La scienza del XIX secolo, nei suoi primi decenni, fu fortemente influenzata dal Romanticismo, che non fu solo un movimento artistico e letterario, ma abbracciò diversi campi di studio, tra cui politica, medicina, discipline umanistiche e scientifiche..
Opponendosi all'approccio meccanicistico dell'Illuminismo, gli scienziati romantici sostenevano un nuovo modo di osservare la natura che implicasse anche una sorta di venerazione, partecipazione e comprensione di sé, cercandovi risposte che non venissero ottenute con la forza.Stefano Poggi, in Aa.VV., Romanticism in Science, 1790–1840, introduzione, pag. 1845 (XII), a cura di S. Poggi e M. Bossi, Springer Science & Business Media, 2013.Stefano Poggi, Il genio e l'unità della natura: la scienza della Germania romantica (1790–1830), Bologna, Il Mulino, 2000, pp. 99-120 ISBN 978-8815077035. Essi avvertivano infatti come la razionalità illuministica avesse portato a un abuso delle indagini scientifiche, e promossero pertanto un metodo non invasivo nei confronti della natura, concepita in simbiosi con l'umanità, per incrementare un tipo di conoscenza che giovasse a entrambi.
Tra i principi maggiormente in voga nella scienza romantica vi erano l'anti-riduzionismo, secondo cui il tutto vale più delle singole parti, l'organicità del sapere, l'armonia e la stretta connessione tra l'uomo e la natura, che rendeva possibile un certo ottimismo epistemologico circa la possibilità di accedere ai segreti di quest'ultima, conoscibili non tanto attraverso dimostrazioni teoriche, bensì grazie ad un'intima connessione personale, esercitando la creatività, l'esperienza e il genio.Simon Schaffer, Genius in Romantic natural philosophy, in , op. cit., introduzione a Romanticism in Science, pp. 1846-9 (XIII-XVI), op. cit.
Contesto storico-culturale
Il nuovo approccio romantico fiorì soprattutto in Germania sul finire del Settecento e nella prima metà dell'Ottocento; in misura minore in Gran Bretagna e nel resto d'Europa., L'età della meraviglia, pag. 11, op. cit.
Da un lato furono riprese alcune tematiche dell'illuminismo, che erano state sviluppate tra gli altri da Newton nell'ambito della fisica, da Leibniz nella matematica e Linneo nella botanica, miranti a superare i limiti della conoscenza umana attraverso lo studio della natura e delle proprie capacità intellettuali., Romanticism and the Sciences, pp. 53-57, op. cit. Dall'altro tuttavia, il movimento romantico si tradusse ben presto in una crescente avversione verso i principi promossi dai pensatori illuministi, in particolare verso l'enfasi posta sul ragionamento deduttivo e la matematizzazione delle scienze naturali, accusati di aver creato una concezione troppo fredda e distaccata della scienza, volta a controllare la natura piuttosto che a convivere amichevolmente con essa., Romanticism and the Sciences, pp. 2-5, op. cit.
Notevole influsso esercitò inoltre l'idealismo filosofico di Kant, Fichte, Schelling ed Hegel,, op. cit. che intendeva riflettere non solo sulle condizioni di validità della scienza, ma sui fondamenti stessi di tali condizioni risalendo all'autocoscienza del pensiero, di cui la natura costituiva l'aspetto inconscio e oscuro da indagare (Naturphilosophie), visto come una realtà dinamica che coopera al processo di conoscenza.
Nel percorso verso la scoperta scientifica venne sottolineato così il ruolo dello scienziato, perché acquisendo conoscenze sulla natura poteva comprendere anche l'uomo: ne venne pertanto incoraggiata la creatività e la capacità intuitiva, senza che egli rinunciasse per questo al valore dell'esperienza empirica, unite all'importanza che gli scienziati dell'età romantica attribuivano al rispetto per la natura., introduzione a Romanticism in Science, pag. 1849 (XVI), op. cit.
Principi della scienza romantica La visione romantica della scienza cercava di evitare, ed anzi di superare, la scissione tra l'uomo e la natura. I romantici credevano infatti nella capacità intrinseca del soggetto umano di comprendere l'oggettività della natura ed i suoi fenomeni: tale aspetto li accomunava ai filosofi illuministi, ma a differenza di questi preferivano non sezionare le conoscenze in compartimenti stagni, ed erano inoltre contrari ad ogni forma di manipolazione della natura a scopi conoscitivi o strumentali.
Consideravano il retaggio illuminista come un tentativo spietato di estorcere nozioni alla natura, che aveva portato l'uomo a considerarsi superiore ad essa anziché una sua parte armonica. Essi intendevano ricomporre l'unità originaria che secondo il mito greco dell'età dell'oro era lo stato naturale in cui viveva l'umanità, poi andato perduto, nel quale arte, religione e scienza erano congiunte., Goethe tra arte e scienza, pag. 8, op. cit.
Un altro principio del romanticismo scientifico è il rigetto del riduzionismo meccanicista in favore di una visione organica, per la quale gli esseri viventi non sono un mero assemblaggio di singole componenti, ma queste sono dotate di un'organizzazione unitaria che li fa interagire secondo leggi interiori: in altri termini, il mondo oggettivo era ritenuto animato da esseri dotati di sentimenti, anziché composto da ingranaggi rilevanti solo per la loro funzionalità., op. cit.
Il loro studio richiedeva pertanto anche un senso di empatia e sacralità, o secondo le parole dello scienziato britannico Humphry Davy, «un atteggiamento di ammirazione, amore e adorazione», che stimolasse nel ricercatore «una risposta personale»:, Romanticism and the Sciences, pag. 15, op. cit. la comprensione della natura era dunque per lui raggiungibile solo da coloro che l'apprezzassero e la rispettassero sinceramente.
