La morte di papa Francesco avvenne il 21 aprile 2025, giorno del Lunedì dell'Angelo, nel suo appartamento privato alla Domus Sanctae Marthae. L'annuncio è stato dato dal camerlengo Kevin Joseph Farrell. Succeduto a Benedetto XVI, Francesco ha esercitato il suo ministero papale dal 13 marzo 2013.
Due mesi prima era stato ricoverato presso il policlinico Gemelli di Roma per una polmonite, restandovi dal 14 febbraio al 23 marzo.
Antefatti Eletto il 13 marzo 2013 all'età di 76 anni, papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, aveva iniziato il proprio pontificato in buona salute, nonostante convivesse con disturbi polmonari cronici, dovuti in parte alla lobectomia polmonare subita all'età di 21 anni. I suoi medici avevano affermato che l'unica ripercussione che la rimozione di tessuto avrebbe potuto avere sulla sua salute era la possibile diminuzione della capacità polmonare in caso di infezione respiratoria. Dal 2020 in poi fu frequentemente soggetto ad attacchi di influenza e bronchite in inverno.
All'inizio del 2021 l'avanzare dell'età di papa Francesco fece sorgere voci sulle sue possibili dimissioni, che egli respinse. A partire dal 2022 il Santo Padre iniziò ad accusare dolori alle ginocchia, che lo portarono ad utilizzare, anche in pubblico, una sedia a rotelle e, in altre occasioni, un deambulatore o un bastone; tale gonalgia, identificata poi con una gonartrosi, accompagnò fino alla morte il Pontefice, il quale rifiutò sempre di operarsi per curarla. Nel giugno 2022, dopo essersi sottoposto a delle cure alle ginocchia, papa Francesco annullò i viaggi programmati nella Repubblica Democratica del Congo e nel Sud Sudan. In un'intervista di quel mese con l'agenzia di stampa britannica Reuters, il pontefice spiegò che non stava valutando di dimettersi, ma che lo avrebbe fatto se il suo stato di salute fosse diventato tale da rendergli impossibile governare la Chiesa; più volte, infatti, Francesco disse pubblicamente che la Chiesa "non si governa con il ginocchio ma con la testa". Il papa si recò poi nella Repubblica Democratica del Congo circa otto mesi dopo, nel febbraio 2023, occasione in cui affermò ancora una volta che le dimissioni non erano nei suoi piani.
Nel marzo 2023 il papa venne ricoverato al policlinico Gemelli per un'infezione respiratoria, trattata celermente senza particolari complicazioni. Ritornò in pubblico poco dopo per presiedere le celebrazioni del Triduo pasquale. Nel mese di giugno dello stesso anno fu sottoposto ad un intervento chirurgico addominale per il trattamento di un'ernia.
La malattia Il 14 febbraio 2025 papa Francesco venne ricoverato al policlinico Gemelli di Roma per una bronchite. La sua degenza ospedaliera fu prolungata a causa di un'infezione polimicrobica delle vie respiratorie e di una polmonite bilaterale. La testata online della Santa Sede Vatican News descrisse le sue condizioni come critiche e riferì che gli venivano somministrate trasfusioni di emocomponenti ed ossigenoterapia ad alti flussi. Il 23 febbraio fu annunciato che Francesco aveva subìto un'insufficienza renale in fase iniziale, anche se le sue condizioni rimanevano "sotto controllo". Il 26 febbraio mostrò un leggero miglioramento, ma due giorni dopo fu colpito da un broncospasmo con ab ingestis, che rese necessaria la ventilazione meccanica non invasiva; il Vaticano affermò che la sua prognosi rimaneva riservata. Il 3 marzo fu riferito che era stato terminato il ciclo di ventilazione e che il pontefice si stava riprendendo. Il Vaticano diffuse poi la notizia che Francesco aveva sofferto di due episodi di insufficienza respiratoria acuta.
Il 19 marzo fu reso noto che il papa non utilizzava più la ventilazione meccanica durante la notte, e i medici affermarono che l'infezione polmonare era sotto controllo, anche se non eliminata. Il Santo Padre venne dimesso dall'ospedale il 23 marzo, dopo 38 giorni di degenza, subito dopo aver dato la benedizione alla folla dal suo balcone; la previsione era di almeno due mesi di convalescenza nella sua residenza, la Domus Sanctae Marthae, riducendo al minimo le attività.
