Biografia La vita di Nerval fu indelebilmente segnata da un lungo e ossessivo trauma psicologico che l'autore sino alla sua morte non riuscirà a superare: la perdita della madre avvenuta a soli due anni. Il padre, Étienne, era un medico di una certa notorietà, piuttosto influente e proveniva da Agen. Era già stato ferito due volte in guerra quando si trasferì a Parigi per studiare medicina.. Sua madre, Marie Marguerite Antoinette Laurent, era figlia di un commerciante benestante. Lui aveva 32 anni e lei 23 quando nacque Gérard al 96 di rue Saint-Martin (oggi n. 168).

Appena nato, il piccolo Gérard venne affidato a una nutrice, dato che la madre seguì il marito, massone e convinto sostenitore di Napoleone, arruolato nel servizio medico-militare dell'Armata del Reno.

Nel 1810 la madre morì di meningiteIl figlio credeva fosse una febbre misteriosa, presa attraversando a piedi un ponte pieno di cadaveri, e in ogni caso la diagnosi è incerta. Cfr. . in Slesia e venne sepolta a Głogów. La perdita della madre, vissuta forse solo inconsapevolmente data l'età di Nerval, sarà destinata a condizionarlo per tutta la vita. Secondo il parere dominante dei critici, alla base delle celebri figure femminili di Nerval (Sylvie in testa) c'è proprio tale perdita. Essa fu resa ancor più atroce dal fatto che gioielli e ritratti della defunta dovettero essere abbandonati da Étienne durante il passaggio della Beresina: tutto ciò che rimase al piccolo Gérard furono alcune lettere.

Il piccolo venne portato a Mortefontaine (Oise) dal prozio Antoine Boucher (fratello della nonna materna) che gli farà da maestro. L'ambiente di Mortefontaine, dove trascorrerà più tardi anche le vacanze, fu per il giovanissimo Gérard esaltante e fonte di ispirazione per il futuro: lo zio, che morirà nel 1820, era un grande appassionato di occultismo e di religioni pagane e sotto la sua egida Nerval sviluppò un rapporto del tutto particolare con la religione (amava dire «Moi, pas de religion? J'en ai dix-sept!»«Nessuna religione, io? Ma se ne ho diciassette!»).

Quando nel 1814 il padre tornò a Parigi, volle riprendersi il figlio. Étienne aprì un piccolo studio di medicina generale e ginecologia, mentre abitava al 72 della via dove era nato Gérard (anche il quartier des Halles farà parte del suo immaginario). Un altro posto, dove si recò da bambino e che lascerà tracce nella sua memoria e nella sua opera, è Saint-Germain-en-Laye, presso Gérard Dublanc, zio di suo padre.

Nel 1822 Gérard entrò al Collège Charlemagne, dove ebbe tra i compagni di scuola Théophile Gautier. Già durante gli studi liceali, Nerval iniziò a sviluppare, grazie una fervida attività letteraria e teatrale, il suo gusto per l'ideale "gotico-nazionale-popolare", scagliandosi con la satira contro la poetica della Pléiade. La prima plaquette che scrisse si intitolava, sensibile all'influenza paterna, Napoléon et la France guerrière (1826). In questo contesto si inseriscono anche le sue traduzioni in francese di Heine, Klopstock e Goethe, in particolare quella del Faust, uscita nel 1827, che resta, nonostante qualche approssimazione, tra le migliori, ma anche altri "essais poétiques" raccolti in Élégies nationales et satires politiques. Tra le opere giovanili un adattamento alla scena del romanzo Han d'Islanda (1823) di Victor Hugo, per il quale Nerval nutriva grande ammirazione e per il quale attraversava spesso la Senna per recarsi, anche se non sempre era ricevuto, a casa sua, allora all'11 di Rue Notre-Dame-des-Champs.

Tra il 1827 e il 1829 frequentò un cenacolo di letterati raggruppati attorno a Hugo, che considerava mentore e amico. Tra questi Sainte-Beuve, Vigny, Lamartine, Musset, Nodier, ma soprattutto Petrus Borel, del quale diventa amico e che frequenterà regolarmente dal 1832.

