Il Kham (lingua tibetana: ཁམས་ khams, lingua cinese: 康, Pinyin: Kang) è una vasta regione storica situata ad est del Tibet centrale. Vista l'affinità tra le usanze e le tradizioni di buona parte dei suoi abitanti e quelle dei tibetani, il Kham può essere considerato una provincia culturale del Tibet.Andreas Gruschke: The Cultural Monuments of Tibet's Outer Provinces: Kham, 2 vols., White Lotus Press, Bangkok 2004; vol. 1, p. 16

Le frequenti guerre che hanno contrapposto le varie tribù che lo compongono non hanno mai visto nessuna di queste prevalere ed il Kham non ha mai avuto un'amministrazione centrale propria. Ha dovuto subire alternativamente le invasioni tibetane e cinesi, e l'emarginazione a cui i due stati lo hanno confinato, ma per molti secoli i re (gyampo) delle sue tribù sono riusciti a governare autonomamente i loro territori.

Popolazione La popolazione del Kham, detta khampa o khamba, è composta da 14 gruppi etnici, alcuni dei quali hanno acquisito la cultura tibetana ma gli altri hanno culture e lingue diverse. Nessuna di queste tribù è contemplata fra i 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti dalla Cina, e malgrado la loro diversità sono stati inclusi tutti nel gruppo etnico tibetano. Dopo l'invasione cinese e la conseguente "cinesizzazione" a cui è stato sottoposto, vivono attualmente nel Kham anche molti rappresentanti dell'etnia Han.

Geografia Il territorio khampa comprende la parte orientale della Regione Autonoma del Tibet, nella quale si estende in venticinque contee, quella occidentale del Sichuan, in sedici contee, ed alcune parti delle province cinesi del Qinghai, in sei contee, e Yunnan, in tre contee.

Anche il territorio è assimilabile a quello del Tibet essendo prevalentemente montagnoso, il Kham è anche conosciuto come la terra dei "quattro fiumi e delle sei catene montuose", in tibetano "chuzhi gangdruk".La storia del Kham della Intowestchina Holiday Travel Company I corsi d'acqua che lo attraversano sono quelli del Fiume Azzurro, del Mekong, dello Yalong e del Salween.

Storia Verso la fine del VI secolo d.C. si era affermato il regno Bainang (lupo bianco) di etnia qiang, che aveva conquistato buona parte del territorio Kham.La storia del Kham di John Studley, docs.google.com (formato RTF)

L'occupazione tibetana Nel settimo secolo l'armata tibetana del re Songtsen Gampo si impadronì di tutto il Kham, nella sua marcia trionfale che le permise di assoggettare anche il vicino Amdo, buona parte dell'Asia centrale e vasti territori dell'impero cinese, allora retto dalla dinastia Tang, il re sposò inoltre la figlia dell'imperatore per suggellare la pace con la Cina.Tibet e Cina: i due diversi punti di vista www.rangzen.org

Nei secoli successivi il Tibet consolidò il suo dominio nel Kham introducendo anche la sua religione, il buddhismo tibetano. Nell'821 il re tibetano firmò un trattato di pace e non-aggressione con l'imperatore cinese.

Fu proprio durante il periodo in cui il credo buddhista si stava affermando che l'impero tibetano si indebolì fino al crollo della dinastia nell'842, a cui seguì la perdita di gran parte delle province conquistate ed il frazionamento del territorio rimasto in diversi regni.

Sgretolamento dell'impero tibetano, l'influenza cinese e la rinascita del buddhismo Con la fine del dominio tibetano gran parte del Kham cadde sotto la sfera d'influenza cinese ed i suoi feudatari si spartirono le terre, si opposero vittoriosamente ai tentativi tibetani di riconquista, si procurarono una sorta di indipendenza con l'acquisizione di titoli ereditari che l'imperatore cinese concesse senza interferire sui loro affari interni, e ripresero a scontrarsi tra loro con numerose guerre.

La fine dell'impero tibetano fu decretata dalla contrapposizione tra i buddhisti ed i seguaci della religione bön, questi ultimi avevano preso il sopravvento e cacciato da Lhasa tutti i monaci buddhisti, dando inizio a una serie di lotte intestine che portarono allo sgretolamento dello stato. Il buddhismo tibetano si riorganizzò nel Kham, nell'Amdo e soprattutto nel Tibet sud-occidentale, che svolse un ruolo da protagonista nella rinascita di tale credo in Tibet verso l'anno 1000.

