La signora senza camelie è un film del 1953 diretto da Michelangelo Antonioni.
Trama Clara Manni, una ex commessa milanese, è diventata attrice dopo l'insistente proposta del produttore Gianni Franchi ma è costretta a recitare in pellicole che sfruttano più la sua bellezza che la sua bravura interpretativa. Gianni la sposa in fretta e, divenuto geloso, le proibisce di esibirsi in questo genere di film. Ma cambiare repertorio non è semplice e il nuovo film di Clara, che interpreta Giovanna d'Arco, fallisce, mettendo finanziariamente nei guai il marito.
Nel frattempo, a Venezia Clara conosce Nardo Rusconi, un console in cerca di un'avventura amorosa, ma senza intenzioni serie. Clara è costretta ad accettare un altro film dal suo antico produttore, Ercolino Borra, in modo da pagare i debiti del marito. Dopo essersi separata, Clara fugge con Nardo Rusconi; ma la storia dura poco, perché Nardo non vuol creare scandali e preferisce lasciarla.
Delusa, ella cade in depressione e chiede consiglio all'amico attore Lodi, che le consiglia di cambiare registro e d'indirizzarsi verso ruoli più profondi. Clara rifiuta ogni copione che non corrisponda alle sue nuove esigenze, ma nessuno crede in lei. È costretta ad accettare un altro film commerciale (per rientrare nel mondo del cinema, deve infatti adeguarsi alle parti insulse che le offrono): il cinismo del mondo cinematografico dominato dal danaro e dal successo di pubblico ha sopraffatto la sua ingenuità.
Critica La signora senza camelie è stato considerato il punto di svolta nell'evoluzione della narrativa filmica in Italia, dal cinema neorealista e quindi di critica sociale dove primeggiarono Vittorio de Sica e Cesare Zavattini con Umberto D, negli stessi iniziali anni cinquanta, all'approfondimento della crisi dei sentimenti, che caratterizzerà il cinema di Antonioni degli anni a venire.Mira Liehm, Passion and defiance. Film in Italy from 1942 to the present, University of California Press, Ltd , U.S. 1984, p. 97 - 98 e 122 - 124.
Produzione In questo film il ruolo di protagonista era destinato a Gina Lollobrigida che tuttavia, all'inizio delle riprese, comunicò di non volere più interpretare la parte.Gina Lollobrigida rifiuta di girare un film, in Corriere della Sera, 16 ottobre 1952, p. 3. il produttore Domenico Forges-Davanzati denunciò la Lollobrigida per inadempienza chiedendo un risarcimento danni di 100 milioni di lire.Gina o Lucia?, in L'Europeo, anno VIII, nº 45, 29 ottobre 1952 L'attrice si difese sostenendo di aver firmato il contratto sulla base di un trattamento non definitivo e di aver ricevuto assicurazione di poter modificare alcuni dettagli della storia se non graditi. Poiché la sceneggiatura definitiva le era stata fornita all'ultimo momento, la possibilità di intervenire sulle scene le veniva di fatto negata.Il processo Lollo rinviato a nuovo ruolo, in Corriere della Sera, 8 novembre 1953, p. 5 La stampa dell'epoca non riporta la sentenza, pertanto è verosimile che attrice e produttore abbiano poi accettato di convenire ad un accordo extragiudiziale.
In una intervista rilasciata a Lietta Tornabuoni 35 anni dopo, il regista Antonioni tornò sull'argomento cercando di giustificare l'insuccesso commerciale del film con la scelta di Lucia Bosè come protagonista, «che non era adatta, troppo elegante, troppo poco maggiorata».Lietta Tornabuoni, Michelangelo Antonioni: io e il cinema, io e le donne, in Corriere della Sera, 12 febbraio 1978, p. 9, riportato anche nel volume Fare un film è per me vivere
Distribuzione Il film venne distribuito nel circuito cinematografico italiano il 27 febbraio 1953.
Curiosità In una scena viene citata apertamente la rivista Hollywood: un finto numero del periodico viene mostrato da Gianni Franchi (Andrea Checchi) a Ercole Borra (Gino Cervi). In copertina c'è la scena del bacio tra Clara Manni (Lucia Bosè) e Lodi (Alain Cuny).
Riconoscimenti Grolla d'oro 1953 – Miglior attore ad Andrea Checchi
Note
Bibliografia Carlo Di Carlo, Giorgio Tinazzi (a cura di): Michelangelo Antonioni. Fare un film è per me vivere, Marsilio Editori, Venezia, 1994. ISBN 9788831759755 Carlo Di Carlo, Claudio Taddei (a cura di), Il primo Antonioni, Cappelli Editore, Bologna, 1973.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici Categoria:Film diretti da Michelangelo Antonioni Categoria:Film sul cinema