Biografia
Famiglia Nel 1119 il re di Polonia Leszeck nobilita Budzilas Lubicz,Nome scritto anche: Luba, Łuba, Łubik, Łubicz, Łubek, Libicz, Łubow, Lubow. primo antenato conosciuto di Milosz.
È datato al 1578 un atto di scambio di foreste tra Gregorio Milaszewicz Milosz e un altro proprietario terriero. Quest'antenato del poeta è il primo a portare il patronimico di Milosz.
Nel 1802 Joseph Lubicz-Bozawola Milosz, nato a Labunova-Serbinaï, Presidente del tribunale di Mahiloŭ e porta-spada di Kovno, bisnonno del poeta, acquista dal principe, Sapieha la proprietà di Čareja, situata nel governatorato di Mohilev, In questa località nascerà Oscar Vladislav.
Un decreto del 19 novembre 1803 dell'Assemblea dei deputati di Vilna riconosce che "Čareja con tutte le fattorie e i villaggi situati nel governatorato di Mohilev" appartiene ai Lubicz-Milosz.
Il nonno Arthur Milosz, ufficiale a diciannove anni in un reggimento di Ulani dell'esercito polacco-lituano, ha fatto tutta la campagna del 1831 contro la Russia. Ha sposato una cantante lirica italiana di grande bellezza, Natalia Tassistro, figlia di un direttore d'orchestra della Scala di Milano.
Il padre Vladislas Milosz ha ereditato dai suoi genitori il gusto per le arti e l'avventura. Ufficiale degli Ulani russi della Guardia, ha rinunciato alla carriera militare per studiare la chimica, la meccanica e per darsi all'aeronautica.
Anticlericale militante, a quarant'anni si è innamorato di una giovane ebrea non credente di Varsavia, povera e molto bella, Marie Rosalie Rosenthal, che si è convertita al cattolicesimo due giorni prima di sposarlo religiosamente, nella chiesa polacca di Parigi nel 1893, quando il loro figlio Oscar Vladislas aveva già sedici anni"Le mariage des parents de Milosz, à Paris, en 1893" – "Copie des actes de mariage à la mairie et à l'église – Le baptême de Marie-Rosalie Rosenthal", in: Cahier n° 18 di lAssociation les Amis de Milosz. Violento e malato, il padre di Milosz si fece curare a Parigi del celebre dottor Jean-Martin Charcot. Czesław Miłosz, postfazione a O. V. de L. Milosz, La Berline arrêtée dans la nuit, Parigi, 1999, p. 217.
Nel 1928 Milosz scriverà, parlando di suo padre e della sua infanzia:
Infanzia Oscar Vladislas de Lubicz Milosz (in lituano Oskaras Milašius, Oskar Władysław de Lubicz Miłosz è la forma internazionale del suo nome secondo la Biblioteca Nazionale Francese, ma il catalogo cita anche "Oscar Vladislas de Lubicz Milosz", "Oscar Venceslas de Lubicz Milosz ", "Oscar Wladysław... ", e vi è pure la possibilità di un trattino tra "Lubicz" e "Milosz", mentre le sue opere portano di solito il nome "O. V. de L. Milosz ") nasce il 27 maggio 1877 (il 15 secondo il calendario giuliano) alle ore dieci della sera, a Čareja, a est di Minsk, nella Lituania storica (il Granducato di Lituania faceva allora parte dell'Impero russo e i governorati di Vicebsk e Mohileŭ formavano dal 1772 la Russia Bianca, oggi Bielorussia); alla sua nascita Milosz, pur appartenendo alla nobiltà polacca, aveva la nazionalità russa.
È stato battezzato il 2 luglio 1886 nella chiesa Sant'Alessandro di Varsavia.
Milosz trascorre la sua infanzia in un castello del XVIII secolo nella proprietà famigliare, i suoi genitori e il suo precettore, Stanislas Doboszynski (d'origine lituana ma ardente patriota polacco), parlano polacco (e almeno fino al 1914 Milosz si considera polacco Jan Zieliński, op. cit. p. 71.), la lingua del Paese è il russo, (il lituano, che Milosz non parla, è la lingua dei contadini, sospetta alle orecchie dell'autorità) la sua governante alsaziana, Marie Wild, gli insegna il francese, che diventerà poi la sua lingua d'espressione corrente e di scrittura.