In diversi momenti, tuttavia, papa Francesco disattese alla convalescenza che gli era stata indicata: domenica 6 aprile, in occasione del Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità, apparve in pubblico per la prima volta in piazza San Pietro dopo le dimissioni dall'ospedale. Il 10 aprile incontrò privatamente il re Carlo III del Regno Unito e la regina Camilla, in quei giorni in visita in Italia, mentre nel pomeriggio andò alla basilica di San Pietro per ammirare gli ultimi ritocchi dei restauri della Cattedra e per pregare sulla tomba di Pio X. Sabato 12 aprile, a sorpresa, si recò in visita nella basilica di Santa Maria Maggiore: qui, per la 126ª volta dall'inizio del pontificato, si intrattenne in preghiera davanti all'icona della Salus populi romani.
Il papa non presiedette nessuna delle celebrazioni previste per la Settimana santa, delegando vari cardinali al suo posto; nonostante ciò non rinunciò a comparire per brevi momenti davanti al popolo. Il 13 aprile, Domenica delle palme, apparve al termine della celebrazione eucaristica sul sagrato della basilica vaticana, accolto con un lungo applauso dai fedeli. Il 17 aprile, Giovedì santo, pur non potendo celebrare la messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi, non volle rinunciare alla visita ad una casa circondariale, recandosi tra i detenuti del carcere di Regina Coeli, come era solito fare durante la Settimana santa fin dall'inizio del pontificato, nel 2013, quando si recò nel carcere minorile di Casal del Marmo. Il 18 aprile, Venerdì santo, non presiedette la tradizionale Via Crucis al Colosseo, ma scrisse personalmente le meditazioni. Sabato 19 aprile, vigilia di Pasqua, fece visita nella basilica di San Pietro.
La Domenica di Pasqua, il 20 aprile, il Santo Padre incontrò il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance per lo scambio degli auguri pasquali. Quella mattina il pontefice aveva delegato la celebrazione della messa pasquale al cardinale Angelo Comastri, ma poi, pur fortemente debilitato, volle apparire in pubblico sulla loggia centrale della basilica petrina, dove augurò la buona Pasqua alla gente e impartì personalmente la benedizione Urbi et Orbi; subito dopo scese in piazza San Pietro a bordo della papamobile per salutare i fedeli presenti. Nel pomeriggio, il papa incontrò il primo ministro croato Andrej Plenković.
Stando alle fonti vaticane, le ultime parole note del papa furono un messaggio di ringraziamento al suo infermiere, Massimiliano Strappetti, per avergli permesso di apparire in piazza. Concluso l'impegno, papa Francesco trascorse il pomeriggio in riposo e infine cenò.
Morte Le condizioni di salute di papa Francesco si aggravarono improvvisamente nelle prime ore del mattino del 21 aprile, lunedì dell'Angelo. Alle ore 5:30, come riferito da fonti vaticane, il pontefice fu colto da un malore all'interno del suo appartamento alla Domus Sanctae Marthae e venne immediatamente assistito dal proprio infermiere Massimiliano Strappetti, a cui rivolse un gesto di addio.
Il medico curante Sergio Alfieri, informato del malore e giunto alla Domus Sanctae Marthae, non poté fare altro che constatare la criticità dello stato di salute del pontefice, che trovò con gli occhi aperti ed in grado di respirare autonomamente, ma incapace di rispondere agli stimoli: gli fu diagnosticato un grave ictus, che lo aveva indotto in uno stato di coma.
Visto il quadro clinico in rapido peggioramento, fu definitivamente stabilito di non trasportare il pontefice al policlinico Gemelli, potendo soltanto presagire l'imminenza della fine. Papa Francesco morì alle 7:35 all'età di 88 anni. Fu il camerlengo Kevin Joseph Farrell a dare l'annuncio della dipartita, in diretta sui canali di Vatican Media dalla cappella della Domus Sanctae Marthae; poco dopo le campane della basilica di San Pietro suonarono a lutto.
