La Continuatio dei Casus sancti Galli ("Continuazione delle Cronache di San Gallo") è l'opera più conosciuta di Eccardo IV di San Gallo, scritta in latino tra il 1047 e il 1057 circa. Si tratta di una cronaca dell'abbazia di San Gallo dall'anno 883 fino al 972; è una diretta continuazione dei Casus sancti Galli iniziati dall'abate Ratperto nel IX secolo.

Contenuti e stile I Casus sancti Galli sono un'opera cronachistica che racconta la storia dell'Abbazia di San Gallo a partire dalla sua fondazione. È stata scritta nel corso di più secoli da diverse mani, fino all'ultima continuazione del XIV secolo. Il primo autore, l'abate Ratperto, aveva interrotto la propria narrazione all'anno 883, con la visita dell'imperatore Carlo III il Grosso a San Gallo, che era stata anche lo stimolo principale per iniziare la scrittura dell'opera.Cronache di San Gallo, a cura di G.C. Alessio, Torino, Einaudi, 2004, p. VII. Questo primo nucleo dei Casus descrive in modo lineare le origini altomedievali del monastero, con l'arrivo di San Gallo, la fondazione, la successione degli abati e i rapporti conflittuali con l'esterno.W. Jezierski, «Speculum monasterii». Ekkehart IV and the Making of St Gall's Identity in the «Casus sancti Galli» - Tradition (9th-13th Centuries), in Ekkehart IV. von St. Gallen. Lingua historica Germanica 8, a cura di S. Müller - E. Krotz - N. Kössinger, Berlino 2015, pp. 267-302, alla p. 268.

Eccardo IV prosegue la storia dell'abbazia fino all'anno 972, quando Ottone I e la moglie Adelaide si recano a San Gallo.Cronache di San Gallo cit., p. IX. Il terminus post quem per la scrittura della cronaca è il 1047, ricavabile dal riferimento alla canonizzazione di santa Viborada; il terminus ante quem è invece la morte dell'autore, avvenuta poco dopo il 1057.E. Tremp, Zur Neuausgabe von Ekkeharts «Casus sancti Galli», in Ekkehart IV. von St. Gallen cit., pp. 245-265, alla p. 246. Lo stile cambia molto rispetto a quello del predecessore; infatti, Eccardo dedica largo spazio ad aneddoti e dinamiche interne alla comunità, conferendo all'opera un certo prestigio letterario.W. Jezierski, «Speculum monasterii» cit., p. 268. C'è inoltre una tendenza all'uso di dialoghi, che rendono la narrazione più dinamica e vivace. Per fare ciò, Eccardo si serve sia di testi circolanti nell'abbazia che di resoconti orali su episodi rimasti nella memoria dei monaci.Cronache di San Gallo cit., p. X.

Nel prologo dell'opera, Eccardo sostiene di aver proseguito il lavoro di Ratperto su iniziativa di alcuni confratelli che lo hanno convinto, ma la motivazione di fondo sembra essere il malcontento suo e di altri monaci per la riforma monastica introdotta dall'abate Norberto negli anni '30 dell'XI secolo.Ibidem. Infatti l'autore insiste molto sugli anni felici del monastero, contrapponendoli al presente caratterizzato dall'imposizione della riforma.H.F. Haefele, Ekkehard IV. v. St. Gallen, in Brepolis Medieval Encyclopaedias - Lexikon des Mittelalters Online. L'epoca d'oro della comunità viene descritta con ammirazione da parte di Eccardo, che si sofferma sul notevole sviluppo culturale incentivato da figure autorevoli quali Notker, Tuotilo e Ratperto: negli anni della loro attività viene dato un impulso all'arte, alla poesia, alla musica, all'attività dello scriptorium e all'istruzione.E. Tremp, Tradition und Neuerung im Kloster. Ekkehard IV. von St. Gallen und die monastische Reform, in Tradition, Innovation, Invention. Fortschrittsverweigerung und Fortschrittsbewusstsein im Mittelalter, a cura di H. Schmidt, Berlino - New York 2005, pp. 381-397, alle pp. 386-387.

