Beatificata il 29 aprile 1923 da papa Pio XI, fu proclamata santa dallo stesso pontefice il 17 maggio 1925.

Dal 1927 è patrona dei missionari assieme a san Francesco Saverio. Dal 1944 è patrona secondaria di Francia assieme a santa Giovanna d'Arco. La sua festa liturgica ricorre il 1º ottobre o il 3 ottobre (data stabilita in origine e ancora rispettata da chi segue la messa tridentina del rito romano). Il 19 ottobre 1997, centenario della sua morte, fu proclamata dottore della Chiesa, all'epoca la terza donna a ricevere tale titolo dopo Caterina da Siena e Teresa d'Avila.Il 7 ottobre 2012, papa Benedetto XVI proclamò dottore della Chiesa santa Ildegarda di Bingen, per cui le donne presenti in tale elenco sono ora quattro.

L'impatto delle sue opere postume e soprattutto della sua autobiografia, pubblicata nel 1898 con il titolo Storia di un'anima, è stato assai rilevante. La novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della "piccola via" o della "infanzia spirituale", ha ispirato moltitudini di credenti e colpito anche molti non credenti.

Nel 2023 è ricorso il 150º anniversario della nascita di santa Teresa e il 100º della sua beatificazione. Per l'occasione, il 15 ottobre 2023 è stata pubblicata da papa Francesco l'esortazione apostolica C'est la confiance ("È la fiducia").

Biografia La famiglia

Il padre di Teresa, Louis Martin (1823-1894), era un orologiaio; la madre, Marie-Azélie Guérin Martin (1831-1877), chiamata anche Zélie, era fin dal 1850 una rinomata merlettaia, esperta del noto "punto di Alençon", e creò una piccola impresa a conduzione familiare, che occupava una ventina di operaie..

Louis avrebbe voluto far parte dei canonici regolari della Congregazione ospedaliera del Gran San Bernardo (Canton Vallese), ma per la sua insufficiente conoscenza del latino fu invitato a ripresentarsi dopo aver sopperito alle sue lacune: dopo un anno e mezzo di lezioni private, però, dovette abbandonare il progetto.. Anche Zélie avrebbe voluto entrare in convento, nelle figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli, ma una sua richiesta in tal senso, verso il 1850, venne scoraggiata, forse in relazione a problemi di salute (Zélie soffrì per tutta l'età giovanile di forti mal di testa e di disturbi respiratori).. Così ella promise a sé stessa che, se si fosse sposata, avrebbe donato, nei limiti del possibile, i propri figli alla Chiesa.

Louis e Zélie si conobbero nel 1858 sul ponte Saint-Léonard d'Alençon, sul fiume Sarthe. Dopo un breve fidanzamento, si sposarono il 13 luglio 1858, nella basilica di Notre-Dame di Alençon.. Ebbero nove figli, dei quali quattro morirono entro la prima infanzia. Cinque figlie raggiunsero l'età adulta, tutte femmine e tutte poi divenute suore:

Marie (1860-1940), carmelitana a Lisieux (1886) con il nome di suor Marie du Sacré-Cœur; Pauline (1861-1951), carmelitana a Lisieux (1882), suora e poi madre Agnès de Jésus; Léonie (1863-1941), nell'ordine religioso delle clarisse (1886), poi visitandina a Caen (1894) come suor Françoise-Thérèse; Céline (1869-1959), carmelitana a Lisieux (1894) come suor Geneviève de la Sainte-Face; Thérèse Martin (1873-1897).

Louis Martin e Marie-Azélie Guérin sono stati beatificati insieme il 19 ottobre 2008 e poi canonizzati il 18 ottobre 2015.

La prima infanzia ad Alençon (1873-1877)

Teresa nacque il 2 gennaio 1873 in rue saint-Blaise 50 ad Alençon, Normandia, quando il padre aveva 49 anni e la madre 41. Battezzata due giorni dopo, nella basilica di Notre-Dame ad Alençon, ebbe per padrino Paul Boul, figlio di un amico di famiglia, e per madrina la propria sorella maggiore Marie, entrambi tredicenni.. All'età di due mesi, Teresa soffrì di una forma di gastroenterite, con più probabilità una forma di intolleranza alimentare, e si temette per la sua vita: allora, su consiglio del medico, fu affidata a una nutrice, Rose Taillé, che già aveva allattato i due fratelli maschi. La balia si occupò della bimba al proprio domicilio, nella fattoria di Semallé distante 8 chilometri da Alençon, dove Teresa restò per un anno, riprendendosi del tutto..

