La battaglia navale di Casablanca consistette in una serie di scontri navali combattuti nel novembre 1942 al largo delle coste marocchine, tra la US Navy e le forze navali della Francia di Vichy. Lo scontro avvenne nel contesto dell'operazione Torch, l'invasione alleata del Nord Africa, volta a sottrarre il controllo del Protettorato francese del Marocco alle autorità di Vichy, formalmente neutrali ma vincolate dai termini dell'armistizio di Compiègne.Auphan & Mordal (1976), p. 210

Nelle fasi finali, la battaglia vide l'intervento degli U-Boot della Kriegsmarine, giunti nell'area in concomitanza con la resa delle truppe francesi.

Sfondo In seguito alla campagna di Francia del 1940 e alla successiva firma dell'armistizio, il Marocco francese rimase sotto il controllo della Francia di Vichy. Sebbene lo Stato francese fosse ufficialmente neutrale, le clausole armistiziali imponevano alle sue guarnigioni di difendere i territori coloniali da qualsiasi aggressione esterna. Le tensioni tra la Francia di Vichy e il Regno Unito erano già degenerate in passato, culminando nel luglio 1940 con l'Operazione Catapult e l'attacco a Mers-el-Kébir, azione britannica volta a impedire che la flotta francese cadesse in mano tedesca. Nel novembre 1942, gli Alleati lanciarono l'Operazione Torch per aprire un secondo fronte in Nord Africa: Casablanca fu individuata come obiettivo strategico prioritario per la sua importanza logistica e per il controllo delle rotte atlantiche.

Forze contrapposte Forze americane Il comando delle operazioni navali fu affidato al contrammiraglio Henry Kent Hewitt, a bordo dell'incrociatore pesante Augusta. La Task Force 34 (TF 34) comprendeva 102 navi, tra cui la moderna nave da battaglia Massachusetts e la portaerei Ranger. Gli americani tentarono contatti diplomatici preliminari con ufficiali francesi filo-alleati, ma non coinvolsero i vertici della marina a Casablanca, come il viceammiraglio Frix Michelier, temendo fughe di notizie verso l'Asse.

Forze di Vichy Casablanca era la più importante base navale francese sull'Atlantico. La difesa era incentrata sulla moderna nave da battaglia Jean Bart, che sebbene incompleta e priva di propulsione, disponeva di una torre quadrupla da 380 mm operativa. Il porto ospitava inoltre il 2º Squadrone leggero, composto dall'incrociatore leggero Primauguet, diversi cacciatorpediniere e una consistente flotta di sottomarini.

Gli scontri 8 novembre Le navi da trasporto del gruppo centrale comprendente le unità William P. Biddle, Leonard Wood, Joseph T. Dickman, Tasker H. Bliss, Hugh L. Scott, Joseph Hewes, Edward Rutledge, Charles Carroll, Thomas Jefferson, Ancon, Elizabeth C. Stanton, Thurston, Arcturus, Procyon e Oberon ancorarono a 8 miglia da Fedahla a mezzanotte.

Le imbarcazioni da sbarco si incontrarono e partirono alle 6.00 del mattino. Le batterie costiere di Pont Blondin furono allertate dal rumore delle imbarcazioni da sbarco e con i riffletori illuminarono la spiaggia, poco dopo le unità aprirono il fuoco con le mitragliatrici, il cacciatorpediniere Wilkes e una nave da ricognizione incaricate di forzare Red Bech si spostarono dalla zona designata in seguito alla rilevazione di una unità sconosciuta identificata come "nemica"; le imbarcazioni da sbarco mentre tentavano di sbarcare sulla spiaggia pianificata a tutta velocità finirono sulle rocce. Delle 32 imbarcazioni 21 affondarono mentre le unità sopravvissute furono affondate dalle forti onde del mare.

3.500 soldati americani erano sbarcati all'alba e la foschia del mattino impediva ai francesi di vedere il grosso delle unità americane nonostante ciò le batterie costiere di Fedala aprirono il fuoco sulle imbarcazioni da sbarco poco dopo le 7.00 del mattino. Alle 7.20, l'ammiraglio Hewitt ordinò a quattro cacciatorpediniere di supportare le forze da sbarco e ad aprire il fuoco sulle batterie costiere francesi.