Dopo l'incendio doloso del 937 comincia una fase di riassestamento, con la ricerca di aiuti e finanziamenti e il ritorno all'ordine.M.B. De Jong, Internal Cloisters: The Case of Ekkehard's «Casus sancti Galli», in Grenze und Differenz im frühen Mittelalter. Denkschriften 287. Forschungen zur Geschichte des Mittelalters, vol. 1, a cura di W. Pohl - H. Reimitz, Vienna 2000, pp. 209-221, alla p. 219. In un simile contesto crescono e poi operano i monaci della generazione precedente a quella di Eccardo, come il suo maestro Notker III ed Eccardo II.Cronache di San Gallo cit., alla p. IX.

Più che descrivere i fatti dell'abbazia, l'intera opera sembra voler rendere omaggio alla comunità sangallese, celebrandone il passato ammirevole. La lettura di questo testo doveva creare un senso di comunione e fratellanza tra i monaci; uno dei successivi continuatori della cronaca, Corrado di Fabaria, afferma infatti che i Casus sancti Galli venivano letti e ascoltati in pubblico.W. Jezierski, «Speculum monasterii» cit., alla p. 274. Un altro elemento di conferma può essere la circolazione dell'opera esclusivamente entro i confini del monastero.Cronache di San Gallo cit., p. XIV.

Continuatori dell'opera Gli studiosi si sono domandati se la continuatio di Eccardo IV sia rimasta incompiuta o se la conclusione risponda alla volontà autoriale di chiudere il testo in modo parallelo a quello di Ratperto, con l'arrivo dell'imperatore a San Gallo con la propria famiglia. Si è ipotizzato che fosse una scelta consapevole, per evitare di parlare del periodo contemporaneo in toni eccessivamente aspri;T. de Morembert, Eckehard IV, in Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XIV, Parigi 1960, coll. 1383-1384. l'idea più diffusa però è che l'autore non abbia potuto completare il suo resoconto a causa di una malattia o della morte.E. Tremp, Zur Neuausgabe von Ekkeharts «Casus sancti Galli» cit., alla p. 245.

Dopo Eccardo, i Casus sancti Galli sono stati proseguiti da alcuni compilatori anonimi che hanno integrato le informazioni fino all'anno 1203. Successivamente, nel XIII secolo, Corrado di Fabaria ha portato avanti il lavoro fino agli eventi del 1234.C. Dora, St. Galler Klostergeschichtsschreibung, in Geschichte machen. Handschriften erzählen Vergangenheit. Winterausstellung 10. Dezember 2019 bis 8. März 2020, a cura di C. Dora, San Gallo 2019, pp. 46-61, alla p. 47. Egli è stato l'ultimo monaco a scrivere in latino: dopo di lui, Christian Kuchimeister ha voluto espandere la cronaca fino all'anno 1329, ma scrivendo in lingua tedesca.E. Tremp, Zur Neuausgabe von Ekkeharts «Casus sancti Galli» cit., alla p. 247.

Manoscritti I Casus sancti Galli sono conservati complessivamente in nove manoscritti, tre dei quali non contengono la continuatio di Eccardo (i mss. Sang. 267, Sang. 613 e Sang. 614):I manoscritti di San Gallo sono consultabili in forma digitalizzata partendo dal sito di E-Codices.

San Gallo, Stiftsbibliothek 267 (IX-X secolo); San Gallo, Stiftsbibliothek 610 (seconda metà del XV secolo); San Gallo, Stiftsbibliothek 611 (metà XVI secolo); San Gallo, Stiftsbibliothek 612 (XV secolo); San Gallo, Stiftsbibliothek 613 (1526); San Gallo, Stiftsbibliothek 614 (IX-X secolo); San Gallo, Stiftsbibliothek 615 (fine XII - inizio XIII secolo); San Gallo, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung 69 (XV secolo, prima del 1495); San Gallo, Kantonsbibliothek, Vadianische Sammlung 70 (metà XV secolo).Cronache di San Gallo cit., pp. XIII-XIV.