Tornata a casa, era già capace di camminare da sola. Vivace ed espansiva, era però anche piuttosto emotiva e soggetta a frequenti crisi di pianto.. La madre scrisse di Teresa: «è di una intelligenza superiore a quella di Céline, ma molto meno dolce, e soprattutto di una testardaggine quasi invincibile; quando dice no, niente la può far cedere».Zélie Martin, : «[…], elle est d'une intelligence supérieure à Céline, mais bien moins douce et surtout d'un entêtement presque invincible; quand elle dit "non", rien ne peut la faire céder, […]». Vedi anche Teresa di Lisieux, Manoscritto A, f. 7r ().

Teresa crebbe in una famiglia di devoti cattolici (i genitori assistevano ogni mattina alla messa delle cinque e mezza e si attenevano con scrupolo ai digiuni e alle preghiere secondo i tempi dell'anno liturgico). I coniugi Martin si erano costruiti una situazione economica molto florida, ma trovavano il tempo di dedicarsi anche ad opere caritatevoli, accogliendo senzatetto e assistendo malati e anziani.. Anche se non era la bambina modello descritta più tardi dalle sorelle, Teresa era sensibile a questa educazione cristiana: si atteggiava a suora, spesso cercando di piacere a Gesù e preoccupandosi di sapere che fosse felice di lei.. Un giorno giunse ad augurare la morte alla madre; sgridata, spiegò che auspicava per la madre che potesse così raggiungere al più presto la felicità del Paradiso.Teresa di Lisieux, Manoscritto A, f. 4v (). Una sera, osservando il cielo stellato, Teresa notò alcune stelle che formavano una lettera T e, facendole vedere al padre, esclamò con gioia infantile che il proprio nome era scritto in cielo.Teresa di Lisieux, Manoscritto A, f. 18r ().

Nel 1865 (otto anni prima della nascita di Teresa), Zélie scoprì un nodulo dolente al seno: se ne preoccupòZélie Martin, .. e considerò l'ipotesi di sottoporsi ad un intervento chirurgico. Erano forse già i primi segni del tumore al seno che l'avrebbe portata alla morte dodici anni dopo. Solo nel dicembre 1876 un medico le rivelò la gravità del male, quando ormai era troppo tardi per tentare un'operazione..Zélie Martin, . Il 24 febbraio 1877 Zélie perse la sorella maggiore, Marie-Louise, morta di tubercolosi al convento della Visitazione di Le Mans, dove aveva preso il nome di suor Marie-Dosithée.

Nel giugno 1877 Zélie, portando con sé Léonie, si recò in pellegrinaggio a Lourdes nella speranza di ottenere la guarigione.. Morì il 28 agosto dello stesso anno, dopo una lunga agonia..

Rimasta così orfana di madre a quattro anni e mezzo, Teresa intravide nella sorella Pauline, allora sedicenne, colei che avrebbe potuto sostituire la figura materna. Come ebbe modo di precisare in seguito, la prima parte della sua vita finì proprio quel giorno.Teresa di Lisieux, Manoscritto A, f. 13r (); .

A Lisieux (1877-1887)

Nel 1877, Louis e le sue cinque figlie si trasferirono a Lisieux, per essere più vicini a Isidore Guérin (1841-1909), fratello di Zélie, e alla sua famiglia, assecondando il desiderio manifestato da Zélie prima di morire. In precedenza, lo zio era stato nominato protutore delle nipoti e aveva trovato per i Martin in affitto una casa borghese circondata da un parco, Les Buissonnets.. Isidore era farmacista a Lisieux, mentre Louis, che aveva ceduto l'attività commerciale di Alençon, potendo così vivere delle proprie rendite, si dedicava alle figlie, in particolare a Teresa, portandola spesso con sé a passeggiare nel grande giardino che circondava la casa familiare..