I cannonieri francesi danneggiarono i cacciatorpediniere Ludlow e Murphy, alle 7.25 i cacciatorpediniere furono protetti dai cannoni degli incrociatori Augusta e Brooklyn che prottegevano le navi da trasporto truppe. La Ludlow e il Wilkes misero a tacere le batterie costiere di Pont Blondin, mentre l'Augusta mise a tacere le batterie costiere di Fedala.

Il Murphy, il Wainwright e altre unità statunitensi ingaggiarono lo scontro poco prima delle 7.00 contro alcuni aerei francesi riuscendo a respingerli.

I sottomarini francesi Amazone, Antiope, Méduse, Orphée e Sibylle si mossero verso le proprie zone di pattugliamento intorno alle 7.00 mentre alle 7.50 gli aerei francesi si alzarono da terra per intercettare i bombardieri lanciati dalle portaerei Ranger e Suwanee. Gli aerei francesi si scontrarono contro gli aerei della Ranger dove sette aerei francesi furono abbattuti mentre 4 o 5 aerei americani furono persi.

Intanto i bombardieri americani raggiunsero Casablanca e la bombardarono intorno alle 8.04, nel raid aereo dieci navi mercantili e alcuni transatlantici vennero affondati mentre i sottomarini francesi Amphitrite, Oréade e Psyche furono distrutti in quanto ormeggiati nel porto. la forza di copertura americana comprendente le unità Massachusetts, Wichita, Tuscaloosa scortate dai cacciatorpediniere Mayrant, Rhind, Wainwright e Jenkins si presentarono al largo e aprirono il fuoco contro le batterie di El Hank alle 8.40, la Jean Bart sebbene disponesse di una sola torretta apri il fuoco contro le unità americane, l'unità presa di mira dalla Massachusetts fu danneggiata e mesa a tacere temporaneamente, il colpo infatti paralizzò la sua torretta.

Mentre la forza di copertura impegnava la batteria El Hank a ovest di Casablanca, sette navi del 2º squadrone leggero francese uscirono dal porto di Casablanca alle 9.00, sotto la copertura di una cortina fumogena per attaccare le navi da trasporto truppe ancorate al largo di Fedala a est. Il cacciatorpediniere francese Milan insieme ai cacciatorpediniere Fougueux e Boulonnais si mossero e alle 9.20 le unità furono mitragliate dagli aerei della Ranger, i cannonieri francesi affondarono una nave da sbarco e colpirono la Ludlow, il Milan dopo essere stato danneggiato dalla Wilkes, Wichita e Tuscaloosa si arenò. Le unità Massachusetts e Tuscaloosa ingaggiarono i cacciatorpediniere francesi Fougueux alle 10.00 e Boulonnais alle 10.12, Il Fougueux affondò alle 10.40 mentre l'incrociatore leggero Primauguat insieme ai cacciatorpediniere Albatros, Brestois e Frondeur furono ingaggiati dal Massachusetts, dallAugusta e dal Brooklyn dalle 11.00 alle 11.20. LAlbatros si arenò per evitare di affondare mentre le navi rimanenti tornarono al porto di Casablanca, dove il Primauguet si arenò e bruciò e i due cacciatorpediniere si capovolsero.

Il sottomarino francese Amazone mancò il Brooklyn mentre il Sibylle scomparve mentre pattugliava la zona tra Casablanca e Fedala, la causa della sua distruzione rimane incerta. I sottomarini francesi sopravvissuti Sidi Ferruch e Le Conquérant compirono una sortita senza siluri per evitare la distruzione nel porto, Le Tonnant riuscì a caricare alcuni siluri prima di partire, l'Augusta affondò il Boulonnais a mezzogiorno e L'Alcyon rimase l'unico cacciatorpediniere francese operativo.

Tre piccole navi da guerra francesi emersero dal porto di Casablanca nel primo pomeriggio per salvare i marinai dal cacciatorpediniere affondato Fougueux, le navi di soccorso furono respinte dal fuoco di artiglieria della forza di copertura americana. Gli aerei francesi bombardarono e mitragliarono la spiaggia dello sbarco a intervalli durante il giorno, ma causarono pochi danni. Gli operai avevano riparato la torretta della Jean Bart entro il tramonto e la batteria El Hank rimase operativa. Quasi la metà delle 347 navi da sbarco americane era stata distrutta e meno di 8.000 soldati erano stati sbarcati mentre cinque sottomarini francesi inseguirono la flotta d'invasione fino a sera.