Note

Bibliografia Edizioni M. Goldast, Liber de casibus monasterii S. Galli in Alamannia, in Alamannicarum rerum scriptores aliquot vetusti, vol. I, Francoforte 1606, pp. 35-109. I. von Arx, Casus s. Galli, in Monumenta Germaniae Historica. Scriptores, vol. II, Hannover 1829, pp. 75-147. G. Meyer von Knonau, Ekkeharti IV. Casus Sancti Galli. St. Gallische Geschichtsquellen III, San Gallo 1877. H.F. Haefele, Ekkehard IV. St. Galler Klostergeschichten. Ausgewählte Quellen zur deutschen Geschichte des Mittelalters, vol. 10, Darmstadt 1980. Cronache di San Gallo, a cura di Gian Carlo Alessio, Introduzione e note storiche di Peter Erhart, Note alle illustrazioni e apparato iconografico di Fabrizio Crivello, Collezione I Millenni, Torino, Einaudi, 2004, ISBN 978-88-061-7085-1. H.F. Haefele - E. Tremp, Ekkehart IV. St. Galler Klostergeschichten (Casus sancti Galli). Monumenta Germaniae Historica. Scriptores rerum Germanicarum 82, Wiesbaden 2020.

Bibliografia critica F. Brunhölzl, Histoire de la littérature latine du Moyen Âge, vol. II, Turnhout 1996, pp. 380-387. M.B. De Jong, Internal Cloisters: The Case of Ekkehard's «Casus sancti Galli», in Grenze und Differenz im frühen Mittelalter. Denkschriften 287. Forschungen zur Geschichte des Mittelalters, vol. 1, a cura di W. Pohl - H. Reimitz, Vienna 2000, pp. 209-221. T. de Morembert, Eckehard IV, in Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XIV, Parigi 1960, coll. 1383-1384. Deutsches Literatur-Lexikon. Das Mittelalter. 3: Reiseberichte und Geschichtsdichtung, a cura di W. Achnitz, Berlino - Boston 2012, pp. 65-71. C. Dora, St. Galler Klostergeschichtsschreibung, in Geschichte machen. Handschriften erzählen Vergangenheit. Winterausstellung 10. Dezember 2019 bis 8. März 2020, a cura di C. Dora, San Gallo 2019, pp. 46-61. H.F. Haefele, Ekkehard IV. v. St. Gallen, in Brepolis Medieval Encyclopaedias - Lexikon des Mittelalters Online. W. Jezierski, «Speculum monasterii». Ekkehart IV and the Making of St Gall's Identity in the «Casus sancti Galli»-Tradition (9th-13th Centuries), in Ekkehart IV. von St. Gallen. Lingua historica Germanica 8, a cura di S. Müller - E. Krotz - N. Kössinger, Berlino 2015, pp. 267-302. E. Tremp, Tradition und Neuerung im Kloster. Ekkehard IV. von St. Gallen und die monastische Reform, in Tradition, Innovation, Invention. Fortschrittsverweigerung und Fortschrittsbewusstsein im Mittelalter, a cura di H. Schmidt, Berlino - New York 2005, pp. 381-397. E. Tremp, Zur Neuausgabe von Ekkeharts «Casus sancti Galli», in Ekkehart IV. von St. Gallen. Lingua historica Germanica 8, a cura di S. Müller - E. Krotz - N. Kössinger, Berlino 2015, pp. 245-265.

Collegamenti esterni

Casus sancti Galli continuatio, in Geschichtsquellen des deutschen Mittelalters. Mirabile. Archivio digitale della cultura medievale. E-Codices, da cui si possono consultare i manoscritti digitalizzati di San Gallo.