Disputatio Pippini cum Albino è un'pera composta da Alcuino durante il suo soggiorno in Northumbria, tra il 790 e il 793La datazione è ancora oggetto di discussione, tale datazione è quella proposta da Bayless. Altri studiosi preferiscono invece collocarla tra il 794 e il 796. In ogni caso diversi elementi, tra cui la stretta affinità con l'epistola 79, scritta durante il soggiorno in Northumbria, e l'uso del termine iuvenes per definire Pipino, inteso da Alcuino come raggiungimento della maggiore età, permettono sicuramente di datare l'opera dopo il 790. Cfr. Cinzia Grifoni, Un giovane promettente. La rappresentazione alcuiniana di Pipino d'Italia nella «Disputatio Pippini cum Albino» (con traduzione italiana del testo) in «Spes Italiae». Il regno di Pipino, i Carolingi e l'Italia (781-810), cur. Giuseppe Albertoni e Francesco Borri, Turnhout, Brepols, 2022, pp. 270-274.. Anche se nella parte finale di essa viene rivelato che in realtà si tratti di una lettera da lui stesso indirizzata all'allievoIvi, p. 264., è presentata in forma di dialogo tra Alcuino e Pipino in 108 brevi domande e risposte (le prime domande poste da Pipino, le successive da Alcuino), sulla base di modelli antichiAlcuinus, Disputatio Pippini cum Albino in Clavis Scriptorum Latinorum Medii Aevi. Auctores Galliae 735-987, cur. Marie-Hélène Jullien e Françoise Perelman, Turnhout, Brepols, 1999, voll. 2, pp. 164-165..
Si ritrovano spesso estratti del trattato in compilazioni scolastiche, elemento che ne testimonia l'uso a scopo didatticoIbidem.
Identificazione dei personaggi Il nome degli interlocutori si apprende solo da alcuni dei titoli che precedono il dialogo nella tradizione manoscritta (nel corpo del testo non c'è nessun riferimento alla loro identità) ed è infatti stata molto dibattuta l'identità di Pipino, risultando necessario capire a quale dei due figli di Carlo Alcuino si stesse rivolgendo: probabilmente si tratta di Pipino d'Italia e non del fratellastro Pipino il GobboTra gli elementi a favore di questa tesi c'è nella presenza di Pipino d'Italia tra i destinatari di altre epistole alcuiniane e anche il fatto che il periodo di composizione dell'opera sembri corrispondere alla condanna di Pipino il Gobbo per aver partecipato ad una congiura contro il padre (costretto alla tonsura e alla reclusione nel monastero di Prüm), mentre in un titolo esteso della Disputatio il Pipino in questione sarebbe invece associato ad un “regalis iuvenis”. Cfr. Cinzia Grifoni, Un giovane promettente. cit., pp. 270-271..
Fonti Le fonti del trattato sono moltepliciAlcuinus, Disputatio Pippini cum Albino cit.:
Altercatio Hadriani et Epicteti (III sec.) Oltre ai diversi richiami tratti da questa, c'è anche una più generale volontà da parte di Alcuino di presentare l'associazione tra Pipino visto nel ruolo di Adriano e lui stesso invece nel ruolo di Epitteto (è anche un modo per assegnare identità classiche elevate a lui stesso e ai membri della corte)Douglas Dales, Alcuin. Theology and Thought, Cambridge, J. Clarke, 2013, p. 201; Martha Bayless, Alcuin's «Disputatio Pippini» and the Early Medieval Riddle Tradition in Humour, History and Politics in Late Antiquity and the Early Middle Ages, cur. Guy Halsall, Cambridge, Cambridge University Press 2002, p. 165. Una versione latina della Vita et Sententiae Secundi philosophi Symphosius Quattro tra gli indovinelli presentati nell'opera sembrano avere stretti paralleli in quest'opera, da cui probabilmente sono stati trattiMartha Bayless, Alcuin's «Disputatio Pippini» cit., p. 170. Adelmo, Ioca monachorum (diffuso nell'VIII sec., St-Gall 196, pseudo-Symphosius) Sette indovinelli invece hanno corrispondenze con quest'opera (oltre che con i Collectanea di uno pseudo Beda)Ibidem.