Educazione e giovinezza Nell'aprile del 1889 (l'anno dell'Esposizione Universale), la famiglia di Milosz si trasferisce a Parigi. I suoi genitori vollero che il figlio, che aveva ormai dodici anni, ricevesse un'educazione francese, intendendo così sottrarlo ai tentativi di russificazione dello zar Alessandro III e desiderando, d'altro canto, dargli un'educazione laica.
Milosz viene iscritto al Lycée Janson-de-Sailly e dall'ottobre 1889 al maggio 1890 è interno al Liceo, continuerà poi i suoi studi come esterno e abiterà durante otto anni al 92 dell'Avenue Victor-Hugo, presso il professor Edouard Petit, insegnante del liceo che diventerà in seguito ispettore generale dell'Istruzione pubblica.
Durante i suoi studi liceali Milosz fa amicizia con Rolland Boris (1877-1957).
Dopo aver terminato gli studi liceali nel 1896 (per i suoi risultati riceve la grande medaglia d'argento dell'Alliance Française), Milosz segue i corsi della Scuola del Louvre e della Scuola di lingue orientali, dove studia l'epigrafia ebraica e assira sotto la direzione del professor Eugène Ledrain, traduttore della Bibbia.
Verso il 1900, frequenta dei caffè come "Les Deux Magots" e il "Kalyssaia", primo bar americano di Parigi, dove incontra Oscar Wilde, il quale, subito impressionatone, conia per lui questo motto: Milosz ou La Poesie. Intreccia ulteriori amicizie letterarie: con Jean Moréas, Paul Fort, Apollinaire, Max Jacob, André Salmon. Conosce Christian Gauss, un giovane americano che diventerà amministratore e decano dell'Università di Princeton, col quale avrà un'importante scambio epistolare.
Il 1º gennaio 1901, verso le undici di sera, Milosz tenta il suicidio sparandosi un colpo di rivoltella nella regione del cuore, è dato per spacciato, ma resta un mese e dieci giorni a letto e poi guarisce. Alcune settimane dopo comincia a scrivere il suo Don Juan.
Nel 1902 ritorna a Čareja, dove suo padre muore, durante l'inverno del 1903 viaggia in Germania e in Russia e nel 1904 è di nuovo a Čareja.
Nel 1905 rientra a Parigi e abita per qualche tempo all'Hotel Richmond, rue de Helder.
Nello stesso anno, durante un soggiorno estivo in Svizzera, sulla vetta del monte Rigi, Milosz si lega d'amicizia con Léon Vogt, figlio di un industriale alsaziano e futuro allievo di Antoine Bourdelle, con cui discute a lungo e giornalmente di musica, filosofia e religione, e che resterà il suo migliore amico durante tutta la sua vita.
Nel 1906 trascorre di nuovo l'estate in Svizzera e poi va in Germania.
Dal 1907 al 1914 Milosz viaggia in Germania, Russia, Polonia, Inghilterra, Austria, Italia, Spagna, Africa del nord, viaggi interrotti da sporadici soggiorni in Francia.
Nel 1909 decide di stabilirsi definitivamente a Parigi, al n. 73 dell'Avenue Kléber.
Nello stesso anno, a Venezia, fa la conoscenza della diciannovenne Emmy Heine-GeldernAndré Silvaire, "La seule femme aimée", Cahiers de l'Association Les Amis de Milosz, 1983, n. 21, p. 37-50., una pronipote di Heinrich Heine, che sarà l'ispiratrice della "Symphonie de Septembre" e la cui figura trasparirà sullo sfondo di molte delle sue poesie, la sola donna da lui amata, che sposerà l'anno seguente il barone Leo Salvotti von Eichenkraft-Bindeburg (discendente di Antonio Salvotti).
Nel 1910 passa l'estate a Marienbad, dove incontra sua madre, venuta dalla Polonia.
Nel 1911 in febbraio e marzo va in Tunisia, poi in Svizzera e in Boemia, per incontrare sua madre.
Nel 1912 passa di nuovo l'estate a Marienbad.
Nel 1913 in marzo e aprile viaggia in Italia, passa di nuovo l'estate a Marienbad e sulla strada del ritorno si ferma a Monaco, dove fa la scoperta dell'opera poetica di Hölderlin, e in settembre ritrova a Vienna Emmy Heine-Geldern.
Nel 1914 viaggia in Germania e nei Paesi Bassi.
Intanto a Parigi i salotti letterari diventano alla moda, e a partire dal 1914 Milosz, presentato da Francis de Miomandre, frequenta assiduamente quello che si riunisce in casa della poetessa statunitense Natalie Clifford Barney, al n. 20 della rue Jacob, dove si lega d'amicizia con la poetessa Renée de Brimont, moglie del barone Antoine de Brimont, e con la duchessa di Clermont-Tonnerre, Élisabeth de Gramont.
