Pechino (AFI: ; in cinese , , detta Beijing Municipality nelle versioni per l'estero dei siti ufficiali) è la capitale della Cina, la terza città più popolosa del paese e l'undicesima al mondo con quasi di abitanti (dopo Chongqing e Shanghai per la Cina, e anche Delhi per l'Asia) ed è la seconda città più estesa del mondo per superficie con i suoi . Inoltre è la capitale di Stato più popolosa al mondo, assurta a tale stato dapprima con intermittenza sotto i Jīn e i mongoli di Kublai Khan, e poi definitivamente con la dinastia Ming. L'intera municipalità, una città metropolitana suddivisa in 16 distretti, ha dimensioni pari a poco più della metà del Belgio avendone però più del doppio degli abitanti. Confina esclusivamente con la provincia dell'Hebei e a sud-est con la municipalità di Tientsin.
Geografia fisica Territorio Le colline dominano la municipalità di Pechino a nord, nord-ovest. I distretti di Yanqing e Huairou, nella regione nord-ovest della municipalità, sono caratterizzati dalla catena dei monti Jundu. La parte occidentale della municipalità è incorniciata dalla catena montuosa di Xishan. A questa catena, lungo il confine con la provincia dell'Hebei, appartiene il monte Dongling, che con i suoi metri è il punto più elevato della municipalità. I principali fiumi che scorrono all'interno della municipalità in direzione sud sono il fiume Yǒngdìng e il fiume Cháobái, parte del sistema fluviale di Haihe.
Il Gran Canale della Cina collega Pechino a Hangzhou e il Gran Canale del nord scorre dalla capitale verso il sistema dell'Hai He. La riserva di Miyun, situata lungo il tratto superiore del fiume Chaobai, costituisce la principale fonte di approvvigionamento idrico della città.
Clima Il clima della città è fortemente continentale per via delle estati calde e umide, spesso molto afose e poco tollerabili anche da un punto di vista di inquinamento urbano, e degli inverni decisamente freddi se rapportati a una latitudine medio bassa, ma anche molto ventilati, relativamente soleggiati (in termini d'intensità solare, ma anche di durata del giorno) e secchi. Il clima estivo è influenzato dal monsone dell'Asia orientale e il clima invernale risente dell'anticiclone russo-siberiano. Le temperature medie in gennaio oscillano tra i -7 e i -4 °C; in luglio variano tra i 25 e i 26 °C. Le precipitazioni annue sono di 600 mm in media.
Le attività industriali e il traffico automobilistico erano le principali cause di un forte inquinamento atmosferico. La costruzione della metropolitana e la forte accelerata sulle auto elettriche hanno però migliorato la situazione nel terzo decennio di questo secolo. A tutti è noto lo sviluppo economico e industriale della Cina di questi ultimi decenni: egualmente fa notizia ogni anno, nei primi mesi, quando la temperatura e l'umidità sono più presenti sul territorio, la densa nebbia che avvolge Pechino e la regione attorno alla capitale. La nebbia impedisce al sole di far passare la sua luce, non è consigliabile respirarla perché contiene polveri sottili e residui della combustione del carbone. Si tratta degli sfridi della lavorazione legata al ciclo di produzione di energia e della lavorazione siderurgica, la quale viene generata usando grandi centrali a carbone che unite alle ciminiere industriali e agli altoforni riempiono l'atmosfera delle loro pericolose emissioni.
L'erosione dei deserti settentrionali e occidentali della Cina e la deforestazione della municipalità di Pechino provocano tempeste di sabbia che affliggono periodicamente la città. Una Pechino molto meno conosciuta è invece quella sotterranea: nel sotterraneo di Pechino si trovano infatti una serie di cunicoli sotterranei scavati dai civili (per riparo) nel momento in cui si era alle soglie di una guerra (poi scampata) con l'Unione Sovietica.
Etimologia
Il toponimo significa letteralmente "capitale del nord", analogamente a Nanchino () e a Tokyo (, Tōkyō, lett. "capitale dell'est"). Il nome "Pechino" compare negli scritti di Matteo Ricci nel 1615.Ricci, Matteo, De Christiana expeditione apud Sinas svscepta, ab Societate Iesv, 1615.