Secondo il poema epico di re (gyalpo) Gesar del regno tibetano di Ling, nel Kham orientale, alla fine del XII secolo questi intraprese una serie di guerre vittoriose, tra cui una che sottomise gran parte del Kham. Anche se questa leggenda è priva di riscontri storici, la realtà era che in quegli anni l'influenza tibetana nel Kham aveva ripreso vigore.

Prima invasione mongola del Tibet Agli inizi del XIII secolo le armate del condottiero mongolo Gengis Khan sconvolsero l'Asia e in particolare assoggettarono sia il Tibet che la Cina.

I khampa, forgiati da secoli di guerre intestine, si erano fatti la fama di grandi combattenti, e Gengis Khan preferì farseli alleati anziché tentare di sottometterli.

In seguito la Cina ed il Tibet furono trasformati in protettorati mongoli, e nel 1271 divenne imperatore cinese Kublai Khan, nipote di Gengis e fondatore della dinastia Yuan. Fece del Tibet un protettorato dei cinesi ed è da allora che questi reclamano il controllo del paese. I tibetani dal canto loro affermano che le dinastie imperiali cinesi che sono venute dopo quella Yuan, estintasi nel 1368, non hanno esercitato il protettorato del Tibet, che è rimasto invece appannaggio dei mongoli fino al 1720.

Verso il 1600 una serie di incursioni nel Kham dei Naxi dello Yunnan, a quel tempo vassalli dei cinesi, mise in pericolo le frontiere meridionali tibetane e il governo di Lhasa fece costruire degli avamposti a scopo di protezione.

Nel XVII secolo il regno tibetano di Derge, uno dei tanti mini-stati del Kham orientale, si ingrandì assorbendo i vicini regni di Ling e di Ben, divenendo l'entità territoriale più importante del Kham.

La seconda invasione mongola Nel 1640 si registrò l'invasione del Tibet da parte delle truppe di Gushri Khan, re degli hošuud, un popolo della Mongolia. Questi, su invito del quinto Dalai Lama, sconfisse il nemico del patriarca, il re dello Tsang, e occupò il Kham orientale e l'Amdo dove quest'ultimo si era alleato con alcuni feudatari locali. In seguito a tali avvenimenti il re mongolo riunificò il Tibet, fece atto di sottomissione al Dalai Lama e gli affidò il potere politico e spirituale del paese, ottenendone in cambio il controllo dell'esercito ed il titolo formale di re del Tibet.Van Praag, pag.10-11

Nel 1717 un altro popolo di origine mongola, gli Dzungar, furono chiamati dai tibetani per cacciare le armate del nipote di Gushri Khan, Lha-bzang Khan, inviso alla popolazione per aver destituito il sesto Dalai Lama. Gli Dzungar invasero il Tibet e uccisero Lha-bzang, ma si resero protagonisti di barbarie tali che i tibetani per liberarsene si videro costretti a chiedere l'aiuto dei cinesi, il cui imperatore Kangxi inviò delle truppe che presero Lhasa nel 1720. Ebbe così termine dopo cinque secoli il dominio mongolo nel Tibet.

Lo spartizione del Kham tra cinesi e tibetani Fu questa probabilmente la prima volta che i tibetani dovettero pagare un tributo ai cinesi, nel 1728, in segno di riconoscenza, il Tibet cedette la maggior parte del Kham orientale che fu inglobata nelle province del Sichuan e dello Yunnan. Ai capi tribù locali, tra i quali figurava il re di Derge, fu concesso di continuare a governare come vassalli dell'imperatore cinese con larghi margini di autonomia. Sempre nel XVIII secolo la zona nord del Kham chiamata Yushu entrò a far parte della provincia cinese del Qinghai.

Nel XIX secolo uno di questi feudatari, Am-Long, capo del villaggio di Nyarong nel Kham orientale, approfittò delle guerre in cui erano coinvolti il Tibet e la Cina, retta ora dalla dinastia Qing, per impossessarsi dell'intero Kham e crearvi un governo, parallelo a quelli ufficiali tibetano e cinese, che durò trent'anni. Fu solo nel febbraio del 1863 che l'esercito tibetano pose fine alla rivolta sconfiggendo l'armata di Am-Long e mettendolo a morte. Divenne una sorta di eroe nazionale dei khamba, che da quel momento presero a vedere i tibetani come dei tiranni.