Marie, ormai diciassettenne, si occupava della casa con l'aiuto di una domestica, mentre Pauline, che ne aveva sedici, seguiva l'educazione e l'istruzione, anche religiosa, delle tre più piccole, Léonie, Céline e Teresa. Quest'ultima risentiva profondamente dei cambiamenti: all'animazione della bottega di Alençon, sempre piena di clienti e lavoranti, succedette l'atmosfera raccolta della grande casa dove, tranne i parenti e in particolare le cugine, figlie di Isidore, si vedevano poche persone. Scriverà Teresa: «A partire dalla morte di mamma, il mio carattere felice cambiò completamente; io così viva, così espansiva, divenni timida e dolce, sensibile fino all'eccesso».Teresa di Lisieux, Manoscritto A, f. 13r (): «[…] à partir de la mort de Maman, mon heureux caractère changea complètement; moi si vive, si expansive, je devins timide et douce, sensible à l'excès».

Nonostante l'amore che le prodigavano il padre e Pauline, la nuova situazione familiare lasciò tracce di malinconia nell'animo di Teresa, che più tardi ebbe a indicare il periodo dell'infanzia, seguito alla morte della madre, come il più doloroso.Teresa di Lisieux, Manoscritto A, f. 13r ().

A scuola dalle monache benedettine

A otto anni e mezzo, il 3 ottobre 1881, Teresa entrò all'abbazia di Notre-Dame du Pré, nella scuola animata dalle benedettine a Lisieux.. Ogni sera faceva ritorno a casa, essendo il collegio vicino al domicilio familiare. Le lezioni di Pauline e di Marie le avevano dato delle buone basi e fu presto tra le prime della classe.

L'esperienza del convitto, del tutto nuova per la bambina, le permise di scoprire la vita comunitaria, alla quale, tuttavia, non era ancora preparata. Non riusciva a fare amicizia con le compagne più grandi, invidiose del suo buon rendimento scolastico; piangeva spesso, anche se si imponeva di non lamentarsi.. La sua insegnante la descrisse come una bambina obbediente, calma e silenziosa, a volte un po' malinconica. Teresa affermerà più tardi che quei cinque anni furono tra i più tristi della sua vita e che in quel periodo non trovava conforto se non nella presenza della sua cara Céline. Teresa viveva con sollievo il ritorno a casa, dopo la scuola: ritrovava la sua famiglia, il suo mondo e la sua gioia di vivere. I giovedì e le domeniche erano da lei attesi con impazienza, poiché la cugina Marie Guérin, sua coetanea, veniva a farle visita. In quelle giornate, inventarono un loro gioco: vivere come degli eremiti in un angolo nascosto del giardino, preparando dei piccoli altari davanti ai quali pregare in maniera silenziosa e raccolta.

Le piaceva molto leggere libri edificanti. Appassionata di racconti cavallereschi, nutriva una grande ammirazione per Giovanna d'Arco.Teresa di Lisieux, Manoscritto A, ff. 31v-32r (). Pensava di essere anche lei nata per la gloria, ma una gloria nascosta.

La partenza di Pauline per il Carmelo e la "strana malattia" Nel corso dell'estate 1882, Teresa venne d'improvviso a conoscenza del fatto che la sorella Pauline stava per entrare al Carmelo;. la prospettiva di perdere la sua "seconda mamma" la condusse alla disperazione: «avendolo appreso per caso, fu come se una spada avesse trafitto il mio cuore».Teresa di Lisieux, Manoscritto A, f. 26r (): «[…] l'ayant appris par surprise, ce fut comme si un glaive s'était enfoncé dans mon cœur...». Pauline, cercando di consolarla, le descrisse la vita di una monaca carmelitana: a quelle parole, anche Teresa si sentì chiamata alla vita del Carmelo. Una domenica, durante una visita al monastero, riuscì a parlare da sola con la superiora, madre Marie de Gonzague (1834-1904), per chiederle di poter entrare nell'ordine. La badessa, pur credendo alla sua vocazione, non accettava candidati di età inferiore ai sedici anni: a Teresa non restava che aspettare, ora sapeva di aver trovato la sua strada..