Intanto continuava a tradurre poeti tedeschi e, con l'influenza di Hugo e di Madame de Staël (che aveva scritto De l'Allemagne nel 1810), pubblicò la raccolta di Poésies allemandes (febbraio 1830) che leggeva i nuovi poeti romantici tedeschi in continuità con i classici francesi. Nell'ottobre dello stesso anno raccolse una Choix des poésie de Ronsard, scelta di poesie del poeta, che sentiva affine, Pierre de Ronsard. Da notare che entrambe le antologie sono firmate "M. Gérard". L'anno successivo, nello scrivere una lettera a un amico., passerà a "Gérard La Brunie de Nerval", inventando quello che sarà a breve il suo pseudonimo.

Collaborò dall'ottobre 1829 anche a Le Mercure de France aux XIXe siècle, rivista che si pubblicò dall'aprile 1823 all'aprile 1832, per la quale Nerval attribuì a Jean Paul, fingendo di tradurli, propri versi.

Nel frattempo Nerval, per volere del padre, venne iscritto alla Facoltà di medicina presso l'Hotel de Dieu, affinché il giovane potesse continuare a seguire il mestiere paterno, ma lui non aveva alcuna intenzione di diventare medico e, più che studiare, frequentava gli amici scrittori Philothée O'Neddy e Auguste Maquet, il pittore Célestin Nanteuil e il cabaret mondano "Petit Moulin Rouge", nell'8º arrondissement. Frequentava anche i teatri, dove non riuscì però, nonostante vari tentativi, a far leggere le sue opere drammatiche (come Nicola Flamel, uscita a frammenti sulla rivista suddetta). Iniziarono anche i problemi con la legge, che saranno una costante per tutta la sua vita: il primo fermo di polizia per schiamazzi verrà da lui raccontato in Mes prisons (Memoires) e in Angélique. Venne nuovamente arrestato nel 1832 per complotto. Lasciò gli studi e proseguì nella sua attività.

Pubblicò anche le Odelettes su "L'Almanach des Muses" e La Main de gloire su "Le Cabinet de lecture" e riuscì a mettere in scena al Teatro dell'Odeon le due pièces Le Prince des sots e Lara ou l'expiation, firmate "Gérard L.".

A 25 anni, nell'estate 1833 si innamorò dell'attrice e cantante Jenny Colon (1808-1842), cui dedicherà un culto idolatra che acquistò forme nuove dopo la sua morte: figura della madre persa, ma anche della donna ideale nella quale si mescolano, con un sincretismo tipico del suo pensiero, la Madonna, Iside e la Regina di Saba. Questa donna, coetanea dell'autore, con la sua vita convulsa (madre a 16 anni, sposata due volte e amante di un banchiere olandese) all'inizio si erse per lo scrittore a modello della vita libertina; invece, dopo la sua morte prematura (a soli 34 anni) iniziò il processo di trasfigurazione che la farà diventare la Aurélia delle Vergini del fuoco.

Con la cospicua eredità del nonno materno., Nerval viaggiò nel 1834 in Italia (un percorso di formazione obbligato, dopo Chateaubriand, Stendhal, Byron e soprattutto Dumas padre, che aveva appena pubblicato le sue Impressions de voyage, in Svizzera). Il giro comprese la Provenza, Nizza, Genova, Livorno, Civitavecchia, Roma, Napoli e Pompei. Al suo ritorno via mare da Marsiglia, lasciò la casa paterna e andò ad abitare con gli amici Camille Rogier e Arsène Houssaye al n. 3 dell'impasse du Doyenné, dove costituì un circolo letterario con un misto di dandismo, scapigliatura, maledettismo e i temi cari alla poetica romantica.

Houssaye dirigeva la rivista L'Artiste, su cui Nerval pubblicò degli articoli, ed era amministratore della Comédie-Française. Per Nerval fu un periodo felice, che chiamò La Bohême galante. Anche Gautier abitava a pochi passi e tra i nuovi amici che Nerval frequentò ci furono anche Alphonse Karr, Alphonse Esquiros (1812-1876, studioso del magnetismo animale), Édouard Ourliac (1813-1848), Victor de Gounon Loubens (1811-1892).

Trascorse il resto degli anni trenta dando precedenza all'attività teatrale, tra l'altro fondando il settimanale Le Monde dramatique da maggio 1835 a giugno 1836, assieme a tale Anatole Bouchardy. Collaborò anche alla rivista Le Carrousel con quattro prose non firmate (ristampate nel 1838 con il nome di Nerval). Ma il segno distintivo di questo periodo furono i viaggi: Belgio, Paesi Bassi, Austria, Inghilterra, più volte Germania. Su Nerval è costruito il personaggio chiamato Fritz nella raccolta di viaggi che Gautier stamperà nel 1852 con il titolo Caprices et Zigazags.