9 novembre

L'alba trovò le spiagge dello sbarco di Fedala flagellate da onde alte 1,8 metri che ostacolarono notevolmente l'ancoraggio delle navi da trasporto truppe alla spiaggia. le truppe che erano a terra si ritrovarono con pochissime scorte materiali, c'erano carenze di munizioni e forniture mediche inadeguate per i feriti e le comunicazioni si interruppero perché le apparecchiature radio erano ancora a bordo delle navi da trasporto truppe. L'avanzata verso Casablanca si interruppe siccome le squadre a terra non disponevano di attrezzature meccanizzate per spostare le scorte dalla spiaggia dello sbarco.

10 novembre I dragamine francesi Commandant Delage e La Grecieuse uscirono alle 10.00 per aprire il fuoco sulle truppe americane che avanzavano da Fedala verso la periferia di Casablanca. L'incrociatore Augusta e i cacciatorpediniere Edison e Tilman inseguirono i dragamine fino al porto di Casablanca dove furono costretti a ritirarsi dal fuoco della Jean Bart. Nove bombardieri in picchiata della Ranger colpirono la Jean Bart e alle 16.00 la nave affondò addagiandosi sul fondale basso del porto con i ponti allagati. I sottomarini francesi Meduse, Le Tonant e Antiope lanciarono i propri siluri contro la Ranger, la Massachusetts e la Tuscaloosa mancando le unità. La Meduse fu paralizzata dai contrattacchi americani e si arenò al largo di Capo Blanc mentre i restanti due sottomarini si ritirarono.

11 novembre Casablanca si arrese l'11 novembre, mentre 11.000 tonnellate di rifornimenti per le truppe d'invasione rimasero a bordo delle navi da trasporto truppe. Quel giorno i sottomarini tedeschi riuscirono a raggiungere le navi da trasporto truppe prima che completassero lo scarico del carico. Nel primo pomeriggio, l'U-173 silurò il cacciatorpediniere Hambleton, la petroliera Winooski e la nave da trasporto truppe Joseph Hewes, circa 100 uomini affondarono con la Joseph Hewes. In quel momento, la Bristol avvistò un sottomarino emerso e attaccò con i suoi cannoni di coperta e infine con bombe di profondità, ma non si ritiene che abbia affondato il sottomarino francese. La Sidi Ferruch fu affondata dagli aerosiluranti della Suwanee l'11 novembre.

Le ultime azioni 12-16 novembre

Le navi da trasporto truppe d'invasione rimasero nel loro ancoraggio improvvisato per mantenere aperto il porto di Casablanca e scaricare truppe aggiuntive dall'arrivo previsto del convoglio UGF-2 finché l'U-130, al comando di Ernst Kals, silurò le navi da trasporto truppe Tasker H. Bliss, Hugh L. Scott ed Edward Rutledge la sera del 12 novembre, uccidendo altri 74 militari americani e spingendo le navi da trasporto truppe non danneggiate a lasciare l'ancoraggio e a manovrare evasivamente in mare finché non furono in grado di ormeggiare a ridosso della diga foranea di Casablanca il 13 novembre per completare lo scarico dei rifornimenti. Delle navi americane danneggiate dai siluri dei sottomarini l'11 e il 12 novembre, tutte e quattro le navi da trasporto truppe affondarono, ma la petroliera e il cacciatorpediniere furono riparati. Le navi da trasporto truppe sopravvissute lasciarono Casablanca quando lo scarico fu completato il 17 novembre. I sottomarini francesi Amazone e Antiope raggiunsero Dakar e l'Orphee ritornò a Casablanca dopo la resa della città. Le Conquerant fu affondato il 13 novembre da due idrovolanti VP-92 PBY Catalina al largo di Villa Cisneros, Le Tonnant fu affondato al largo di Cadice il 15 novembre mentre il 16 novembre l'U-173 fu affondato al largo di Casablanca da cacciatorpediniere americani.

Conseguenze La vittoria americana garantì agli Alleati il porto di Casablanca, che divenne una base logistica fondamentale. Le perdite francesi furono devastanti: quasi l'intera flotta locale fu distrutta o neutralizzata. Politicamente, il successo dell'operazione portò alla resa delle forze di Vichy in Nord Africa e spinse la Germania a lanciare l'operazione Anton, l'occupazione della cosiddetta "zona libera" nella Francia metropolitana.