruolo di comandante e suscitò vasti consensi a suo favore tra i veterani del padre e tra le persone legate clientelarmente alla sua famiglia, dopo aver scacciato dalla città i funzionari inviati da Papirio Carbone; in breve tempo il giovane arruolò, organizzò e armò tre eccellenti legioni con le quali prese il controllo del Piceno prima di marciare ordinatamente verso sud per raggiungere Silla. Lo storico neozelandese Ronald Syme peraltro ha espresso forti critiche al comportamento del giovane Pompeo in questa fase iniziale della sua carriera; egli compiva atti del tutto illegali e cominciava la sua attività politica "con la frode e la violenza... l'illegalità e il tradimento"R. Syme, La rivoluzione romana, p. 33..