Il lavoro teatrale era contraddistinto dall'appartenenza costante al filone magico e infernale. Scrisse spesso in coppia con Dumas (ma la firma sarà solo del secondo): Piquillo, Léo Burckart, L'Alchimiste, ma soprattutto divenne critico (o come diceva lui stesso "spectateur obligé") per diverse riviste, tra cui La Charte de 1830, da settembre 1836 a luglio 1838, diretta da Nestor Roqueplan (1805-1870), e il quotidiano La Presse, diretto da Émile de Girardin (1806-1881, marito di Delphine Gay de Girardin) fondato il primo luglio 1836 (su cui Nerval scriverà fino all'inizio degli anni cinquanta).

Nel 1839 a Vienna conobbe Marie Pleyel (1811-1875), moglie di Camille Pleyel, che rivide assieme a Jenny Colon a Bruxelles l'anno successivo.

Nei primi anni del decennio successivo iniziarono a manifestarsi i primi segni psicoticiTra gli studi in bibliografia, quelli di Bayle, Bowman, Felman e Jeanneret si occupano maggiormente di questo aspetto, ma lo stato della psichiatria e virologia al tempo, le cui diagnosi erano incerte, non hanno risolto con sicurezza il mistero della sua malattia: si parlava di febbre, sovreccitazione da lavoro, febbre alienante, esaltazione nervosa, delirio furioso, follia, disordine mentale, alcolismo (che al tempo voleva dire dipendenza da assenzio), malinconia, sfiducia, angoscia, gelosia, persecuzione, depressione, allucinazione, cfr. . di Nerval; in particolare presentava tutti i sintomi di un'acuta schizofrenia. Per due volte venne ricoverato in ospedale. Gli venne accordato un piccolo sostegno economico pubblico. Andò ad abitare al 10 di rue Saint-Hyacinthe-Saint-Michel.

Nel 1842, dopo il matrimonio di Houssaye e il funerale di Jenny Colon, fece un lungo viaggio in Egitto, Libano, Costantinopoli, Malta e, sulla via del ritorno, Napoli, esaltandosi per la ricchezza di tradizione di quei luoghi che gli forniranno ispirazione per la raccolta di scritti Voyage en Orient del 1851.

Tornato in Francia, intensificò di anno in anno le sue escursioni nell'amato Valois. Intanto erano uscite diverse prose sparse, tra cui Roi de Bicêtre (1839), Roman tragique (1844), Femmes du Caire (1846), Scènes de la vie orientale (1848), uno studio su Jacques Cazotte e uno sul culto di Iside su riviste importanti o minori. Tutti questi scritti verranno ripresi più tardi e postumi.

Intanto l'insurrezione aveva portato alla Seconda Repubblica. Nerval, che aveva seguito precedentemente i fatti politici della Francia, e sebbene fosse invitato da diverse parti a intervenire (prima di tutto dalla "Revue des Deux Mondes" a cui già collaborava), se ne astenne, cambiò casa e andò ad abitare al n. 4 di rue Saint-Thomas-du-Louvre, dove prima si isolò, per poi decidere di partire. Anche questo è stato visto come segno del suo malessere interiore. Nel 1848 in realtà fornì a Le Temps, quotidiano apertamente repubblicano uscito tra il 1º marzo e il 12 dicembre, il suo unico tentativo di scrivere un "feuilleton": Le Marquis de Fayolle.

Durante un viaggio a Londra conobbe Charles Dickens. Scrisse uno studio su Cagliostro. Con l'inizio degli anni cinquanta, la sua situazione sia economica sia personale peggiorò: era tormentato da frequenti episodi di sonnambulismo e venne ricoverato sempre più spesso, in una sorta di "libertà vigilata", a causa di frequenti deliri, anche violenti. Tuttavia, la sua produzione non si arrestò: è proprio in questi anni che portò a definitivo compimento Angélique, Sylvie, Jemmy, Octavie, Isis, Corilla ed Emilie, che andranno poi a comporre, assieme alla raccolta di poesie Les Chimères, scritte nell'arco di tutti gli ultimi anni della sua vita, il libro Les Filles du feu, considerato il suo capolavoro e che uscirà nell'anno della sua morte.