L'ingerenza britannica nei rapporti sino-tibetani Nel 1903 le truppe britanniche al comando del colonnello Francis Younghusband occuparono il Tibet per prevenire la possibile assimilazione del paese nella sfera d'influenza dei russi e stabilire accordi commerciali. Nei loro intenti vi era anche quello di sottrarre il Tibet all'influenza cinese.

La vittoriosa spedizione durò un anno e l'esercito invasore si ritirò lasciando sul campo vittime tibetane contro le sole 5 britanniche.Heil, pag.54 Il 7 settembre 1904 fu firmato un accordo tra le autorità tibetane e quelle britanniche che conferiva a queste ultime il diritto di ingerenza sui rapporti internazionali del Tibet.L'accordo del 7 settembre 1904 www.tibetjustice.org

Questo episodio contribuì a destabilizzare il paese che appariva ora più vulnerabile, e la Cina, già sconfitta dai britannici nelle guerre dell'oppio pochi anni prima, per arginarne il dilagare e nel timore che il Tibet ne diventasse una colonia, approfittò dell'indebolimento per cercare di espandersi nel Kham e nello stesso Tibet.

Alle conquiste territoriali si accompagnò il tentativo di sinizzare il Kham, che portò a delle rivolte represse nel sangue dai cinesi. Malgrado la strenua resistenza dei khampa, tra i quali i monaci buddhisti, che si distinsero negli scontri con le truppe imperiali, i cinesi si assicurarono tutto il Kham orientale, che si estende ad est del Fiume Azzurro.

Quando nel 1911 stava per iniziare l'offensiva contro quello occidentale, il millenario impero cinese crollò, travolto dalla rivoluzione Xinhai promossa dai gruppi nazionalisti, socialisti e repubblicani riunitisi nell'associazione chiamata Tongmenghui, ed al suo posto fu costituita la repubblica cinese.

Negli anni immediatamente successivi truppe appartenenti a signori della guerra del Sichuan ripresero l'invasione del Kham che fu facilmente respinta dalle truppe tibetane.

Per definire i confini tra Cina, Tibet e India britannica nel 1914 fu convocata una conferenza a Simla, in base alla quale i tibetani acconsentirono a cedere il territorio che forma la maggior parte dell'attuale Himachal Pradesh ai britannici, dai quali ottennero il beneplacito sulla frontiera sino-tibetana di quel momento, ma i cinesi contestarono le linee di demarcazione e non firmarono, lasciando la questione irrisolta.

Nel 1930 i tibetani riconquistarono alcuni territori ad est del Fiume Azzurro, ma i cinesi li ripresero nel 1932, la tregua che fu firmata in ottobre stabilì il nuovo confine tra Cina e Tibet lungo il fiume. La parte cinese del Kham formò una nuova provincia chiamata Xikang (西康省).

Gli scontri che si registrarono prima di fine anno fece ammettere ai governi di Lhasa e Pechino di non riuscire a controllare rispettivamente le forze khampa e quelle del Sichuan, e si venne a creare sui due lati del fiume una sorta di stato cuscinetto diviso al suo interno in zone governate da principi, abati e re locali.

Nel 1933 guerriglieri khampa saccheggiarono la città di Lijiang nello Yunnan, inoltre i khampa orientali rifiutarono di riconoscere l'autorità e la valuta cinese, tentando invano anche di istituire forme di auto-governo nella città meridionale di Batang e nel nord della regione tra il 1931 ed il 1939.

L'invasione cinese Nel 1950 dopo che la rivoluzione del 1949 dei comunisti di Mao Tse-tung aveva rovesciato il regime istituito nella repubblica cinese dal leader nazionalista Chiang Kai-shek, soldati dell'esercito popolare di liberazione della neonata repubblica popolare cinese, occuparono la parte occidentale del Kham a cui venne dato il nome di Qamdo ed assegnato la status di territorio a statuto speciale.

L'anno seguente il governo tibetano fu costretto a ratificare l'accordo dei 17 punti proposto dai cinesi e a capitolare senza combattere.