Nella serata fu pubblicata la causa della dipartita, accertata mediante un'elettrocardiotanatografia effettuata dal professore Andrea Arcangeli, direttore della Direzione di Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano; in essa venne reso ufficialmente noto che il decesso era sopraggiunto per «ictus, coma e collasso cardio-circolatorio irreversibile in un soggetto affetto da pregresso episodio di insufficienza respiratoria acuta in polmonite bilaterale multimicrobica, bronchiectasie multiple, ipertensione arteriosa e diabete tipo II».
Riti
Dopo la morte, la salma venne rivestita con i paramenti pontificali: camice, casula rossa, pallio e mitra; nelle mani gli venne posto un rosario, mentre ai piedi gli furono poste le scarpe ortopediche nere che era solito utilizzare. In ottemperanza alle disposizioni del pontefice, il corpo venne già deposto nella bara, eliminando l'ostensione sul catafalco usata fino a papa Benedetto XVI. Dopo la traslazione nella cappella della Domus Sanctae Marthae, si procedette al rito ecclesiastico della constatazione, alla presenza del camerlengo e di altri ecclesiastici.
Il testamento Alcune ore dopo la morte del pontefice, la Sala stampa della Santa Sede diffuse il suo testamento, datato 29 giugno 2022, in cui Francesco richiedeva che il luogo della sua sepoltura fosse la basilica di Santa Maria Maggiore, più precisamente nella navata laterale di sinistra, tra la cappella Paolina (cappella della Salus populi romani) e la cappella Sforza. Il sepolcro avrebbe dovuto essere nella terra, senza particolare decoro e con la sola iscrizione Franciscus.
Lutto nazionale Diversi paesi hanno dichiarato un periodo di lutto nazionale: +StatoNumero di giorni di luttoPeriodoFonti 9 26 aprile - 4 maggio 7 22-28 aprile 6 21-26 aprile 5 22-26 aprile 4 21-24 aprile 23-26 aprile 22-24 e 26 aprile 3 22-24 aprile 22-23 e 26 aprile 23-25 aprile 24-26 aprile 25–27 aprile 2 22 e 26 aprile 22-23 aprile 1 25 aprile 26 aprile
Altri paesi, come Francia, Regno Unito e gli Stati Uniti d'America, non hanno dichiarato lutto, ma hanno posto le proprie bandiere nazionali a mezz'asta.
Esposizione della salma La salma fu esposta nella cappella della Domus Sanctae Marthae, con indosso la casula rossa, il pallio e la mitra. La salma ricevette la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che indisse cinque giorni di lutto. Il 23 aprile la salma fu trasferita nella basilica di San Pietro per permettere ai fedeli di poter rendere omaggio. Il 25 aprile ci fu la cerimonia di chiusura della bara, presieduta dal camerlengo Kevin Joseph Farrell, durante la quale venne data lettura del rogito, il quale è stato poi posto nella bara insieme alle monete coniate; al termine della procedura, e nella notte successiva, il feretro è stato vegliato dal capitolo della basilica di San Pietro. Si stima che, dalla traslazione della salma nella basilica, vi abbiano reso omaggio circa persone.
Funerale Francesco aveva apportato alcune modifiche all'Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, il libro che descriveva i riti esequiali. In particolare, pur confermando l'uso della bara in legno non modanato, aveva rimosso la deposizione nella tripla cassa (cipresso, piombo e legno pregiato), stabilendo la singola cassa.
La mattina del 26 aprile, in piazza San Pietro, vennero officiati i funerali, celebrati dal decano del collegio cardinalizio Giovanni Battista Re: presenti 220 cardinali e 750 vescovi, autorità religiose e civili di varie parti del mondo. Erano i presenti in piazza San Pietro. Il feretro venne caricato su uno dei veicoli adibiti a papamobile; il corteo attraversò alcune vie di Roma, dove erano in attesa del passaggio circa persone, per raggiungere la basilica di Santa Maria Maggiore, dove la bara fu marchiata con i sigilli in ceralacca e deposta nel sepolcro, alla presenza del camerlengo Kevin Joseph Farrell.
Sepoltura