L'estasi mistica Il 14 dicembre 1914 Milosz ha un'estasi mistica che descrive minuziosamente nella seconda parte dellÉpître à Storge:
Il suo amico, il poeta e scrittore Carlos Larronde (1887-1940), ricorda:
Quest'esperienza mistica marcherà indelebilmente tutta la sua vita e la sua opera di scrittore.
Prima guerra mondiale Nel 1916 Milosz è mobilitato nelle divisioni russe dell'esercito francese, presso l'Ufficio stampa del ministero degli Affari esteri, a Parigi.
Nel 1917, in seguito alla rivoluzione bolscevica, i beni della famiglia Milosz sono sequestrati e le sue terre, che sono al di fuori delle frontiere dello stato lituano, nazionalizzate, Milosz è completamente rovinato. Come scrive in una lettera a Christian Gauss datata del 22 settembre 1922:
Dal 1917 al 1919 Milosz abita al n. 6 della rue du Moulin-Vert a Parigi.
Il 16 febbraio 1918 è proclamata a Vilna la Repubblica di Lituania e Milosz diventa cittadino lituano, anche se non parlava il lituano, perché pensava che la Lituania fosse la patria dei suoi antenati. Avrebbe potuto scegliere la nazionalità polacca, ma disprezzava la nobiltà polacca, che non aveva mai accettato il matrimonio di suo padre con una persona di livello sociale inferiore e di religione ebraica"Chi è Oskar. V de Milosz (Rosenthal)?" articolo anonimo pubblicato sul giornale Rzecpospolita del 22 ottobre 1926, n. 290, p. 3 e " Chi è il rappresentante lituano a Parigi Milosz de Rosenthal?" articolo anonimo pubblicato su "Hasto Narodowe" del primo gennaio 1927, p. 4, tradotti dal polacco in francese in: O. V. de L. Milosz. L'intouchable solitude d'un étranger Colloque international, Paris 2017, Textes réunis et présentés par Olivier Piveteau, Association Les Amis de Milosz, Paris, 2019, p. 126-129..
In una nota biografica del 7 giugno 1928, destinata a J. Grinius, Milosz scrive al proposito:
Esoterismo Nel 1919 Milosz fonda con alcuni amici che frequentavano la Società Teosofica (che allora era un centro di riferimento culturale per molti intellettuali e artisti) il "Centre Apostolique",Cf. Alexandra Charbonnier, O. V. Milosz, le poète, le métaphysicien, le lituanien, Losanna, 1996, cap. 11, pp. 235-265. di cui il giornale Le Théosophe, diretto da Gaston Revel (1880-1939), era diventato già dal 1917 col nuovo titolo di L'Affranchi l'organo ufficiale del gruppo. Il 23 febbraio 1919 il gruppo presenta in una conferenza pubblica un progetto globale di riforma della società: politica, cultura, arti, artigianato.Allocution de O. W. de Lubicz-Milosz -Discours prononcé à la séance inaugurale (Février 1919), Ed. de l'Affranchi, 1919, p. 18-22. Nel luglio 1919 L'Affranchi cessa le sue pubblicazioni e prende il nome di Le Veilleur. Nascono così "Les Veilleurs" (I Veglianti),Il nome del gruppo, che si definiva come un'associazione fraterna per una vita migliore e una rigenerazione dell'Uomo, fu trovato da Carlos Larronde. un gruppo diviso in due ordini, uno esterno e uno interno. L'ordine esterno (di cui faranno parte, tra gli altri, il poeta Henri de Régnier, lo scrittore Pierre Loti, il pittore Fernand Léger, il compositore Vincent d'Indy e l'astronomo Camille Flammarion) salva dalla demolizione la casa di Balzac, alla rue Raynouard presso il Bois de Boulogne (inaugurata l'11 ottobre 1920 come sede del gruppo), possiede inoltre una scuola, un asilo nido, un centro agricolo, un insieme di studi artistici e di laboratori artigianali di ceramica, vetrate artistiche, arazzi e un centro di solidarietà sociale. L'ordine interno è d'impostazione esoterica, e prende il nome di Frères de l'Ordre Mystique de la Résurrection o Frères d'Élie. È composto di 12 membri, che prendono un nome mistico e portano una veste rituale di diverso colore, a seconda del loro segno zodiacale.