Nella concezione di Schelling, che pone le basi di una teoria dell'evoluzione dinamica, non è a partire dall'inorganico che si può arrivare a spiegare gli organismi più sviluppati e intelligenti, ma al contrario occorre partire dalle scienze superiori secondo una gerarchia che vede al vertice l'autocoscienza filosofica dell'idealismo, e a scendere la psicologia, la biologia, e infine gli elementi inferiori, i quali possono evolvere verso forme più progredite e coscienti solo in quanto vi è già presupposto, seppure in maniera assopita, il principio intelligente., Romanticism and the Sciences, pag. 19, op. cit.
Schelling escludeva tuttavia dalle scienze il vitalismo, ossia la dottrina secondo cui esiste una forza misteriosa diversa, e per certi versi irrazionale, rispetto alle forze organiche operanti negli esseri viventi.
Discpline principali della scienza romantica
Tra le varie discipline scientifiche coltivate dal Romanticismo figurano fra tutte la Naturphilosophie, ossia il nuovo corso impresso alla tradizionale antenata della fisica moderna designata anticamente come filosofia naturale; collegate ad essa, si studiavano la cosmologia e la cosmogonia; la storia evolutiva della Terra, dei minerali e delle sue forme; la scienza della vita o biologia; la scienza psicologica che indagava i fenomeni mentali della coscienza, ma anche quelli inconsci, normali e patologici; discipline sperimentali volte a esplorare le forze nascoste della natura, in particolare l'elettricità, il magnetismo, il galvanismo, ed altre energie vitali; la fisiognomica, la frenologia, la meteorologia, la mineralogia, l'«anatomia trascendentale», ecc., Romanticism and the Sciences, pag. 6, op. cit.
Ad esse si dedicarono anche poeti come Goethe, Schlegel, Novalis, Wordsworth, Coleridge, per i quali i laboratori chimici diventano templi, e l'arte si fa strumento di conoscenza.
La nuova filosofia della natura
I principi della nuova Naturphilosophie furono delineati principalmente dal filosofo Friedrich Schelling (1775–1854), il quale concepisce la natura come qualcosa di vivo, non come materia inerte ma dotata di una volontà inconscia di cui la morfologia di minerali, vegetali e animali sono espressioni del suoi tentativi inconsapevoli di evolversi, di una lotta che prosegue anche nell'uomo nello sforzo di condurre l'universo ad livello superiore di coscienza.Isaiah Berlin, Le radici del Romanticismo. Nuova edizione riveduta e ampliata (1965), pag. 103, Milano Adelphi Edizioni, 2023.
Egli sosteneva così la necessità di risanare la contrapposizione conoscitiva tra l'Io e il non-io, o tra l'uomo e la natura,, Romanticism in Science, pag. 31, op. cit. essendo lo spirito umano una parte di quest'ultima. I principali capisaldi della Naturphilosophie che contribuirono al progresso scientifico dell'epoca possono essere compendiati nell'idea di polarità, suggerita da fenomeni complementari come elettricità-magnetismo, ossigeno-flogisto, sensibilità-eccitabilità, e nella continuità delle forme naturali, riscontrabile in certe loro analogie e nella trasformabilità delle une nelle altre, grazie alla loro potenza metamorfica lungo una scala evolutiva.Émile Bréhier, Histoire de la philosophie allemande, pp. 88-89, Vrin, Parigi, Payot, 1921.
Schelling riempie questo schema di immagini mutuate dalla scienza del suo tempo, in particolare dalla chimica e dalla biologia. L'ossigeno ad esempio, «come il mercurio in Paracelso, è il principio rigenerante che risveglia le energie dormienti sulla terra, grazie alla fondamentale azione chimica della combustione»; mentre la luce costituisce un momento di passaggio verso il non-materiale, tra il mondo inorganico ed organico, ognuno comunque espressione di una coppia di forze in conflitto che trovano la sintesi su un piano più alto, verso un'unione sempre più spirituale di soggettivo ed oggettivo, idea e realtà.
La nuova biologia
Lo studio dei fenomeni vitali fu definito per la prima volta col termine biologia nel 1801 da Jean-Baptiste Lamarck (1744–1829), per indicare una nuova disciplina scientifica indipendente,, Romanticism in Science, pag. 57, op. cit. «nata al termine di un lungo processo di erosione della filosofia meccanicistica», e «consistente nella diffusa consapevolezza che i fenomeni della natura vivente non possano essere compresi alla luce delle leggi della fisica, ma richiedano una spiegazione ad hoc»., Romanticism in Science, pag. 47, op. cit.
La filosofia meccanicistica del XVII secolo aveva cercato di spiegare la vita come un sistema di parti che operano o interagiscono come quelle di una macchina. Rifiutando questa impostazione, Lamarck sostenne la convinzione che «gli esseri viventi hanno caratteristiche specifiche non riducibili a quelle possedute dai corpi fisici», e assimilò la natura vivente ad un ensemble d'objets métaphisiques («un insieme di entità metafisiche»)., Romanticism in Science, pag. 59, op. cit.
La nuova «biologia romantica», incentrata sull'idea di un progresso graduale verso la complessità, fu così spesso associata alla teoria di Lamarck, che prese il nome di lamarckismo; essa fu una delle prime teorie dell'evoluzione, la quale sottolineava l'importanza dell'ambiente e degli adattamenti individuali per il cambiamento delle specie nel corso del tempo. Egli attribuiva tale cambiamento all'ereditarietà dei caratteri acquisiti, secondo cui le modificazioni indotte in un organismo durante la sua vita potessero venire trasmesse direttamente ai figli.
La scienza goethiana