In passato il nome è cambiato diverse volte. Dal 1928 al 1949 la città era conosciuta come Peiping (), letteralmente "pace settentrionale". Questo nome fu adottato – con la rimozione dell'elemento significante "capitale" (jing 京) – perché nel 1927 il governo del Kuomintang spostò la capitale a Nanchino.
Il Partito Comunista Cinese riportò il nome a Pechino (Běijīng) nel 1949 per indicare il ripristino al ruolo di capitale. Il governo della Repubblica di Cina (Taiwan) non ha mai formalmente riconosciuto il cambio di nome e, durante gli anni cinquanta e gli anni sessanta, a Taiwan si usava Beiping per implicare l'illegittimità della Repubblica Popolare Cinese. Oggi quasi tutti i cittadini di Taiwan, governo incluso, usano come nome Beijing malgrado alcune carte della Cina taiwanesi usino tuttora il vecchio nome.
Yanjing () è ed è stato un nome popolare e informale, riferito all'antico Stato di Yan della dinastia Zhou. Da tale nome derivano quello della locale birra Yanjing e dell'Università di Yenching, che fu unita all'Università di Pechino. Durante la dinastia Yuan Pechino era conosciuta come Khanbaliq, "città del Khan",; cfr. anche Giuseppe Buffon, Khanbaliq. Profili storiografici, Roma, 2014. come riferito da Marco Polo.
Storia Storia antica
Nei pressi di Pechino sono stati rinvenuti resti di città risalenti al I millennio a.C. La capitale dello Stato di Yan, una delle potenze del periodo dei regni combattenti, venne fondata a Ji, vicino alla moderna Pechino. Ji venne abbandonata non più tardi del VI secolo e ancora non se ne conosce l'esatta localizzazione.
Durante la dinastia Tang e la dinastia Song l'area attuale di Pechino fu solamente occupata da piccoli villaggi. La tarda dinastia Jin cedette una larga porzione della sua frontiera settentrionale, inclusa Pechino, alla dinastia Liao dei Kithan nel X secolo. La dinastia Liao fondò subito una capitale secondaria nella città stessa chiamandola Nanjing ("la capitale meridionale"). La dinastia Jin dei Jurchen conquistò Liao e governò la Cina settentrionale costruendovi la propria capitale Zhongdu ("capitale centrale"). Zhongdu fu situata in prossimità dell'odierna Tianningsi, leggermente scostata a sud-ovest rispetto al centro di Pechino.
Le forze mongole rasero al suolo Zhongdu (中都) nel 1215. Nel 1267 edificarono Dadu (大都, la loro "grande capitale" posta a nord della capitale della dinastia Jin. Dadu era anche conosciuta con il nome di Khanbaliq ("la città del Khan"): è considerata come l'effettivo nucleo originario di Pechino e viene indicata da Marco Polo con il nome di Cambaluc.
I mongoli preferirono il sito di Pechino a località più tradizionali nella Cina centrale come sede della nuova capitale perché più vicino alla Mongolia. Questa scelta contribuì a migliorare lo status della città da sempre al limite settentrionale della Cina propria.
Nel 1403 Yongle (永乐, anche conosciuto come Zhu Di), terzo imperatore Ming che aveva da poco conquistato il trono uccidendo il nipote dopo una sanguinosa guerra civile, rinominò la città Beijing o "capitale settentrionale". È durante questo periodo che Pechino assunse la forma attuale con mura di cinta che oggi corrispondono al secondo raccordo anulare.
La Città Proibita fu eretta dal 1406 al 1420, seguita dal Tempio del Paradiso nel 1420 e altri progetti di riqualificazione urbana. Piazza Tienanmen venne bruciata due volte durante la dinastia Ming. L'odierna piazza, simbolo della Repubblica Popolare Cinese, risale al 1651.