Uso del dialogo La forma di dialogo, con la predilezione di Alcuino per lo scambio di domande e risposte a scopo didascalico, trova paralleli nel De rhetorica, nel De dialectica e nella Disputatio de vera philosophia, oltre che nellArs grammatica. Nei primi due l'interlocutore di Alcuino è Carlo Magno stesso, che viene quindi rappresentato come saggio, nobilitato dal suo desiderio di sapere e coinvolto nella fissazione e divulgazione delle conoscenze acquisibili (in pieno accordo con il periodo d'ideologia di rinascita carolingia)Cinzia Grifoni, Un giovane promettente. cit., pp. 268-269.. In questo caso l'interlocutore è Pipino, unico altro esponente della casa reale franca a cui Alcuino assegnò questo compito (forse perché unici che furono effettivamente suoi allievi), e che riesce anche a superare le prerogative del padre assumendo un doppio ruolo: non si limita solo a porre quesiti, ma con un'inversione dei ruoli, nella seconda parte dell'opera è lui stesso a risolvere gli indovinelli proposti da Alcuino (importante per la costruzione che il maestro voleva trasmettere di lui)Ivi, p. 270..
Struttura e contenuti La prima parte del dialogo (fino al segmento 90) consiste in domande poste da Pipino che si articolano in sette blocchi tematiciIvi, pp. 275-277.:
Primo blocco (1-3): grammatica Secondo blocco (6-18): condizione umana Terzo blocco (19-46): parti anatomiche del corpo umano Quarto blocco (47-63): cielo, corpi celesti, gli elementi naturali acqua e fuoco e alcuni fenomeni atmosferici ad essa legati Quinto blocco (64-73): nozioni astronomiche riguardanti la suddivisione dell'anno solare e le costellazioni dello zodiaco Sesto blocco (77-79): terra, erbe medicinali e aromatiche Settimo blocco (80-87): cerniera per la seconda parte, presente per la prima volta la forma dell'indovinello (di cui Alcuino riporta anche la soluzione perché Pipino non risulta in grado di risolverlo)
Il passaggio da un blocco all'altro avviene per associazione di idee o per concatenazione terminologica (cioè quando un elemento della risposta precedente va a diventare oggetto della domanda successiva), così come può avvenire per il susseguirsi delle domande anche all'interno del blocco stesso. Tali tecniche connettive sono usate da Alcuino con scopo mimetico: l'obiettivo è esprimere la curiositas di Pipino, provando a riprodurre il modo di chiedere tipico di una persona desiderosa di imparare.
È anche importante notare le risposte di Alcuino non siano mai semplici descrizioni, ma abbiano un linguaggio figurato e fortemente polisemico, che stimola ulteriori riflessioni nell'interlocutore.
Tra il quinto e il sesto blocco è presente un intermezzo in cui si rompe la finzione scenica e l'autore lascia trasparire la condizione reale in cui si trovava durante la scrittura (i due interlocutori devono essere lontani dato che Pipino si augura il maestro possa tornare da lui su una nave), oltre che dar prova del rapporto amichevole e cordiale che lo legava al Pipino reale (che sente nostalgia del maestro assente).
La seconda parte della Disputatio (90-104), con inversione dei ruoli rispetto alla parte precedente, è composta da un gruppo di quattordici indovinelli che Pipino è chiamato a risolvere (a differenza dei modelli precedenti solo raramente viene enunciata la soluzione, nonostante emerga come Pipino dimostri di trovarla). Segue un'ultima breve sezione (105-110) in cui Alcuino chiede a Pipino cosa sia un soldato e la risposta serve ad evidenziare la sua funzione di difensore del regnoIvi, pp. 277-279..
In conclusione si può constatare come l'opera per il modo in cui è strutturata non abbia il solo scopo di inviare all'allievo una serie di nozioni da studiare né si esaurisca nell'encomio, ma sia fortemente presente anche l'intenzione di continuare a sostenerlo sulla via della conoscenza anche in futuro (il compito di sciogliere gli indovinelli, di fatto lasciati irrisolti, rimane al destinatario della lettera cioè il Pipino storico, così come sembra essere rivolto a lui l'aiuto che, nel passaggio dalla prima alla seconda parte, Alcuino gli promette in caso di errore, ma di cui nel colloquio fittizio non viene fatto uso).
Note
Bibliografia Martha Bayless, Alcuin's «Disputatio Pippini» and the Early Medieval Riddle Tradition in Humour, History and Politics in Late Antiquity and the Early Middle Ages, cur. Guy Halsall, Cambridge, Cambridge University Press 2002 Clavis Scriptorum Latinorum Medii Aevi. Auctores Galliae 735-987, cur. Marie-Hélène Jullien e Françoise Perelman, Turnhout, Brepols, 1999, voll. 2 Douglas Dales, Alcuin. Theology and Thought, Cambridge, J. Clarke, 2013 Cinzia Grifoni, Un giovane promettente. La rappresentazione alcuiniana di Pipino d'Italia nella «Disputatio Pippini cum Albino» (con traduzione italiana del testo) in «Spes Italiae». Il regno di Pipino, i Carolingi e l'Italia (781-810), cur. Giuseppe Albertoni e Francesco Borri, Turnhout, Brepols, 2022
Categoria:Opere di Alcuino di York Categoria:Saggi di pedagogia