Storia moderna Pechino fu anche la capitale dell'Impero mancese della Dinastia Qing e della Repubblica di Cina proclamata nel 1912. Negli ultimi cento anni della dinastia mancese Pechino venne più volte invasa e fu soggetta a sommosse: nel 1860 le truppe anglo-francesi occuparono e distrussero quasi completamente l'Antico Palazzo d'Estate (圆明园) e nel 1900 si verificò la Rivolta dei Boxer contro le legazioni straniere. Nel 1911 fu proclamata la Repubblica di Cina: il presidente fu inizialmente Sun Yat-sen, ma il potere venne presto preso, dopo la morte del dittatore Yuan Shikai, dall'Esercito Beiyang che creò appunto l'instabile Governo Beiyang, formato da tanti signori della guerra rivali. Nel 1928 il Kuomintang ("Partito Nazionalista Cinese") a seguito della vittoria nella Spedizione del Nord contro i signori della guerra e la conquista della città, decise di stabilire a Nanchino la capitale della repubblica. Il Giappone conquistò Pechino nel 1937 sino alla conclusione della seconda guerra mondiale nel 1945.
Il 31 gennaio 1949 durante la guerra civile cinese le forze comuniste entrarono in città senza dover combattere. Il 1º ottobre 1949 Mao Zedong annunciò la nascita della Repubblica Popolare Cinese: Pechino ne divenne la capitale. Dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese a oggi la città si è sviluppata oltre il secondo raccordo anulare: le vecchie mura sono state abbattute per ampliare i grandi viali centrali e costruire la linea circolare della metropolitana. Tutto ciò si interruppe nel 1966, con l'avvio della rivoluzione culturale. Le riforme economiche di Deng Xiaoping, a partire dal 1976 in poi, hanno contribuito all'ulteriore crescita del territorio cittadino. Il centro della città è stato il fulcro della protesta di piazza Tienanmen del 1989.
Pechino ha ospitato la XXIX Olimpiade nel 2008 e quelle invernali del 2022, diventando così la prima città al mondo a ospitare sia i Giochi olimpici estivi sia quelli invernali
Società Evoluzione demografica La popolazione totale della municipalità di Pechino, definita come il numero di persone residenti in Pechino per sei mesi o più all'anno, ammonta a più di venti milioni. 18 milioni circa appartengono alla popolazione urbana di Pechino e dei sobborghi circostanti e il resto costituisce la popolazione rurale della municipalità. 18 milioni circa di pechinesi godono della residenza permanente, mentre il resto risiede grazie a un permesso temporaneo. Molti sono gli immigrati da altre province della Repubblica Popolare Cinese che vivono nel territorio della municipalità pur non avendo un permesso in regola. La maggior parte dei cittadini sono cinesi han. Ci sono anche manciù, cinesi hui e mongoli. Nelle aree di Wangjing e Wudaokou risiedono molti studenti e lavoratori provenienti dalla Corea del Sud. La densità abitativa è superiore nei quartieri settentrionali e orientali rispetto alle aree meridionali e occidentali dello spazio urbano di Pechino.
Etnie e minoranze straniere +Gruppi etnici di PechinoCensimento (2000)Etnia Popolazione Percentuale1Han 95,69%Manciù 1,84%Hui 1,74%Mongoli 0,28%Coreani 0,15%Tujia 0,062%Zhuang 0,054%Miao 0,039%Uiguri 0,023%Tibetani 0,022%
Lingue e dialetti I cittadini urbani di Pechino parlano il dialetto di Pechino che appartiene al ceppo mandarino del cinese parlato. Il dialetto di Pechino è la base del mandarino standard, il cinese standard usato nella Repubblica Popolare Cinese, nella Repubblica di Cina e a Singapore. Al di fuori della città si parlano dialetti vicini ai dialetti dell'Hebei.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Monastero Longquan Tempio imperiale ancestrale Tempio del Cielo
Altre architetture Città Proibita Grande muraglia cinese Palazzo d'Estate Zhengyangmen
Siti archeologici Zhoukoudian
Pechino è la città con più siti unesco del mondo, con oltre 8 siti onu.
Cultura